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        <title>Radio3 Mondo</title>
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        <description>Radio3 mondo offre quotidianamente una scelta ragionata degli articoli delle maggiori testate straniere nella rassegna stampa in onda alle 6.50. E continua a parlare di mondo con i suoi protagonisti alle ore 11.00 mettendo a fuoco eventi, luoghi e storie.  </description>
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            <title><![CDATA[Xi al Cairo da al-Sisi, prima visita in 10 anni | Accade in Cisgiordania]]></title>
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            <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il leader cinese Xi Jinping sta cercando di rafforzare i legami con l'Egitto, un partner storico degli Stati Uniti in materia di sicurezza, e di affermare un ruolo più importante per Pechino in Medio Oriente. Xi ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi, in un momento in cui la guerra con l'Iran ha destabilizzato la regione, sconvolto i mercati energetici e sollevato interrogativi sul ruolo di Washington nella regione: ne parliamo con Alessia Melcangi, professoressa associata di storia del nord Africa e del Medio Oriente a La Sapienza di Roma e non-resident senior fellow all'Atlantic Council di Washington. |  Le Interferenze di Andrea Borgnino: la Corte suprema di Israele ha annullato all'unanimità la decisione del governo di Netanyahu di chiudere Army Radio, l'emittente radiofonica controllata dall'esercito. | Alcuni leader dell'Ue - nello specifico Italia, Francia, Germania e Regno Unito - si sono opposti alla decisione di Israele di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1. L'ampliamento della E1 collega le aree di Gerusalemme e Ma'ale Adumim, vanificando di fatto la prospettiva di una presenza palestinese contigua tra i centri abitati di Betlemme, Gerusalemme Est e Ramallah, da tempo considerata la base per uno Stato palestinese. La Francia ha da poco rinnovato la richiesta di sanzioni contro i responsabili della colonizzazione e delle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. Dure anche le parole dell'alto rappresentante Ue Kaja Kallas: "I video che provengono dalla Cisgiordania sono inquietanti, tutti gli Stati membri li hanno condannati". E ha aggiunto "Abbiamo mandato dei segnali a Tel Aviv ma azioni forti lancerebbero un messaggio chiaro": ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI a Gerusalemme. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 03/09/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Guerra ibrida all'Europa | Primi fronti per Andy Burnham]]></title>
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            <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[«Non siamo in guerra, ma nemmeno in pace», avverte da mesi Friedrich Merz. Potrebbe sembrare un'affermazione esagerata o allarmistica. Non lo è. Martedì il governo tedesco ha accusato Mosca di essere dietro l'attacco con droni all'aeroporto di Lipsia del 4 agosto, confermando così la valutazione del Cancelliere, che si applica sia alla Germania che al resto d'Europa. Non si tratta infatti di un episodio isolato. Incidenti simili sono stati segnalati in altri Paesi, come Romania e Polonia: ne parliamo con Alessandro Marrone, Esperto difesa, sicurezza e spazio dell'istituto Affari Internazionali IAI e con Agnese Franceschini, giornalista della radio e televisione pubblica tedesca WDR. | Donald Trump ha lasciato intendere di star riconsiderando il sostegno degli Stati Uniti alla sovranità britannica sulle Isole Falkland. Ufficialmente, gli Stati Uniti mantengono una posizione neutrale sulla questione della sovranità sulle isole, avamposto inglese nell'Atlantico meridionale, rivendicate per la prima volta dalla Gran Bretagna alla fine del XVII secolo e detenute quasi ininterrottamente dal 1833, fino all'invasione argentina e al conflitto militare tra i due Paesi nel 1982. Le dichiarazioni di Trump sono state il segnale più chiaro, finora, dell'intenzione di usare la disputa come leva per fare pressione sul governo del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, con l'obiettivo di fargli aumentare la spesa per la difesa e i contributi alla NATO. La relazione con gli USA non è però l'unico fronte aperto del governo britannico. Pochi giorni fa, il primo ministro britannico ha annunciato che il governo laburista britannico sta preparando misure severe contro gli insediamenti israeliani. Per la comunità ebraica britannica, questa risposta metterà alla prova il confine tra la solidarietà con Israele e la complicità con la sua leadership estremista: ne parliamo con Nicol Degli Innocenti, corrispondente da Londra del Sole24Ore. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 02/09/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La rete di Xi al vertice SCO | Washington riporta la Russia al G20 | Il ritorno (social) di Maduro]]></title>
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            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Si è aperto ieri in Kirghizistan il summit annuale dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Nata per gestire dossier economici, la SCO viene usata da Pechino e Mosca per promuovere un fronte multipolare capace di contrastare l'egemonia USA sugli affari globali. L'asse russo-cinese può uscire rinsaldato dal vertice, ma il premier indiano Modi ha incrinato il fronte dei "non allineati" esortando Putin a porre fine alla guerra in Ucraina "per il bene dell'umanità". Ne parliamo con Lorenzo Lamperti, giornalista freelance da Taipei e direttore editoriale di China Files. | La decisione degli USA di riammettere il ministro russo Anton Siluanov al G20 delle finanze che si è aperto ieri in North Carolina ha notevolmente irritato i partner europei. L'invito a sorpresa arriva pochi giorni dopo il viaggio del direttore della Cia Ratcliffe a Mosca. Ne parliamo con Orietta Moscatelli, caporedattrice Aska News, analista Limes, autrice del libro "Putin e putinismo in guerra" (Salerno editrice, 2022). | Dopo mesi di silenzio, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha diffuso delle foto dal carcere dove si trova da gennaio scorso. Le immagini sono state rese pubbliche due giorni dopo che il governo, ora guidato da quella che era la sua vice, Delcy Rodríguez, ha annunciato un accordo con Washinton in base al quale il Venezuela cede agli Stati Uniti circa il 22% delle riserve totali di greggio del Paese, pari a 65 miliardi di barili di petrolio. Ne parliamo con Maurizio Stefanini, giornalista freelance e autore di due libri sul Venezuela: "Intanto a Caracas" (2024, Paesi Edizioni) e "Adios Venezuela" (Paesi Edizioni, 2019). Ai microfoni Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 01/09/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[L’Islanda dice NO all’Europa | E se il Canada entrasse a far parte dell’UE?]]></title>
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            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il 52,8% degli islandesi hanno detto no a riprendere il dialogo con Bruxelles, contro il 47,2% che si è espresso a favore. Uno scarto di 12.701 voti che restituisce un Paese diviso, non solo politicamente ma anche geograficamente. Nella capitale Reykjavík prevale il sì, che sfiora il 57%, mentre il no è trainato soprattutto dalle circoscrizioni rurali. Un segnale chiaro che il Paese profondo, quello del tessuto economico legato alla pesca, non vuole nemmeno andare a vedere le carte che Bruxelles era disposta a offrire: ne parliamo con Rósa Björg Jónsdóttir, console Generale Onoraria d'Italia a Reykjavík e con David Carretta, autore de Il mattinale europeo e corrispondente a Bruxelles di Radio Radicale e Il Foglio. | La guerra commerciale di Trump ha spinto il Canada a interrogarsi sul proprio rapporto con gli Stati Uniti e, per la prima volta, ha portato nel dibattito pubblico l'ipotesi di un'adesione all'Unione europea. I dazi americani e le pressioni sulla sovranità canadese hanno rafforzato la linea del premier Mark Carney, deciso a diversificare i legami economici e strategici del Paese. L'idea di un Canada europeo, sostenuta da alcuni politici e intellettuali su entrambe le sponde dell'Atlantico, si fonda su interessi condivisi: risorse naturali, Artico, sicurezza e valori democratici. Ma l'adesione resta altamente improbabile: ne parliamo con Elena Baldassarri, storica del Canada. Ha insegnato Storia dell'America del Nord nelle Università Roma Tre e di Cagliari. Membro dell'Associazione Italiana di Studi Canadesi. È autrice del volume Canada e Québec. Un problema di identità nazionale (1947–1970) e con Fabio Masini, economista a Roma3 e direttore di Focus Europe. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 31/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 05:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 30/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 30 Aug 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Luigi Spinola.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 29 Aug 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La morte del "macellaio di Srebrenica" | Il Bauhaus e il passato che l’AfD vuole riarredare]]></title>
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            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Ratko Mladic, ex leader militare serbo-bosniaco e criminale di guerra, è morto in un ospedale penitenziario dell'Aia. Mladic, 84 anni, era soprannominato il "macellaio della Bosnia" per il suo ruolo nel genocidio di Srebrenica del 1995, durante la guerra nei Balcani, quando oltre ottomila tra ragazzi e adulti musulmani bosniaci furono massacrati e uccisi dalle truppe serbo-bosniache comandate da Mladic: ne parliamo con Elvira Mujcic, scrittrice e traduttrice, voce di Radio3 dove conduce Pagina3 Internazionale. Il suo ultimo libro "La stagione che non c'era", è uscito con Guanda nel 2025. | A Dessau, dove un secolo fa nacque il Bauhaus, la scuola di architettura e design chiusa dai nazisti torna al centro di una nuova guerra culturale. L'AfD, con oltre il 40% nei sondaggi in Sassonia-Anhalt, punta a conquistare il governo del Land e promette una svolta "patriottica" nella cultura e nell'istruzione. Il partito accusa il Bauhaus di essere diventato un simbolo di un'identità tedesca troppo aperta e internazionale e propone di ridurre i finanziamenti all'arte considerata "anti-tedesca". La battaglia investe anche la memoria del nazismo: l'AfD vuole ridimensionarne il peso nell'insegnamento della storia, mentre i suoi critici vedono nella svolta patriottica un tentativo di riscrivere il passato. Dietro il consenso al partito pesano però soprattutto il declino industriale, lo spopolamento, la disoccupazione e la sfiducia verso i partiti tradizionali dell'ex Germania Est. Il voto del 6 settembre potrebbe così trasformare la Sassonia-Anhalt nel primo laboratorio di una nuova destra tedesca: ne parliamo con Lorenzo Monfregola, giornalista freelance, scrive per Il Foglio, Aspenia, Limes, Le Grand Continent e con Vincenzo Trione, professore ordinario di Storia dell'arte contemporanea e di Arte e media all'Università Federico II di Napoli, Presidente della Triennale di Milano. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 28/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ceuta, la guerra delle versioni |  Tunisia: crisi, disordini e scontri | Corpi di pace in Ucraina]]></title>
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            <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La crisi di Ceuta apre una frattura nel governo di Pedro Sánchez: la ministra della Difesa Margarita Robles sostiene che il CNI, il Centro nazionale di intelligence spagnolo, avesse avvertito del rischio di un ingresso di massa, mentre il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska nega di aver ricevuto qualsiasi allerta. Anche la Delegazione del governo a Ceuta ha smentito Robles, precisando di aver ricevuto solo dati sull'aumento degli ingressi e non un avvertimento su ciò che sarebbe accaduto il 30 luglio. Lo scontro mette in difficoltà Sánchez, che cerca di mostrare compattezza e affida ad Ángel Víctor Torres il coordinamento della crisi, dopo l'arrivo di circa 80mila persone in due giorni. Sullo sfondo cresce anche la tensione con il Marocco. La crisi diventa così un doppio braccio di ferro: dentro il governo spagnolo e tra Madrid e Rabat: ne parliamo con Ricard Gonzalez, giornalista e professore all' Università Pompeu Fabra di Barcellona. | Scontri con la polizia a Ben Guerdane, nel sud-est della Tunisia, vicino al confine con la Libia, dopo il naufragio di un'imbarcazione con a bordo 15 migranti tunisini. Tutto mentre il Paese è sempre più colpito da crisi e repressione, con il presidente Saied che dal 2023 ha accentrato tutti i poteri e represso il dissenso: ne parliamo con Leonardo Martinelli, giornalista da anni a Tunisi, collabora con Repubblica, La Stampa ed è autore di TUNISI MON AMOUR Viaggio nella città dalle mille anime, uscito con EDT nel 2026. | Da Odesa una proposta per l'Europa: una presenza civile europea contro la guerra, accanto al popolo ucraino e per costruire una pace giusta. Si tratta del cuore della nuova iniziativa di mobilitazione civile europea nel cuore dell'Ucraina portata avanti dal MEAN, Movimento Europeo di Azione Nonviolenta: ne parliamo con Paolo Bergamaschi, del MEAN, Movimento Europeo di Azione Nonviolenta. Ai microfoni, Costanza Spocci]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 27/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La Cina apre la “Via della Seta del ghiaccio” | L’accordo Trump-Kim a spese della Corea del Sud?]]></title>
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            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Cina ha aperto la sua prima rotta commerciale regolare attraverso l'Artico. A gestirla è Sea Legend, compagnia di navigazione cinese, che collega la Cina all'Europa in circa 18-20 giorni: meno della metà del tempo necessario passando dal Canale di Suez. La rotta, lungo le coste russe, è diventata più accessibile con la riduzione dei ghiacci estivi, trasformando il cambiamento climatico in una nuova opportunità commerciale e strategica. Ma il passaggio è sotto il controllo di Mosca, che rilascia i permessi e mette a disposizione i rompighiaccio, mentre Pechino rafforza così la propria presenza nell'Artico. Restano però i rischi ambientali, dagli sversamenti di petrolio al carbonio nero, particolato prodotto dalla combustione dei carburanti, particolarmente dannoso per un ecosistema fragile. Per ora i volumi sono limitati e i costi elevati: la nuova "Via della Seta del ghiaccio" non può sostituire Suez o Hormuz, ma apre un nuovo fronte della competizione tra Cina, Russia e Stati Uniti: ne parliamo con Michelangelo Cocco, direttore del centro studi sulla Cina contemporanea, scrive per il quotidiano domani, autore della newsletter Rassegna Cina e con Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale e storia della politica estera statunitense all'Institut d'études politiques - Sciences Po a Parigi. | Il presidente Donald Trump ha ordinato una drastica riduzione delle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, affermando che costano troppo e inviano un segnale ostile alla Corea del Nord. Non ha nascosto il suo disappunto nei confronti della Corea del Sud per non aver sostenuto un'azione militare statunitense contro l'Iran. Ciononostante, ha parlato con toni cordiali di Kim Jong-un e ha espresso il desiderio di incontrarlo quest'anno: ne parliamo con Giulia Pompili, giornalista redazione esteri de Il Foglio, co-autrice di Bambù, un podcast che racconta gli ultimi 25 anni di Asia (Chora media). Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 26/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Le mani saudite sull’Europa | La sinistra francese si spacca sulla corsa all’Eliseo]]></title>
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            <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Francia e l'Arabia Saudita hanno firmato una lettera d'intenti relativa a un investimento di sei miliardi di euro per la creazione di tre parchi a tema nei pressi di Cergy-Pontoise, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Parigi. Uscendo dalla Francia, qual è l'ammontare degli investimenti sauditi in Europa e l'immagine di apertura che il principe ereditario MBS cerca di dare all'esterno corrisponde alla situazione interna del Paese? Ne parliamo con Corrado Čok, analista presso lo European Council on Foreign Relations e Fondazione Med-Or e con Anna Bonalume, docente di filosofia politica a SciencesPo Parigi, dottoressa in filosofia all'ENS di Parigi e giornalista.  | La corsa alle presidenziali francesi del 2027 riaccende lo scontro a sinistra, con Jean-Luc Mélenchon e Raphaël Glucksmann sempre più apertamente in competizione. Il leader di LFI ha chiuso le università estive del movimento davanti a migliaia di militanti, rilanciando l'idea che la vittoria sia possibile e cercando un'intesa con gli ecologisti. Glucksmann ha invece ufficializzato la propria candidatura, puntando a un'area socialdemocratica più ampia e alla primaria prevista in ottobre. A sostenerlo arriva Yannick Jadot, secondo cui gli ecologisti da soli non sono oggi in grado di vincere. Il fronte verde resta però diviso tra una candidatura autonoma, l'alleanza con Mélenchon e il sostegno a Glucksmann. La sinistra francese entra così nella campagna elettorale già profondamente frammentata: ne parliamo con Anna Bonalume. Ai microfoni, Costanza Spocci]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 25/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[I leader UE a Kyiv. Intanto Mosca testa la NATO?  | Siria, la frontiera infinita di Israele]]></title>
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            <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Alla vigilia del giorno dell'indipendenza dell'Ucraina, che 35 anni fa si staccava dall'Unione Sovietica, a Kiev sono piovuti i leader europei del blocco nordico-baltico per dare sostegno a Volodymyr Zelensky e incardinare la campagna aiuti di autunno 2026 sul binario giusto. L'ex ministro della Difesa Fedorov, nel frattempo, sfida il presidente Zelensky. Mosca in tutto questo non sta a guardare: ne parliamo con Marta Serafini, giornalista e inviata del Corriere della Sera in Ucraina e autrice del libro 'Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina: Dal 2014 a oggi' (ed. Fuori Scena, 2026) e con Vincenzo Camporini ex Capo Di Stato Maggiore della Difesa e consigliere scientifico dello IAI. | Israele sta consolidando la propria presenza militare nel sud della Siria, trasformando una zona di sicurezza nata come misura temporanea in una possibile occupazione permanente. Ha costruito dieci basi e conduce incursioni quasi quotidiane, con arresti, perquisizioni e controlli della popolazione. Israele sostiene di voler prevenire attacchi e infiltrazioni, mentre organizzazioni per i diritti umani denunciano possibili crimini di guerra. La strategia mira anche a contenere il nuovo governo di Damasco e a preservare il controllo del Monte Hermon e delle risorse idriche. Il raid israeliano contro una base siriana vicino ad Aleppo ha inoltre aperto un nuovo fronte con la Turchia, sempre più coinvolta nella stabilizzazione della Siria. Damasco, stretto tra due potenze regionali e militarmente più debole, continua a puntare sulla diplomazia per difendere la propria sovranità: ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di Damasco. Crocevia millenario nello spazio euro-asiatico (Paesi edizioni, 2026) e di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022). Ai microfoni, Costanza Spocci]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 24/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 23/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 23 Aug 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 22/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 21/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:41:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 20/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:17:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 19/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 18/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 17/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 17 Aug 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 16/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 16 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 15 Aug 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 14/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 14 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 13/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.   ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 12/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 11/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 10/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 09/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 05:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Costanza Spocci.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran, a che punto siamo? | Maxi-multa contro META e protezione dell’infanzia]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le notizie su un possibile accordo riguardante lo Stretto di Hormuz si susseguono ma è difficile capire se e quando si concretizzeranno. Secondo le ultime dichiarazioni, l'Iran starebbe in procinto di finalizzare un accordo con l'Oman per il transito delle navi attraverso lo Stretto, ma questo non significa che la via navigabile verrà riaperta, afferma Teheran. Che sottolinea di aver bisogno di una serie di garanzie da parte degli Stati Uniti affinché le navi possano transitare liberamente nello stretto. In un'intervista con l'agenzia di stampa statale IRNA (Islamic Republic News Agency), il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha illustrato le richieste dell'Iran, affermando che gli Stati Uniti devono annullare le azioni che, a loro dire, violano gli impegni precedentemente assunti. Intanto, secondo alcuni analisti, il conflitto ha portato Teheran a trasformare il blocco in un affare. E ora sta passando all'offensiva per proteggerlo: ne parliamo con Aniseh Bassiri Tabrizi, Associate Fellow Chatham House MENA. | Meta deve rafforzare i controlli sugli account dei minori e versare 567 milioni di dollari in un fondo per porre rimedio al suo ruolo nella crisi della salute mentale giovanile: lo ha deciso un giudice del New Mexico, infliggendo al gigante dei social media un'altra pesante sanzione e paragonandolo a fabbriche inquinanti. La sentenza giunge mentre Meta, insieme ad altre società di social media, si trova a dover fare i conti con le accuse di danni arrecati ai minori, tra cui numerose cause legali negli USA e problemi in differenti Paesi del mondo: ne parliamo con Nicoletta Pisanu, giornalista di Agenda Digitale. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 07/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Germania: minacce esterne e minaccia interna | Senza petrolio e senza luce, Cuba resiste ancora]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il drone armato rinvenuto all'aeroporto di Lipsia potrebbe non essere esploso, ma il fatto che sia riuscito a entrare nel perimetro aeroportuale, avvicinandosi ad aerei cargo ucraini , solleva evidenti preoccupazioni per la sicurezza dell'aviazione internazionale. Intanto sul fronte interno, un tribunale di Amburgo ha inflitto pesanti condanne al carcere ad alcuni membri del gruppo terroristico di estrema destra "Ultima Onda di Difesa": ne parliamo con Alessandro Ricci, giornalista freelance da Berlino. | Gli sforzi di Cuba per ripristinare l'elettricità dopo una serie di blackout sono stati nuovamente ostacolati lunedì 3 agosto da un secondo blackout a livello nazionale in un solo giorno, il sesto dall'inizio dell'anno, che ha colpito la rete elettrica nazionale. Poco dopo, l'energia elettrica è tornata in alcune zone de L'Avana e in diverse province del centro e dell'ovest di Cuba. Da mesi ormai la situazione nel Paese è critica ma il blocco delle importazioni di petrolio da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, volto a soffocare l'isola, ha portato i cubani a trovare il modo di resistere. In molti, per esempio, stanno sostituendo le loro auto americane degli anni '50, che consumano molta benzina, con motociclette e mototaxi elettrici provenienti dalla Cina; importano robuste batterie al litio per tenere accesi televisori e ventilatori durante i blackout; improvvisano generatori che funzionino a gas naturale, più accessibile; e installano pannelli solari sui tetti e persino sui veicoli. Fino ad arrivare al riciclo dei reggiseni per creare delle protesi di primo livello per le donne operate di tumore: ne pariamo con Carla Vitantonio, ricercatrice e cooperante. Il suo prossimo libro "L'ora di Cuba" esce il 28 settembre con Fuori Scena. Autrice del podcast "living Decoloniality". Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 06/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Primarie Usa, sfida democratica in Michigan | Un Danubio meno blu]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Sono in corso gli scrutini delle primarie in cinque stati americani, con particolare attenzione al Michigan, dove si decide la candidatura democratica al Senato in una sfida che riflette le divisioni interne del partito. Ne parliamo con Martino Mazzonis, giornalista americanista. | Il Danubio sta vivendo una siccità record che minaccia energia, trasporti ed economia dell'Europa centrale. In Romania e Ungheria la carenza d'acqua ha ridotto la produzione di alcune centrali nucleari, costringendo interventi d'emergenza. A Cernavodă l'esercito ha rimosso un ostacolo nel letto del fiume per garantire il raffreddamento dei reattori, mentre Paks opera a capacità ridotta. Il basso livello delle acque blocca la navigazione commerciale e aggrava una crisi climatica che si sta trasformando in una crisi energetica. Ne parliamo con Alessandro Grimaldi, collaboratore di Centrum Report, dal 2005 a Budapest.   Ai microfoni Luigi Spinola.   ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 05/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il costo politico della guerra per Putin | Il Venezuela lascia la Corte penale internazionale]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Secondo quanto riferito dalle autorità di entrambe le parti, almeno 16 persone sono state uccise in Russia e 11 in Ucraina, mentre i due Paesi continuano a scambiarsi attacchi. Martedì mattina, l'agenzia di stampa statale russa TASS ha riferito che, secondo quanto dichiarato dal governatore della regione di Mosca, cinque persone sono state uccise e altre sei ferite in un attacco con droni nella regione di Mosca. Veniamin Kondratyev, governatore della regione meridionale russa di Krasnodar, ha dichiarato che lunedì sette persone, tra cui tre bambini, sono state uccise e quasi 40 ferite quando i detriti di un drone sono caduti sulla località turistica di Arkhipo-Osipovka, vicino a Gelendzhik: ne parliamo con Marta Allevato, redattrice esteri dell'AGI, autrice di "La Russia Moralizzatrice" (edizioni PM 2024) e autrice della newsletter "Russia e Altrove". | Il governo di Caracas ha annunciato il ritiro del Venezuela dalla Corte penale internazionale, una decisione accolta con favore dagli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato americano ha definito la Corte un organismo "corrotto, privo di valore e senza credibilità", rilanciando la richiesta ad altri Paesi di abbandonare il tribunale. La scelta venezuelana segue la linea dell'amministrazione statunitense, che da anni contesta l'operato della Cpi e ne chiede lo smantellamento. La presidente Delcy Rodríguez ha presentato il ritiro come una scelta di sovranità nazionale e di opposizione a un'istituzione considerata politicamente strumentale. La decisione apre un nuovo fronte nello scontro tra Washington e la Corte dell'Aja, nata per perseguire genocidi, crimini di guerra e contro l'umanità. Il Venezuela era sotto esame della Cpi per una possibile indagine sulle violenze commesse dalle forze di sicurezza durante le proteste antigovernative: ne parliamo con Chantal Meloni, Associata di Diritto penale all'Università degli Studi di Milano dove è titolare del corso di International Criminal Law. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 04/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Le ultime da Gaza | Lula chiude la porta a Washington]]></title>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le forze israeliane hanno ucciso almeno 19 palestinesi a Gaza, nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia annunciato un piano che ha definito un "passo da gigante" verso la pace e la sicurezza in quell'enclave devastata: ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | A pochi mesi dalle elezioni presidenziali di ottobre, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha confermato il rifiuto del visto a due funzionari del Dipartimento di Stato americano, accusandoli di voler interferire nel processo elettorale. I due avrebbero dovuto incontrare anche Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, condannato per il tentato golpe seguito alla sconfitta del 2022. La tensione cresce mentre Flávio rilancia dubbi sul sistema di voto elettronico brasiliano, considerato tra i più sicuri al mondo e più volte difeso dalla magistratura elettorale. Sullo sfondo si aggrava anche lo scontro diplomatico con l'Argentina: il presidente Javier Milei, intervenuto a San Paolo per sostenere Bolsonaro junior, ha definito Lula un "ladro" e un "delinquente", provocando il richiamo dell'ambasciatore brasiliano da Buenos Aires. Brasile e Argentina, i due giganti del Mercosur, si ritrovano così al centro di una crisi politica e diplomatica in piena campagna elettorale: ne parliamo con Luigi Spera, collaboratore ANSA dal Brasile. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 02/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 05:18:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/08/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il crollo di Ceuta]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Ceuta si è svegliata questo venerdì con centinaia di giovani migranti rannicchiati sull'erba umida dei parchi, che dormivano quasi nudi, e bambini alle porte dei parcheggi pubblici. Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, si reca oggi nella città autonoma, dove giovedì sono arrivate migliaia di persone provenienti dal Marocco e che ha completamente superato la propria capacità di accoglienza. La Guardia Civil ha recuperato i corpi di 18 migranti, morti nel tentativo di entrare a nuoto nell'enclave. Il ministro degli Affari esteri, José Manuel Albares, ha convocato venerdì l'ambasciatore d'Italia in Spagna dopo che Roma ha annunciato di stare valutando la sospensione dell'accordo di Schengen sulla libera circolazione con Madrid: ne parliamo con Olga Piscitelli, Corrispondente Ansa dal Marocco, Steven Forti, storico e analista politico, docente di Storia Contemporanea presso l'Università Autonoma di Barcellona. Ha scritto Estrema destra 2.0 (Castelvecchi, 2025), "Ada Colau, la Città in comune" (Alegre) ed è coordinatore locale per la Spagna del progetto europeo ARENAS ("Analysis of and Response to Extremist Narratives"), Gabriele Rosana, giornalista a Bruxelles, collaboratore di Avvenire e Caterina Roggero, docente in Bicocca e alla Statale di Milano, ricercatrice ISPI su Nord Africa e Medio Oriente, il suo ultimo libro scritto insieme ad altri tre autori è appena uscito per Bompiani e si intitola: "Mondi arabi. Una guida essenziale". Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 31/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump attaccherà (anche) il Mali? | Tramadol, la cocaina dei poveri]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Mali potrebbe diventare l'ottavo Paese dell'elenco di quelli in cui il presidente Donald Trump ha ordinato attacchi dall'inizio del suo secondo mandato. L'amministrazione Trump sta infatti valutando un intervento militare nel Paese dell'Africa occidentale per colpire il gruppo affiliato ad al-Qaida noto come JNIM. All'interno dell'amministrazione, tuttavia, non c'è consenso sull'opportunità di procedere. Ne parliamo con  Laura Berlingozzi, ricercatrice in relazioni internazionali della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, esperta di Sahel. |  In Repubblica Centrafricana i mercenari del gruppo Wagner, anche dopo la morte del loro leader Yevgeny Prigozhin, continuano a operare alimentando le milizie locali con il tramadolo, la cosiddetta «cocaina dei poveri». Ne parliamo con Andrea Spinelli Barrile, di Africa Rivista. |   Tutto questo, come ogni settimana, accompagnato dalle nostre Interferenze con Andrea Borgnino.  Con Marina Lalovic ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 30/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran - USA, la tregua è finita | Casa Bianca, si rivedono Trump e Zelensky]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La difesa aerea giordana ha intercettato cinque missili lanciati dall'Iran nelle prime ore di mercoledì, ha dichiarato l'esercito del Paese, poche ore dopo che l'esercito statunitense aveva annunciato di aver abbattuto una raffica di missili iraniani lanciati contro le forze americane in Medio Oriente, ponendo fine a una breve tregua nei combattimenti: ne parliamo con Nima Baheli, analista geopolitico. | A pochi mesi dalle forti tensioni tra i due leader, Donald Trump e Volodymyr Zelensky si incontreranno martedì alla Casa Bianca in un clima definito più costruttivo. Zelensky punta a rilanciare i negoziati di pace con la Russia e a ottenere nuovi aiuti militari statunitensi, in particolare per la difesa aerea. Sul tavolo anche un possibile cessate il fuoco sugli attacchi a lungo raggio. Il presidente ucraino parteciperà inoltre ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, storico sostenitore di Kiev, la cui morte potrebbe influenzare gli equilibri all'interno dell'entourage di Trump: ne parliamo con Marta Serafini, giornalista ed inviata del Corriere della Sera in Ucraina e autrice del libro 'Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina: Dal 2014 a oggi' (ed.Fuori Scena, 2026) e "L'Ombra del nemico" (ed.Solferino, 2020). Sul fronte russo intanto si muovono diverse cose, dall' accusa a Durov, fondatore di Telegram, di aver agevolato il terrorismo alla situazione dell'opposizione interna: ne parliamo con Alberto Zanconato, corrispondente ANSA a Mosca. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale  29/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump e l'Iran | Netanyahu vola a Washington | Cipro in tasca]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Donald Trump ha dichiarato ad Axios di aver sospeso gli attacchi statunitensi contro l'Iran per dare un'ultima possibilità ai negoziati, ma si è detto pronto ad autorizzare una nuova offensiva militare se la diplomazia dovesse fallire. Ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus. | Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato a Washington in vista dell'incontro di martedì alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump. La visita avviene mentre cresce la tensione in Cisgiordania, dove coloni israeliani hanno incendiato due moschee e attaccato villaggi palestinesi dopo i violenti scontri di venerdì che hanno causato sei morti. L'escalation delle violenze rischia di complicare i piani diplomatici di Trump nella regione. Ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI in Cisgiordania. | Migliaia di persone hanno lasciato Israele e hanno comprato terra a Cipro, isola divisa tra Ue e Turchia dove la proprietà è contesa dal '74. Movimenti e uomini d'affari vicini all'ultradestra israeliana, intanto, sono sempre più visibili. Ne parliamo con Christian Elia, giornalista del collettivo IRPI Media.    Con Marina Lalovic ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 28/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Spagna, emergenza incendi e scontro politico | Dove sono finiti i proventi del petrolio venezuelano?]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Quando si decide il futuro dei boschi? Una domanda che sta generando un forte dibattito politico in Spagna mentre parte del territorio affronta quello che i media locali definiscono "il più grande incendio della storia spagnola": ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol. | Gli Stati Uniti hanno incassato circa 13 miliardi di dollari provenienti dai proventi petroliferi del Venezuela, solo che nessuno sa dove siano finiti. Dopo avere assunto il controllo delle esportazioni petrolifere del Venezuela all'inizio di quest'anno, in seguito all'operazione militare che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, gli Stati Uniti hanno sospeso alcune sanzioni contro il Venezuela e la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez è stata insediata alla guida del Paese. Donald Trump ha affermato che ciò avrebbe contribuito a «riparare» le infrastrutture petrolifere venezuelane per «iniziare a generare entrate per il Paese». Tuttavia, a sei mesi dall'assunzione del controllo delle esportazioni petrolifere del Venezuela da parte degli Stati Uniti, non vi sono segni evidenti di una ripresa economica per la nazione sudamericana. Il Financial Times ha stimato che nel 2026 gli USA avrebbero incassato almeno 13 miliardi di dollari dalle vendite di petrolio venezuelano: ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista sole 24ore esperto di America Latina. Inoltre, a un mese dal terremoto che ha duramente colpito il Paese, ascolteremo la testimonianza - raccolta da Marina Lalovic - di Gianluca Rampolla, Coordinatore Residente delle Nazioni Unite in Venezuela. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 27/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 26/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 26 Jul 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Accordi e disaccordi trumpiani | Colonizzare la Luna]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ Gli Stati Uniti hanno imposto nuovi dazi ad almeno il 10% su 60 Paesi, giustificandoli con la lotta al lavoro forzato. Intanto Trump ha firmato un accordo sul nucleare civile con l'Arabia Saudita che potrebbe aprire, in futuro, all'arricchimento dell'uranio nel Regno, suscitando timori di proliferazione nucleare. Ne parliamo con Matteo Villa, analista ISPI e con Corrado Čok, analista presso Med-Or Italian Foundation. |   La nuova corsa alla Luna parte dalle infrastrutture, non dalle miniere: chi controllerà basi, rotte e regole avrà il vantaggio strategico. Il programma Artemis punta a costruire un'economia lunare basata su logistica, acqua, energia e capacità di sopravvivenza, prima ancora dell'estrazione delle risorse. Sullo sfondo resta il sogno dell'elio-3, ma la vera posta in gioco è il potere di plasmare il futuro dello spazio. Ne parliamo con con Cesare Alemanni, scrittore e analista del rapporto tra infrastrutture e potere, autore della newsletter Macro, autore di in"Dalle pietre alle stelle: storia logistica dell'umanità",  in uscita a settembre per Einaudi. Con Giulia De Luca ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 24/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 05:44:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Agente IA fuori controllo | L'intelligenza artificiale sta cambiando il volto della guerra]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 09:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[OpenAI ha rivelato che un agente autonomo basato sull'intelligenza artificiale e alimentato dalla tecnologia della società è andato fuori controllo durante un test, ha avuto accesso al web pubblico e ha hackerato autonomamente una nota startup in un "incidente senza precedenti". Durante i test interni sulle loro capacità di hacking, condotti in un laboratorio digitale chiuso noto come sandbox, i modelli sono riusciti ad accedere a Internet – ottenendo di fatto una via di fuga – individuando una vulnerabilità mai scoperta prima. L'agente ha quindi violato Hugging Face, un database di modelli di intelligenza artificiale, per individuare la tecnologia che lo avrebbe aiutato a superare la valutazione di hacking, avendo "dedotto" che Hugging Face potesse possedere i modelli, i set di dati e le soluzioni per superare il test: ne parliamo con Ivana Bartoletti, esperta internazionale di governance dell'intelligenza artificiale e diritti digitali, lavora all'intersezione tra tecnologia, diritto ed etica ed è Global Chief Privacy and AI Governance Officer in una multinazionale tecnologica. | L'intelligenza artificiale sta cambiando il volto della guerra: algoritmi sempre più sofisticati analizzano dati, identificano obiettivi e contribuiscono a decisioni con conseguenze letali sui civili. Dipendenti ed ex dipendenti delle grandi aziende tecnologiche scelgono di opporsi alla collaborazione tra industria dell'IA e settore della difesa. Le loro testimonianze aprono il conflitto tra innovazione, responsabilità etica e sicurezza nazionale. È la più grande rivoluzione tecnologica della storia dell'uomo: i colossi dell'IA stanno diventando i nuovi signori della guerra? Chi decide come verrà usata questa tecnologia e quali limiti devono essere posti quando un codice può influenzare la vita o la morte? Ne parliamo con Marco Della Monica, coautore della puntata Goodbye Human della serie Il fattore umano, insieme a Raffaele Manco e Irene Sicurella. Ai microfoni, Giulia De Luca. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 23/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il blocco degli Houthi | Gli Scarafaggi in marcia verso il Parlamento indiano]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le minacce degli Houthi di bloccare il traffico nel Mar Rosso mettono a rischio la principale rotta alternativa usata dall'Arabia Saudita per esportare petrolio dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Un eventuale blocco del Bab el-Mandeb potrebbe aggravare la crisi energetica globale, costringendo le petroliere a rotte più lunghe e costose. Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen e zone di conflitto, fondatrice della newsletter Golfi, voce di Radio3 Mondo e autrice de I partigiani di Allah: Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente (Mondadori, 2026).    | Migliaia di sostenitori del Cockroach Janta Party hanno manifestato a Nuova Delhi chiedendo riforme dell'istruzione e più lavoro, sfidando il divieto imposto dalla polizia. Le forze di sicurezza hanno disperso i cortei con lacrimogeni e manganelli, mentre in alcune aree si sono verificati scontri. Nata dagli scandali sugli esami, la protesta è diventata una delle principali sfide al governo Modi, aggravata dal ricovero dell'attivista Sonam Wangchuk in sciopero della fame. Ne parliamo con Matteo Miavaldi, scrive di India e Asia meridionale per varie testate tra cui "il manifesto", dove è il responsabile della sezione podcast. Il suo ultimo libro è Un'altra idea dell'India (add editore, 2025).  Con Giulia De Luca ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 22/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 05:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il nuovo capo dell’ufficio politico di Hamas | Marcia su Gaza]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Khalil al-Hayya è stato eletto nuovo capo dell'ufficio politico di Hamas dopo la morte di Yahya Sinwar e la crisi della leadership del movimento durante la guerra a Gaza. Nato a Gaza nel 1960, membro fondatore di Hamas nel 1987, ha ricoperto diversi ruoli politici ed è stato il principale negoziatore del gruppo nei colloqui per il cessate il fuoco con Israele. Sopravvissuto a diversi tentativi di eliminazione israeliani e alla perdita di numerosi familiari, guiderà Hamas fino alla fine dell'attuale mandato interno nel 2027. Ne parliamo con Paola Caridi, saggista e giornalista, fondatrice e presidente di Lettera22, autrice di "Hamas Dalla resistenza al regime" (Feltrinelli, 2023); "Sudari. Elegia per Gaza" (collana Idee Feltrinelli, 2025); "Il gelso di Gerusalemme. L'altra storia raccontata dagli alberi" (Feltrinelli, 2024). | Ministri israeliani e leader dell'estrema destra hanno partecipato a una marcia verso il confine con Gaza per chiedere il ritorno degli insediamenti ebraici nella Striscia, evacuati nel 2005. La manifestazione, sostenuta anche dal Likud, porta al centro del dibattito politico l'ipotesi di nuove colonie, nonostante Netanyahu continui a negare un piano di reinsediamento. Tra i partecipanti Ben-Gvir e Smotrich, mentre in Cisgiordania prosegue l'espansione degli insediamenti e il controllo dei coloni sul territorio. Intanto la Knesset ha approvato una legge che estende la separazione di genere nelle università israeliane: i sostenitori la definiscono un'opportunità per le donne, i critici denunciano una nuova segregazione accademica.Ne parliamo con Lidia Ginestra Giuffrida, reporter e collaboratrice di Al Jazeera, in collegamento dalla Cisgiordania, e con Ariel David, giornalista di Haaretz.   Con Giulia De Luca ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 21/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Jul 2026 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Russia-Ucraina, la guerra che non finisce | Gjadër, la fabbrica della sofferenza]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Russia lancia una delle più grandi offensive missilistiche dall'inizio della guerra, colpendo Kiev e altre città ucraine: almeno otto morti e decine di feriti. L'attacco arriva dopo nuovi raid ucraini in territorio russo contro infrastrutture energetiche. Intanto a Kiev cresce la crisi della mobilitazione: paura del fronte, proteste e violenze contro i reclutatori militari mostrano la fatica di una guerra entrata nel quinto anno. Ne parliamo con Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice presso il Centro Russia, Caucaso e Asia Centrale dell'ISPI, e con Davide De Luca, giornalista basato a Kyiv, collabora con Domani. | Il registro del Cpr di Gjadër racconta 54 episodi critici nei primi 48 giorni di attività tra proteste, autolesionismo e tentativi di suicidio. Oltre 500 persone trasferite nella struttura hanno vissuto condizioni segnate da isolamento, disagio psicologico e detenzione prolungata. Il centro, presentato come modello europeo per i rimpatri, mostra invece le fragilità e i costi umani di questo sistema. Ne parliamo con Luca Rondi, redattore per il mensile Altreconomia. Ha scritto l'inchiesta "Gli Albania Files" ed è autore del libro-inchiesta "Frontiera Albania" uscito per Altreconomia il 3 luglio. Sempre sul tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio ha pubblicato nel novembre 2024 il saggio "Gorgo Cpr. Tra vite perdute, psicofarmaci e appalti milionari" scritto con Lorenzo Figoni.  Con Giulia De Luca ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 20/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 19/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 19 Jul 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 18/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 18 Jul 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il rimpasto di governo controproducente dell’Ucraina | Rubio vede rosso]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La mossa a sorpresa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di sostituire il popolare ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha scatenato l'ira della società civile e le proteste dei parlamentari. In serata, Zelensky aveva proposto il nome del generale di divisione Yevhenii Khmara, capo ad interim del Servizio di sicurezza (SBU), come ministro della Difesa ad interim. Nell'ambito del rimpasto di governo voluto da Zelensky, il parlamento ha approvato la nomina di Serhiy Koretsky, capo dell'azienda petrolifera e del gas statale, a primo ministro, dopo le dimissioni di Yuliia Svyrydenko avvenute all'inizio di questa settimana: ne parliamo con Claudia Bettiol, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso, Meridiano 13 e Valigia Blu. | Il segretario di Stato americano Marco Rubio ospiterà giovedì a Washington una conferenza internazionale sul "terrorismo politico di estrema sinistra", con la partecipazione di delegazioni di almeno 65 Paesi. L'amministrazione Trump sostiene che questa minaccia sia stata finora sottovalutata e punta a rafforzare la cooperazione internazionale. Da novembre gli Stati Uniti hanno inserito quattro gruppi europei nella lista delle organizzazioni terroristiche. La scelta è però contestata da ex funzionari e associazioni per i diritti civili, che temono uno spostamento di risorse rispetto alla lotta contro jihadismo ed estrema destra e possibili restrizioni alle proteste: ne parliamo con Martino Mazzonis, giornalista americanista. Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 17/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 05:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Gibilterra, cade l’ultimo muro d’Europa | La distanza tra Budapest e Mosca]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo oltre quattro anni di negoziati post-Brexit, Spagna, Regno Unito, Gibilterra e Ue hanno firmato un accordo storico che elimina i controlli alla frontiera. È caduto il confine fisico tra Spagna e il territorio britannico, separato dal 1908. La nuova intesa facilita gli spostamenti di residenti, turisti e dei 15 mila lavoratori spagnoli che ogni giorno attraversano la frontiera. Ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol. | Dopo la vittoria elettorale di Péter Magyar ad aprile, l'Ungheria ha iniziato a rompere l'asse privilegiato con Mosca costruito da Viktor Orbán. Il nuovo governo accusa la dipendenza energetica dalla Russia e punta a un riavvicinamento all'Unione Europea. Budapest ha annunciato di "chiudere la porta" al Cremlino e di riallinearsi con gli alleati occidentali. Intanto il Parlamento ha approvato una contestata riforma costituzionale che ridimensiona l'eredità politica di Orbán e del suo partito Fidesz. Ne parliamo con Peter Magyar, referente ANSA a Budapest . Con Roberto Zichitella ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 16/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Obiezione contro la leva in Germania | Fuga da Hormuz]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[In Germania cresce il numero dei giovani che chiedono di essere esentati dal servizio militare per motivi morali o religiosi. Nei primi sei mesi del 2026 le domande sono state 5.862, più che in tutto il 2025, complicando i piani del governo di rafforzare le forze armate come deterrente contro la Russia. Ne parliamo con Lorenzo Monfregola, giornalista freelance, scrive per Il Foglio, Aspenia, Valigia Blu, Limes, Le Grand Continent. | L'escalation tra Iran e Stati Uniti spinge i Paesi del Golfo a ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di petrolio. Gli Emirati Arabi Uniti investono in nuove rotte, porti e oleodotti per aggirare il passaggio e limitare i rischi di future crisi. Una strategia che potrebbe ridisegnare gli equilibri energetici e logistici della regione. Ne parliamo con Pier Paolo Raimondi, ricercatore della Florence School of Transnational Governance e dello IAI. Con Roberto Zichitella ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 15/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[L’operazione segreta di Israele per ingraziarsi Ahmadinejad | Octagon, la fortezza di Al Sisi]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La decisione di Israele di elaborare un piano per il cambio di regime in Iran incentrato sulla figura di Ahmadinejad rappresenta una svolta nella saga delle relazioni del Paese con l'ex leader iraniano, noto per aver accelerato il programma nucleare, per aver invocato regolarmente la distruzione di Israele e per aver negato l'Olocausto. Negli ultimi anni, secondo funzionari USA, Israele ha segretamente versato denaro ad Ahmadinejad per le spese di alloggio e viaggio, e agenti israeliani lo hanno incontrato all'estero in diverse occasioni. L'iniziativa è culminata alla fine di febbraio di quest'anno — durante i primi giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran — con un'operazione volta a spostare l'ex leader, che viveva sotto sorveglianza a Teheran. L'obiettivo: rovesciare l'attuale regime e insediare Ahmadinejad. Ne parliamo con Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera. | Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha inaugurato l'Octagon, il nuovo quartier generale delle forze armate nella Nuova Capitale Amministrativa, spiegando apertamente che serve a evitare il ripetersi delle proteste del 2011 che hanno assediato le istituzioni del Cairo. Il complesso, costato miliardi di dollari, concentra comando militare, infrastrutture di sicurezza e centri dati in una cittadella fortificata. Secondo analisti e studiosi rappresenta la trasformazione della "Nuova Repubblica" di Sisi in uno Stato costruito attorno alla sicurezza regime più che a quella del Paese. La nuova capitale, progettata per isolare il potere dalla popolazione, viene così interpretata come uno strumento per rendere più difficile ogni futura mobilitazione di massa.  Per i critici, l'Octagon è il simbolo della controrivoluzione egiziana e della volontà del regime di impedire che si ripetano le rivolte del 2011: ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista dell'Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed), Istituto di Studi Politici S.Pio V. Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 14/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 05:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[La morte di Al Thani e la situazione in Qatar | Il grande vuoto algerino]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Domenica il governo del Qatar ha annunciato la morte a 74 anni dell'ex leader, lo sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani, che ha guidato il Paese dal 1995 al 2013. Lo sceicco Hamad è considerato da molti uno degli artefici del Qatar moderno e ha guidato il Paese durante un periodo di rapida crescita economica: ne parliamo con Virginia Pietromarchi, inviata di Al Jazeera n collegamento da Doha. | In Algeria le elezioni legislative del 2 luglio hanno registrato un'astensione record: quasi l'80% degli elettori ha disertato le urne. Il voto, dominato dai partiti vicini alla presidenza di Abdelmadjid Tebboune, si è svolto senza la presenza significativa di candidati indipendenti, a differenza del 2021. La vittoria annunciata del Fronte di liberazione nazionale e delle formazioni filogovernative conferma la continuità del sistema. Più del risultato politico, il dato che pesa è quello della partecipazione minima, segnale di una profonda crisi di fiducia. Soffocata ogni vera competizione, l'Algeria appare intrappolata in un sistema chiuso, incapace di rinnovarsi e di recuperare consenso popolare: ne parliamo con Caterina Roggero, docente alla Statale di Milano, ricercatrice ISPI su Nord Africa e Medio Oriente, co-autrice di Mondi arabi. Una guida essenziale (Bompiani, 2024). Ai microfoni, Roberto Zichitella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 13/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Jul 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Settimanali Internazionali 12/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 12 Jul 2026 05:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 11/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 11 Jul 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L'altra Francia | Un codice per l’intelligenza artificiale]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La ricandidatura di Marine Le Pen rafforza l'identità più radicale del Rassemblement National, ma rischia di limitarne l'espansione elettorale. Intanto il successo del film su De Gaulle e l'immagine multietnica della nazionale di Mbappé rilanciano una narrazione repubblicana e inclusiva della Francia, fondata anche sull'eredità coloniale e migratoria. Due simboli culturali che sfidano la visione identitaria e nazionalista dell'estrema destra. Ne parliamo con Jean-Pierre Darnis, professore Ordinario Università della Costa Azzurra e docente di storia contemporanea alla LUISS di Roma. | Le Nazioni Unite hanno inaugurato a Ginevra l'AI for Good Global Summit 2026 (7-10 luglio), con l'obiettivo di favorire standard condivisi e una governance internazionale dell'intelligenza artificiale. L'evento riunisce governi, aziende tecnologiche, ricercatori e società civile per discutere l'impatto dell'intelligenza artificiale su sanità, istruzione, sicurezza alimentare, gestione delle emergenze e servizi pubblici. Al centro del dibattito anche IA agentica, robotica, sistemi autonomi, tecnologie quantistiche e interfacce cervello-computer.  Ne parliamo con Ivana Bartoletti, esperta internazionale di governance dell'intelligenza artificiale e diritti digitali, lavora all'intersezione tra tecnologia, diritto ed etica ed è Global Chief Privacy and AI Governance Officer in una multinazionale tecnologica. Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 10/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Jul 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Hormuz e Bab el Mandeb, le armi dell’Iran | Il nuovo corso di Baghdad]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'Iran sta cercando di trasformare il controllo dello stretto di Hormuz in una leva geopolitica, imponendo licenze e possibili pedaggi alle navi in transito e minacciando, insieme a Bab el-Mandeb, uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale. Una strategia che potrebbe mettere in discussione il principio della libertà di navigazione e creare un precedente per altre potenze come Russia e Cina. Ne parliamo con Valeria Eboli, professoressa ordinaria di diritto internazionale all'Accademia Navale di Livorno del Ministero della Difesa. | A Najaf è iniziato il corteo funebre per la sepoltura della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, con migliaia di fedeli sciiti in una delle città sante dell'Iraq. Intanto il governo di Baghdad cerca di ridurre l'influenza di Teheran: le milizie filo-iraniane hanno tempo fino al 30 settembre per consegnare le armi allo Stato, mentre il nuovo premier Ali al-Zaidi avvia una vasta campagna anti-corruzione con arresti e sequestri milionari. Sul fronte sociale crescono le proteste degli agricoltori colpiti da siccità, caldo estremo, moria di animali lungo il Tigri e tagli al sistema energetico. Mentre il Paese affronta le sue fragilità, l'Iraq conquista spazio sulla scena calcistica internazionale: il talento di Ayman Hussein è diventato il simbolo di una nuova generazione che guarda oltre le crisi. Ne parliamo con con Laura Silvia Battaglia, giornalista e voce di Radio3, in collegamento dall'Iraq. Ai microfoni Anna Maria Giordano.   ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 09/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 05:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Farage si dimette e si ricandida | Il nuovo volto del Nordafrica | Sudafrica, migranti sotto attacco]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK, il più popolare del Regno Unito, ha detto che si dimetterà da parlamentare per il collegio di Clacton-on-Sea, ma che si ricandiderà alle elezioni suppletive che si terranno come conseguenza delle sue dimissioni. Farage ha annunciato la decisione dopo che, la settimana scorsa, erano state rese note alcune donazioni di diversi milioni di sterline che aveva ricevuto, e dopo che quindi la commissione etica del parlamento britannico aveva aperto un'indagine: ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | I confini che separano Libia, Tunisia e Algeria sono diventati la prima linea di una crisi di sicurezza regionale in rapida evoluzione. I trafficanti d'armi, i gruppi estremisti e le reti di contrabbando di migranti operano ormai in un panorama sempre più interconnesso che si estende dal Sahel al Sudan: ne parliamo con Virginie Collombier, ne parliamo con Presidente e co-fondatrice della Mediterranean Platform, un think and act tank con sede in Italia. | In Sudafrica migliaia di persone straniere stanno fuggendo dalle loro case per paura delle proteste anti-immigrati e delle violenze xenofobe. A Durban oltre 2.000 manifestanti hanno marciato chiedendo agli immigrati irregolari di lasciare il Paese entro una scadenza arbitraria del 30 giugno. Decine di migliaia di migranti, anche con documenti regolari, hanno cercato rifugio in campi improvvisati o sono stati rimpatriati nei Paesi d'origine. Molti raccontano minacce, aggressioni e perdite personali. La rabbia contro gli stranieri è alimentata dalla disoccupazione, dalla criminalità e dalla crisi economica, ma le autorità denunciano il rischio di violenze e giustizia fai-da-te: ne parliamo con Valerio Cataldi, corrispondente RAI da Nairobi, al momento in Sudafrica. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 08/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Jul 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Segregazione in Israele | Francia, allarme incel | Sgominata una rete europea di stupratori]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Commissione Educazione della Knesset ha approvato un disegno di legge che permetterebbe l'istituzione di corsi universitari separati per uomini e donne nei programmi di laurea magistrale e dottorato. Il provvedimento, promosso da esponenti della destra religiosa, è ora atteso per le ultime due votazioni in Parlamento israeliano prima dell'eventuale entrata in vigore. Ne parliamo con Claudia De Martino, analista esperta di Medio Oriente al C2DH,  Centro di storia contemporanea e digitale dell'Universita' del Lussemburgo. |  La DGSI, l'intelligence francese, avverte sulla crescita degli "incel", movimento maschilista radicale con potenziale terroristico, sempre più popolato da giovanissimi (14-15 anni) radicalizzati online su piattaforme come TikTok e attratti da autori di stragi misogine. I servizi segreti francesi segnalano legami con l'estrema destra e chiedono una strategia nazionale contro la radicalizzazione maschilista. Parallelamente, un'operazione internazionale coordinata da Europol ha smantellato reti online di stupratori che condividevano tecniche, immagini e istruzioni per aggressioni sessuali. L'indagine ha identificato 57 aggressori e 156 vittime, quasi tutte donne, spesso colpite da persone di fiducia come partner o conoscenti. Le reti operavano su chat criptate e forum chiusi, dove si scambiavano anche contenuti misogini e piani di nuovi attacchi. L'operazione, parte del "Project Medusa", ha aperto nuove indagini in diversi Paesi e rafforzato la cooperazione internazionale. Le autorità avvertono che non si tratta di casi isolati ma di strutture criminali organizzate e interconnesse. Ne parliamo con Veronica Gennari, corrispondente da Parigi che lavora per media quali Skytg24 e Radio 24, e con Claudia Torrisi, giornalista, collabora con Internazionale e Domani, autrice del podcast "La famiglia giusta. Viaggio nell'Europa delle destre radicali", prodotto da Chora Media.   Con Anna Maria Giordano ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale  07/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Jul 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[NATO ad Ankara, frattura transatlantica | Giro di vite sull'opposizione turca]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il vertice dei paesi dell'Alleanza Atlantica si svolge in un clima di forte incertezza, con relazioni irrigidite e forti pressioni sulla coesione politica interna. Gli europei accelerano su spesa militare e capacità autonome, mentre Washington valuta un ridimensionamento della propria postura in Europa. Restano sul tavolo il cruciale sostegno all'Ucraina e la gestione dei contrasti in un'Alleanza "ancora viva ma segnata dalle tensioni". Il summit di Ankara comunque potrà forse aprire una nuova fase, con gli alleati europei sempre meno concentrati sull'"accontentare" Trump e più orientati a gestire un graduale passaggio verso una NATO a guida europea. Sul fronte interno turco, le tensioni aumentano: Ankara cerca di rafforzare il proprio ruolo strategico nell'Alleanza ma è criticata per la stretta repressiva contro oppositori, giornalisti e attivisti, con centinaia di arresti alla vigilia del vertice. Ne parliamo con Antonio Missiroli, Consulente senior presso l'ISPI, ex segretario generale aggiunto della NATO responsabile delle nuove sfide di sicurezza Europa e governance globale Europa e governance globale Sicurezza e difesa, e con Lea Nocera, docente di turco e storia Turchia contemporanea all'Università L'Orientale di Napoli e autrice per Zazà de La finestra sul Mediterraneo.  Con Anna Maria Giordano ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 06/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Jul 2026 05:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.    ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 05/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 05 Jul 2026 05:19:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 04/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 04 Jul 2026 05:21:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Kiyv sotto attacco | I funerali di Ali Khamenei in Iran]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo il devastante bombardamento russo su Kyiv, che ha causato almeno 27 morti, sia Mosca sia Kyiv promettono un'ulteriore escalation del conflitto: Zelensky assicura una rappresaglia, mentre il Cremlino annuncia un aumento della pressione militare. Il presidente ucraino chiede più sistemi di difesa aerea agli alleati, mentre l'UE prepara nuove sanzioni contro la Russia. Ne parliamo con Davide De Luca, giornalista basato a Kyiv, collabora con Domani, e con Camilla Capasso, Focal point comunicazione Ucraina WeWorld. |  L'Iran si prepara a un funerale di Stato senza precedenti per la Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nei bombardamenti di Stati Uniti e Israele all'inizio della guerra. Le cerimonie, che dureranno quasi una settimana tra Iran e Iraq, dovrebbero richiamare decine di milioni di partecipanti. Per il regime rappresentano un momento cruciale per dimostrare di essere ancora saldo dopo mesi di guerra e tensioni interne. La morte di Khamenei è avvenuta pochi mesi dopo le grandi proteste popolari contro il suo governo. Molti iraniani continuano a criticare il suo lungo dominio, segnato da repressione, violazioni dei diritti umani e corruzione, mentre altri ne celebrano la scomparsa. Oltre a guidare lo Stato iraniano, Khamenei era anche una figura religiosa sciita influente e il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, con forte peso nella politica regionale. Ne parliamo con Lucia Goracci, inviata del TG3 a Teheran, e con Kimia Ghorbani, giornalista iraniana.  Con Anna Maria Giordano ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 03/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:20:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[I primi 250 anni degli USA, cosa c’è da festeggiare?]]></title>
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            <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, gli Stati Uniti celebrano la propria democrazia mentre ne mettono alla prova alcuni dei principi fondanti. Tra fuochi d'artificio, hot dog, concerti e grandi eventi popolari, il 4 luglio di quest'anno si arricchisce di iniziative speciali, dalle regate storiche delle grandi navi, alle mostre dedicate alla Rivoluzione americana, pensate per raccontare una storia più ampia e inclusiva del Paese. Proprio alla vigilia dell'anniversario, la Corte Suprema ha riaffermato il diritto alla cittadinanza per nascita, respingendo il tentativo di Donald Trump di limitarlo e ribadendo il valore del XIV Emendamento. Ma lo stesso tribunale ha anche ampliato i poteri presidenziali in altri ambiti, alimentando il dibattito sull'equilibrio tra istituzioni e potere esecutivo. Il Paese arriva così al suo quarto di millennio profondamente diviso, tra identità, immigrazione e diritti civili. La domanda resta aperta: che cosa significa oggi festeggiare l'America? Ne parliamo con  Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato, autore di Eleggere il presidente. Gli Stati Uniti da Roosevelt a oggi (Marsilio, 2020), e con Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto da New York, autrice di "Manifesto Americano" (Paesi edizioni, novembre 2024) e del podcast settimanale del Manifesto "Sindrome Americana".  | Per la prima volta l'FCC l'organo Federale americano che controlla i media ha lanciato una campagna per trasmettere più "contenuti patriottici" in radio e tv, ce lo racconta Andrea Borgnino con Interferenze.  Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 02/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Venezuela, tra scosse e macerie | Il rifugio degli oligarchi ucraini]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le scosse di assestamento continuano a mettere a dura prova i nervi delle persone in Venezuela dopo i due violenti terremoti della scorsa settimana. Molte zone, tra cui La Guaira, non hanno ancora ricevuto aiuti statali significativi e i residenti guidano da soli le operazioni di soccorso. Con mezzi rudimentali, come pale e picconi, la popolazione cerca ancora dispersi tra le macerie, mentre i morti superano quota 1.700. Le speranze di trovare sopravvissuti si riducono, nonostante qualche salvataggio avvenuto nelle ultime ore. Cresce la critica alla risposta delle autorità, giudicata lenta e insufficiente rispetto alla gravità della catastrofe. Ne parliamo con Marinellys Tremamunno, giornalista italo-venezuelana, corrrispondente del Diario Las Americas, e con Giammarco Sicuro, inviato del Tg3 in Venezuela. | L'inchiesta sul cosiddetto «Battaglione di Monaco» ha rivelato che, nei primi mesi della guerra, decine di oligarchi, deputati ed ex funzionari ucraini si sono rifugiati tra Monaco e la Costa Azzurra, lontano dal fronte e circondati dal lusso. Il reportage del giornalista Mykhailo Tkach ha provocato un'ondata di indignazione in Ucraina e ha spinto i servizi di sicurezza di Kiev ad aprire un'indagine per presunte violazioni della legge marziale. Tra i nomi emersi figura anche Vadim Ermolaev, mentre nei confronti della maggior parte degli oligarchi sono state adottate soltanto misure limitate. Ne parliamo con Marta Serafini, giornalista del Corriere della Sera. Con Anna Maria Giordano ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 01/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Jul 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[I piani di Andy Burnham |  In Serbia la protesta continua | Bosnia, i gigli e i draghi dei Mondiali]]></title>
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            <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Andy Burnham ha presentato una visione per trasformare il Regno Unito, promettendo di aumentare il tenore di vita e ricostruire la fiducia nella politica attraverso una forte decentralizzazione dei poteri. Nel suo discorso ha definito "rotto" il sistema attuale e ha indicato priorità come il costo della vita, il rilancio dei servizi pubblici e una riforma profonda della governance britannica. Ne parliamo con Daniele Fisichella, giornalista freelance nel Regno Unito.  | In Serbia continuano le proteste studentesche, avviate dopo il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad che ha causato 16 morti e denunciato corruzione e cattiva gestione del potere. Nonostante l'annuncio di dimissioni del presidente Aleksandar Vučić e la prospettiva di elezioni anticipate, molti temono che possa mantenere il controllo politico del Paese attraverso nuove cariche o alleati. Con  Marina Lalovic, voce di radio 3, giornalista di Rainews 24.  Ne parliamo con Marina Lalovic, voce di radio 3, giornalista di Rainews 24.    | In Bosnia ed Erzegovina la qualificazione ai Mondiali 2026 ha scatenato un'ondata di entusiasmo nazionale, trasformando il calcio in un raro momento di unità dopo decenni di divisioni politiche e ferite della guerra. La vittoria e il percorso della squadra sono diventati un simbolo di identità collettiva e riscatto, capace di superare tensioni etniche e confini nella diaspora bosniaca nel mondo. Ne parliamo con Azra Nuhefendic, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso.  Con Anna Maria Giordano ai microfoni.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 30/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 30 Jun 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Libano-Israele: accordo o resa? | Gadi Eisenkot, il nuovo sfidante di Netanyahu]]></title>
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            <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo mesi di negoziati mediati dagli Stati Uniti, Libano e Israele hanno firmato un accordo quadro che dovrebbe aprire la strada alla fine delle ostilità nel sud del Libano. L'intesa è stata però subito contestata a Beirut, dove Hezbollah e i suoi sostenitori l'hanno definita una resa, denunciando l'assenza di un calendario vincolante per il ritiro delle truppe israeliane. L'accordo prevede il graduale dispiegamento dell'esercito libanese e il disarmo dei gruppi armati non statali, ma l'attuazione è subordinata a condizioni e verifiche che molti giudicano difficili da realizzare. Diversi analisti ritengono inoltre che il testo rifletta gli attuali rapporti di forza, fortemente sbilanciati a favore di Israele, e lasci al Libano margini di manovra molto limitati. Resta infine il dubbio cruciale: come disarmare Hezbollah senza aprire un nuovo fronte di conflitto interno. Ne parliamo con Azzurra Meringolo, inviata RAI in Libano, e con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | In Israele la campagna elettorale in vista delle votazioni di ottobre è già iniziata e il quadro politico si riorganizza attorno alla sfida a Benjamin Netanyahu. Gadi Eisenkot emerge come principale sfidante dell'opposizione a Netanyahu, con il suo nuovo partito Yashar che nei sondaggi raggiunge il Likud e cresce come alternativa credibile. Una parte dell'elettorato israeliano lo considera più adatto alla guida del Paese. Il nodo centrale resta però la difficoltà dell'opposizione a ottenere una maggioranza senza i partiti arabi. Eisenkot punta soprattutto a conquistare la "destra orfana" delusa da Netanyahu sulle esenzioni dal servizio militare per gli ultraortodossi. Il suo profilo di ex generale moderato e non ideologico lo rende attraente, ma la sua squadra è percepita come più tecnocratica che "di destra".  Ne parliamo con Davide Lerner.  Con Costanza Spocci ai microfoni]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 29/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 28/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Davide Lerner.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 27 Jun 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Terremoti in Venezuela | Senegal anti-LGBTQI+ | Nuovo Pride ungherese]]></title>
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            <pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Due forti terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno devastato la costa settentrionale del Venezuela, causando almeno 235 morti, oltre 4.300 feriti e il crollo di decine di edifici, mentre si teme che il bilancio possa salire a migliaia di vittime. Gli Stati Uniti e altri Paesi stanno inviando squadre di soccorso per le operazioni di ricerca, considerate cruciali nelle prime 72 ore dopo il sisma. Ne parliamo con Antonella Mori, responsabile del programma America Latina di ISPI e docente di Economia all'Università Bocconi. | Il presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ha firmato una severa legge contro la comunità LGBT. La legge ha raddoppiato la pena detentiva massima per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso, portandola da cinque a dieci anni, e ha previsto da tre a sette anni di reclusione, oltre a pesanti multe, per la "promozione" o il "finanziamento" dell'omosessualità.  Ne parliamo con Stefania Ragusa, giornalista e docente, specializzata in arte e culture africane. | La 31ª edizione del Budapest Pride si terrà il 27 giugno dopo il via libera della polizia, che ha revocato il divieto imposto dal precedente governo Orbán. Intanto l'Unione europea ha sbloccato oltre 16 miliardi di euro di fondi per l'Ungheria, pur mantenendo alcune condizioni legate allo stato di diritto e ai diritti della comunità LGBTQ+. Ne parliamo con  Eric Jozsef, presidente di EuropaNow! e con la testimonianza di Noémi Szécsi, scrittrice e traduttrice ungherese, ospite a Ventotene agli eventi legati all'8a edizione della Natalonga.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 26/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 26 Jun 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Le vittorie di Mamdani | Ebola in Congo, record di contagi nel primo mese]]></title>
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            <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Zohran Mamdani ha ottenuto una vittoria netta nelle primarie democratiche di New York: tutti e tre i candidati da lui sostenuti nei distretti 10, 7 e 13 hanno vinto. Tra loro spicca Darializa Avila Chevalier, attivista filo-palestinese che ha sconfitto il deputato uscente Adriano Espaillat. Le vittorie, salutate dai sostenitori dei diritti palestinesi come un "terremoto politico", indeboliscono il fronte tradizionalmente filo-israeliano nel Partito Democratico e potrebbero tradursi in nuovi seggi al Congresso a novembre. Ne parliamo con Mattia Diletti, docente della Sapienza Università di Roma, e autore di Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo per Treccani Libri. |  In Repubblica Democratica del Congo l'Ebola si sta diffondendo a velocità record, con 1048 casi confermati e 267 morti nel primo mese. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta del numero più alto mai registrato nella fase iniziale di un'epidemia di Ebola in Africa. La vita quotidiana delle famiglie è gravemente colpita, anche a causa dei continui movimenti transfrontalieri monitorati dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). La risposta internazionale ha rafforzato i controlli, con oltre un milione di viaggiatori sottoposti a screening, ma resta un forte deficit di finanziamenti. La capacità sanitaria è stata ampliata con più di 500 posti letto e fino a 2000 test di laboratorio al giorno nelle aree colpite. La Federazione Internazionale della Croce Rossa segnala tensioni, sfiducia e disinformazione che ostacolano le sepolture sicure e la risposta sanitaria. Ne parliamo con Valerio Cataldi, corrispondente RAI da Nairobi, di rientro dalla RDC.   Con Laura Silvia Battaglia ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 25/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Checkpoint Hormuz | La rivoluzione dei fenicotteri in Albania]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Stati Uniti, per voce del segretario di Stato Marco Rubio, hanno dichiarato che non accetteranno pedaggi o tasse sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, mentre l'Iran sostiene di voler introdurre "tariffe per servizi marittimi" concordate con l'Oman per la gestione della rotta. Intanto l'ONU prepara un piano per assistere le navi bloccate nel Golfo, il presidente iraniano è in visita in Pakistan (mediatore tra Washington e Teheran) e il Senato USA ha approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra di Trump nei confronti dell'Iran. Ne parliamo con Francesco Zampieri, Docente a contratto presso il Master in geopolitica e sicurezza globale dell'Università La Sapienza. Il suo ultimo libro: "Dalla geografia militare alla Geostrategia marittima", uscito con edizioni Nuova Cultura, 2025. | La decisione di costruire un mega-resort di lusso sull'isola di Sazan, in Albania, sostenuto da Ivanka Trump e Jared Kushner, ha scatenato una vasta protesta popolare che va ben oltre la difesa dell'ambiente. Migliaia di cittadini, inclusi membri della diaspora albanese, accusano il governo del premier Edi Rama di favorire gli interessi degli investitori e di una classe oligarchica percepita come corrotta. Le manifestazioni, ribattezzate "rivoluzione dei fenicotteri", sono nate per proteggere ecosistemi e aree naturali protette minacciate dai progetti turistici. La rabbia è cresciuta dopo scontri tra manifestanti e guardie private incaricate di recintare le zone destinate ai lavori. I critici denunciano scarsa trasparenza, modifiche legislative favorevoli agli investitori e rischi per habitat di specie protette. La protesta si è trasformata in un movimento più ampio contro l'establishment politico e le disuguaglianze del paese.  Ne parliamo con Camillo Cantarano, giornalista freelance specializzato in affari balcanici e co-autore della newsletter Balkanismo", e con Debora Angeli, lavora per il Cospe e si occupa di diritti delle donne, lavora in Albania da 30 anni, e h]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 24/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Guerra in Libano, c’è un ruolo per la Siria? | L'uccisione di Mona Khalil, custode delle tartarughe]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori di Pakistan e Qatar parlano oggi di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: "Sono stati fatti progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano". Ma è proprio in Libano che la guerra continua e non si è in realtà mai fermata, mentre resta da capire quale può essere il ruolo della Siria. Il presidente siriano Ahmedal-Sharaa ha negato che il suo Paese intenda intervenire militarmente in Libano, dopo che il presidente Trump ha ripetutamente suggerito un possibile coinvolgimento di Damasco. "He will do the job", ma di quale lavoro parlava? Ne parliamo con Raffaella Cosentino, inviata di Rainews, e con Lorenzo Trombetta, autore di "Damasco.Crocevia millenario nello spazio euro-asiatico'" Paesi edizione. | L'attivista ambientale libanese Mona Khalil, il cui impegno ha contribuito a trasformare un tratto di costa nel sud del Libano in uno dei più importanti siti di nidificazione del Mediterraneo orientale per le tartarughe marine in via di estinzione, è morta in seguito alle ferite riportate durante un attacco israeliano.  Khalil, 76 anni, è rimasta ferita quando la sua casa sulla spiaggia di Mansouri, vicino alla città meridionale di Tiro, è stata colpita durante gli attacchi israeliani nel sud del Libano due settimane fa.  È deceduta venerdì dopo diversi giorni di ricovero in ospedale, secondo quanto riferito da un'associazione ambientalista locale. Ne parliamo con Pasquale Porciello, collaboratore de Il Manifesto da Beirut.     Con Laura Silvia Battaglia ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 23/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Ascesa e caduta di Kier Starmer | De la Espriella si prenderà la Colombia? ]]></title>
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            <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il leader laburista ha le ore contate e questo lunedì 22 giugno segnerà probabilmente la fine di una storia, quella che lo ha legato alle sorti del Regno Unito in Europa e nel mondo negli ultimi due anni. Un epilogo che tra l’altro si potrebbe compiere nel giorno del 10° anniversario della Brexit. Ne parleremo con Nicole Degli innocenti del Sole24Ore da Londra e  con James Blitz, Giornalista e opinionista su questioni britanniche. Un nuovo leader potrebbe aprire invece un nuovo capitolo nella storia della Colombia. Abelardo de la Espriella, noto come “El Tigre”, avvocato, imprenditore e politico di estrema destra, ha vinto per un soffio il ballottaggio delle presidenziali di ieri, superando Iván Cepeda, politico, attivista e filosofo colombiano di sinistra, senatore la cui politica sarebbe andata in continuità con quella del presidente Gustavo Petro. Ne parliamo con Juan Masullo, Politologo e sociologo colombiano. Assistant Professor presso il Dipartimento di Scienze Politiche all’ Università di Milano e all'Università di Leiden. Studioso di violenza politica e criminale in America Latina]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 22/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 05:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 21/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Tutti uniti per l’Ucraina | La cooperazione tra UE e Golfo che passa per Roma]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I 27 leader dell'Unione europea si riuniscono a Bruxelles per un vertice di due giorni incentrato sull'invasione russa dell'Ucraina, le ripercussioni dell'economia cinese e il prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione. All'ordine del giorno figureranno anche la situazione in Medio Oriente, la competitività, il traffico di droga e la migrazione. Il vertice segue di poco il G7 tenutosi a Évian che è riuscito a convincere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a firmare una dichiarazione congiunta in cui ci si impegna ad aumentare il sostegno militare a Kiev e le sanzioni contro la Russia. Per gli europei rappresenta un'importante vittoria diplomatica per ricucire le molteplici fratture nell'alleanza transatlantica. Sebbene l'appoggio a Kyiv non sia in discussione, alcune fonti hanno confermato al sito d'informazione paneuropeo Eunews che già "nelle scorse settimane" tra UE e Russia "ci sono stati brevi contatti a livello diplomatico per aprire canali di comunicazione, ma non si è discusso nulla di sostanziale": ne parliamo con Nicoletta Pirozzi, responsabile area Europa dello IAI e vice presidente di Wiis Italy e con Antonella Scott, segue Russia e Ucraina per Il Sole 24 ore. | L'Europa entra nel 2026 in una nuova fase: passando dalla gestione delle crisi alla ridefinizione della propria autonomia strategica nei settori dell'energia, della tecnologia, della sicurezza e della finanza. All'insegna del tema "Europe Reimagined: Capital, Sovereignty & Strategic Autonomy" (L'Europa ridefinita: capitale, sovranità e autonomia strategica), il vertice FII PRIORITY Europe 2026 di Roma riunisce investitori globali, responsabili politici e innovatori per esaminare in che modo il capitale possa garantire la competitività a lungo termine dell'Europa: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 Mondo, giornalista esperta di Yemen e di zone di conflitto, firma la nuova newsletter "Golfi". Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 19/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[I presidenti di USA e Iran firmano un accordo di cessate il fuoco | Fed, inizia l’era di Kevin Warsh]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Stati Uniti e l'Iran hanno pubblicato mercoledì il testo di un accordo provvisorio firmato dai rispettivi presidenti per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz, con il presidente statunitense Donald Trump che ha minacciato di riprendere gli attacchi e uccidere i funzionari iraniani se non avessero rispettato i loro impegni: ne parliamo con Riccardo Redaelli, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano, Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche. È un esperto di Pakistan, Afghanistan, Iran e Asia meridionale, oltre ad essere autore di numerose pubblicazioni scientifiche. | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci raccontano lo stato della radio negli USA. | "Amo l'inflazione" ha detto recentemente Donald Trump in una delle sue numerose dichiarazioni. Un amore che sembra corrisposto perché a maggio il costo della vita negli USA è aumentato del 4,2% rispetto a un anno fa. Si tratta del maggiore incremento annuale dal 2023, dovuto principalmente all'impennata dei prezzi dell'energia conseguente alla guerra tra Stati Uniti e Iran, che ha paralizzato il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz. La Federal Reserve dovrebbe però mantenere invariati i tassi d'interesse nella riunione prevista per mercoledì sera e che segnerà il primo test per il nuovo presidente, Kevin Warsh, in un contesto di inflazione persistente e crescente pressione politica da parte del presidente USA per un taglio dei costi di finanziamento. La relazione di Donald Trump con il predecessore di Warsh, Jerome Powell, non è stata delle migliori: ha tentato di licenziarlo e ha persino fatto avviare dal suo Dipartimento di Giustizia un'indagine penale sulla banca centrale: ne parliamo con Paola Subacchi, Economista Essential Economics, Londra. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 18/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La costante Gaza | La Cina che non è al G7 di Evian e incontra il leader del Myanmar]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A Gaza la situazione umanitaria peggiora sempre più. Intanto la Corte suprema ha respinto il ricorso di Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza, contro la detenzione. Il medico è stato arrestato dall'Idf nel dicembre 2024. Da Evian intanto il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha esortato Israele ad abbandonare il suo piano di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza: ne parliamo con Meron Rapoport, giornalista a Local Call/+972Mag, traduttore e attivista politico, tra i fondatori del movimento A Land for All. | Se a Evian, in Francia, si sta tenendo il G7 che include Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Giappone, le altre potenze mondiali si muovono nelle rispettive zone geografiche delineando il loro cammino. Il presidente cinese Xi Jinping ha appena incontrato a Pechino il suo omologo del Myanmar, il capo militare birmano diventato presidente Min Aung Hlaing, appoggiandone la leadership politica durante l'incontro per delineare il futuro sviluppo delle relazioni bilaterali. Pechino considera prioritarie le sue relazioni con Naypyitaw nell'ambito della sua strategia diplomatica con le nazioni vicine. L'ex capo della giunta militare si trova in Cina per una visita di Stato di cinque giorni, che si concluderà venerdì. Si tratta del suo primo viaggio nella seconda economia mondiale da quando ha formalizzato il suo potere in seguito alle controverse elezioni tenutesi tra dicembre e gennaio nel Paese dilaniato dalla guerra: ne parliamo con Giorgio Cuscito, analista Limes su Cina e Indopacifico e curatore di "Bollettino Imperiale", l'osservatorio di Limes su Cina e Nuove Vie della seta. Autore di di "Xi Jinping. Come la Cina sogna di tornare impero" (Piemme edizioni, 2023) e con Angela Napoletano, giornalista redazione Esteri di Avvenire appena rientrata dal Myanmar nell'ambito del progetto di solidarietà: "Myanmar: vite dimenticate", promosso dalla Fondazione Avvenire. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 17/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Accordo USA-Iran: come funzionerà la fine della guerra? | Too big to fail, il paradosso dei Mondiali]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente è stato accolto con scetticismo, poiché gli operatori del settore marittimo hanno affermato che potrebbero volerci settimane prima che torni la fiducia dopo l'eventuale riapertura dello Stretto di Ormuz, e molte questioni fondamentali sono rimaste senza risposta. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì che un accordo preliminare per porre fine al conflitto è stato firmato dagli Stati Uniti e dall'Iran, sebbene i dettagli non siano ancora stati resi pubblici ed entrambi i paesi abbiano affermato che una tregua permanente deve ancora essere negoziata: ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus e con Luciana Borsatti, giornalista e autrice dei libri: "Iran. Il tempo delle donne" (Castelvecchi 2023), "L'Iran al tempo di Biden" (Castelvecchi, 2021) e "L'Iran al tempo di Trump" (Castelvecchi, riedizione 2020). | Con testi in inglese, francese, spagnolo, italiano e giapponese, la sigla della Coppa del Mondo maschile, eseguita durante la cerimonia di apertura l'11 giugno, incarna l'impegno della competizione a promuovere l'unità globale. Si prevede che quasi metà del mondo seguirà l'evento nelle prossime settimane, mentre il torneo si avvicina alla finale nella periferia di New York. Uno spettatore potrebbe trarne due conclusioni. In primo luogo, che la cultura dell'intrattenimento è più globalizzata che mai. In secondo luogo, che l'America rimane la superpotenza del soft power al centro di tutto. Ma come si stanno riscrivendo le regole sia dell'intrattenimento che del soft power? E la coppa del Mondo come è passata dall'essere un piccolo torneo in Uruguay a un impero colossale? Ne parliamo con Andrea Goldstein, economista, esperto di Economia e Sport e autore de "Il potere del pallone. Economia e politica del calcio globale" (ed. Il Mulino 2022). Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[G7, Appuntamento a Évian | La Svizzera dice "no" al limite della popolazione]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dai grandi conflitti ai persistenti squilibri economici che mettono in pericolo la crescita e la stabilità finanziaria mondiali: il vertice del G7, organizzato dalla Francia, si terrà dal 15 al 17 giugno 2026 a Évian, al confine con la Svizzera. I temi trattati includeranno anche la sicurezza e il sostegno all'Ucraina, con il presidente Zelensky atteso per martedì, per poi affrontare il contrasto alla coercizione economica e la protezione degli oceani. In questo G7, definito da molti "a misura di Eliseo", la Francia ha scelto di ospitare anche leader di economie emergenti, tra cui Brasile, India, Corea del Sud e Kenya. Ingenti le misure di sicurezza, alle quali la Svizzera partecipa con circa 4.000 militari e controlli temporanei alle frontiere: ne parliamo con Nathalie Tocci, professoressa a John Hopkins university e senior fellow a IeP Bocconi. Autrice di "La grande incertezza" (Mondadori, 2024) e di "Fuori dal Tunnel. Come l'Europa può superare la grande crisi" (Solferino editore, 2023). |  Il no in Svizzera all'iniziativa per un tetto di 10 milioni per la popolazione è un passaggio rilevante, che sgombra il campo dal rischio concreto di un duro colpo alle relazioni con l'estero e in particolare con l'Unione europea, quindi anche con l'Italia. L'iniziativa, voluta in funzione anti-immigrazione dalla Udc, partito della destra nazionalista, è stata respinta in votazione popolare con una percentuale che era di circa il 54 per cento. Il no, sostenuto dai partiti di centro e di sinistra, oltre che dalle associazioni delle imprese e dai sindacati, ha quindi completato la rimonta. Su un tema divisivo come l'immigrazione, infatti, la Udc secondo molti sondaggi era partita in vantaggio. Poi, durante il percorso, hanno riacquisito peso le posizioni che indicavano i lati negativi dell'iniziativa, sia in politica sia in economia: ne parliamo con Enrico Cesare Giulio Bianda, Capo redattore Attualità Rete Due RSI. Ai microfoni, Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 15/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 14/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Jun 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Omer Bartov: la sconfitta morale di Israele | L’altro Nicaragua di Ortega]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Cosa definisce un genocidio? L'intervista di Marina Lalovic a Omer Bartov, storico e uno dei massimi esperti dei genocidi. Appena uscito con Laterza il suo saggio "Nell'abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele". | Brooklyn Rivera, un importante leader indigeno nicaraguense, è morto dopo quasi 3 anni di detenzione. Rivera, fondatore del movimento indigeno Yatama della nazione centroamericana, è morto a causa di un "deterioramento fisico e neurologico" legato a un'infezione da Covid-19, ha dichiarato domenica il Ministero della Salute nicaraguense. Il governo, guidato dal presidente Daniel Ortega, ha impiegato 15 ore per confermare la morte e si rifiuta di consegnare il corpo del 73enne alla sua famiglia, secondo quanto riportato dai media dell'opposizione. Il governo nicaraguense è regolarmente accusato di oppressione politica, e Rivera è uno dei sempre più numerosi dissidenti a morire in custodia. L'uomo lottava da tempo per l'autonomia indigena in Nicaragua e negli anni '80 si era opposto al governo rivoluzionario sandinista di Ortega come membro di una milizia indigena che combatteva a fianco dei Contras. La detenzione di Rivera è stata riconosciuta da Ortega solo un anno dopo il suo inizio, in seguito alle pressioni esercitate da altre nazioni. Fino quasi alla sua morte, non si erano avute molte notizie sulle sue condizioni. Dal 2019, almeno altri sei prigionieri politici sono morti mentre erano sotto la custodia dello Stato: ne parliamo con il sacerdote Rafael Aragón e il professor Gabriel Leónidas Putoy Cano, esuli nicaraguensi impegnati per i diritti umani e per il ritorno della democrazia nel loro Paese. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 12/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Disordini a Belfast | Calcio d’inizio]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La polizia ha utilizzato idranti contro i rivoltosi in Irlanda del Nord durante la seconda notte di proteste contro l'immigrazione. Le folle hanno preso di mira le minoranze etniche dopo che lunedì sera un uomo era rimasto gravemente ferito in seguito a un'aggressione con coltello nella zona nord di Belfast: ne parliamo con Enrico Terrinoni, docente di letteratura inglese all'università per stranieri di Perugia, traduttore di autori irlandesi come Joyce e collaboratore de Il Manifesto e Irish Times. | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci porteranno alla scoperta dei Mondiali in Messico del 1970 e 1986. | I Mondiali di calcio 2026 prenderanno il via a Città del Messico con la partita tra il Messico, uno dei Paesi ospitanti, e il Sudafrica. Come spesso accade con eventi di questa portata, questi Mondiali non sono "solo" delle partite di calcio e sono tanti i temi che ruotano intorno al fischio d'inizio (e fine) di uno degli eventi più importanti del mondo. Dal punto di vista sportivo, saranno gli ultimi Mondiali per Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, i primi per Lamine Yamal, ma anche i più controversi, politicizzati e problematici di sempre, secondo diversi commentatori. Un mese fa il presidente della FIFA Gianni Infantino diceva: «Siamo pronti ad aprire le porte al mondo, a dare il benvenuto al mondo in Canada, Messico e Stati Uniti». Negli Stati Uniti però, dove si giocheranno 78 delle 104 partite in programma, sono in vigore restrizioni all'ingresso dei cittadini provenienti da quattro dei paesi partecipanti. Una delle squadre che più problemi sta avendo è l'Iran ma la notizia del divieto d'entrata per un famoso arbitro somalo sta facendo il giro del mondo: Nicola Sbetti, storico dello Sport, co-autore di La diplomazia del pallone: storia politica dei Mondiali di calcio (1930-2022) (2022, Mondadori) e autore di Giochi diplomatici. Sport e politica estera nell'Italia del secondo dopoguerra (2020, Ludica: collana di storia del gioco). Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna Stampa Internazionale 11/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Afghanistan, proteste e repressione: uccise due persone | Polonia-Ucraina, le relazioni difficili]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Secondo quanto riferito da testimoni e manifestanti, la polizia talebana ha fatto uso di armi da fuoco per disperdere una rara manifestazione di protesta contro la detenzione di donne accusate di aver violato i rigidi codici di abbigliamento islamici nella città di Herat, nell'Afghanistan occidentale. I medici hanno riferito che due persone sono morte. Diverse altre persone presenti alla manifestazione sono rimaste ferite. Sia uomini che donne sono scesi in strada pochi giorni dopo che i funzionari del governo talebano locale avrebbero iniziato ad arrestare le donne ritenute "non conformi al modo corretto di indossare l'hijab": ne parliamo con Costanza Spocci, voce di Radio3 Mondo, in collegamento dall'Afghanistan. | Era la fine di maggio quando il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha deciso di emanare un decreto per conferire a un'unità delle forze speciali dell'esercito ucraino il nome onorifico di «Eroi dell'UPA». L'iniziativa, ha spiegato il presidente ucraino, era finalizzata a «ripristinare le tradizioni storiche dell'esercito nazionale». Tuttavia, il decreto ha creato gravi tensioni con la Polonia. Dopo che la Germania nazista attaccò l'Unione Sovietica nel 1941, fu costituita l'Armata Insurrezionale Ucraina (UPA), un'organizzazione partigiana, per combattere per uno Stato ucraino indipendente — cosa che inizialmente fece come alleata della Germania. Al fine di cacciare la popolazione polacca dalle regioni che rivendicava per l'Ucraina, l'UPA commise crimini di guerra contro civili di etnia polacca, tra cui i massacri di polacchi in Volinia e nella Galizia orientale, una regione oggi divisa tra Polonia e Ucraina. Questo avvenimento inasprisce le relazioni tra Polonia e Ucraina, rese già tese dall'insofferenza dei polacchi verso l'alto numero di rifugiati ucraini e anche gli aiuti all'agricoltura ucraina: ne parliamo con Lorenzo Berardi, giornalista di Centrum Report e collaboratore de Il Manifesto residente a Varsavia. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Un futuro europeo per l'Armenia | Perù in stallo | Kosovo: Kurti vince le elezioni ma perde sostegno]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato che il suo partito filo-UE, Contratto Civile, ha ottenuto una "vittoria storica" nelle elezioni parlamentari del Paese. Pashinyan, che guida l'Armenia dal 2018, ha dichiarato la vittoria subito dopo che i primi risultati sono stati resi pubblici. Il suo rivale più vicino, l'Alleanza Armena, filo-russa, era in quel momento al secondo posto. La Commissione Elettorale Centrale dell'Armenia dovrebbe proclamare i risultati definitivi nel corso delle prossime ore. Se confermato, l'esito del voto conferisce a Pashinyan un forte mandato per il percorso filo-occidentale del Paese e per la pace con i suoi rivali storici, ma segnala anche il calo dell'influenza della Russia in una regione che un tempo dominava. Le elezioni di domenica sono state inoltre le prime a livello nazionale da quando il territorio conteso del Nagorno-Karabakh è stato conquistato dall'Azerbaigian nel 2023. Ne parliamo con Marilisa Lorusso, dottoressa in Democrazia e Diritti Umani, collabora con Osservatorio Balcani Caucaso e come esperta di Russia, Armenia e Georgia con Rights in Exile, per i diritti dei richiedenti asilo (US, GB). | In Perù voto ancora incerto: al termine del ballottaggio, solo poche migliaia di voti separano i due candidati in lizza, la conservatrice Keiko Fujimori (figlia del dittatore Alberto Fujimori) e il progressista Roberto Sanchez Palomino. Il Paese da tempo è segnato da incertezza politica e istituzionale: dal 2016 a oggi ha infatti cambiato ben otto presidenti. Ne parliamo con Mario Magarò, giornalista freelance che si muove tra Spagna e Perù. | Alle elezioni anticipate in Kosovo di domenica 7 giugno, il movimento Vetëvendosje di Albin Kurti è emerso ancora una volta al primo posto, sebbene abbia subito un vistoso calo nei consensi. Crescono i partiti di opposizione, mentre cala visibilmente l'affluenza alle urne: ne parliamo con Ilire Zajmi scrittrice e corrispondente Ansa da Pristina. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La ripresa del conflitto tra Israele e Iran | La nuova mappa dei coloni in Cisgiordania]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Israele ha sferrato attacchi aerei nell'Iran occidentale e centrale, dopo che l'Iran aveva lanciato missili contro il nord di Israele. È la prima volta che Iran e Israele si scambiano attacchi sul proprio territorio dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, due mesi fa. Israele afferma che "decine" dei suoi caccia hanno "completato" attacchi contro i sistemi di difesa iraniani L'Iran sostiene che i propri attacchi siano "l'inizio di un'intera settimana di attacchi continui". L'Iran ha lanciato i suoi attacchi dopo che domenica Israele ha effettuato attacchi aerei su Beirut, in Libano. L'esercito israeliano ha dichiarato che tali attacchi, contro obiettivi di Hezbollah nella periferia meridionale della città, erano una risposta al lancio di razzi da parte di Hezbollah contro Israele. In tutto questo, Donald Trump ha esortato Israele a non attaccare l'Iran: ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI e con Nima Baheli, analista geopolitico. | L'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania accelera mentre sul terreno aumentano gli avamposti dei coloni. Il Consiglio regionale della Samaria ha presentato un piano che prevede la creazione, ricostruzione o ampliamento di 18 insediamenti nel nord della Cisgiordania occupata. Il governo ha anche approvato oltre 2000 nuove unità abitative nei pressi di Gerusalemme, Nablus ed Hebron. Le iniziative, sostenute dal ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, rafforzano la presenza dei coloni in un'area considerata cruciale per il futuro assetto del territorio. Intanto, in località come Umm al-Khair, gli avamposti continuano a espandersi su terre palestinesi sotto protezione militare. Una realtà visibile anche in altri villaggi beduini della Cisgiordania, come Khan al-Ahmar, da anni minacciati di demolizione e sfollamento: ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 07/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 06 Jun 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Possibile incontro Putin-Zelenskiy? Gli scarafaggi contro Modi, la rivolta Gen Z che nasce dai meme]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente Vladimir Putin ha ribadito la sua posizione intransigente sulla guerra in Ucraina, affermando che le sue truppe avanzano ogni giorno sul campo di battaglia, ma ha anche aggiunto che le proposte di pace del presidente USA Donald Trump potrebbero porre fine ai combattimenti se Kiev fosse disposta a scendere a compromessi. Ha rilasciato queste dichiarazioni alla stampa internazionale, a margine dell'annuale forum economico di punta della Russia, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy pubblicava una lettera aperta a Putin in cui proponeva un incontro per concordare la fine della guerra, avvertendo che, in caso contrario, Kiev è pronta a continuare a combattere. Trump ha affermato che sarebbe fantastico se i due leader si incontrassero: ne parliamo con Alessandro Cassieri, storico corrispondente e inviato speciale della RAI e autore di "Tra Russia e Ucraina. Diario del conflitto dalle origini a oggi" (ed. Rai Libri 2024).| Nata come una battuta satirica su X, il Cockroach Janta Party è diventata in pochi giorni il più grande fenomeno di dissenso online contro il presidente indiano Narendra Modi, raccogliendo quasi 23 milioni di follower su Instagram. Fondata dal trentenne Abhijeet Dipke, il "partito degli scarafaggi" intercetta la frustrazione della Gen Z per disoccupazione, salari bassi e scandali legati alle fughe di notizie sugli esami pubblici. Il governo e dirigenti del partito di governo BJP hanno reagito duramente, accusando il movimento di minare la democrazia e bloccandone gli account social. Per molti analisti il successo del gruppo rivela un malcontento giovanile più profondo di quanto appaia sotto l'egemonia politica di Modi. Ma la sfida vera sarà trasformare milioni di follower in una presenza reale nelle piazze: senza organizzazione e mobilitazione offline, la protesta rischia di restare soltanto un meme virale: ne parliamo con Giuseppe Agliastro, corrispondente ANSA da New Delhi. Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichitella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L'UE adotta il modello ICE ? | Cosmo Radio a rischio | Armenia al voto, un bivio (anche) geopolitico]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Consiglio europeo, l'Europarlamento e la Commissione hanno approvato lunedì un regolamento che consentirà alle autorità nazionali di effettuare perquisizioni domiciliari per dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione di persone migranti dall'UE. Ispirato secondo i critici delle operazioni affidate da Washington alle squadre dell'ICE, il testo è un elemento cruciale della riforma del sistema europeo di asilo e migrazione, che punta a facilitare la deportazione dei migranti senza documenti, aumentando fino a un massimo di 30 mesi la detenzione prevista per i soggetti "non collaborativi". Il regolamento apre anche alla creazione di centri fuori dal territorio dell'Unione, dove le persone prive di documenti saranno trattenute per periodi non specificati, in attesa del rimpatrio nel loro Paese d'origine. Ne parliamo con Gabriele Rosana, collaboratore dell'Avvenire da Bruxelles | Andrea Borgnino con le sue Interferenze ci fa ascoltare i suoni e le voci di Cosmo radio, stazione multiculturale e multilingue tedesca che rischia di snaturarsi, trasformandosi in un canale hip-hop destinato a un pubblico mainstream. | Due milioni e mezzo di elettori, diciotto forze politiche e una società scissa su temi cruciali, dalla normalizzazione con Azerbaijan e Turchia al rapporto tra Stato e Chiesa. Gli armeni sono chiamati alle urne domenica 7 giugno per una delle elezioni più importanti della loro storia. Stando ai sondaggi, il favorito è ancora il partito Contratto civile dell'eroe della rivoluzione di velluto Nikol Pashinyan, che guida il governo da otto anni. Ma il suo programma filo-occidentale e modernizzatore, volto a superare i traumi storici che alimentano il revanscismo armeno, incontra forti resistenze nella galassia frammentata dell'opposizione. Ne parliamo con Luna De Bartolo, giornalista di base a Tbilisi, scrive per La Repubblica e Osservatorio Balcani e Caucaso. Ai microfoni, Roberto Zichittella ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichitella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[C’è del nuovo in Danimarca, il governo svolta a sinistra | Verso il midterm, il test californiano]]></title>
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            <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ A più di due mesi dalle elezioni parlamentari che hanno indebolito il partito socialdemocratico, consegnandoli il peggior risultato da oltre un secolo, la premier danese Mette Frederiksen ha trovato ieri un accordo per la formazione di un governo di minoranza. Dopo l'insolita coalizione con la destra, il nuovo esecutivo ora dovrebbe mettere la barra a sinistra. In cima alle priorità di Frederiksen c'è l'impegno a contrastare il carovita. Ma Copenaghen dovrà affrontare anche la persistente pressione di Washington, determinata a prendere il controllo della Groenlandia. Ne parliamo con  Eva Ravnbol, corrispondente di TV2 Danmarks. | Nelle primarie statunitensi di ieri tutti gli occhi erano puntati sulla California, da tempo dominata dal partito Democratico, ma attesa da una delle tornate elettorali più combattute degli ultimi anni. L'incertezza è confermata dallo spoglio ancora in corso, che al momento nella corsa per la carica di Governatore vede in testa quasi appaiati il Repubblicano Steve Hilton, ex -conduttore di Fox News, e l'outsider Democratico Xavier Becerra. Il voto è considerato un test importante per fotografare gli umori politici della nazione, e la direzione che imboccherà il partito democratico nel tentativo di strappare il Congresso ai Repubblicani nelle elezioni di midterm del 3 novembre. Ne parliamo con Raffaella Baritono, docente ordinaria di Storia e Politica degli Stati Uniti d'America presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. Ai microfoni, Roberto Zichittella]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichitella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Massicci attacchi russi sull’Ucraina | Scie di droni | Elezioni in Etiopia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un massiccio attacco russo con missili e droni ha colpito diverse città ucraine, uccidendo almeno 13 persone tra Kyiv e Dnipro e causando numerosi feriti e danni agli edifici. Allarmi aerei hanno costretto i residenti a rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana e in altri ripari, trasformando la vita quotidiana in uno stato di ipervigilanza costante. Il presidente Zelensky ha denunciato l'intensità degli attacchi e chiesto urgentemente missili Patriot agli Stati Uniti per difendersi. La guerra moderna in Ucraina mostra come droni e tecnologie di sorveglianza stiano trasformando il conflitto in una battaglia di precisione e logoramento continuo. Ne parliamo con Claudia Bettiol, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso e Meridiano 13, e con Alessandro Marrone, Responsabile del Programma "Difesa" e responsabile di ricerca nel Programma "Sicurezza" dello IAI. | L'Etiopia è al voto per eleggere il parlamento federale e quelli regionali, nelle settime elezioni generali dal 1995, in un contesto segnato da crescita economica, inflazione e tensioni interne. Gli analisti prevedono una netta vittoria del Partito della prosperità del premier Abiy Ahmed, favorito dal sistema elettorale e da un clima accusato di limitare opposizione e libertà di stampa. Le elezioni si svolgono all'ombra della guerra del Tigray (2020-2022), che ha causato oltre 600.000 vittime e segnato profondamente il Paese. Ne parliamo con Alberto Magnani, africanista del Sole 24 Ore, autore di Le ali dell'Africa, Il Mulino, 2025 .   Con Roberto Zichittella ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichitella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[La presa del castello di Beaufort in Libano | Presidenziali in Colombia, verso il ballottaggio]]></title>
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            <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le forze di sicurezza israeliane, IDF, hanno annunciato di aver conquistato una collina strategica, sulla cui sommità sorge il castello crociato di Beaufort, nel Libano meridionale: si tratta della più profonda incursione nel Paese da oltre un quarto di secolo, secondo quanto dichiarato dall'esercito. La conquista del castello, vicino alla città di Nabatiyeh, è ​​avvenuta dopo giorni di raid aerei e intensi combattimenti nei villaggi circostanti, dove le truppe israeliane si sono scontrate con i combattenti di Hezbollah: ne parliamo con Raffaella Cosentino, inviata di  Rainews24 nel sud del Libano. | L'esponente di estrema destra Abelardo de la Espriella e il candidato di sinistra Iván Cepeda si contenderanno la presidenza della Colombia in un ballottaggio che si terrà il 21 giugno. Con il 100% dei seggi scrutinati, l'esponente di estrema destra ha ottenuto 10,4 milioni di voti, pari al 43,7%. «Sconfiggeremo la tirannia e l'assolutismo», ha esultato De la Espriella. Il candidato del presidente Gustavo Petro si è classificato secondo con 9,7 milioni di voti, pari al 40,9%. Cepeda si è detto ottimista riguardo a una vittoria al ballottaggio. «Vinceremo, non c'è alcun dubbio», ha dichiarato. De la Espriella ha risposto con un appello a difendere la democrazia «con le buone o con le cattive»: ne parliamo con Juan Masullo, Politologo e sociologo colombiano. Assistant Professor presso l'Istituto di Scienze Politiche della Università di Leiden e all' Università degli studi di Milano. Studioso di violenza politica e criminale in America Latina.    Con Roberto Zichittella]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/06/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 01 Jun 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichitella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 31/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 31 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 30 May 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il controllo di Netanyahu su Gaza e board of peace senza fondi | Spagna, la memoria nera cancellata]]></title>
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            <pubDate>Fri, 29 May 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di aumentare il controllo su Gaza al 70%. L'espansione del controllo israeliano sarebbe in contraddizione con i termini del cessate il fuoco concordato tra Israele e Hamas sotto la guida di Donald Trump nell'ottobre del 2025. Intanto il Board of Peace del presidente statunitense Donald Trump, ideato per coordinare la ricostruzione di Gaza, non ha fondi disponibili nonostante i paesi membri abbiano promesso miliardi di dollari. A quattro mesi dalla sua istituzione, il fondo finanziario del Board non ha ricevuto ancora alcun contributo: ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI e con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus .| La Spagna riscopre il proprio passato schiavista e la memoria nera rimossa dalla narrazione nazionale. Anche Valencia avvia percorsi urbani e iniziative culturali per riportare alla luce la presenza delle comunità afrodiscendenti, documentata negli archivi ma cancellata dallo spazio pubblico. Nella città, tra il XV e il XVI secolo, migliaia di africani ridotti in schiavitù furono venduti nei pressi dell'attuale Mercato Centrale, senza che oggi una targa ne conservi il ricordo. Storici e attivisti denunciano un vuoto storico deliberato, frutto della volontà di costruire un'identità spagnola legata all'Europa bianca. Una rimozione che continua ad alimentare esclusione e senso di estraneità tra molti cittadini afrodiscendenti nati in Spagna: ne parliamo con Marc Riu, dottorando università di Torino e Pompeu Fabra, lavora sul conflitto tra memoria e patrimonio. Co-autore del libro Que hacemos con el pasado colonial (Vella terra ediciones, 2025). Questa puntata rientra nel Ciclo decoloniale di Radio3 Mondo. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 29 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran-USA, attacchi e contrattacchi | Libano sotto le bombe | I nuovi poveri statunitensi]]></title>
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            <pubDate>Thu, 28 May 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nuovi raid Usa contro un sito militare iraniano nell'area di Bandar Abbas: secondo i media di Teheran nessuna vittima o danno, ma si intensificano attacchi e contrattacchi nel pieno del negoziato, tra pressioni dei falchi americani e crescente mobilitazione nazionalista online in Iran. Sul fondo, le minacce di Donald Trump all'Oman e la pressione sugli alleati del Golfo perché aderiscano agli Accordi di Abramo, mentre lo Stretto di Hormuz resta il baricentro della tensione regionale. Ne parliamo con Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies. | Israele ha intensificato i raid nel sud del Libano, causando almeno 31 morti e 40 feriti nelle ultime ore, mentre continuano evacuazioni forzate e bombardamenti anche vicino a Beirut. Dall'inizio dell'escalation del 2 marzo, gli attacchi hanno provocato oltre 3200 morti e quasi 10mila feriti, con interi villaggi al confine devastati. Ne parliamo con Giulia Della Michelina, giornalista freelance basata a Beirut.  | Negli Stati Uniti cresce l'America dei "nuovi poveri": centinaia di migliaia di lavoratori vivono ormai in auto perché salari stagnanti e affitti fuori controllo hanno aggravato la crisi abitativa e allargato la forbice tra ricchissimi e ceto medio impoverito, mentre a New York il candidato Zohran Mamdani sarà messo alla prova sulla promessa di congelare gli affitti. Sul fronte sociale e migratorio, il provvedimento trumpiano del luglio 2025 "Ending Crime and Disorder on America's Streets" si intreccia con le politiche sull'immigrazione dell'amministrazione Usa: secondo la Brookings Institution oltre 100 mila bambini sarebbero stati separati dai genitori, simbolo di una frattura sociale sempre più profonda. Ne parliamo con Francesco Neri, giornalista che da molti anni collabora con Rai Radio3, in collegamento da New York. Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 28 May 2026 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Flavio Bolsonaro da Trump tra scandali e narcos | Bolivia, un paese bloccato dalle proteste]]></title>
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            <pubDate>Wed, 27 May 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Flávio Bolsonaro vola a Washington in cerca della foto con Trump che possa salvare una candidatura in crisi dopo lo scandalo Banco Master: il senatore è accusato di aver chiesto fondi a un banchiere coinvolto in una maxi frode per finanziare un film sul padre Jair Bolsonaro. Lo scatto alla Casa Bianca arriva infine, insieme a una richiesta esplosiva a Trump: inserire le gang brasiliane PCC e Comando Vermelho nella lista delle organizzazioni narco-terroristiche. Una mossa che accende lo scontro con Lula, che appena due settimane fa aveva chiesto agli Stati Uniti l'esatto contrario. Ne parliamo con Claudileia Lemes Dias, scrittrice italo-brasiliana da 20 anni in Italia, ha pubblicato i saggi "Fascismo tropicale: il Brasile tra estrema destra e Covid-19" (Dissensi Edizioni, 2020); "Le catene del Brasile: un paese ostaggio delle religioni" (l'Asino d'Oro Edizioni, 2022). Collabora con la rivista Left. | La crisi politica in Bolivia si aggrava: il governo di Rodrigo Paz ha ammesso la morte di un manifestante durante le operazioni contro i blocchi stradali che paralizzano La Paz da tre settimane. Il presidente, eletto sei mesi fa con una fragile minoranza parlamentare, è sotto pressione per le proteste di sindacati, agricoltori indigeni e movimenti civici che denunciano esclusione e crisi economica. Con il PIL previsto in calo del 3,3% nel 2026, la Bolivia affronta la peggiore recessione della regione e una crescente instabilità sociale. Ne parliamo con Vito Ruggero, ricercatore "Marie Curie" dell'università Ca Foscari di Venezia appena rientrato dalla Bolivia e autore di "Il sogno anticomunista. Neofascisti italiani in America Latina (1977-1982)" (edizioni Romatre-press).  Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 27 May 2026 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L’Ebola in RDC supera gli sforzi di contenimento | Viva Zapatero?]]></title>
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            <pubDate>Tue, 26 May 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ L'OMS avverte che la diffusione dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo sta superando la capacità di risposta dell'OMS. Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità esorta i paesi limitrofi ad adottare misure immediate. Ne parliamo con Federica Biondi, capo missione RDC INTERSOS (in questo momento a Goma), e con Roberta Villa, giornalista scientifica, autrice della newsletter Fosforo e miele. |  La Corte Nazionale spagnola ha citato in giudizio l'ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, convocandolo a testimoniare il 2 giugno per i reati di associazione a delinquere, traffico di influenze e falsificazione di documenti. Secondo quanto stabilito dal giudice, l'ex presidente e persone a lui vicine avrebbero ricevuto in modo irregolare 1,95 milioni di euro (2,26 milioni di dollari). Dopo aver governato la Spagna tra il 2004 e il 2011, Rodríguez Zapatero ha assunto un ruolo attivo nelle relazioni con il Venezuela e nei tentativi di mediazione politica tra il governo e l'opposizione del Paese sudamericano. Il caso indaga su presunti pagamenti illeciti di commissioni relativi al piano di salvataggio finanziario concesso dal governo spagnolo alla compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia di Covid-19. La compagnia aerea è stata oggetto di indagini giudiziarie in Spagna per il presunto riciclaggio di fondi illeciti provenienti dal Venezuela e per dubbi sulla sua sostenibilità economica quando riceveva aiuti pubblici. E mentre emergono nuove informazioni sull'indagine sull'ex primo ministro, i partner parlamentari esercitano pressioni su Pedro Sánchez.  Nel fine settimana, inoltre, una manifestazione sostenuta dal conservatore PP e dall'estrema destra di Vox ha riunito migliaia di persone a Madrid contro il «governo corrotto» del PSOE. Ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol.    Con Luigi Spinola ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 26 May 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La lunga notte turca | L’estrema destra avanza a Cipro | Spose bambine a 9 anni in Afghanistan]]></title>
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            <pubDate>Mon, 25 May 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La polizia turca ha fatto irruzione nella sede del CHP usando gas lacrimogeni per sgomberare la nuova leadership del principale partito d'opposizione, dopo che un tribunale ha reintegrato l'ex leader Kemal Kılıçdaroğlu annullando l'elezione di Özgür Özel. La decisione, insieme alla repressione contro figure dell'opposizione e alla chiusura della Istanbul Bilgi University, rafforza i timori di un ulteriore restringimento del pluralismo democratico sotto Recep Tayyip Erdoğan in vista delle presidenziali del 2028. Ne parliamo con Lea Nocera, docente di turco e storia Turchia contemporanea all'Università L'Orientale di Napoli e autrice per Zazà de La finestra sul Mediterraneo.  | Nelle elezioni parlamentari a Cipro l'estrema destra di ELAM, legata all'ex Alba Dorata greca, ha quasi raddoppiato i voti raggiungendo circa l'11% e avviandosi a diventare il terzo partito del Paese. Il risultato indebolisce i partiti centristi alleati del presidente Nikos Christodoulides ed è visto come un segnale politico in vista delle presidenziali del 2028. Ne parliamo con  Lorenzo Noto, consigliere redazionale di Limes e esperto di geopolitica del Mediterraneo. |     In Afghanistan i talebani hanno trasformato in legge i matrimoni precoci, legalizzando di fatto le spose bambine e aggravando la sistematica violazione dei diritti delle donne denunciata dall'Onu. Sullo sfondo, fame estrema e povertà spingono sempre più famiglie a vendere le figlie per sopravvivere, mentre anche l'Europa riapre ai rimpatri degli afghani. Ne parliamo con  Luca Lo Presti, presidente di Pangea onlus   Con Luigi Spinola ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 25 May 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 24/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 24 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 23 May 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Le loro prigioni | Africa Day | Sudafrica arcobaleno]]></title>
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            <pubDate>Fri, 22 May 2026 09:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Secondo Alice Jill Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, i detenuti palestinesi in Israele subiscono torture, violenze sessuali e maltrattamenti: «il numero e la crudeltà delle accuse di tortura e abuso dimostrano il "grave disprezzo da parte di Israele del proprio dovere di trattare tutti i detenuti in modo umano"»: ne parliamo con Azzurra Meringolo, inviata Rai e autrice del podcast Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo. | L'Africa Day celebra il 25 maggio la nascita nel 1963 dell'Organizzazione dell'Unità Africana, oggi Unione Africana. È una giornata di orgoglio culturale e memoria condivisa, ma anche di ombre che attraversano il continente. Dopo la fine del colonialismo, molti Stati hanno conosciuto fragilità istituzionale, governi deboli e cicli di instabilità. In diversi teatri di guerra, dai Sahel ai Grandi Laghi, la violenza coinvolge anche decine di migliaia di bambini soldato. Le missioni internazionali e le nuove alleanze geopolitiche oscillano tra intervento, sospetto e competizione strategica globale. Nel suo Africa Day, il continente resta così sospeso tra aspirazione alla pace e la difficile costruzione di un ordine giusto e duraturo: ne parliamo con Maria Stefania Cataleta, avvocata cassazionista ammessa al patrocinio davanti alla Corte penale internazionale e altre corti internazionali. Docente di Tutela internazionale dei diritti umani e International criminal law presso la Lumsa. Attivista da anni con Amnesty International. Autrice di "Il continente maledetto. L'Africa e il difficile cammino verso la pace" (Infinito edizioni 2026). | Rivendicare, riprendersi, recuperare. In una parola, RECLAIM . È questo è il titolo della prima edizione del Festival COSPE che si svolgerà a Firenze, Bologna, Cape Town e Cali: ne parliamo con Dino Lorimer, consulente per i rapporti internazionali e i progetti speciali del Nelson Mandela Forum di Firenze. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 22 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Storia dell'estrema destra israeliana | Giro del mondo con Kushner]]></title>
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            <pubDate>Thu, 21 May 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Prima di varcare la soglia parlamentare della Knesset e diventare ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir militava nel Kach, partito considerato un'organizzazione terroristica. Nella vita precedente a quella di ministro delle Finanze, Bezalel Yoel Smotrich traeva ispirazione dalle parole degli esponenti di Gush Emunim, movimento ultranazionalista affiancato dalla formazione paramilitare Jewish Underground, responsabile di numerosi attentati. Benjamin Netanyahu, "Bibi", "l'Americano" per il legame a doppio filo con gli States, non poteva neanche immaginare che sarebbe diventato il premier più longevo della storia del suo paese: ne parliamo con Elena Testi, inviata di La7 e autrice di "Genesi. Soldi, crimine, impunità. Storia dell'estrema destra israeliana" (SEM edizioni, 2026). | Nell'ultimo anno il genero di Donald Trump Jered Kushner e l'inviato speciale Steve Witkoff hanno incontrato i leader di Hamas e Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky e i negoziatori iraniani. La loro presenza quasi onnipresente nei negoziati suggerisce una domanda: la pace è un business? Medio Oriente, Serbia, Albania, Stati Uniti. Dal piano generale per la "Nuova Gaza" all' importante progetto di riqualificazione immobiliare e alberghiera di lusso a Belgrado, passando per l'Albania dove il fondo di Kushner ha pianificato progetti di sviluppo immobiliare di lusso sul lungomare fino a tornare negli USA con l'espansione nel settore residenziale multifamiliare e commerciale: l'impronta immobiliare mondiale di Jared Kushner è ripartita tra l'azienda di famiglia (Kushner Companies) e la sua società di investimento in private equity (Affinity Partners). Sostenuto da miliardi di fondi sovrani del Golfo, il portafoglio di Kushner si sta espandendo nel settore dell'edilizia di lusso, delle infrastrutture tecnologiche e della riqualificazione internazionale ad alto rischio: ne parliamo con Marilisa Palumbo, capa redattrice esteri Corriere della Sera. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 21 May 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Pechino al centro del mondo | Iran, il ritorno di Ahmadinejad? | Cosa succede in Groenlandia]]></title>
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            <pubDate>Wed, 20 May 2026 09:44:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La visita di Putin in Cina, pochi giorni dopo Trump, fotografa una realtà ormai consolidata: Xi Jinping è diventato l'arbitro indispensabile delle crisi globali. La strategia cinese è chiara e si muove su tre fronti - geografico, tecnologico e politico - con l'obiettivo di trasformare la Cina da "fabbrica del mondo" a centro del nuovo ordine internazionale entro il 2049. Mosca ha bisogno di Pechino molto più di quanto Pechino abbia bisogno di Mosca, mentre Washington, dopo anni di supremazia, si scopre improvvisamente dipendente. Mentre il soft power americano si erode, TikTok, DeepSeek e le supply chain cinesi avanzano silenziosi. La Cina non cerca di sostituire gli USA con la forza, ma di rendersi così centrale da rendere qualsiasi crisi impossibile da gestire senza di lei: ne parliamo con Francesco Betrò, corrispondente ANSA dalla Cina. | Il NYT sostiene che Israele avesse elaborato un piano in più fasi per rovesciare la Repubblica islamica dopo l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei nei primi attacchi della guerra. Secondo fonti USA citate dal giornale, Ahmadinejad sarebbe stato consultato preventivamente e considerato come possibile leader di un nuovo governo iraniano più "gestibile" per Washington e Tel Aviv. Il piano sarebbe però fallito quasi subito. Nel primo giorno di guerra, un raid israeliano contro la casa di Ahmadinejad a Teheran — descritto come un tentativo di liberarlo dagli arresti domiciliari — lo avrebbe ferito. Dopo quell'episodio, l'ex presidente avrebbe perso fiducia nel progetto di cambio di regime. Da allora non è più apparso pubblicamente: ne parliamo con Tara Riva, analista specializzata in relazioni internazionali. | L'inviato speciale di Trump per la Groenlandia ha ricevuto un'accoglienza fredda dai residenti. La visita di Landry arriva in un momento estremamente delicato: ne parliamo con Gabriele Catania, analista geopolitico specializzato in Paesi nordici e baltici. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 20 May 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente | Il meeting dell’OMS]]></title>
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            <pubDate>Tue, 19 May 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Proprio in Medio Oriente si giocano alcuni degli equilibri decisivi del nostro tempo. Per orientarsi bisogna partire da due domande essenziali: chi esercita davvero il potere nella regione? E quali forze stanno lavorando per ridisegnarne il futuro Seguiremo i fili che legano Teheran a Doha, Sana'a a Riad. Al centro c'è l'Iran, perno strategico di un sistema di alleanze e milizie noto come Asse della resistenza, alle prese con la sua crisi più profonda dalla fondazione della Repubblica islamica nel 1979. Intorno, si intrecciano i nodi irrisolti di una storia comune: colpi di Stato, guerre per procura, apparati religiosi e poteri economici che si contendono la scena, società civili che resistono in modi inediti e coraggiosi. Dall'ascesa dei Partigiani di Dio yemeniti alla rinnovata importanza dei Paesi del Golfo, dal crollo del regime siriano al fallimento di Hezbollah e dell'ISIS: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen e profonda conoscitrice del mondo arabo, fondatrice della newsletter Golfi, voce di Radio3 Mondo e autrice de "I partigiani di Allah: Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente" (Mondadori, 2026). |  A Ginevra intanto si sta tenendo l'Assemblea Mondiale della Sanità. Al centro dei lavori l'adozione dell'Accordo Pandemico, risultato di tre anni di negoziati, e la riforma del finanziamento dell'Oms, con una proposta di aumento dei contributi obbligatori e una razionalizzazione del budget. L'obiettivo: rafforzare la preparazione globale alle emergenze sanitarie, garantire equità nell'accesso alla salute: ne parliamo con Nicoletta Dentico, Direttrice del programma di salute globale presso Society for International Development (SID). Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 19 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 17/07/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 17 May 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La rassegna stampa settimanali stranieri condotta da Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 16 May 2026 05:25:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Gerusalemme, marcia ultranazionalista | I droni invisibili di Hezbollah]]></title>
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            <pubDate>Fri, 15 May 2026 09:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Durante la marcia del Jerusalem Day, migliaia di nazionalisti israeliani hanno attraversato la Città Vecchia di Gerusalemme Est scandendo slogan come "morte agli arabi" e "i vostri villaggi bruceranno". La manifestazione, sostenuta dal governo israeliano, ha visto la partecipazione di esponenti dell'estrema destra come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. Nel quartiere musulmano si sono verificati scontri tra gruppi radicali e residenti palestinesi, con intervento massiccio della polizia. Intanto il governo di Benjamin Netanyahu ha annunciato una causa per diffamazione contro The New York Times dopo un articolo che denunciava presunti abusi sessuali su detenuti palestinesi. Ne parliamo con Eric Salerno, giornalista, inviato speciale, esperto di questioni africane e mediorientali, ex corrispondente de Il Messaggero da Gerusalemme e autore di "Fantasmi a Roma", (Il Saggiatore, 2024). | Hezbollah utilizza droni a fibra ottica, difficili da individuare e immuni ai sistemi di disturbo elettronico israeliani, perché trasmettono immagini tramite un sottile cavo invece che via radio. In un recente attacco nel sud del Libano, un quadricottero ha colpito un carro armato israeliano, uccidendo il sergente diciannovenne Idan Fooks. La tecnologia, già sperimentata dalla Russia in Ucraina, consente il controllo dei droni a oltre 15 chilometri di distanza. Israele ammette difficoltà nel contrastare questa minaccia "low-tech", mentre Hezbollah rafforza le sue capacità militari anche grazie al sostegno tecnologico iraniano. Ne parliamo con Mauro Lubrano, docente di Relazioni Internazionali all'Università di Bath, nel Regno Unito. La sua ricerca si concentra sul terrorismo e sulla violenza politica, con particolare attenzione all'evoluzione delle ideologie estremiste, tra cui l'ascesa dell'estremismo anti-tecnologico. E' autore di "Stop the Machines", un volume dedicato all'emergere dell'estremismo anti-tecnologia uscito nel 2025. Ai microfoni Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 15 May 2026 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[L’ombra della corruzione sul sogno europeo di Zelensky | La Bosnia rischia di disgregarsi]]></title>
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            <pubDate>Thu, 14 May 2026 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Uno scandalo per corruzione scuote Kiev in un momento cruciale per Volodymyr Zelensky, impegnato nel percorso europeo dell'Ucraina. L'ex capo di gabinetto Andriy Yermak è accusato di riciclaggio e corruzione legati a ville di lusso e fondi neri collegati anche a Energoatom. L'inchiesta coinvolge ex ministri e figure vicine al potere, con intercettazioni che parlano di tangenti nei settori energia e difesa. Yermak nega tutto, mentre il silenzio di Zelensky alimenta le critiche dell'opposizione e mette in difficoltà la narrativa riformista del governo. Per l'Europa, il caso mostra sia l'attività delle istituzioni anticorruzione ucraine sia il rischio che emerga una nuova oligarchia di guerra.. Ne parliamo con  Davide De Luca, giornalista basato a Kyiv, collabora con Domani. | Il rappresentante ONU per la Bosnia-Erzegovina, Christian Schmidt, ha avvertito che il paese rischia di disgregarsi dopo le pressioni statunitensi che lo hanno spinto alle dimissioni. Schmidt denuncia il rafforzarsi delle spinte separatiste della Republika Srpska guidata da Milorad Dodik, alleato di Vladimir Putin. Secondo diplomatici occidentali, il cambio di linea degli USA nei Balcani potrebbe indebolire ulteriormente le istituzioni nate dagli accordi di Dayton del 1995. Ne parliamo con Gigi Riva, editorialista di Domani, giornalista, inviato di guerra, autore di "C'era l'amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l'assedio" (Mondadori, 2026) e "L'ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra" (Sellerio 2016). Ai microfoni Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 14 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump a Pechino | Macron riparte da Nairobi per riconquistare l’Africa]]></title>
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            <pubDate>Wed, 13 May 2026 09:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Oggi Donald Trump va in Cina per incontrare Xi Jinping in un momento di forte tensione tra le due superpotenze, ancora rivali strategiche ma economicamente indispensabili l'una all'altra. Washington punta a risultati economici immediati, mentre Pechino ragiona sul lungo periodo e rafforza la propria supremazia industriale e tecnologica. Tra crisi iraniana, Taiwan e guerra commerciale, il mondo entra in una fase di "ostilità stabilizzata" tra Usa e Cina. Ne parliamo con Alessandro Aresu è uno scrittore e consigliere scientifico della rivista Limes. | La Francia prova a rilanciare la propria influenza in Africa con un vertice a Nairobi, dopo anni di arretramento nel Sahel e nelle ex colonie francofone. Emmanuel Macron punta su una nuova strategia: meno interventi militari, più investimenti, tecnologia ed energia pulita. Al summit in Kenya sono stati annunciati 23 miliardi di euro di progetti, di cui 14 finanziati da attori francesi pubblici e privati. Parigi cerca così di contrastare l'avanzata di Cina, Russia e Turchia, ormai sempre più presenti nel continente africano. Tra i settori chiave figurano intelligenza artificiale, infrastrutture, nucleare civile, sanità e transizione energetica. Macron insiste su una relazione "tra pari", sostenendo che l'Africa abbia bisogno di investimenti più che di aiuti internazionali. Il vertice segna anche uno spostamento simbolico della diplomazia francese verso i Paesi africani anglofoni, a partire dal Kenya di William Ruto. Ne parliamo con Alberto Magnani, africanista del Sole 24 Ore, autore di Le ali dell'Africa, Il Mulino, 2025. Con Laura Silvia Battaglia al microfono. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 13 May 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il futuro di Cuba | La trumpizzazione del Venezuela]]></title>
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            <pubDate>Tue, 12 May 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno preso misure punitive contro Cuba, attribuendo la crisi economica e i blackout al sistema cubano e alla mancanza di manutenzione delle infrastrutture. Rubio sostiene che il vero problema sia la fine delle forniture di petrolio sovvenzionato dal Venezuela, mentre Washington continua a mantenere l'embargo commerciale sull'isola. L'ONU ha però avvertito che Cuba sta affrontando una grave emergenza energetica, con mesi senza carburante e tre blackout nazionali che hanno lasciato milioni di persone senza elettricità. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha ventilato possibili azioni future contro Cuba, mentre Rubio ha definito "positiva" l'evoluzione politica in Venezuela dopo la crisi legata a Nicolás Maduro.  Ne parliamo con  Carla Vitantonio, ricercatrice, scrittrice e cooperante,  per anni residente a L'Avana. | Il Venezuela di Delcy Rodríguez sta diventando un modello di "post-democrazia" appoggiato dall'ideologia Maga di Donald Trump. Dopo la cattura di Nicolás Maduro e della moglie, Trump ha elogiato la situazione venezuelana, nonostante i sondaggi mostrino malcontento popolare. Gli Stati Uniti non puntano più a "esportare la democrazia", ma a sostenere governi utili ai propri interessi strategici ed economici. Rodríguez si rafforza così come figura pragmatica e interlocutrice privilegiata di Washington, soprattutto sul petrolio, in un contesto in cui le elezioni e la volontà popolare contano sempre meno in questo nuovo equilibrio politico internazionale. Ne parliamo con Gennaro Carotenuto, storico, esperto di America Latina, professore di Storia Contemporanea presso l'Università della Campania. Con Laura Silvia Battaglia ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 12 May 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Golfo alternativo | Starmer rischia le dimissioni]]></title>
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            <pubDate>Mon, 11 May 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La guerra con l'Iran sta mettendo in difficoltà le economie del Golfo, che cercano da anni di ridurre la dipendenza dal petrolio. Gli Emirati Arabi Uniti, sempre più vicini a USA e Israele, sono diventati uno dei principali bersagli delle tensioni regionali. Gli attacchi iraniani e la crisi nello Stretto di Hormuz minacciano turismo, investimenti e commercio nell'area. Intanto Abu Dhabi porta avanti una politica estera sempre più autonoma, espandendo la propria influenza anche in Africa e Medio Oriente.Ne parliamo con Maria Fantappié, responsabile Programma Med Medio Oriente e Africa allo IAI. | Il premier britannico Keir Starmer è sempre più sotto pressione dopo pesanti sconfitte elettorali locali e il calo dei consensi laburisti a vantaggio di Nigel Farage e dei Verdi. Circa 40 deputati del Labour Party chiedono a Starmer di fissare una data per le dimissioni, mentre possibili rivali come Wes Streeting e Angela Rayner si preparano a una corsa alla leadership. Anche il sindaco di Manchester Andy Burnham viene indicato come possibile successore, ma dovrebbe prima rientrare in Parlamento. Le elezioni locali in Inghilterra e quelle autonome in Scozia e Galles confermano la crisi dei due partiti storici britannici e la crescita di forze populiste e alternative. Ne parliamo con Tiziana Prezzo, corrispondente di Sky tg24 dal Regno Unito e autrice de "il Regno fragile. Le difficoltà della Corona, gli effetti della Brexit, la svolta laburista" (ed.People 2024).   Con Laura Silvia Battaglia ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 11 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 10/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 10 May 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 09 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Cremlino dietro le mura e le raccomandazioni dell'Ucraina | Festival vicino/lontano]]></title>
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            <pubDate>Fri, 08 May 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le autorità russe temono possibili attentati o altre azioni di destabilizzazione in occasione della parata per la vittoria della "Grande guerra patriottica", come dai tempi dell'URSS viene definita la Seconda Guerra Mondiale. Per la prima volta da vent'anni il 9 maggio nella Piazza Rossa non sfilerà alcun mezzo militare. E mentre in città si moltiplicano i cartelli "No Drone Zone", il Cremlino avrebbe intensificato in modo significativo anche le misure di sicurezza attorno al presidente Vladimir Putin. Un rapporto attribuito a un'agenzia di intelligence europea descrive un clima crescente di sospetto ai vertici del potere russo, alimentato da assassinii mirati di ufficiali militari. Particolarmente delicata sarebbe la posizione di Sergei Shoigu, ex ministro della Difesa, indicato nel dossier come figura ancora influente negli ambienti militari e potenziale fattore di rischio politico. Tra le nuove precauzioni figurano controlli rafforzati per chiunque entri in contatto con il presidente, restrizioni severe sulle comunicazioni del personale e una drastica riduzione degli spostamenti pubblici. Il rapporto sostiene inoltre che il leader russo trascorra lunghi periodi in bunker protetti lontano da Mosca: ne parliamo con Marta Allevato, redattrice esteri dell'AGI, autrice di "La Russia Moralizzatrice" (edizioni PM 2024) e della newsletter "Russia e Altrove" e con Marta Serafini, giornalista e inviata del Corriere della Sera in Ucraina e autrice del libro 'Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina: Dal 2014 a oggi' (ed. Fuori Scena, 2026). | È "respiro" la parola del Festival vicino/lontano 2026, a Udine fino al 10 maggio e nell'ambito del quale viene assegnato il Premio letterario internazionale Tiziano Terzani che quest'anno è stato assegnato a "Perché ero ragazzo" di Alaa Faraj. Attualmente detenuto nel carcere di Palermo, Alaa in via del tutto eccezionale sarà presente: ne parliamo con Franca Rigoni, co-curatrice del festival. Ai microfoni, Marina Lalovic.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 08 May 2026 05:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Romania, (ri)cade il governo | Cosa cambia in Ungheria]]></title>
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            <pubDate>Thu, 07 May 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il governo guidato da Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Parlamento della Romania, che ha approvato una mozione di censura. La mozione ha ottenuto 281 voti favorevoli, ben oltre la soglia dei 233 necessari. A votare per la caduta dell'esecutivo sono stati in particolare i parlamentari del Partito Social Democratico (Psd) e delle forze di opposizione. Il governo resta ora in carica con poteri limitati all'ordinaria amministrazione fino alla formazione di un nuovo esecutivo: ne parliamo con Naty Badea, giornalista Antena 3 CNN. | Con la vittoria di Péter Magyar nelle elezioni di aprile 2026 l'Ungheria ha chiuso l'era di Viktor Orbán durata 16 anni e inaugurato una fase di allineamento all'Unione Europea, promettendo di aderire alla Procura europea, lottare contro la corruzione e allentare le tensioni diplomatiche con Bruxelles. Il paese mira alla normalizzazione istituzionale e a maggiore libertà e rispetto dei diritti, primo fra gli altri all'informazione, mantenendo però un orientamento politico conservatore. Marina Lalovic ha intervistato il nuovo Primo Ministro ungherese e ascolteremo le dichiarazioni di Péter Magyar con il commento di Stefano Bottoni, professore associato di Storia dell'Europa orientale presso l'Università di Firenze e autore del libro "L'Ungheria dagli Asburgo a Viktor Orban. Il passato come prigione" (Morcelliana, 2024) e "Orbán. Un despota in Europa (Salerno Editrice, 2019). | Le Interferenze di Andrea Borgnino cercheranno di farci capire la situazione dei media ungheresi. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 07 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran, la marcia indietro di Trump | USA-UE: escalation dei dazi? | Il Made in Ethiopia targato Cina]]></title>
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            <pubDate>Wed, 06 May 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo un solo giorno, Project Freedom si ferma.  Donald Trump ha annunciato di aver già sospeso le operazioni volte a guidare le navi bloccate all'ingresso dello stretto di Hormuz, per via dei "Grandi progressi" registrati nel negoziato indiretto con l'Iran.  E' solo l'ennesimo contrordine dell'erratico Comandante in Capo o davvero l'accordo è vicino? Ne parliamo con Federico Petroni, coordinatore America per Limes. | Quella di oggi sarà una giornata cruciale sul fronte dei rapporti transatlantici, dopo la minaccia di Trump di portare i dazi sul comparto auto dal 15 al 25%. Mentre a Parigi si riunisce il G7 commercio, a Bruxelles il "trilogo" tra Consiglio, Commissione e Parlamento dovrebbe dare il via libera all'accordo raggiunto a giugno con Washington. Con la speranza di scongiurare un nuovo round di guerra commerciale. Ne parliamo con Roberta Carlini, giornalista e scrittrice, esperta di economia e ricercatrice all'Istituto Universitario Europeo di Firenze. |  Costruito da un'impresa di Pechino nel 2008, l'Eastern Industry Park di Dukem in Oromia è stato solo il primo tassello di un ampio programma industriale cinese, che ha alimentato le ambizioni dell'Etiopia di diventare "una Cina africana". Un sogno che si scontra con i limiti di un modello di sviluppo dipendente da capitali e mercati stranieri, come racconta il documentario Made in Ethiopia. Ne parliamo con Giulia Beatrice Filpi, giornalista freelance e collaboratrice di Africa Rivista. Ai microfoni, Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 06 May 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[UE e Russia, la sfida passa per l’Armenia | La Silicon Valley del Caucaso]]></title>
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            <pubDate>Tue, 05 May 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A Yerevan si gioca una partita cruciale. Il vertice della Comunità Politica Europea e il primo summit con l'Unione europea segnano il tentativo dell'Occidente di sottrarre l'Armenia all'influenza di Vladimir Putin. Dopo il disimpegno russo nel Nagorno-Karabakh, il primo ministro Nikol Pashinyan ha accelerato il riavvicinamento all'Europa, sostenuto anche da un fragile accordo di pace con Ilham Aliyev. Bruxelles offre investimenti, cooperazione in materia di sicurezza e integrazione economica, ma evita la promessa più sensibile: lo status di paese candidato. Il Caucaso, snodo energetico e commerciale tra Asia ed Europa, è troppo strategico per restare neutrale. Mosca reagisce con pressioni economiche e interferenze. Le elezioni di giugno metteranno alla prova la solidità della svolta occidentale. Nel frattempo, l'UE procede con cautela: abbastanza da attrarre Yerevan, ma non ancora da garantirne pienamente la sicurezza. Ne parliamo con Nona Mikhelidze, analista dello IAI sull'Europa orientale e la Russia. | L'Azerbaigian accelera la transizione energetica con intelligenza artificiale, IoT e reti intelligenti per ridurre emissioni e aumentare l'efficienza. Il Centro per la Quarta Rivoluzione Industriale guida l'innovazione con analisi predittiva e formazione alle piccole e medie imprese, sostenuto da strategie nazionali. Nel Karabakh la ricostruzione post-bellica è spinta anche dall'Intelligenza Artificiale Agentica, che accelera i tempi. Restano sfide su regolamentazione e consenso pubblico, ma entro il 2035 il Paese punta a un'economia digitale, basata su rinnovabili e dati. Ne parliamo con Nicoletta Pisanu, giornalista di AgendaDigitale. Con Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 05 May 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Dopo il Venezuela e l’Iran, toccherà anche a Cuba? | Tutto l’oro del mondo]]></title>
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            <pubDate>Mon, 04 May 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Con un nuovo ordine esecutivo, annunciato nell'ultimo fine settimana, il presidente Donald Trump torna ad aumentare la pressione su Cuba. "Prenderemo il controllo dell'isola " avverte il capo di Stato USA anticipando che una delle portaerei potrebbe fermarsi proprio ai Caraibi sulla via di ritorno dal Medio Oriente. Dopo il Venezuela e l'Iran, toccherà anche a Cuba? Ne parliamo con Mariangela Paone, giornalista e scrittrice, rientrata da poco da Cuba. Collabora con diverse testate, segnaliamo il suo ultimo lavoro per Internazionale, un lungo video reportage dall'isola: "I giorni più difficili di Cuba". | La corsa globale all'oro, alimentata da tensioni geopolitiche e inflazione, ha riportato il metallo al centro delle strategie delle banche centrali, ma ha aperto nuove fratture nel sistema finanziario. Mentre i Paesi accumulano riserve per proteggersi da crisi e sanzioni, emerge il dilemma logistico e strategico di dove custodirle, tra sicurezza, liquidità e autonomia nazionale. Parallelamente, un'inchiesta rivela che parte dell'oro immesso nei circuiti ufficiali proviene da filiere opache o illegali, spesso legate a cartelli, conflitti e devastazione ambientale. Ma attraverso processi di raffinazione e mescolanza, oro di origine illecita può diventare formalmente "legale" e perfino "nazionale". Il risultato è un paradosso: governi e investitori cercano stabilità acquistando oro, ma contribuiscono indirettamente ad alimentare instabilità, criminalità e guerre. Così, il metallo rifugio per eccellenza diventa al tempo stesso scudo e fonte di nuove vulnerabilità globali: ne parliamo con Ester Corvi, giornalista di Milano Finanza. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 04 May 2026 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 03/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 03 May 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 02 May 2026 05:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Schiavi e precari, sudditi dell’intelligenza artificiale | Il lavoro femminile in India]]></title>
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            <pubDate>Fri, 01 May 2026 09:58:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'AI viene raccontata come una nuova forma di colonialismo occidentale, non più confinato a territori specifici, ma diffuso ovunque. Non ci sono frontiere o perimetri perché lo sfruttamento riguarda tanto la terra quanto i corpi, passando per le risorse naturali e le vite umane. E il caso specifico dei milioni di data worker sparsi tra Africa, Asia e Sud America, il cui ruolo è alimentare i sistemi per rendere le AI più performanti, moderare contenuti violenti e addestrare sistemi linguistici. Persone sottoposte a stress, e a immagini traumatiche, operai digitali di un'economia che li paga a cottimo e impone loro il silenzio attraverso rigidi accordi di riservatezza. Individui che rendono possibile il funzionamento di piattaforme e app che usiamo ogni giorno, da Siri a ChatGPT, spesso inascoltati e invisibili. India, Filippine, Brasile, Venezuela, Kenya sono solo alcuni dei Paesi dove i giganti del tech, o i loro subappaltatori, reclutano i lavoratori, luoghi dove c'è molta disoccupazione e i salari sono bassi: ne parliamo con Antonio Casilli, professore all'Istituto Politecnico di Parigi, autore di Schiavi del clic (Feltrinelli 2020) e co-autore del documentario diretto da Henri Poulain "Nel Ventre dell'Intelligenza Artificiale" ("In the Belly of AI", Federation Studios, 2025). | In India, con la gig economy sempre più in espansione, sono nate nuove app, come ad es. "Insta-maid", che stanno sbancando nelle grandi città. Una sorta di "uber" o "just eat" del lavoro domestico: sono app che offrono servizi che garantiscono la presenza di collaboratrici domestiche a domicilio entro 15 minuti, al costo di 49 rupie l'ora, 44 centesimi di euro: ne parliamo con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/05/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 01 May 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l'OPEC: un nuovo ordine in Medio Oriente? | Contro Rama]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La decisione degli Emirati Arabi Uniti di ritirarsi dall'OPEC non si è limitata a sconcertare il cartello che da tempo domina il mercato petrolifero mondiale. Ha anche dato il via al nuovo ordine geopolitico che la guerra con l'Iran sta inaugurando in tutto il Medio Oriente. Il nuovo allineamento sta ridisegnando le linee di frattura politiche tra il mondo arabo e Israele che hanno caratterizzato la regione per decenni. Al contrario, gli Emirati Arabi Uniti – centro nevralgico finanziario del Golfo e potente forza militare – stanno rafforzando la cooperazione in materia di sicurezza con Israele, mentre entrambi gli Stati si adoperano per modificare l'equilibrio strategico della regione ricorrendo, se necessario, alla forza delle armi: ne parliamo con Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies. | Interfenze di Andrea Borgnino | In Albania, le proteste esplose a dicembre 2025 denunciano corruzione e chiedono le dimissioni del governo di Edi Rama. Al centro della crisi c'è il caso della vicepremier Belinda Balluku, accusata di irregolarità negli appalti e al centro di uno scontro tra governo e SPAK, la principale istituzione giudiziaria albanese incaricata di indagare e perseguire reati gravi come corruzione ad alto livello, criminalità organizzata e abuso di potere. L'opposizione guidata da Sali Berisha accusa Rama di "cattura dello Stato", ma resta frammentata e poco credibile agli occhi di molti cittadini. Analisti descrivono una polarizzazione cronica più che una crisi acuta, con proteste frequenti ma incapaci di produrre un cambiamento politico. Le tensioni tra esecutivo e magistratura, insieme alle riforme controverse, alimentano dubbi sullo stato di diritto e sul percorso europeo del paese. L'Unione Europea osserva con attenzione: i progressi formali restano, ma cresce il rischio di una democrazia indebolita da corruzione e sfiducia: ne parliamo con Christian Elia, giornalista membro del collettivo IRPI Media. Ai microfoni, Costanza Spocci]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il discorso del Re | Siria, al via i processi contro Assad e i suoi fedeli]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Re Carlo ha esaltato l'importanza della «relazione speciale» tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti in un discorso al Congresso in cui ha fatto esplicito riferimento all'importanza della NATO, alla difesa dell'Ucraina e alla crisi climatica. In un discorso che verrà interpretato come un velato appello a Donald Trump affinché torni alle tradizionali alleanze europee degli Stati Uniti e ripristini il ruolo del suo Paese come difensore dei valori liberali, Carlo ha affermato: «Le parole dell'America hanno peso e significato, come è sempre stato sin dall'indipendenza. Le azioni di questa grande nazione contano ancora di più»: ne parliamo con Donald Sassoon, Professore emerito di Comparative European History al Queen Mary University of London. | Si è aperto domenica a Damasco il primo processo pubblico in Siria contro esponenti del regime di Bashar al-Assad, accusati di "crimini contro il popolo siriano". Il primo a sedersi sul banco degli imputati è stato Atef Najib, ex generale di brigata dell'esercito che era a capo della Sezione di Sicurezza Politica nella provincia di Daraa, nonché cugino dell'ex-presidente, deposto alla fine del 2024.  Lo stesso Bashar al-Assad e suo fratello Maher saranno processati in contumacia per i medesimi crimini. Il governo del presidente ad interim Ahmad al-Sharaa è stato criticato per i ritardi nell'avvio del promesso processo di giustizia di transizione, e per le falle dell'inchiesta giudiziaria sui massacri commessi dalle milizie pro-governative tra gli alawiti, rei solo di appartenere alla stessa comunità della famiglia Assad: ne parliamo con Andrea Glioti, redattore investigativo presso The New Arab, sito d'informazione Panarabo con sede a Londra. Ai microfoni, Caostanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Araghchi a Mosca | Berlino si riarma e mette la Russia nel mirino | La Cina che accoglierà Trump]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:53:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo le tappe a casa dei mediatori Oman e Pakistan il ministro degli Esteri  iraniano Araghchi conclude la sua tournée diplomatica a Mosca, dove è stato ricevuto anche da Putin. Che ruolo può svolgere il Cremlino negli sforzi volti a sbloccare lo stallo negoziale con gli USA? Ne parliamo con Orietta Moscatelli, analista di Limes e autrice del libro "Putin e putinismo in guerra". |  L'istituto per la pace Sipri documenta l'imponente piano di riarmo tedesco, cruciale anche per provare a tirare fuori il Paese dalle secche della stagnazione. Nel mirino c'è soprattutto la Russia, inquadrata ora come principale minaccia per la Germania. Intanto Merz attacca duramente gli USA, incapaci di trovare una via d'uscita dal conflitto mediorientale, che grava sulle chance di ripresa dell'economia. Ne parliamo con Tonia Mastrobuoni, corrispondente de La Repubblica a Berlino. |  Il conflitto si fa sentire anche in Cina, pesando su un'economia che sta attraversando una fase complessa. A metà maggio è previsto a Pechino lo storico incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, ma quali sono le attuali condizioni del gigante asiatico? Ne parliamo con Simone Pieranni, giornalista di Chora media, autore di "Lo specchio americano. Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti". Ai microfoni, Costanza Spocci]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Attentato a Washington | Colombia, strage a un mese dal voto | Mali, jihadisti all'attacco]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:46:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'uomo che sabato ha aperto il fuoco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca aveva scritto un manifesto, indicando una lista di possibili bersagli. In cima c'erano i vertici dell'amministrazione presidenziale. Se l'accusa di tentato omicidio di Donald Trump nei confronti dell'insegnante californiano Cole Tomas Allen fosse formalizzata, si tratterebbe del terzo attentato alla vita del presidente. Ma nel mirino negli USA non c'è solo l'uomo più potente del Paese. Alimentata da una retorica distruttiva, la violenza politica sta dilagando, moltiplicando i rischi per chiunque partecipi alla vita pubblica. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, docente di Storia del pensiero politico all'università di Torino. | E' salito a 20 il bilancio delle vittime dell'attentato dinamitardo contro un autobus avvenuto sabato scorso su un'autostrada della Colombia.  E' l'attacco più letale contro i civili da quando, dieci anni fa, uno storico accordo ha formalmente posto fine al lungo conflitto con la guerriglia delle FARC.  E avviene a solo un mese dalle elezioni presidenziali, in un clima politico già segnato da forti tensioni e destinato ora ad arroventarsi. Ne parliamo con Juan Masullo Jimenez, Assistant Professor presso l'Istituto di Scienze Politiche della Università di Leiden, studioso di violenza politica e criminale in America Latina. | Il Mali è stato scosso nel fine settimana da una serie di attacchi coordinati dei separatisti del Fronte di Liberazione dell'Azawad e dei jihadisti di Jama'at Nusrat al-Islam.  Esplosioni e sparatorie hanno investito tutto il Paese, a partire dalla capitale Bamako, dove ha perso la vita il ministro della Difesa Sadio Camara.  L'attacco più pesante degli ultimi anni mette a dura prova il regime e mette in discussione la sua partnership di sicurezza con la Russia. Ne parliamo con Luca Raineri,  professore in relazioni internazionali presso la Scuola Sant'Anna di Pisa, esperto di Sahel. Ai microfoni Costanza Spocci  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 26/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 26 Apr 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Laura Silvia Battaglia ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 25 Apr 2026 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[40 anni da Chernobyl | La Resistenza africana contro il fascismo]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Quarant'anni dopo l'incidente nucleare di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile 1986 sul confine tra le repubbliche sovietiche di Ucraina e Bielorussia, la Bulgaria resta il Paese più segnato dal disastro. Unico Paese del blocco socialista a non adottare alcuna misura di protezione, Sofia pagò un prezzo sanitario e politico altissimo che mise a nudo il cinismo del regime comunista e contribuì a plasmare l'attivismo ambientale e un risveglio democratico nello Stato: ne parliamo con Andrea Braschayko, giornalista e co-autore di "Le scorie dimenticate: come l'incidente di Chernobyl ha segnato il destino dell'energia nucleare in Europa orientale", un lavoro giornalistico transnazionale. | Uniremo poi il nostro ciclo Orizzonti Decoloniali con l'imminente Festa della Liberazione del 25 aprile raccontando una storia della Resistenza che raramente trova spazio nei manuali, ma che attraversa mari, deserti, altipiani e città ben oltre i confini italiani ed europei. È la storia delle donne e degli uomini africani che si opposero all'occupazione coloniale fascista, ricordati in un evento di Africa Rivista dal titolo "Bella Ciao. La Resistenza africana contro il fascismo": ne parliamo con Matteo Petracci, storico, saggista, autore di "Partigiani d'oltremare: dal Corno d'Africa alla lotta di Liberazione italiana". Ai microfoni, Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il vertice UE a Cipro | Mondiali 2026: cambio Iran-Italia? | Russia: raid nella casa editrice Eksmo]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Giovedì 23 e venerdì 24 aprile i capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri dell'Ue si recheranno a Cipro su invito della presidenza di turno cipriota del Consiglio dell'Ue e del presidente del Consiglio europeo, António Costa, per partecipare a un vertice informale con due punti principali in agenda: la crisi in Medio Oriente e il prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea: ne parliamo con Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore da Bruxelles. | Calcio e politica: un inviato di Donald Trump ha chiesto alla Fifa di sostituire l'Iran con l'Italia nei prossimi Mondiali, secondo quanto riportato mercoledì dal Financial Times: ne parliamo con Massimo De Luca, giornalista sportivo, conduttore Radio e TV, già Direttore di Rai Sport. | La polizia russa ha fatto irruzione nella sede della principale casa editrice del paese con il sospetto che diffondesse "propaganda omosessuale". Secondo quanto riferito, martedì la polizia ha sequestrato migliaia di libri e ha portato Yevgeny Kapiev, amministratore delegato di Eksmo, in centrale per interrogarlo. Il blitz sembra rientrare nella strategia di Mosca di volgere il paese verso un conservatorismo sociale intransigente, con leggi repressive che si affiancano a una stretta sulla vita politica e a una politica estera aggressiva: ne parliamo con Marta Allevato, redattrice esteri dell'AGI, autrice di "La Russia Moralizzatrice" (edizioni PM 2024) e autrice della newsletter "Russia e Altrove". Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 05:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[La strategia negoziale USA e quella iraniana | Anche il Giappone al mercato delle armi]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che avrebbe prorogato a tempo indeterminato il cessate il fuoco con l'Iran per consentire ulteriori colloqui di pace, anche se mercoledì non era chiaro se l'Iran o Israele, alleato degli Stati Uniti nella guerra durata due mesi, avrebbero acconsentito. L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha affermato che l'Iran non ha chiesto una proroga del cessate il fuoco e ha ribadito le minacce di rompere con la forza il blocco statunitense. Intanto L'Iran è stato colpito da una massiccia ondata di licenziamenti, sia direttamente che indirettamente, a causa del conflitto con gli USA e Israele: ne parliamo con Luciana Borsatti, giornalista e autrice dei libri: "Iran. Il tempo delle donne", "L'Iran al tempo di Biden" e "L'Iran al tempo di Trump" (Castelvecchi) e con Nima Baheli, analista geopolitico. | Cresce la campagna in Giappone per mantenere la clausola di «non belligeranza» nella Costituzione del dopoguerra, che il primo ministro Sanae Takaichi ha promesso di rivedere. Il Giappone ha inoltre allentato le restrizioni in vigore da decenni sulle sue esportazioni di armi, aprendo la strada alla vendita a oltre una dozzina di paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito. L'annuncio pone una pietra miliare nel distacco di Tokyo dal pacifismo che ha caratterizzato la sua politica di difesa del dopoguerra. La Cina, intanto, ha dichiarato di essere "seriamente preoccupata": ne parliamo con Marco Zappa, professore associato di studi giapponesi presso il Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa mediterranea, Università Ca' Foscari Venezia. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Colloqui USA-Cuba | Una scuola libera in Cisgiordania]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Funzionari del Dipartimento di Stato USA si sono incontrati all'Avana con esponenti del partito cubano, tra cui il nipote dell'anziano uomo forte Raúl Castro. La delegazione statunitense si è inoltre offerta di contribuire al ripristino dei servizi internet attraverso l'installazione dei servizi satellitari Starlink. L'incontro di venerdì scorso rappresenta di per sé una svolta diplomatica, poiché è la prima volta che un aereo del governo statunitense atterra sull'isola da quando il presidente Obama visitò il Paese dieci anni fa: ne parliamo con Tiziano Breda, analista senior per l'America Latina per ACLED (Armed Conflict Location & Event Data). | Per oltre 40 giorni, durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, le scuole palestinesi in Cisgiordania sono rimaste chiuse. Ma la scorsa settimana, quando un cessate il fuoco ne ha permesso la riapertura delle – anche se solo per tre giorni alla settimana – i bambini di Umm al-Khair, al loro arrivo, hanno trovato la recinzione che bloccava l'accesso alla loro scuola, a un chilometro di distanza. Quando hanno cercato di aggirare la recinzione, i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti contro bambini di appena cinque anni. Le riprese delle telecamere di sicurezza, effettuate dai residenti, mostrano i coloni che arrivano di notte per erigere la recinzione di filo spinato. Desiderosa di riportare i propri figli a scuola, la comunità ha organizzato una marcia nell'ambito di una nuova iniziativa, "la Scuola della Libertà Umm al-Khair" e alle 7 del mattino, genitori, insegnanti e membri della comunità hanno camminato accanto ai loro figli che reggevano uno striscione con la scritta "Scuola della Libertà Umm al-Khair" prima di raggiungere la recinzione: ne parliamo con Giammarco Sicuro, inviato del Tg3 in Cisgiordania. Ai microfoni, Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Elezioni bulgare | Giorno del giudizio di Starmer | Francia: l'estrema destra entra nell'editoria]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'ex presidente bulgaro Rumen Radev ha celebrato la "vittoria della speranza" dopo che la sua coalizione è risultata in testa alle elezioni parlamentari del Paese, secondo i primi risultati ufficiali. I bulgari si sono recati alle urne domenica per l'ottava volta in cinque anni, dopo che le proteste di massa avevano portato alla destituzione del precedente governo conservatore nel dicembre dello scorso anno. Radev ha chiesto di riallacciare i rapporti con Mosca e ha criticato la fornitura di armi all'Ucraina per respingere l'invasione russa: ne parliamo con Francesco Martino, corrispondente Osservatorio Balcani Caucaso da Sofia. | In Gran Bretagna intanto arriva il "giorno del giudizio" per il PM Starmer che si prepara allo scontro alla Camera dei Comuni sullo scandalo Mandelson. Il primo ministro dovrà rilasciare una dichiarazione di grande importanza ai parlamentari in merito alla controversia sul controllo dei precedenti penali che ha messo a rischio la sua posizione: ne parliamo con Nicol Degli Innocenti, corrispondente da Londra del Sole24Ore. | Per la prima volta il Medef (la Confindustria francese) ha accolto il leader dell'estrema destra Bardella per un'audizione. L'estrema destra però non è entrata in contatto solo con il Medef ma si sta aprendo le porte anche nell'editoria. Da poco infatti la Grasset, storica casa editrice francese, è stata inglobata nell'impero mediatico di Vincent Bolloré, molto vicino a quegli ambienti politici: ne parliamo con Stefano Montefiori, corrispondente del Corriere della Sera da Parigi. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 19/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 19 Apr 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il cessate il fuoco tra Israele e Libano | Potenze e superpotenze, anche sul set e nelle sale]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nella notte è entrato in vigore un accordo per il cessate il fuoco tra governo libanese e Israele, che dovrebbe durare 10 giorni. È uno sviluppo importante per la guerra in Medio Oriente, ma resta la grossa incognita di come si comporterà Hezbollah, gruppo libanese alleato dell'Iran che è una sorta di stato in Libano e che non è stato coinvolto nei negoziati: ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di "Damasco. Crocevia millenario nello spazio euro-asiatico" (Paesi edizioni, 2026) e di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022). | Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni ha fatto parlare in Italia di una presunta intenzione di censura, un caso che, tenuto conto delle debite differenze, trova eco proprio in Egitto. È in uscita giovedì 23 in Italia il film 'Le aquile della repubblica', che racconta la storia dell'attore più famoso d'Egitto, costretto ad accettare un ruolo in un film commissionato dai vertici del potere militare. Ma il potere sa esprimersi in vario modo nei confronti del cinema ad ogni latitudine. Dal 1° marzo 2026 in Russia il Ministero della Cultura ha il diritto di negare il rilascio dei certificati di distribuzione ai film che «screditano o negano i valori spirituali e morali tradizionali russi».  In Cina, secondo la normativa sui contenuti per i film stranieri e le coproduzioni, tutti i film devono essere sottoposti all'approvazione delle agenzie governative. Negli USA, definita nel suo inno nazionale la "terra della libertà", nel 2026, l'industria cinematografica si trova ad affrontare le crescenti pressioni censorie provenienti dal governo e dalle aziende e le insidie dall'autocensura: ne parliamo con Emiliano Morreale, storico e critico cinematografico, docente all'Università La Sapienza di Roma. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Intanto a Gaza]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Ogni giorno nel mondo si apre un nuovo fronte di scontro, senza però che se ne chiuda uno "vecchio". Il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, ha condannato le continue uccisioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, a sei mesi dall'inizio del fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Secondo le ultime notizie, una delegazione di Hamas incontrerà al Cairo i mediatori egiziani per discutere proprio delle presunte violazioni del cessate il fuoco a Gaza da parte di Israele, mentre sullo sfondo resta il 'fantasma' del Board of Peace. Chi si sta preoccupando realmente di Gaza? Ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024) e con Widad Tamimi, giornalista e scrittrice di origini palestinesi ed ebraiche, autrice di "Dal fiume al mare, Storia della mia famiglia divisa tra due popoli" (Feltrinelli, 2026).  Le Interferenze di Andrea Borgnino tornano nella Striscia per raccontare delle nuove antenne che accedono i loro segnali nell'etere di Gaza. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Fmi e Banca Mondiale, i conti con l’economia in crisi del mondo in guerra | Sudan, 3 anni di guerra]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A Washington, questa settimana, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e i ministri dell'Economia e delle Finanze del G20 porteranno avanti delle intense riunioni che intersecheranno le tradizionali sessioni primaverili per aggiornare l'outlook dell'economia globale. Si tratterà di confronti importanti per capire l'entità dei problemi frutto della crisi energetica, dell'impatto dell'inflazione globale e della sfiducia verso gli USA: ne parliamo con  | Mentre la crisi in Sudan entra nel suo quarto anno, i combattimenti continuano a imperversare in gran parte del Paese, causando nuovi esodi e prolungando la tragedia quotidiana di milioni di persone senza uno spiraglio di pace. Da quando la guerra è iniziata nell'aprile 2023, circa 14 milioni di persone sono state costrette a fuggire, 9 milioni sfollati all'interno del Sudan e 4,4 milioni oltre confine: oggi è sfollato un sudanese su quattro. La violenza continua in gran parte del Darfur, dei Kordofan e dello Stato del Blue Nile. Il recente aumento dell'uso di bombardamenti aerei e droni ha spinto altre persone alla fuga. Continuano a verificarsi violazioni dei diritti umani, tra cui violenza sessuale, reclutamento forzato, arresti arbitrari, massacri e altro ancora: ne parliamo con Antonella Napoli, direttrice di Focus on Africa, ha scritto "Volti e colori del Darfour" (Ed. Gorée), "Il mio nome è Meriam" (ed. Piemme) e il libro inchiesta "Le verità nascoste del delitto Attanasio" (ed. All Around, 2023) e con Marcelo Garcia Dalla Costa, responsabile dei programmi internazionali di CESVI, appena rientrato dal Sudan. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Papa Leone XIV in Africa per il suo terzo viaggio apostolico | Libano, colloqui di pace in guerra]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Papa ​ha cominciato il suo terzo viaggio apostolico, il più lungo dall'inizio del suo magistero, per toccare l'Algeria nei luoghi di Sant'Agostino, e proseguire poi per il Camerun, l'Angola e la Guinea Equatoriale. Undici giorni, dal 13 al 23 aprile, in cui visiterà una decina di città. Leone XIV è inoltre il primo Pontefice a visitare l'Algeria: ne parliamo con Padre Giuseppe Cavallini, direttore di Nigrizia. | Si aprono oggi a Washington gli storici colloqui tra Israele e Libano, con gli Stati Uniti in veste di mediatore. Questa sarà la prima volta dagli anni '80 che le due parti terranno negoziati aperti con l'obiettivo dichiarato di raggiungere un accordo diplomatico e, secondo il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, persino un accordo di pace. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato domenica 12 aprile di essere impegnato a porre fine alla guerra tra Israele e Hezbollah, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato alle truppe nel sud del Libano che i combattimenti in quella zona sono tutt'altro che conclusi: ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Ungheria, finisce l’era di Orbàn | Il destino di Hormuz]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo 16 anni, l'era di Viktor Orbàn è finita. È un'Ungheria nuova quella che si è svegliata questa mattina. Questa nuova fase politica è stata celebrata per tutta la notte da migliaia di ragazzi e ragazze che hanno festeggiato per tutta Budapest, cantando, ballando, abbracciandosi, suonando il clacson dell'automobile o girando per le strade della capitale con il motorino. La vittoria di Peter Magyar è stata schiacciante, ampia, solida: con il 53% dei voti e 139 seggi in parlamento, Tisza ha ottenuto gli agognati due terzi, fondamentali per poter governare e per mettere in campo i cambiamenti e le riforme strutturali necessarie per iniziare a smantellare il sistema costruito da Viktor Orban. Quanto ci vorrà e quale l'eredità lasciata dal premier uscente? Ne parliamo con Peter Magyar, referente ANSA a Budapest. | Trump intanto annuncia il blocco dei porti iraniani, Teheran lo definisce: «Atto di pirateria». Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con l'Iran: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 Mondo, giornalista esperta di Yemen e di zone di conflitto, firma la nuova newsletter "Golfi" e con Paolo Sellari, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Studi geopolitici e analisi territoriali e Direttore del Master in Geopolitica e Sicurezza Globale al Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 05:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali stranieri 12/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[GeoNight 2026, nel mondo è il tempo della geografia]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:03:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Lo Stretto di Hormuz e il fiume Litani, l'oblast' di Donec'k e la città di El Fasher… Mai come ora siamo indotti a familiarizzare con nomi di terre, mari e confini. E' la geografia bellezza! E' la geografia a fare la storia e a plasmare il nostro presente, la disciplina che più di ogni altra può consegnarci le chiavi per capire il mondo. La pensano così gli organizzatori di GeoNight, che dal 2018 concentrano l'attenzione su una materia inspiegabilmente bistrattata, con iniziative che nell'arco di una giornata e di una nottata ne provano in tutto il mondo le applicazioni più disparate. La 'scrittura della Terra' ci indica dove ci troviamo e qual è lo stato del mondo e saperla leggere è una necessità. Il nostro destino è un puntino su una mappa, 'chi' siamo è in fondo 'dove' siamo, e il futuro parte da lì. Sarà questo lo spirito che animerà lo speciale di Radio3Mondo in onda dalle 11.00 alle 12.00, in diretta dalla sede della Società Geografica Italiana, nel palazzetto Mattei a villa Celimontana a Roma, con ospiti e storie da tutto il mondo, da Biserta a Parigi, dalla Colombia alla Palestina, passando per Adelaide e Belgrado… Al microfono Anna Maria Giordano, con i geografi Claudio Cerreti, Massimiliano Tabusi, Riccardo Morri, Elena Dell'Agnese, Arturo Gallia, Paolo Sellari, Patrizia Pampana. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Gli obiettivi militari di Israele nel sud del Libano | Arcipelago rosso tra energia e tensioni]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'ultimo ponte che collegava la regione di Tiro al resto del Libano bombardato da Israele. La zona a sud del fiume Litani è "separata dal Libano". Questo ponte sul fiume Litani si aggiunge agli altri sei valichi già distrutti da Israele dalla ripresa della guerra il 2 marzo, isolando completamente questa parte del Libano meridionale dal resto del paese: ne parliamo con Luigi Toninelli, ricercatore Ispi dell'osservatorio Medio Oriente e Nord Africa. | Il calo del prezzo del petrolio e il rialzo dei mercati si inseriscono in un contesto globale ancora segnato da forti tensioni energetiche e geopolitiche. La tregua di due settimane annunciata da Trump con l'Iran ha rassicurato gli investitori, favorendo la discesa del greggio e la crescita di azioni e obbligazioni. Alla base di questa reazione c'è soprattutto la prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per i flussi energetici mondiali. Persistono però dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco e sulla stabilità dell'area. La crisi energetica, aggravata dal conflitto in Medio Oriente, ha fatto salire i prezzi del petrolio a livello globale, colpendo in particolare i mercati asiatici. In Indonesia, l'aumento dei costi energetici incide su inflazione e bilanci pubblici, nonostante gli interventi del governo per limitarne gli effetti. Queste difficoltà si inseriscono in un quadro più ampio di fragilità strutturali e in una storia politica segnata anche dalle tensioni della Guerra Fredda: ne parliamo con Nicola Tanno, collaboratore di Jacobin Italia e autore di Arcipelago Rosso. Lotta politica e genocidio in Indonesia (1914-1968), Mimesis 2026. Ai microfoni, Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Cosa succederà a Islamabad? | Crisi energetica e rischio alimentare globale]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Pakistan ha annunciato mercoledì che la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato, anche in Libano, con effetto immediato, e hanno invitato le loro delegazioni a Islamabad il 10 aprile per colloqui volti a raggiungere una soluzione duratura delle controversie: ne parliamo con  | Nelle nostre Interferenze con Andrea Borgnino: i suoni da Hormuz | Il Programma Alimentare Mondiale avverte che l'escalation in Medio Oriente potrebbe causare la più grave crisi alimentare globale dai tempi del COVID-19, tra aumento dei prezzi, costi energetici e interruzioni nelle forniture. Questi fattori rischiano di spingere altri 45 milioni di persone verso la fame, aggravando la pressione sugli aiuti umanitari. Parallelamente, Bruxelles prepara misure straordinarie per affrontare una possibile crisi energetica legata alla guerra in Iran. L'UE valuta interventi simili a quelli adottati dopo l'invasione dell'Ucraina, puntando su rinnovabili ma riaprendo anche al dibattito sugli idrocarburi russi. Tra le opzioni: riduzione dei consumi, smart working, limiti a carburanti e voli, oltre a tetti ai prezzi e acquisti congiunti. Intanto, l'aumento del prezzo del petrolio ha già fatto crescere sensibilmente la spesa energetica europea, mentre alcuni Paesi introducono restrizioni per evitare carenze: ne parliamo con Alice Fanti, Responsabile Comunicazioni Istituzionali di CEFA, un'organizzazione non governativa che dal 1972 realizza progetti di cooperazione in Africa, in America Latina e nell'area Mediterranea, soprattutto sui temi dell'agricoltura e dell'accesso al cibo. Ai microfoni Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Dagli USA alla RDC: nuovo accordo sulle espulsioni | Messico, limoni di sangue]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I governi degli Stati Uniti e della Repubblica Democratica del Congo (RDC) hanno raggiunto un accordo per l'espulsione dei migranti, ha annunciato il Ministero delle Comunicazioni congolese. Le espulsioni inizieranno ad aprile, in quello che Kinshasa ha descritto come un "sistema di accoglienza temporaneo" che sarà "attuato nel rispetto della sovranità nazionale e delle esigenze di sicurezza interna": ne parliamo con Mattia Diletti, docente di Scienza Politica all'Università La Sapienza, esperto di politica USA e autore di "Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo" (ed. Treccani, 2024). | L'omicidio di Bernardo Bravo, leader dei produttori di limoni nella Valle di Apatzingán, torna al centro del dibattito mentre crescono le pressioni sulla sicurezza delle filiere agricole messicane. Venerdì 17 ottobre aveva denunciato sui social i "coyote", intermediari illegali; meno di 48 ore dopo è stato trovato morto nella sua auto. Secondo la procura, è stato sequestrato e ucciso da un gruppo legato alla rete di César Sepúlveda, detto Botox, arrestato a fine gennaio dopo oltre 10 anni di latitanza. Sepúlveda controllava un'area di oltre 100.000 ettari, in un settore che vale circa 700 milioni di dollari l'anno solo per il limone. Il sistema di estorsione imponeva tra i 2 e i 3 pesos per chilo, infiltrandosi in ogni fase della produzione e distribuzione. Il caso riemerge mentre Messico e Stati Uniti discutono sicurezza e commercio nell'ambito del T-MEC, con crescenti timori per l'impatto della violenza sulle esportazioni agricole. Resta il nodo centrale: se l'omicidio sia stato una vendetta isolata o parte di una strategia per consolidare il controllo criminale su un settore chiave: ne parliamo con Fausta Speranza, giornalista dell'Osservatore Romano e autrice del libro "Messico in bilico, viaggio da vertigine nel paese dei paradossi" (ed. Infinito, 2018), "Il senso della sete" (ed. Infinito, 2022). Ai microfoni Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Apr 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Libano sotto attacco | Il Mossad e il "piano Paraguay"]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La pressione militare in Libano continua ad aumentare, a partire dalla capitale. Beirut è tornata sotto attacco: le Forze di difesa israeliane hanno annunciato raid contro "infrastrutture" di Hezbollah nella città. In particolare, nei sobborghi meridionali si susseguono bombardamenti e distruzioni. Dall'altra parte, Hezbollah ha rivendicato per la prima volta dall'inizio della guerra il lancio di un missile da crociera contro una nave militare israeliana al largo della costa libanese, sostenendo di aver colpito il bersaglio. L'esercito israeliano ha però negato di essere a conoscenza dell'episodio. La guerra si estende nel frattempo alle linee di collegamento strategiche. Secondo Unicef, ci sono oltre 1,1 milioni di persone sfollate dal 2 marzo. Secondo il ministero della Salute libanese, dall'inizio delle operazioni israeliane sono morte oltre 1.400 persone, tra cui 126 minori: ne parliamo con Giulia Della Michelina, giornalista freelance basata a Beirut e con Domenico Spagnolo, psicologo MSF in collegamento dalle cliniche mobili sul Monte Libano. | Negli anni '70, il Mossad orchestrò un piano segreto per deportare palestinesi dalla Striscia di Gaza attraverso falsi programmi di lavoro all'estero: alcuni furono convinti di partire per il Brasile, ma vennero invece trasferiti ad Asunción, sotto la dittatura di Alfredo Stroessner, dove furono abbandonati senza risorse né possibilità di ritorno; l'operazione, che mirava a espellere migliaia di palestinesi, fu interrotta dopo pochi mesi e rimase per decenni nascosta, finché un recente podcast ne ha ricostruito la storia, evidenziando inquietanti parallelismi con politiche contemporanee: ne parliamo con Meron Rapoport, giornalista a Local Call/+972Mag, traduttore e attivista politico, tra i fondatori del movimento A Land for All, che chiede la creazione di due stati indipendenti, Israele e Palestina. Ai microfoni, Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Apr 2026 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna settimanali internazionali 05/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 04 Apr 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Starmer guarda a Bruxelles mentre si allontana da Washington | Diritto al ritorno sulle isole Chagos]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Iran e delle tensioni con Donald Trump, Keir Starmer ha ribadito che l'interesse nazionale britannico richiede una collaborazione più stretta con l'UE, annunciando un nuovo vertice per una relazione "più ambiziosa" basata su cooperazione economica e sicurezza, senza però rimettere formalmente in discussione le linee del programma laburista. Le minacce di Trump di ridimensionare o lasciare la NATO e le critiche agli alleati accelerano il raffreddamento dei rapporti transatlantici. La guerra, percepita in Europa come poco legittimata, ha aumentato i costi energetici e rafforzato la cautela dei governi, incluso quello britannico, contrario a un coinvolgimento diretto. Sul piano interno, Starmer deve rispondere a un'opinione pubblica ostile al conflitto e a una crisi del costo della vita aggravata dalle tensioni globali. Nel complesso, il Regno Unito appare sempre più orientato verso l'Europa, mentre la "special relationship" con Washington entra in una fase di crescente fragilità: ne parliamo con Luca Cinciripini, ricercatore nel programma "Ue, politica e istituzioni" dell'Istituto Affari Internazionali. | Siamo alla sesta puntata del nostro "Ciclo decoloniale", un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità e oggi andremo sulle isole Chagos. Negli anni '60-'70 il Regno Unito espulse i chagossiani per costruire la base USA di Diego Garcia sull'isola di Chagos, oggi strategica a livello globale, mentre la popolazione continua a rivendicare il diritto al ritorno. Una recente sentenza del giudice James Lewis riconosce questo diritto di residenza, mettendo in difficoltà Londra che comunque continua a opporsi al reinsediamento: ne parliamo con Adriano Favole, professore ordinario di Antropologia culturale all'Università di Torino e Visiting Professor all'Università della Nuova Caledonia. Curatore di "L'Europa 'Oltremare" (Raffaello Cortina Editore, 2020). Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Come la Cina spera di trarre vantaggio dalla guerra | Linea diretta con il Cremlino]]></title>
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            <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Entrare in guerra contro l'Iran prometteva di cambiare il Medio Oriente indebolendo "un regime malvagio" e sventando le sue ambizioni nucleari. Per i suoi sostenitori più ottimisti, la guerra avrebbe anche cambiato il mondo intimorendo una Cina in ascesa. A un mese dall'inizio dei combattimenti, questa logica appare ancora fuorviante e arrogante. Certamente, questa è l'impressione che si ha da Pechino: ne parliamo con Marco Clementi, corrispondente RAI da Pechino. | Il ministro degli Esteri dell'Ungheria, Péter Szijjártó, ha ammesso di avere contatti regolari con il proprio omologo russo, Sergej Lavrov, per informarlo in diretta di quanto accade durante le riunioni del Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea. La notizia era stata diffusa qualche giorno fa dal Washington Post, che aveva raccolto le testimonianze in merito di alcuni funzionari e diplomatici in servizio a Bruxelles. Nel corso di numerose telefonate, il ministro degli esteri ungherese ha fornito al suo omologo russo informazioni strategiche su questioni cruciali per l'UE e ha coordinato gli sforzi per la rimozione dalle liste delle sanzioni le società, le banche e i parenti degli oligarchi. Le rivelazioni escono a ridosso delle elezioni in Ungheria, previste per il prossimo 12 aprile, quando gli ungheresi si recheranno alle urne per il rinnovo del parlamento, e per la prima volta dopo quattro mandati consecutivi di dominio incontrastato, Viktor Orbán e Fidesz, il suo partito, rischiano di perdere consenso: ne parliamo con Simona Nicolosi, docente di storia delle relazioni internazionali e dottoranda all'Università di Szeged, collaboratrice di East Journal. Ai microfoni, Roberto Zichittella.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 05:27:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il rapimento della giornalista Shelly Kittelson | Il vangelo russo per l’Africa]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La giornalista statunitense Shelly Kittleson è stata rapita a Baghdad martedì sera. Il ministero dell'Interno iracheno ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno inseguito i rapitori della giornalista in un inseguimento che ha portato al ribaltamento di una delle auto dei rapitori e all'arresto di un sospettato. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha detto che un individuo legato a un gruppo miliziano allineato con l'Iran, Kataib Hezbollah, è stato arrestato dalle autorità irachene. Ne parliamo con  Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera in Iraq. |Mentre l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia si protrae ormai da oltre quattro anni, Mosca cerca sempre più di stringere alleanze e ottenere sostegno nei paesi non occidentali. Religione e soft-power sono i mezzi storicamente più usati dalle grandi potenze per accrescere la propria influenza su un Paese o continente e il Cremlino non fa eccezione. Il fulcro di questa iniziativa è l'Africa, dove negli ultimi anni sono state istituite, nelle principali città, più di una dozzina delle cosiddette Case Russe, secondo un'analisi del quotidiano di opposizione Moscow Times. Queste istituzioni rappresentano un elemento chiave dell'azione diplomatica e culturale della Russia nei confronti delle nazioni non occidentali, e non sono l'unico. L'esarcato africano del Patriarcato di Mosca afferma infatti di essere passato, tra il 2022 e il 2025, da cinque a 350 parrocchie distribuite in 34 paesi. Dietro questa crescita, la cui reale portata è oggetto di dibattito, si cela una nuova sfaccettatura della strategia del Cremlino per l'influenza in Africa. Ne parliamo con Kristina Stoeckl, professoressa ordinaria di sociologia presso Luiss, il suo ultimo libro "L'internazionale moralista. I conservatori russi e la conquista dell'occidente" (Luiss University Press 2024), e con Andrea Spinelli Barrile, giornalista della Rivista Africa. Con Roberto Zichittella ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/04/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il mediatore pakistano | Bosnia-Italia, molto più di una partita di pallone]]></title>
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            <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo aver ospitato colloqui con Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per favorire una de-escalation, il Pakistan emerge come attore sempre più centrale nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Forte di un recente patto di sicurezza con Riyadh, Islamabad ha rafforzato il proprio peso diplomatico nella regione. Determinante è stato anche il riavvicinamento  con la Casa Bianca, costruito attraverso accordi economici , iniziative politiche mirate e un insolito forte legame stretto tra Trump e il il capo di Stato maggiore pakistano Syed Asim Munir, pontiere in divisa che punta a organizzare a Islamabad eventuali negoziati di pace. Ne parliamo con Diego Abenante, docente di Storia e Istituzioni dell'Asia presso il dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Trieste. |  Nello stadio-fortino di Zenica, la nazionale italiana di calcio si gioca stasera la qualificazione ai mondiali di calcio. La prima volta con la Bosnia nel novembre 1996 fu anche la prima partita giocata a Sarajevo dopo la fine della guerra. Il maxischermo dello stadio perforato dalle pallottole  fu coperto da uno striscione che recitava "Grazie azzurri".  L'indimenticabile Bruno Pizzul in apertura di telecronaca ricordò a tutti che  "i significati di questa partita vanno ben al di là dell'episodio sportivo e calcistico". Sono passati trent'anni, ma il pallone in Bosnia si carica ancora di tante tensioni e passioni extra-sportive. Ne parliamo con Gigi Riva,  giornalista, inviato di guerra, autore di "C'era l'amore a Sarajevo. Un romanzo dentro l'assedio" (Mondadori, 2026) e "L'ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra" (Sellerio 2016). Ai microfoni Roberto Zichittella   ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 31/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il fronte yemenita | Le armi di Zelensky agli emiri | Gli orfani contesi tra Italia e Ucraina]]></title>
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            <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Houthi hanno rivendicato sabato il primo lancio di missili contro Israele dall'inizio della guerra in Iran. L'ingresso nel conflitto del gruppo yemenita allineato a Teheran estende il teatro bellico e mette a rischio, dopo Hormuz, un altro cruciale "collo di bottiglia" delle arterie energetiche e commerciali globali: lo stretto di Bab al-Mandad. Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 Mondo, giornalista esperta di Yemen e di zone di conflitto, autrice della nuova newsletter "Golfi". | Nella sua tournée mediorientale, il presidente ucraino Zelensky ha siglato accordi di cooperazione militare con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, mettendo a disposizione degli Stati sottoposti agli attacchi iraniani l'expertise ucraina in materia di droni. Kiev mette così un piede nel conflitto che sta oscurando nell'agenda internazionale la guerra in Europa. Con quali motivazioni? Ne parliamo con Marta Serafini, inviata del Corriere della Sera in Ucraina e autrice del libro 'Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina: Dal 2014 a oggi' (ed.Fuori Scena, 2026) e "L'Ombra del nemico" (ed.Solferino, 2020). | Gli orfani ucraini evacuati in Italia nei primi mesi dell'invasione del 2022 sono oggi al centro di una disputa che intreccia diritto, politica e destino personale. Kiev ne reclama il ritorno per ragioni legali e demografiche, ma i tutori italiani delle famiglie affidatarie temono che un rientro forzato in un Paese ancora segnato dalla guerra provochi nuovi traumi. Ne parliamo con Stefania D'Ignoti, giornalista freelance specializzata in migrazione e rifugiati, collaboratrice di Al Jazeera, Guardian e New Lines Magazine. Ai microfoni Roberto Zichittella  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 30 Mar 2026 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 29/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 29 Mar 2026 05:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Giulia De Luca.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La flotilla per Cuba | La vittoria del Ghana sulla schiavitù]]></title>
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            <pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Cuba torna al buio dopo il terzo collasso della rete elettrica in poche settimane, mentre aumentano i timori di una nuova escalation con gli Stati Uniti. Il presidente Díaz-Canel denuncia pressioni esterne e ipotizza minacce militari, annunciando un piano difensivo, ma ribadendo una linea non aggressiva. Nonostante le tensioni, L'Avana mantiene aperti i canali diplomatici, offrendo dialogo su temi comuni ma escludendo concessioni sul sistema politico. Nel frattempo, l'isola riceve aiuti: una prima flottiglia internazionale ha attraccato con pannelli solari, medicinali e beni essenziali. Due altre barche, partite dal Messico e accorse per gli aiuti, al momento sono date per disperse. Gli organizzatori accusano Washington di aggravare la crisi energetica e umanitaria limitando carburante, voli e forniture. Altri convogli sono attesi nei prossimi giorni, mentre Cuba cerca di contenere l'emergenza interna senza chiudere del tutto al confronto internazionale. Ne parliamo con Mariangela Paone, giornalista e scrittrice appena rientrata da Cuba. | Per la quinta puntata del nostro "Ciclo decoloniale", un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità, andremo in Ghana. La tratta degli schiavi è stata "il crimine più orrendo che abbia avuto luogo nella storia dell'umanità": parole pronunciate il 25 marzo da Samuel Okudzeto Ablakwa, ministro degli Esteri del Ghana, prima del dibattito e del voto dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite su una risoluzione dedicata alla condanna della tratta transatlantica: ne parliamo con Vincenzo Giardina, africanista, scrive per l'agenzia Dire e per l'Espresso, il Venerdì, Osservatore Romano e Famiglia Cristiana.Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 27 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Israele, tribunali civili e religiosi | L’altra crisi di Hormuz]]></title>
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            <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il parlamento israeliano ha portato avanti la controversa proposta di legge che prevede la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo, dopo che la commissione per la sicurezza nazionale della Knesset ha approvato il provvedimento martedì. La legge, promossa dal partito di estrema destra Otzma Yehudit, guidato dal ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, ha suscitato forti critiche da parte degli oppositori, i quali avvertono che rappresenterebbe una significativa inasprimento della politica penale israeliana. Intanto sempre la Knesset ha approva una legge che amplia l'autorità dei tribunali religiosi in materia civile: ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | Ogni giorno in cui lo Stretto di Hormuz rimane chiuso avvicina l'economia mondiale a una crisi. Mentre la chiusura ha già avuto un impatto acuto sulle forniture e sui prezzi di petrolio e gas, potrebbe presto provocare forti perturbazioni nelle catene di approvvigionamento di altre materie prime, come plastica e fertilizzanti, fondamentali per l'economia globale e per l'approvvigionamento alimentare. Secondo le Nazioni Unite, infatti, circa un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti trasportati via mare transita attraverso lo Stretto di Hormuz: ne parliamo con George-André Simon, esperto di sicurezza alimentare e di aiuto e assistenza alimentare presso il polo alimentare romano (FAO, WFP), l'OCSE, la Commissione UE e diverse organizzazioni internazionali. Docente di sicurezza alimentare presso il Master "Human Development and Food Security" all'Università Roma Tre, insegna all'ISPI ed è visiting professor in diverse università in Italia, in Francia e Inghilterra. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Usa - Iran: un piano per porre fine alla guerra o più soldati? | Madri scalze per la pace]]></title>
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            <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Stati Uniti abbiano inviato all'Iran un piano per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il piano in 15 punti è stato consegnato tramite il Pakistan, il cui capo dell'esercito è emerso come l'interlocutore chiave tra Stati Uniti e Iran, affermano i funzionari: ne parliamo con Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera. | Il 24 marzo 2026 a Roma debutta la "Barefoot Walk", una marcia silenziosa guidata da madri israeliane e palestinesi unite per la pace. Promossa dalle associazioni Women of the Sun, Women Wage Peace e Vital Voices Global Partnership, l'iniziativa punta a rilanciare negoziati inclusivi dopo anni di stallo. Camminare scalze diventa simbolo di vulnerabilità e coraggio, un contatto diretto con una terra segnata dal conflitto ma aperta alla speranza. La scelta di Roma, crocevia diplomatico e sede del Vaticano, rafforza il messaggio globale dell'evento. Le promotrici, tra cui Reem al-Hajajreh e Yael Admi, rivendicano il ruolo decisivo delle donne nei processi di pace. La maternità, intesa come responsabilità civica, diventa così atto politico e richiesta urgente di futuro condiviso. Ascolteremo le loro voci e ne parleremo con Azzurra Meringolo, giornalista RAI e membro del WIIS, Women in International Security, un network globale dedicato a promuovere la leadership e lo sviluppo professionale delle donne nel campo della pace e della sicurezza internazionali . Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il Cile di Kast | Argentina, un percorso di memoria e giustizia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A José Antonio Kast, insediatosi l'11 marzo alla guida del Cile, la popolazione sta cominciando ad associare l'immagine dell'escavatrice, in riferimento a un'offensiva mirata a smantellare dalle fondamenta ogni struttura ereditata. A fare le spese di tale furia distruttrice è in primo luogo l'ambiente, con il ritiro di 43 decreti voluti dall'ex presidente Gabriel Boric. Ma non è solo la natura la vittima della ruspa di Kast: ne parliamo con Camillo Robertini, docente di storia delle Americhe presso l'Università di Messina, co-autore insieme a Daniel Lvovich di "La dittatura del terrore, Argentina 1976 – 1983" (Nova Americana, 2026).| A cinquant'anni dal colpo di stato del 1976, in Argentina il percorso di memoria e giustizia continua a vivere attraverso le nuove generazioni. I figli dei responsabili della dittatura rompono il silenzio familiare, prendono le distanze dai padri e denunciano pubblicamente le violenze, chiedendo verità e responsabilità. Allo stesso tempo, studenti, lavoratori e attivisti rinnovano l'impegno civile per mantenere viva la memoria delle vittime e difendere i diritti democratici. Così la terza generazione diventa voce di un "Nunca Más" attuale, opponendosi a ogni forma di negazionismo – portato avanti dall'attuale governo – e trasformando la memoria in uno strumento per costruire un futuro più giusto e consapevole: ne parliamo con Giulia Calderoni, dottoranda in Storia Contemporanea presso il Centro di Ricerca e Documentazione sulle Americhe (CREDA) della Sorbonne Nouvelle, e docente di Storia dei Paesi dell'America Latina presso l'università di Bergamo. Ascolteremo poi la testimonianza di Analia Kalinec, figlia del Dottor K, uno dei repressori della dittatura militare, tra le fondatrici dell'organizzazione "Historias Desobedientes - «Familiari di genocidi per la memoria, la verità e la giustizia", raccolta da Giulia De Luca. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Voto francese, un test per l’Eliseo | In Slovenia i liberali vincono (per poco) sui sovranisti]]></title>
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            <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Domenica 22 marzo si sono chiuse le elezioni amministrative francesi, l'ultima chiamata elettorale nel paese prima delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Circa 17,1 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne in 1.580 comuni e distretti, su un totale di circa 35.000, dopo l'elezione di numerosi consigli comunali al primo turno di domenica scorsa. Secondo le stime del ministero dell'Interno, in questo secondo turno l'affluenza è stata tra le più basse di sempre, con circa il 57 per cento dell'elettorato che si è recato alle urne. Quasi tutti i partiti hanno espresso soddisfazione per i risultati raggiunti. Le elezioni confermano la crescente forza dell'estrema sinistra nelle periferie delle grandi città e allo stesso tempo, consolidano la presenza del Rassemblement National nella Francia provinciale. Per il leader dell'estrema destra, Jordan Bardella, è stata «la più grande avanzata della nostra storia». Il presidente del partito di estrema destra ha parlato di «una svolta» contro «un vecchio mondo e politiche scollegate dalla realtà». Les Républicains, invece, restano «la prima forza politica locale» in Francia. Lo ha detto Bruno Retailleau commentando i risultati che vedono il partito incassare il maggior numero di comuni: ne parliamo con Anna Bonalume, docente di filosofia politica a SciencesPo Parigi, dottoressa in filosofia all'ENS di Parigi e giornalista. | In Slovenia i liberali del primo ministro sloveno Robert Golob hanno vinto le elezioni nazionali di domenica con un margine ristretto sull'ex leader populista di destra Janez Janša. Il voto sloveno era stato visto come un banco di prova per l'elettorato del blocco, con l'UE che si è spostata a destra dopo le elezioni del Parlamento europeo del 2024, che hanno dato impulso ai partiti populisti di destra: ne parliamo con Stefano Lusa, giornalista di Radio Capodistria e corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 22 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 06:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Vertice UE in tempo di guerre | La Repubblica Democratica del Congo tra processi e restituzioni]]></title>
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            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I leader dell'UE si riuniscono a Bruxelles per un vertice dall'ordine del giorno talmente fitto che i colloqui ad alto livello potrebbero protrarsi per più giorni. Inizialmente presentato come il vertice per affrontare la competitività industriale dell'Europa e definire un piano per il mercato unico, l'incontro dei leader è oscurato dalle ripercussioni degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran e dalla tesa situazione di stallo tra Kiev e Budapest sul gasdotto Druzhba. Nel frattempo, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, si dice "fiducioso" che gli alleati della NATO – insieme agli Stati Uniti – "troveranno una via d'uscita" per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz: ma come la pensano a Bruxelles? Ne parliamo con Martina Monti, senior editor del team politico di Euractiv e con Nathalie Tocci, professoressa a John Hopkins university, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali, autrice di "La grande incertezza" (Mondadori, 2024) e di "Fuori dal Tunnel. Come l'Europa può superare la grande crisi" (Solferino editore, 2023). | Per la quarta puntata del nostro "Ciclo decoloniale", un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità, andremo in Repubblica Democratica del Congo tra processi e restituzioni con Isabella Soi, professoressa associata in Storia e Istituzioni dell'Africa, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli studi di Cagliari e presidente del Centro di Studi Africani in Sardegna . Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il costo dell'energia | Basta soldati kenioti in Russia | Il peso dell'acqua]]></title>
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            <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I prezzi del gas nel Regno Unito e in Europa salgono alle stelle dopo gli attacchi contro impianti energetici in Qatar e in Iran. Il giacimento iraniano di South Pars fa parte del più grande giacimento di gas naturale al mondo; sia il Qatar che l'Iran gestiscono impianti nella zona, mentre Israele non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione: ne parliamo con Pier Paolo Raimondi è ricercatore del programma "Energia, clima e risorse" dello IAI e dell'Istituto Universitario Europeo - Scuola di governance transnazionale. | Il ministro degli Esteri keniota ha dichiarato che la Russia ha accettato di interrompere il reclutamento di cittadini kenioti per combattere nel suo esercito in Ucraina. Secondo le stime ucraine di febbraio, si ritiene che oltre 1.780 cittadini provenienti da 36 paesi africani stiano combattendo al fianco dei soldati russi in Ucraina. Da mesi veniva denunciata la pratica di reclutamento e nei giorni scorsi a Nairobi ci sono state diverse proteste portate avanti delle madri dei ragazzi attirati in Russia con l'inganno e finiti a combattere in Ucraina: ne parliamo con Andrea Spinelli Barrile, giornalista della Rivista Africa | Il peso dell'acqua: "Acqua e Genere" è stato scelto da UN-Water (Nazioni Unite) come tema ufficiale della Giornata Mondiale dell'Acqua (22 marzo): ne parliamo con KAZE, all'anagrafe Paola Gioia Kaze Formisano, attrice e cantante afroitaliana e ambasciatrice di AMREF. Ai microfoni, Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 06:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[L'Iran e la morte di Larijani | Negli USA si dimette Joe Kent, capo dell'antiterrorismo]]></title>
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            <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 10:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Ali Larijani, il massimo responsabile della sicurezza nazionale iraniana e leader de facto, è l'ultima figura di spicco iraniana presa di mira dall'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran, il 28 febbraio. Larijani, 67 anni, che secondo quanto affermato martedì dal ministro della Difesa israeliano sarebbe stato ucciso in un attacco sferrato durante la notte, ha di fatto guidato il Paese dietro le quinte. Da quando il leader supremo dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, e numerosi altri alti funzionari sono stati uccisi in attacchi statunitensi-israeliani, Larijani è emerso come voce pubblica di sfida del governo iraniano, condannando regolarmente gli Stati Uniti e Israele sui social media. Finora non ci sono stati commenti ufficiali da parte dell'Iran sull'affermazione di Israele secondo cui Larijani sarebbe stato ucciso: ne parliamo con Aniseh Bassiri Tabrizi, senior Analyst Medio Oriente per Control Risks, società specializzata in sicurezza e intelligence strategica. | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci raccontano la storia e i suoni della nuova "Radio Hamaseh" (Radio Epica), una nuova emittente di propaganda lanciata in onda questi giorni di guerra nell'etere dell'Iran. | Uno dei massimi funzionari antiterrorismo degli Stati Uniti si è dimesso, adducendo come motivazione la sua opposizione alla guerra in Iran e quella che ha definito l'influenza di Israele sulle politiche dell'amministrazione Trump, segno delle divisioni emergenti all'interno della coalizione repubblicana. Il funzionario, Joe Kent, è il primo membro di alto livello dell'amministrazione a dimettersi a causa della guerra. La natura apparentemente indefinita della guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran ha creato forti divisioni tra i sostenitori di Trump: ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il fronte iracheno della guerra | Arsenale digitale, la leva asimmetrica dell’Iran | Persone VS IA]]></title>
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            <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Durante la notte l'ambasciata statunitense a Baghdad è stata presa di mira da droni e razzi; fonti delle forze di sicurezza irachene hanno riferito all'agenzia di stampa AFP che si è trattato del «più violento attacco dall'inizio delle ostilità»: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 Mondo, giornalista esperta di Yemen e di zone di conflitto, firma la nuova newsletter "Golfi". | Il livello di allarme sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale sta aumentando in gran parte del mondo e in diversi campi. Ricercatori da anni avvertono del pericolo di fondere l'IA con i nuovi sistemi d'arma, permettendo quindi alle macchine di prendere decisioni di vita o di morte, mentre la società civile scende in piazza contro la concentrazione di data center e i rischi sociali, economici ed esistenziali legati allo sviluppo dell'IA. Negli USA a febbraio scorso centinaia di persone, anche di differenti colori politici, si sono riunite in una chiesa nel centro di Richmond, in Virginia con l'obbiettivo di contrastare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in una regione con la più alta concentrazione di data center al mondo. A Londra, altrettante centinaia di persone sono scese in piazza contro l'AI, dando vita a quelli che gli organizzatori definiscono i più grandi scioperi contro l'intelligenza artificiale finora registrati nel Regno Unito. La manifestazione si è svolta nel cuore tecnologico di King's Cross, dove hanno sede colossi come OpenAI, Meta e Google DeepMind. Alcuni membri dei movimenti contro le nuove tecnologie generative portano avanti scioperi della fame: ne parliamo con Nicoletta Pisanu, giornalista di Agenda Digitale e con Luca Zorloni, direttore di Wired. Ai microfoni,  Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ancora una strage in Cisgiordania | Siria, l’eco della guerra]]></title>
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            <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La polizia israeliana ha ucciso due giovani fratelli palestinesi (5 e 7 anni) e i loro genitori nella Cisgiordania occupata, sparando a tutti e quattro alla testa e al volto mentre la famiglia rientrava da una gita per fare acquisti durante il Ramadan. Le forze israeliane prendono di mira i palestinesi con quasi totale impunità nella Cisgiordania occupata, dove l'ultimo attacco che ha portato a un'incriminazione per omicidio risale a una sparatoria del 2019. Da allora, le forze israeliane hanno ucciso più di 1.400 persone, tra cui oltre 320 bambini e più di 30 donne, secondo i dati delle Nazioni Unite. I coloni israeliani hanno ucciso almeno altri 44 palestinesi: ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | Quindici anni dopo l'inizio della rivolta del 2011 e più di un anno dopo la caduta di Bashar al-Assad, la Siria cerca di uscire da oltre un decennio di guerra mentre si moltiplicano le richieste di giustizia per centinaia di migliaia di morti e dispersi. Al confine con il Libano, però, le tensioni stanno crescendo: molti siriani che avevano trovato rifugio nel paese vicino stanno tornando a casa, mentre i ricordi del ruolo di Hezbollah nella guerra restano vivi. Intanto lungo i valichi di frontiera arrivano famiglie con tutti i loro beni, dopo anni di esilio, tentando di ricostruire una vita in un paese ancora fragile. Il nuovo presidente siriano Ahmad al-Sharaa ha dichiarato il sostegno agli sforzi del Libano per disarmare Hezbollah e ha rafforzato la sicurezza al confine. Ma tra chi torna nelle città devastate dalla guerra, tra macerie e memorie di violenza, la riconciliazione appare ancora lontana: ne parliamo con Filippo Mancini, area manager North Central Syria per Handicap International ad Aleppo e con Luca Ricciardi, direttore Paese Siria di WeWorld. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 15 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 14 Mar 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Cuba, non c’è due senza tre | Ecuador, coprifuoco contro il narcotraffico | Sbiancare Quito]]></title>
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            <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Donald Trump ha rilanciato l'idea di una possibile "presa amichevole" di Cuba, sostenendo che l'isola sia in grave crisi energetica ed economica dopo le sanzioni statunitensi e il blocco delle forniture di petrolio. Intanto il governo cubano ha annunciato la liberazione di 51 detenuti come gesto di "buona volontà" verso il Vaticano, mentre crescono le tensioni con Washington. Ne parliamo con  Alessandro Cassieri, già corrispondente RAI, in collegamento da Cuba. | Il presidente Daniel Noboa ha annunciato un coprifuoco notturno in quattro province costiere dell'Ecuador - Guayas, Los Ríos, Santo Domingo de los Tsáchilas e El Oro - come parte, dice, di una nuova offensiva contro narcotraffico e criminalità organizzata. La misura arriva mentre il paese è già in stato di emergenza in diverse regioni. Il governo parla di operazioni congiunte con partner internazionali, incluso il sostegno degli Stati Uniti. L'annuncio ha però suscitato dubbi legali: secondo esperti costituzionalisti il coprifuoco richiede un decreto formale legato allo stato di eccezione, che dal momento dell'annuncio non è ancora stato pubblicato. Ne parliamo con Tiziano Breda, analista senior per l'America latina, per ACLED (Armed Conflict Location & Event Data), un'organizzazione che raccoglie dati su conflitti e proteste in tutto il mondo. | Per il "Ciclo decoloniale" di Radio3 Mondo, un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità. All'inizio del Novecento il fotografo José Domingo Laso realizzò immagini di Quito in cui gli indigeni vennero cancellati o sostituiti per mostrare una città "bianca" e moderna, come desiderava l'élite locale. Il suo bisnipote Francois Laso ha rivelato questa manipolazione storica con la mostra La Huella Invertida: Miradas de José Domingo Laso. Ne parliamo con Simone Ferrari, Ricercatore all'Università di Berna e docente di culture indigene e Afrodiscendenti all'Università degli studi di Milano. Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 06:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Hormuz e il mercato del petrolio | Come si va in guerra]]></title>
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            <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Sei navi commerciali sono state attaccate nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, probabilmente da imbarcazioni iraniane cariche di esplosivi, causando incendi, danni a diverse navi e la morte di un membro dell'equipaggio. Gli attacchi segnano un'escalation della guerra tra Iran e forze USA-Israele, bloccando quasi il traffico marittimo nella zona chiave per il petrolio mondiale e facendo salire i prezzi del greggio. Ne parliamo con Azzurra Pacces, giornalista di Staffetta Quotidiana.| In un tempo di guerra e di racconti della guerra il rischio più subdolo è la sua banalizzazione. Da una parte armi e riarmo di molti paesi suscitano ansia, dall'altra le immagini di città rase al suolo e le dichiarazioni infuocate producono assuefazione. I meccanismi di manipolazione psicologica e ideologica a volte utilizzati possono spingere individui e società non solo ad accettare la guerra, ma perfino a invocarla: dalla costruzione del nemico all'illusione rassicurante di essere sempre dalla parte del giusto, dalle dinamiche identitarie alla potenza emotiva della paura. In questo clima, il segretario generale della NATO Mark Rutte invita a prepararsi mentalmente al conflitto che potrebbe attenderci. Per non lasciarsi travolgere, è necessario porsi una domanda: come si va in guerra? Ne parliamo con Manlio Graziano, analista geopolitico, direttore dello Spykman Center for Geopolitical Analysis e autore di Come si va in guerra. Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra potenze (Mondadori, 2026).Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Beirut e Bekaa bombardate | Russia, repressione interna e tensioni politiche]]></title>
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            <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Attacchi aerei israeliani hanno colpito nella notte i sobborghi sud di Beirut, la valle della Bekaa e varie località nel sud del Libano, causando forti esplosioni avvertite in tutta la capitale. Il Ministero della Salute libanese ha inoltre confermato la morte di un paramedico della Croce Rossa, ferito mentre soccorreva civili in un'ambulanza colpita da un raid. Ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI in Libano. | Nel quarto anno della guerra tra Russia e Ucraina, il Cremlino ha intensificato la repressione contro oppositori, attivisti e società civile, ampliando censura, sorveglianza e accuse di minaccia alla sicurezza dello Stato, secondo Human Rights Watch nel World Report 2026. Le autorità hanno colpito anche migranti e comunità LGBT, mentre il numero dei prigionieri politici è salito a 1.217 nel 2025. Mosca continua inoltre a colpire città ucraine con droni e armi esplosive, causando vittime civili e gravi danni alle infrastrutture, mentre nei territori occupati impone cittadinanza russa, servizio militare e programmi scolastici russi. Le autorità hanno aperto decine di procedimenti contro presunti "agenti stranieri" e dichiarato indesiderabili numerose organizzazioni. Intanto, nel contesto di epurazioni nel ministero della Difesa, l'ex vice ministro Ruslan Tsalikov è stato posto agli arresti domiciliari per corruzione, mentre i media di opposizione ricordano il discorso segreto del 1956 in cui Nikita Khrushchev - pronunciato 70 anni fa - in cui denunciò il culto della personalità di Joseph Stalin, segnando una parziale rottura con il passato sovietico pur senza ammettere pienamente le responsabilità del sistema. Ne parliamo con Boris Belenkin, storico esponente di Memorial e autore del libro "Non lasciare che ci uccidano" (edito da Rizzoli nel 2024).  Con Marina Lalovic ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Zelensky offre aiuto al Golfo ma vuole cessate il fuoco. Trump chiama Putin | Gaza, piani in stallo]]></title>
            <link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-10032026-440fe612-4bbe-4930-b99a-2c3c3893a127.html</link>
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            <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Per la prima volta quest'anno Vladimir Putin e Donald Trump hanno avuto una telefonata di circa un'ora, definita "franca e costruttiva", per discutere di Iran, guerra in Ucraina e altre crisi globali. Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha offerto ai Paesi del Golfo assistenza militare ed esperti per difendersi dai droni iraniani, sfruttando l'esperienza maturata contro la Russia. Dall'inizio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro Teheran, l'Iran ha lanciato centinaia di missili e droni verso il Golfo, in gran parte intercettati. Zelensky teme però che, con Washington concentrata sull'Iran, l'Ucraina possa restare senza missili Patriot e ha chiesto ai partner internazionali un cessate il fuoco temporaneo con Mosca. Ne parliamo con Marta Serafini, giornalista ed inviata del Corriere della Sera in Ucraina e autrice del libro 'Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina: Dal 2014 a oggi' (Fuori Scena, 2026) e "L'Ombra del nemico" (ed.Solferino, 2020), e con Orietta Moscatelli, caporedattore esteri Aska News e analista Limes per la Russia, autrice del libro "Putin e putinismo in guerra" (Salerno editrice, 2022). | Il piano di Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza è fermo dopo l'attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha allargato il conflitto regionale. Lo stop ai negoziati sul disarmo rischia di bloccare l'iniziativa diplomatica mentre i combattimenti tra Israele e Hamas continuano. Ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI da Gerusalemme. Ai microfoni Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L’Iran ha un nuovo leader supremo | Golfo in fiamme | L’Europa e la guerra]]></title>
            <link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Radio3-Mondo-del-09032026-fb78dcbd-0f01-4eb0-8658-ddf390a45d4d.html</link>
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            <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'Iran ha nominato Mojtaba Khamenei come nuovo leader supremo, circa una settimana dopo l'assassinio di suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, in un attacco congiunto degli Stati Uniti e di Israele che ha fatto precipitare l'intera regione in una guerra dilagante. Domenica 8 marzo intanto l'Iran ha colpito alcune infrastrutture del Golfo, prendendo di mira i serbatoi di carburante dell'aeroporto del Kuwait e un impianto di desalinizzazione in Bahrein. Secondo quanto riportato, almeno quattro persone sono morte nella regione: ne parliamo con Nima Baheli, analista geopolitico e con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 Mondo, giornalista esperta di Yemen e di zone di conflitto, autrice della nuova newsletter "Golfi". | L'Europa rafforza la sicurezza dopo le minacce dell'Iran di colpire città europee se alcuni Paesi parteciperanno a operazioni militari guidate dagli Stati Uniti in Medio Oriente. Droni iraniani hanno già preso di mira Cipro, colpendo una base della RAF e spingendo Regno Unito, Francia e Grecia a schierare forze militari nell'area. Teheran avverte che qualsiasi intervento europeo sarà considerato un atto di guerra. La NATO segnala che l'Iran rappresenta una minaccia crescente, anche per via dei progressi su missili balistici e capacità nucleari. Alcuni missili iraniani potrebbero raggiungere il sud-est dell'Europa, e con modifiche anche città come Berlino o Roma. Analisti temono inoltre attacchi asimmetrici con droni, cyberattacchi o operazioni di agenti clandestini sul suolo europeo: ne parliamo con Antonio Giustozzi, senior research fellow al RUSI (Royal United Services Institute) di Londra, esperto in conflitti e terrorismo. Ai microfoni, Marina Lalovic.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 06:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 08/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 06:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Cuba nel buio | Accordo petrolifero USA-Venezuela | ¡ Tequila e nuvole !]]></title>
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            <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A inizio settimana il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha annunciato "urgenti" cambiamenti economici, chiedendo più autonomia al settore privato e investimenti nell'energia per affrontare la crisi aggravata dal blocco petrolifero statunitense. Da ieri però l'isola è sprofondata in un enorme blackout: il guasto alla principale centrale termoelettrica ha lasciato senza elettricità gran parte del Paese, inclusa L'Avana. La crisi energetica, legata alla scarsità di carburante e a infrastrutture obsolete, sta rendendo ancora più urgente la riforma economica annunciata dal governo. Ne parliamo con Roberto Livi, giornalista, corrispondente a Cuba del Manifesto. | Trump e la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez si sono scambiati elogi pubblici mentre rafforzano la cooperazione energetica tra Stati Uniti e Venezuela. Nuovi contratti petroliferi e investimenti statunitensi mirano ad aumentare l'export di greggio e aprire il Paese anche al settore minerario. Ne parliamo con Antonella Mori, responsabile del programma America Latina ISPI e docente di Economia all'Università Bocconi. |  "Il Tequila, signori, più che un liquore è una magia - Allontana la tristezza e calma i dolori ". Versi come questi corrono di bocca in bocca nello stato messicano di Jalisco, terra dell'agave, la pianta base per l'elaborazione del Tequila. E sono ormai diventati parte dell'identità nazionale. Ma non è stato sempre così. Per il "Ciclo decoloniale", un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità, racconteremo "Come la storia del Tequila segue quella della colonizzazione (e decolonizzazione) in Messico". Ne parliamo con Giulia De Luca, voce di Radio3 e giornalista esperta di America Latina. Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Guerra all’Iran, un test per la Cina | Elezioni in Nepal, il test della Gen Z]]></title>
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            <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'offensiva USA-Israele contro l'Iran si allarga anche sul piano militare: un sottomarino della United States Navy ha affondato con un siluro la fregata iraniana Iris Dena vicino allo Sri Lanka, primo attacco di questo tipo dalla Seconda guerra mondiale. La guerra contro l'Iran diventa un test strategico per la Cina, che teme ripercussioni sulle forniture energetiche, sui corridoi della Belt and Road Initiative e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti agitano inoltre la minaccia di sanzioni secondarie che potrebbero colpire più del caro-energia gli interessi cinesi legati a Teheran. In questo contesto si aprono a Pechino le "Due Sessioni", dove Xi Jinping deve bilanciare sostegno all'Iran, rischio di confronto con Washington e rilancio della crescita della seconda economia mondiale. Ne parliamo con Michelangelo Cocco, direttore del Centro Studi sulla Cina contemporanea, scrive per il quotidiano Domani. Autore di Xi, Xi, Xi. Il XX Congresso del Partito comunista e la Cina nel mondo post-pandemia (Carocci, 2022). | In Nepal si vota nelle prime elezioni dopo le proteste del 2025 guidate dalla Generation Z, che hanno costretto alle dimissioni il primo ministro. Il voto mette di fronte la vecchia classe politica e un nuovo fronte di candidati giovani che promettono di trasformare la mobilitazione in cambiamento politico. È un secondo test, dopo il Bangladesh, sulla capacità della Gen Z di convertire la "rivoluzione" di piazza in potere elettorale. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente dall'Asia del Sud del Sole24 ore, in collegamento dal Nepal.Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran: il ritorno dei curdi? | Cipro nel mirino]]></title>
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            <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La CIA sta lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran, secondo quanto riferito dalla CNN. L'amministrazione Trump ha avviato discussioni attive con i gruppi di opposizione iraniani e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare. I gruppi armati curdi iraniani dispongono di migliaia di soldati lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. Dall'inizio della guerra, diversi gruppi hanno rilasciato dichiarazioni in cui accennavano a un'azione imminente e sollecitavano le forze militari iraniane a disertare: ne parliamo con Maria Fantappié, responsabile Programma Med Medio Oriente e Africa allo IAI. | Le interferenze di Andrea Borgnino si mettono in ascolto dei segnali radio della guerra in Iran: dalle comunicazioni dello stretto di Hormuz, alle nuove stazioni in onde corte in persiano. | La Grecia ha inviato due fregate e caccia F-16 a Cipro dopo che un drone di tipo Shahed ha colpito la base della Royal Air Force ad Akrotiri, segnando un'escalation nel conflitto tra USA, Israele e Iran. Il ministro della Difesa Nikos Dendias ha parlato di "attacchi non provocati" e promesso pieno sostegno alla Repubblica di Cipro, membro della UE. L'attacco, che non ha causato vittime, è avvenuto poco dopo che il premier britannico Starmer aveva autorizzato Washington a usare basi britanniche per colpire missili iraniani. Un comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha minacciato ulteriori raid contro l'isola, accusando gli USA di avervi trasferito asset militari. Il presidente cipriota Nicos Christodoulides ha ribadito che il Paese non partecipa ad alcuna operazione militare, mentre Bruxelles ha espresso solidarietà. L'episodio, il primo contro una base britannica a Cipro dal 1986, ha portato al rinvio di riunioni europee e all'innalzamento dell'allerta sull'isola: ne parliamo con Lorenzo Noto, analista di Limes esperto di Mediterraneo. Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Libano sotto le bombe | La guerra energetica e il rischio di un "gas crash"]]></title>
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            <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Una nuova ondata di raid israeliani ha colpito la periferia sud di Beirut, dove l'esercito ha dichiarato di aver preso di mira un "alto responsabile" di Hezbollah, mentre centinaia di aerei bombardavano simultaneamente Libano e Iran. Nella Bekaa e nel Libano-Sud gli attacchi si sono intensificati, con bombardamenti su villaggi nelle regioni di Tiro, Nabatiyeh e Baalbek, mentre ambulanze e squadre di emergenza continuano a intervenire tra le macerie. L'esercito israeliano ha rafforzato le proprie forze lungo il confine ma ha affermato di non avere, per ora, un piano immediato per un'invasione terrestre, pur avvertendo che Hezbollah "pagherà un prezzo alto" per il lancio di razzi verso il nord di Israele. Nel sud del Paese interi centri abitati sono stati evacuati e migliaia di civili stanno lasciando le aree di confine e la periferia sud della capitale. Le autorità e il settore commerciale cercano di contenere il panico: i supermercati registrano forti afflussi a Beirut, ma importatori e distributori stimano scorte alimentari sufficienti per diversi mesi. Intanto, tra sfollati in fuga e infrastrutture sotto pressione, il Libano si scopre ancora una volta frontiera fragile di una guerra che si allarga su più fronti e minaccia di trascinare l'intera regione in un conflitto più ampio: ne parliamo con Giulia Della Michelina, giornalista freelance basata a Beirut. | Nella guerra con l'Iran, gran parte del Golfo e Israele hanno interrotto la produzione di petrolio e gas.  Il Qatar ha interrotto la produzione di GNL mentre la più grande raffineria dell'Arabia Saudita è stata colpita da un attacco di droni. In risposta, i prezzi sono aumentati. I futures europei sul gas di riferimento salgono di oltre un terzo e il petrolio raggiunge i livelli più alti da gennaio 2025: ne parliamo con Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Attacco all'Iran: è guerra nel Golfo?]]></title>
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            <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 10:45:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Attacco all'Iran: è guerra nel Golfo? Israele, Usa, Iran, tutti i paesi del Golfo e il Libano, la guerra si allarga e minaccia di coinvolgere l'intera regione. Cambio di regime in Iran e situazioni interne di Usa e Israele, superamento della diplomazia e imposizione del metodo Trump, armi in campo e vittime civili: in uno speciale a quattro mani Tutta la Città ne parla e Radio3Mondo, i fattori in gioco  e le previsioni possibili. Ospiti di Pietro Del Soldà e Luigi Spinola Mario Del Pero docente di Storia Internazionale e storia della politica estera statunitense all'Institut d'études politiques - Sciences Po a Parigi e autore di "Buio americano". Gli Usa e il mondo nell'era Trump" (Il Mulino, 2025);  "Libertà e Impero" (Laterza), Nima Baheli, analista geopolitico ed esperto di sicurezza e intelligence collaboratore di Limes, Azzurra Meringolo, inviata Rai a Gerusalemme, Zara Tofigh, avvocata iraniana portavoce dell'associazione Iran Human Rights in Italia, Pietro Batacchi, direttore di RID (Rivista italiana Difesa), Cinzia Bianco, ricercatrice esperta di Golfo e penisola arabica per lo European Council on Foreign Relations, Micaela Frulli, ordinaria di diritto internazionale presso l'Università degli studi di Firenze, Lorenzo Robustelli, direttore editoriale di Eunews, Stefano Di Carlo, direttore Generale di MSF- Medici senza frontiere.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna settimanali internazionali 01/03/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 01 Mar 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Pakistan attacca l'Afghanistan | Fumetti panafricani contro il colonialismo | La Silicon Savannah]]></title>
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            <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Pakistan colpisce la capitale afghana Kabul nell'ambito di una serie di attacchi in tutto il Paese, avvenuti dopo che giovedì sera i talebani afghani avevano annunciato una grande offensiva contro le postazioni militari pakistane vicino al confine. Il primo ministro pakistano afferma che il Paese ha "la piena capacità di schiacciare qualsiasi ambizione aggressiva", mentre il ministro della difesa dichiara "guerra aperta" ai talebani afghani: ne parliamo con Diego Abenante, docente di Storia e Istituzioni dell'Asia presso il dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Trieste. | Supereroi che attingono le loro forze dalla mitologia yoruba invece che da raggi cosmici. Invasori alieni che riscrivono la Battaglia di Adua. L'Africa sta riprendendosi le proprie storie, un fumetto alla volta. Da Lagos a Nairobi nuovi fumettisti guardano al passato per immaginare il futuro. Proprio della Battaglia di Adua (1° marzo 1896) cade il 130° anniversario. E proprio da qui parte la prima puntata del nostro "Ciclo decoloniale", un percorso dedicato a ripensare la storia coloniale e le sue eredità. La battaglia di Adua vide il Negus Menelik II sconfiggere l'esercito italiano, garantendo all'Etiopia l'indipendenza e rendendola l'unico Stato africano a sfuggire alla spartizione coloniale europea. La vittoria è divenuta simbolo di resistenza e autodeterminazione, ancora oggi celebrata per il suo valore politico e culturale. Riflettere su Adua aiuta a comprendere le dinamiche e le conseguenze del colonialismo nel tempo: ne parliamo con Nicola Labanca, professore ordinario di Storia contemporanea presso l'Università di Siena, autore di Oltremare. Storia dell'espansione coloniale italiana (Il Mulino, 2025). | Perché il Kenya è la "silicon savannah" su cui investono le Big Tech USA? Ne parliamo con Vincenzo Giardina, africanista, scrive per l'agenzia Dire e per l'Espresso, il Venerdì, Osservatore Romano e Famiglia Cristiana. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 27 Feb 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Ucraina, colloqui a Ginevra. La Russia in soccorso di Cuba | La Cina, vera vincitrice della guerra?]]></title>
            <link>https://www.raiplaysound.it/audio/2026/02/Radio3-Mondo-del-26022026-671d4b1c-c5de-4dd4-a768-fa7fc57bdd40.html</link>
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            <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che una delegazione ucraina incontrerà oggi a Ginevra gli inviati del presidente USA Donald Trump in vista di un altro round di colloqui trilaterali con la Russia. Allo stesso tempo, Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato che il governo sta valutando la possibilità di fornire carburante a Cuba per aiutarla ad affrontare una grave crisi energetica, aggravata dalle restrizioni statunitensi: ne parliamo con Eleonora Tafuro Ambrosetti, co-responsabile del centro Centro Russia, Caucaso e Asia Centrale dell'ISPI. | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci raccontano la storia di ChinaFM, la stazione radio cinese in Italia. | Dopo 4 anni di guerra in Ucraina, nessuno dei protagonisti principali - Russia, Ucraina, Stati Uniti o Unione Europea - può dirsi vincitore, mentre l'unico a trarre vantaggio geopolitico è la Cina, che resta impassibile e trae vantaggio dalla situazione. Sostiene la Russia per mantenere un partner utile contro l'Occidente e ottiene in cambio idrocarburi a basso costo, know-how militare e accesso ai mercati. Intanto un'altra potenza, la Germania, deve fare i conti con il gigante asiatico. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha intrapreso il suo primo viaggio ufficiale nella Repubblica Popolare Cinese, concentrandosi soprattutto sui reciproci vantaggi della cooperazione economica tra i due Paesi. Merz sbarca a Pechino accompagnato da una delegazione di circa 30 dirigenti delle principali aziende tedesche, tra cui Mercedes-Benz, BMW, Volkswagen, Bayer, Siemens e Adidas. Si tratta della più grande delegazione commerciale che abbia mai accompagnato un cancelliere tedesco dall'era di Angela Merkel. Storicamente, la Cina era stata un importante mercato per le esportazioni tedesche, ma oggi è diventata una concorrente diretta, costringendo Berlino a rivedere la sua politica industriale: ne parliamo con Romeo Orlandi, Presidente Osservatorio Asia. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il discorso sullo stato dell’Unione di Trump | Le Paralimpiadi accendono il fronte politico]]></title>
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            <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il discorso sullo Stato dell'Unione di Trump, durato 1 ora e 48 minuti, ha elogiato le sue politiche economiche, l'immigrazione e i dazi, definendo l'ultimo anno un "cambiamento epocale", mentre Democratici e sondaggi mostrano insoddisfazione. Ha difeso la sua agenda economica e sociale, incluso il costo dei farmaci e l'assistenza abitativa, pur senza attaccare direttamente la Corte Suprema e ribadendo una politica estera dura ma diplomatica con l'Iran. Fact-checking del NYT evidenzia esagerazioni o affermazioni fuorvianti su sanità, guerra, immigrazione, droga e occupazione, smorzando molte delle sue dichiarazioni trionfalistiche. Ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus. | Le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si terranno dal 6 al 15 marzo, con circa 600 atleti da 50 paesi in gara per 79 medaglie. L'attenzione si è spostata sulla geopolitica: il Comitato Paralimpico Internazionale ha autorizzato la partecipazione di sei russi e quattro bielorussi con le proprie bandiere e inni. Kiev ha definito la decisione "oltraggiosa" e boicotterà la cerimonia d'apertura, mentre l'Italia ha espresso piena opposizione. Ne parliamo con Marina Lalovic, giornalista di Rainews 24 e voce di Radio3. Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il quarto anniversario della guerra in Ucraina: sanzioni, armi, vedove e orfani]]></title>
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            <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I leader europei hanno accusato l'Ungheria di sabotare il sostegno all'Ucraina alla vigilia del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala di Vladimir Putin, dopo che una Budapest provocatoria ha bloccato nuove misure economiche contro Mosca: ne parliamo con Angela Mauro, inviata di HuffPost e autrice di "Europa sovrana, la normalizzazione dei nazionalismi" (Feltrinelli, 2024 seconda edizione). | La guerra in Ucraina ha cambiato le regole dei conflitti, soprattutto per quanto riguarda le armi: quali armi sono state inviate, da parte di chi e come hanno indirizzato la guerra e la diplomazia? Ne parliamo con Karolina Muti, ricercatrice senior nel programma Difesa, sicurezza e spazio dello IAI. | A quattro anni dall'inizio della guerra su vasta scala, l'Ucraina affronta non solo il conflitto armato ma una crisi demografica che ne minaccia il futuro. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), oltre 5,9 milioni di persone sono fuggite all'estero e 3,7 milioni sono sfollate interne. La popolazione è scesa da 41 a circa 30-32 milioni, con circa 59.000 bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori, secondo statistiche ufficiali rilasciate dal governo ucraino. Le nascite sono precipitate — un parto ogni tre decessi — e in alcuni ospedali si è passati da 2.300 parti nel 2020 a meno di 1.000 l'anno scorso (Guardian). A questo si aggiunge che diverse cliniche registrano un aumento delle anomalie cromosomiche e casi di menopausa precoce legati allo stress della guerra, mentre molti militari rinviano la genitorialità o ricorrono alla crioconservazione: ne parliamo con Filippo Ungaro, portavoce UNHCR. Al microfono, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Messico: colpo ai narcos, ucciso “El Mencho” | Con Epstein cade il “mito diplomatico” della Norvegia]]></title>
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            <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nemesio Oseguera Cervantes, alias El Mencho, il narcotrafficante più ricercato e pericoloso al mondo, è stato ucciso domenica dall'esercito messicano, come confermato dal Ministero della Difesa. La morte di Oseguera Cervantes, obiettivo prioritario anche per gli Stati Uniti , rappresenta il più grande colpo inferto al narcotraffico nella storia recente del Paese: ne parliamo con Lucia Capuzzi, inviata di Avvenire, esperta di America Latina e con Massimo De Giuseppe, docente di Storia contemporanea nell'Università IULM di Milano e autore di "Messico. Biografia di una nazione dall'indipendenza a oggi" (Il Mulino, 2024). È membro corrispondente internazionale dell'Academia Mexicana de la Historia. | Per decenni la Norvegia ha coltivato l'immagine di potenza morale e mediatrice di pace. Ora lo scandalo legato a Jeffrey Epstein incrina quel capitale di fiducia, travolgendo figure simbolo come Terje Rød-Larsen, Mona Juul e l'ex premier Thorbjørn Jagland Gli artefici degli Accordi di Oslo sono ora incriminati per corruzione aggravata: secondo gli inquirenti, Epstein avrebbe coperto loro viaggi, spese mediche e immobili di lusso, e diverse e-mail private rivelano rapporti ben più che istituzionali. L'ombra si allunga anche sugli archivi scomparsi dei negoziati del 1993 e su decenni di finanziamenti opachi all' International Peace Institute, pilastro della diplomazia norvegese. Le rivelazioni toccano perfino la famiglia reale e l'attuale establishment politico, ampliando il raggio di una crisi che appare sistemica più che personale. Secondo i sondaggi, oltre tre quarti dei norvegesi dichiarano di aver perso fiducia nelle istituzioni. Ciò che vacilla non è soltanto la reputazione di singoli protagonisti, ma il mito stesso di una Norvegia guidata esclusivamente da ideali umanitari: un marchio costruito con cura, e messo ora sotto processo: ne parliamo con con Simen Simen Ekern, editorialista al quotidiano norvegese Dagens Næringsliv. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 22/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 22 Feb 2026 06:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Hamas al voto | A Nuova Delhi il primo vertice globale sull’AI | L’AI alleata degli chef]]></title>
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            <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Mentre i membri del Consiglio per la pace di Trump promettono 7 miliardi di dollari di aiuti umanitari a Gaza, Hamas sta eleggendo un nuovo leader ad interim con votazioni in corso a Gaza, in Cisgiordania e tra i membri all'estero. Il risultato indicherà la futura direzione del movimento, decimato dai raid israeliani dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele, che causarono circa 1.200 morti e 251 ostaggi. Ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. | Al Bharat Mandapam di Nuova Delhi si è aperto l'India-AI Impact Summit 2026, primo grande vertice globale sull'IA nel Sud globale, con cui l'India punta a spostare l'attenzione dalla sicurezza allo sviluppo. Promosso dal Ministero dell'Elettronica e della India AI Mission, il summit propone un'IA per "Persone, Pianeta, Progresso" e accredita l'India come ponte tra Occidente tecnologico e Sud globale nella diplomazia dell'intelligenza artificiale. Ne parliamo con  Ivana Bartoletti, esperta internazionale di governance dell'intelligenza artificiale e diritti digitali, lavora all'intersezione tra tecnologia, diritto ed etica ed è Global Chief Privacy and AI Governance Officer in una multinazionale tecnologica. | L'Intelligenza Artificiale sta trasformando le cucine professionali integrando machine learning, computer vision e robotica per prevedere la domanda, ottimizzare ingredienti, ridurre sprechi e costi, migliorando efficienza e sicurezza alimentare. L'IA non sostituisce il talento degli chef ma lo potenzia, favorendo sostenibilità, manutenzione predittiva e nuove competenze in una ristorazione sempre più tecnologica e "aumentata". Ne parliamo con Nicoletta Pisanu, giornalista di AgendaDigitale.Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 06:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Argentina, sciopero generale | Destituito il presidente del Perù | Violenze politiche in Francia]]></title>
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            <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 10:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I sindacati argentini hanno paralizzato il Paese con uno sciopero generale di 24 ore contro la riforma del lavoro del governo di Javier Milei, mentre la Camera dei Deputati, blindata per timore di disordini, discute il testo. La legge, che estende l'orario fino a 12 ore e limita il diritto di sciopero, è difesa dall'esecutivo come "modernizzazione", ma i sindacati la denunciano come una pesante precarizzazione. Ne parliamo con Giulia De Luca, giornalista esperta di Argentina e voce di Radio3. | Il Congresso del Perù ha destituito il presidente José Jerí, in carica da appena quattro mesi, dopo lo scandalo "Chifagate" legato a presunti incontri segreti con imprenditori cinesi controversi. La sfiducia riporta il Paese nell'instabilità politica e apre la strada a nuove elezioni il 12 aprile. Ne parliamo con Gabriella Saba, giornalista freelance che si occupa di America Latina. Autrice di Continente da Favola (Rosenberg & Sellier, 2019). | Il 14 febbraio a Lione lo studente di estrema destra Quentin Deranque è stato ucciso a colpi alla testa da un gruppo di aggressori mascherati durante una conferenza di Rima Hassan (LFI). L'omicidio, con nove arresti e accuse incrociate tra governo e La France Insoumise, riaccende l'allarme sul clima di violenza politica in Francia. Ne parliamo con  Mathilde Imberthy, giornalista Radio France a Lione. Ai microfoni Marina Lalovic.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 19 Feb 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Ginevra, passi avanti tra Usa e Iran | Negoziati tesi tra Kyiv e Mosca | Navalny, due anni]]></title>
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            <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A Ginevra colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si sono chiusi con "buoni progressi" e un accordo su principi guida per avviare la bozza di un'intesa sul nucleare, secondo il ministro iraniano Abbas Araghchi. Teheran sarebbe pronta a sospendere l'arricchimento per alcuni anni in cambio della revoca delle sanzioni, mentre Donald Trump avverte che senza accordo resta possibile un attacco americano. Ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI a Ginevra. | A Ginevra colloqui tra Ucraina e Russia sono stati "molto tesi" ma riprenderanno mercoledì; Volodymyr Zelensky ha detto che eventuali accordi territoriali richiederanno un faccia a faccia con Vladimir Putin. Mosca chiede il ritiro ucraino dal 20% del Donetsk ancora sotto Kyiv, mentre l'Ucraina rifiuta e pretende solide garanzie di sicurezza occidentali prima di qualsiasi intesa. Ne parliamo con Ilario Piagnerelli, inviato di RaiNews24 in collegamento da Kyiv, e con Rosalba Castelletti, inviata de La Repubblica.| La madre di Alexei Navalny afferma che le nuove analisi, secondo cui sarebbe stato ucciso con un veleno derivato da tossine di rana, confermano che il figlio è stato assassinato in carcere nel 2024. Cremlino respinge le accuse come infondate, mentre la vedova Yulia Navalnaya chiede giustizia nel secondo anniversario della morte. Ne parliamo con Rosalba Castelletti. Ai microfoni Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Israele registra terre  in Cisgiordania come proprietà statale|Damasco crocevia di interessi globali]]></title>
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            <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il governo israeliano ha approvato per la prima volta dal 1967 la registrazione di vaste aree della Cisgiordania occupata come "proprietà statale", con l'obiettivo di favorire l'espansione degli insediamenti nell'Area C prevista dagli Accordi di Oslo II. La misura, sostenuta da ministri dell'ala destra, rafforza il controllo israeliano sul territorio e limita il ruolo dell'Autorità Palestinese, mentre la comunità internazionale considera illegali gli insediamenti. Ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI da Gerusalemme, e con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente. | Interferenze con Andrea Borgnino: erano 23 le stazioni radio che trasmettevano da Gaza prima della guerra, tutte distrutte e silenziate. Dal sito delle Nazioni Unite ho scoperto che da qualche giorno da Gaza City è tornata in onda Zaman FM, che trasmette da un edificio ancora distrutto ma il suo segnale è di nuovo in onda. | Damasco resta il centro nevralgico della Siria in transizione dopo Assad, tra potere centrale fragile, autonomie locali come Suweida e pressioni internazionali legate soprattutto agli interessi petroliferi a est dell'Eufrate. Mentre l'esercito consolida il controllo nel nord-est e avanza nel sud frenato da Israele, la capitale rimane simbolo di mediazione tra equilibri interni precari e interessi globali. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di Damasco. Crocevia millenario nello spazio euro-asiatico (Paesi edizioni, 2026) e di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022). Con Marina Lalovic ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 06:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rubio e l’asse transatlantico | Una Kim per il futuro della Corea del Nord? | L’intramontabile To La]]></title>
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            <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Alla Conferenza di Monaco, Marco Rubio ha cercato di distendere le tensioni con gli europei con un discorso dai toni concilianti, presentato come un tentativo di rilanciare il rapporto transatlantico. Tuttavia, nonostante l'approccio più morbido, le relazioni tra Stati Uniti ed Europa restano profondamente indebolite dall'eredità dell'era Trump. Ne parliamo con Angela Mauro, inviata di HuffPost e autrice di "Europa sovrana, la normalizzazione dei nazionalismi" (Feltrinelli, 2024 seconda edizione, la prima edizione è uscita nel 2023). | Kim Jong Un sta preparando la figlia tredicenne Kim Ju Ae alla successione, facendola apparire sempre più spesso in pubblico e coinvolgendola in eventi ufficiali. Il congresso del Partito dei Lavoratori a Pyongyang potrebbe formalizzare il suo ruolo, definendo al contempo le priorità strategiche del regime fino al 2031, inclusi i rapporti con USA e Corea del Sud. Ne parliamo con Marco Milani, Ricercatore in Storia e Istituzioni dell'Asia all'Università di Bologna. | Da poco si è concluso il congresso del Partito comunista con elezione di To Lam, 68 anni, e sta consolidando il controllo in un momento di svolta per l'Asia, con Washington concentrata altrove e Pechino che cerca di sfuggire a un malessere nazionale dominando le esportazioni e gli armamenti. Ne parliamo con Giulia Pompili, giornalista redazione esteri de Il Foglio, co-autrice di Bambù, un podcast che racconta gli ultimi 25 anni di Asia (Chora media), e autrice di Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop (Rizzoli, 2023). Con Marina Lalovic ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Spagna più multiculturale, Madrid più esclusiva | Giappone, niente più ciliegi in fiore]]></title>
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            <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Spagna supera per la prima volta i 10 milioni di residenti nati all'estero su oltre 49,5 milioni di abitanti, secondo l'Instituto Nacional de Estadística; la crescita demografica è trainata soprattutto da immigrati colombiani, marocchini e venezuelani, mentre aumentano anche le persone che vivono sole. L'altra faccia dell'immigrazione emerge nel boom dei club privati a Madrid, come il Club Metrópolis e la Forbes House: spazi esclusivi che rispondono al bisogno di status e reti sociali tra élite internazionali. Ne parliamo con Angel Villarino, redattore capo di El Confidencial. | La cancellazione del festival dei ciliegi ad Arakurayama, ai piedi del Monte Fuji, riflette le tensioni causate dall'overtourism e dai comportamenti incivili che hanno spinto Fujiyoshida a fermare un evento da 200.000 visitatori l'anno. A Tokyo, intanto, grandi riqualificazioni urbane stanno trasformando quartieri storici come Shibuya, sacrificando la dimensione più vivibile della città. Tra turismo di massa e sviluppo immobiliare, la vita quotidiana appare schiacciata tra pressioni globali e ambizioni economiche. Sul piano politico, la premier Sanae Takaichi guida una fase di ridefinizione strategica del Paese, mentre crescono le fratture tra apertura internazionale e tutela della qualità della vita. Ne parliamo con Antonio Moscatello, giornalista di Aska News esperto di Asia, autore di "Gli imperatori del Giappone", newton Compton 2025, e "Breve storia del Giappone" Newton Compton 2023. Con Anna Maria Giordano ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Europa, media potenza | Elezioni in Bangladesh]]></title>
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            <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un 'ritiro' per riflettere su come 'diventare finalmente adulta'. Qualche dritta? In vista del vertice informale di giovedì in Belgio, Ursula von der Leyen ha proposto un'Europa "a due velocità", incoraggiando i Paesi membri a formare coalizioni ristrette quando l'unanimità blocca l'agenda economica. Mario Draghi chiede un federalismo pragmatico per accelerare investimenti strategici in difesa, tecnologia e transizione verde, mentre Emmanuel Macron rilancia un debito comune europeo per finanziare innovazione e sicurezza. Friedrich Merz da Berlino respinge gli eurobond, puntando su produttività, mercato unico e libera concorrenza. L'Unione europea si trova a un bivio epocale: consolidare la propria autonomia strategica di potenza media, o farsi ridurre a minoranza geopolitica di fronte ai giganti Stati Uniti e Cina. Ne parliamo con Martina Monti, senior editor del team politico di Euractiv, e con Lucia Tajoli, docente di Politica Economica al Politecnico di Milano. | Oltre 127 milioni di bangladesi votano nelle prime elezioni davvero decisive dopo la rivolta giovanile che nell'agosto 2024 ha rovesciato l'ex premier autoritaria Sheikh Hasina, in esilio in India. Il voto, che vede contrapposti BNP e una coalizione guidata da Jamaat-e-Islami, insieme a un referendum sulla Carta Nazionale 2025, è considerato il primo test democratico libero dopo anni di repressione, con al centro corruzione, inflazione e lavoro. Ne parliamo con Giuliano Battiston, giornalista e socio di lettera 22. Con Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 12 Feb 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Netanyahu bussa alla Casa Bianca  |  L'Asse Merzoni e le basi Nato agli alleati]]></title>
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            <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Netanyahu è volato a Washington per ottenere il sostegno di Trump alle richieste israeliane nei negoziati Usa-Iran, chiedendo limiti più severi su nucleare, missili e sostegno di Teheran ai suoi alleati. Nel vertice si parlerà anche della ricostruzione di Gaza, con Israele che insiste sul disarmo di Hamas e sull'esclusione dell'Autorità Palestinese. Intanto il governo israeliano rafforza il controllo sulla Cisgiordania facilitando le colonie, mossa vista come passo verso l'annessione e criticata a livello internazionale, anche dagli Usa. Ne parliamo con Lorenzo Kamel, professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all'Università di Torino e docente di Storia del Mediterraneo alla Luiss Guido Carli di Roma. Ultimo libro: "Israele-Palestina" (Einaudi 2025). | Meloni e il cancelliere tedesco Merz rafforzano l'asse Italia-Germania, ribattezzato "Merzoni", nato nel 2023 grazie a Tajani e oggi centrale su competitività, difesa e rapporti con gli Usa, mentre la Francia appare più debole. Intanto nella Nato gli Stati Uniti cedono la guida dei comandi di Napoli all'Italia e di Norfolk al Regno Unito, mantenendo però il comando supremo e altri centri strategici. La redistribuzione segna un maggiore ruolo e responsabilità per gli alleati europei, in linea con la richiesta americana di condividere non solo i costi ma anche la leadership militare. Ne parliamo con Antonio Missiroli, Consulente senior presso l'ISPI, ex segretario generale aggiunto della NATO responsabile delle nuove sfide di sicurezza Europa e governance globale Europa e governance globale Sicurezza e difesa. Con Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 06:46:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Cuba a secco, cieli bloccati | Epstein files all’esame del Congresso USA]]></title>
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            <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Cuba ha comunicato alle compagnie aeree che, a causa di una grave crisi energetica aggravata dal rafforzamento delle sanzioni statunitensi, non sarà possibile rifornire di carburante gli aerei in diversi aeroporti dell'isola, inclusa L'Avana, almeno fino a marzo. La pressione politica dell'amministrazione Trump ha di fatto bloccato l'accesso di Cuba al petrolio proveniente da Venezuela e Messico, costringendo alcune compagnie a sospendere i voli o a prevedere scali tecnici all'estero. La misura rappresenta un duro colpo per il turismo, settore chiave dell'economia cubana, mentre il governo messicano ha ribadito il proprio sostegno umanitario all'isola. Ne parliamo con Lucia Capuzzi, giornalista e inviata di Avvenire. | Il Congresso degli Stati Uniti potrà esaminare i file completi e non censurati sul caso Jeffrey Epstein, con eventuali oscuramenti limitati esclusivamente alla tutela delle vittime e consultazione consentita solo presso il Dipartimento di Giustizia. Hillary Clinton ha chiesto un'audizione pubblica per sé e per Bill Clinton, scegliendo di non opporsi alla citazione in giudizio per evitare accuse di oltraggio al Congresso. Intanto lo scandalo si estende all'Europa, coinvolgendo anche la Francia. I servizi di sicurezza hanno bloccato un tentativo russo di collegare Emmanuel Macron al caso Epstein. Parallelamente, l'ex ministro Jack Lang si è dimesso dal consiglio dell'Istituto del Mondo Arabo dopo l'apertura di un'inchiesta per riciclaggio e frode fiscale, segnando un nuovo sviluppo europeo del caso. Ne parliamo con Gregory Alegi, docente di Storia e politica USA all'università LUISS. Con Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 06:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[McSweeney si dimette| Europa, si allarga il fronte anti-social| El Salvador, Grok entra nelle scuole]]></title>
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            <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Morgan McSweeney, capo di gabinetto di Keir Starmer, si è dimesso assumendosi la piena responsabilità per aver consigliato la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli USA. La decisione arriva dopo le polemiche sui legami di Mandelson con Jeffrey Epstein, che hanno minato la fiducia nel Labour e nel governo. Ne parliamo con Nicol Degli Innocenti, corrispondente da Londra del Sole24Ore. | Dopo Parigi, martedì anche Madrid ha annunciato l'intenzione di vietare l'accesso ai social media agli adolescenti (i minori di 15 anni in Francia, di 16 anni in Spagna). Sanchez intende inoltre introdurre una responsabilità penale per i gestori delle piattaforme, "responsabili ultimi" secondo il capo del governo spagnolo, della manipolazione degli algoritmi. Un'ipotesi subito tacciata di "totalitarismo" da Elon Musk. Misure simili sono all'esame anche in Austria, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi e Portogallo. Da Bruxelles però la Commissione Europea avverte la nascente "coalizione dei volenterosi digitali" di non imporre regole nazionali divergenti dalla normativa comunitaria, affermando che la tutela dei minori deve essere garantita in tutta l'Unione dal Digital Services Act. Ne parliamo con  Alessandro Longo, direttore responsabile di Agendadigitale.eu. | El Salvador ha siglato un'alleanza con xAI di Elon Musk per introdurre Grok come tutor educativo basato su IA in 5.000 scuole pubbliche, raggiungendo oltre un milione di studenti in due anni. Il progetto punta a una didattica personalizzata su scala nazionale, ma solleva dubbi su infrastrutture, disuguaglianze digitali e sostenibilità in un paese segnato da forti fragilità economiche. Ne parliamo con Marianna Lunardini, ricercatrice IAI nel programma Multilateralismo e governance globale. Co-autrice di "Intelligenza artificiale e altre tecnologie per uno sviluppo sostenibile", CeSPI, 2024. Con Anna Maria Giordano ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 08/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 08 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 07 Feb 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran-USA, al via i colloqui in Oman | Afgane in mostra | Contro le mutilazioni genitali femminili]]></title>
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            <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I colloqui indiretti tra funzionari statunitensi e iraniani sono iniziati in Oman, dopo settimane di crescenti tensioni e timori di uno scontro militare tra i due paesi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è recato nella capitale dell'Oman, Muscat, per partecipare alle discussioni, mentre anche i consiglieri del presidente USA Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono pronti a prendere parte ai colloqui: ne parliamo con Nima Baheli, analista geopolitico.  | Nella città afgana di Herat è stata appena inaugurata una mostra di tre giorni dedicata alle opere d'arte in miniatura create da 53 artiste donne. Al di là di questo evento però la situazione nel Paese per donne, ragazze e bambine, non sembra migliorare. Lo scorso 24 gennaio, in occasione della Giornata internazionale dell'istruzione, le agenzie delle Nazioni Unite hanno lanciato l'allarme e riacceso le luci sull'Afghanistan. Poco più di quattro anni fa, il governo talebano ha vietato a tutte le ragazze l'istruzione secondaria. Da allora, il divieto è stato esteso anche all'istruzione superiore: a ben 2,2 milioni di ragazze è stata negata la possibilità di andare a scuola. Questa situazione mette a nudo anche gli errori e i calcoli errati commessi dai governi stranieri che hanno recentemente cercato di ricostruire le relazioni diplomatiche con il regime talebano, compresi i paesi europei che hanno intensificato il loro impegno con i talebani, nell'ambito di una campagna per l'espulsione dei richiedenti asilo afghani respinti: ne parliamo con Antonella Mariani, caporedattrice di Avvenire. | La Giornata Mondiale per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili: ne parliamo con Paola Crestani, presidente Amref Italia. Ai microfoni, Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 06:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Scade il trattato New Start, riparte la corsa agli armamenti nucleari? | Il Dragone nello spazio]]></title>
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            <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Scade oggi, 5 febbraio, il Trattato strategico New START tra Russia e Stati Uniti, che stabilisce un limite massimo di 1.550 testate atomiche e 700 vettori strategici per ciascuno dei due Paesi. Pochi leader osano affrontare una questione così delicata, che riguarda la stabilità strategica tra le due maggiori potenze nucleari. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres , ha esortato gli Stati Uniti e la Russia a firmare rapidamente un nuovo accordo sul controllo degli armamenti nucleari, in quello che ha definito un "momento grave per la pace e la sicurezza internazionale": ne parliamo con Ludovica Castelli, ricercatrice dello IAI, esperta di non proliferazione e disarmo. | La Cina sta promuovendo Luanniao, una gigantesca "portaerei spaziale" presentata come perno di un futuro sistema integrato di difesa aerea e orbitale. Secondo i media statali la nave volante potrebbe lanciare droni e missili ipersonici dallo spazio, superando per massa qualsiasi portaerei terrestre. Gli esperti, tuttavia, descrivono il progetto come tecnicamente irrealistico viste le capacità attuali di Pechino e difficilmente sostenibile dal punto di vista dei costi. Più che un'arma imminente, Luanniao sembra una dimostrazione di potenza simbolica e di ambizione strategica. Lo spazio, osservano gli analisti, è diventato un terreno centrale di prestigio politico e militare per Pechino:  la portaerei potrebbe segnare l'ingresso della Cina in una corsa alimentata da figure come Elon Musk e Jeff Bezos e le loro visioni di colonizzazione della Luna e di Marte: ne parliamo con Emilio Cozzi, giornalista, autore di "Geopolitica dello spazio, Storia, economia e futuro di un nuovo continente" (Il Saggiatore, 2024) e co-conduttore di "Countdown dallo spazio alla terra", su Skytg24. Ai microfoni, Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Ucraina-Russia, la diplomazia riparte sotto le bombe | Libia: ucciso Saif al-Islam Gheddafi]]></title>
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            <pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I colloqui di pace guidati dagli Stati Uniti tra Ucraina e Russia sono previsti per mercoledì e giovedì, ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky, dopo un rinvio legato a tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran. Kyiv si dice pronta a negoziati "sostanziali" che portino a una fine "reale e dignitosa" della guerra. L'annuncio segue incontri bilaterali tra Stati Uniti e Cremlino a Miami, definiti "produttivi" dall'inviato americano Steve Witkoff. Nel frattempo, la Russia ha ripreso gli attacchi, colpendo anche un reparto maternità nel sud dell'Ucraina e segnando la fine di una breve tregua su Kyiv. Il cessate il fuoco limitato sulle infrastrutture energetiche, sollecitato da Donald Trump, è scaduto domenica. Kyiv continua a chiedere sostegno occidentale, anche per limitare l'uso da parte russa di tecnologie come i satelliti Starlink nei raid con droni: ne parliamo con Emma Farné, inviata Rainews24 a Kyiv e con Mara Morini, professoressa associata di Scienza politica all'Università di Genova dove insegna Politics of Eastern Europe e Politica comparata, autrice di "La svolta della Russia" (ed. Carocci, 2023) e "La Russia di Putin" (edizioni il Mulino, 2020). | Saif al-Islam Gheddafi , il figlio più illustre dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, è stato ucciso in Libia, secondo quanto riportato da funzionari e media locali. L'omicidio pone fine ad anni di segretezza e speculazioni sul suo destino, dalla caduta e morte del padre da parte dei combattenti rivoluzionari di febbraio del 2011. Sebbene i dettagli dell'incidente siano ancora limitati, precedenti resoconti collegavano l'omicidio a scontri armati nella zona. Alcuni resoconti hanno attribuito la responsabilità alla Brigata 444, accuse che la brigata ha fermamente negato in dichiarazioni ufficiali: ne parliamo con Claudia Gazzini, Senior Analyst per la Libia dell'International Crisis Group. Ai microfoni, Laura Silvia Battaglia.     ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 04 Feb 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Sudan, guerra dei droni decolla dall'Egitto |Acque contese |Pescatori del Mediterraneo in estinzione]]></title>
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            <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un'inchiesta del New York Times rivela l'esistenza di una base aerea segreta in Egitto da cui partono droni diretti contro obiettivi in Sudan. La guerra civile sudanese si è trasformata in uno dei conflitti con droni più avanzati al mondo, alimentato da potenze straniere rivali che sostengono le due parti. I bombardamenti, condotti con tecnologia cinese e turca, colpiscono anche civili e infrastrutture, aggravando una crisi umanitaria già devastante. Ne parliamo con Valerio Cataldi, corrispondente RAI per il continente africano. | Lo Stretto di Hormuz resta un punto nevralgico e instabile: l'Iran rivendica il controllo di una rotta da cui passa un quinto dell'energia mondiale e minaccia blocchi navali. In parallelo, in Egitto il controllo militare su pesca e acquacoltura ha escluso pescatori e comunità costiere dai loro mezzi di sussistenza. Restrizioni, arresti e perdita di reddito spingono famiglie verso povertà, migrazione forzata e abbandono scolastico, in un modello autoritario che colpisce i più fragili. Ne parliamo con Alice Franchini, responsabile campagna di Egypt Wide, organizzazione che ha pubblicato il report "Acque agitate: il costo in termini di diritti umani delle imprese militari nel settore della pesca in Egitto" | La pesca artigianale nel Mediterraneo è in forte crisi per l'assenza di ricambio generazionale: i pescatori invecchiano e i giovani fuggono da un lavoro duro, instabile e poco valorizzato. A pesare sono costi crescenti, normative complesse, conflitti, crisi climatica, specie invasive e calo degli stock ittici, che mettono a rischio un settore centrale ma sempre più fragile. In un meeting organizzato da GFCM e WWF giovani pescatori del Mediterraneo si sono incontrati per trovare nuove soluzioni. Ne parliamo in studio con Costanza Spocci, giornalista e voce di Radio3.  In conduzione Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 03 Feb 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Riapertura di Rafah | SDF, l'integrazione con Damasco | Crollo in miniera di coltan in Congo]]></title>
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            <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Israele ha annunciato che Medici senza frontiere dovrà lasciare Gaza entro il 28 febbraio, dopo il rifiuto dell'ONG di consegnare l'elenco dettagliato dei dipendenti palestinesi. MSF denuncia un pretesto per bloccare gli aiuti umanitari e respinge le accuse di legami del personale con Hamas e Jihad islamica. Ne parliamo con Stefano Di Carlo, direttore generale di Medici Senza Frontiere. | Migliaia di curdi siriani hanno manifestato a Qamishli alla vigilia dell'entrata in vigore di un accordo con Damasco per l'integrazione graduale delle istituzioni militari e civili curde nello Stato siriano. L'intesa, che mantiene il cessate il fuoco, prevede anche il trasferimento di infrastrutture strategiche e l'assorbimento dei combattenti SDF nell'esercito regolare. Ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI in Siria. | Oltre 200 persone sono morte nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nell'est della Repubblica Democratica del Congo, controllata dal gruppo ribelle M23. Il sito produce circa il 15% del coltan mondiale, fondamentale per l'industria tecnologica, ed è crollato a causa delle forti piogge. Ne parliamo con Marina Sapia, inviata speciale del tg1. Ha vinto il Premio Lucchetta 2025 con  "Mani nude", indagine realizzata sotto copertura per In Mezz'ora (Rai3) nelle miniere illegali di cobalto nella Repubblica democratica del Congo, dove bambini scavano a mani nude materiale tossico. Con Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali stranieri 01/02/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 01 Feb 2026 06:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 31/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 31 Jan 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Ucraina, conflitto congelato| Odessa nel mirino della Russia | Città in guerra]]></title>
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            <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente Trump ha dichiarato che il Cremlino ha accettato una pausa temporanea negli attacchi missilistici su Kiev a causa del freddo intenso nella capitale ucraina, un cambiamento che, se confermato, rappresenterebbe l'ultimo segnale che i colloqui di pace tra Ucraina e Russia stanno prendendo slancio. Nei giorni scorsi, un pesante bombardamento dei droni russi sulla città di Odessa, nel sud dell'Ucraina, ha ucciso almeno tre persone e ne ha ferite 23. Secondo le autorità ucraine, l'attacco su Odessa ha coinvolto più di 50 droni, alcuni dei quali recentemente aggiornati dalla Russia per migliorarne la portata e la potenza d'attacco. I droni hanno preso di mira cinque condomini e la rete elettrica, che la Russia ha ripetutamente bombardato durante l'inverno più freddo degli ultimi anni: ne parliamo con Ugo Poletti, fondatore di The Odessa Journal, quotidiano online in lingua inglese e italiana e con Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice presso il Centro Russia, Caucaso e Asia Centrale dell'ISPI. | Lo spazio urbano è oggi il principale campo di battaglia dei conflitti contemporanei. Dai bombardamenti alle guerre asimmetriche, le città diventano teatro e bersaglio dei conflitti. Si osservano fenomeni di urbicidio e militarizzazione silenziosa, tra sorveglianza digitale e architettura difensiva. I confini tra guerra e pace, civile e militare, sicurezza e repressione diventano sempre più sfumati. Le metropoli del Sud globale e dell'Occidente condividono rischi e vulnerabilità simili. Al tempo stesso, le città possono rappresentare spazi di resistenza e laboratori di convivenza: ne parliamo con Francesco Chiodelli, professore di geografia politica presso l'Università di Torino e autore di Città in guerra. Appunti di geopolitica urbana (Bollati Boringhieri, 2026). Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Iran sotto pressione | Una bambina afgana sola a Teheran]]></title>
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            <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno annunciato esercitazioni militari aeree di più giorni in Medio Oriente, guidate dall'USS Abraham Lincoln, in risposta alle crescenti tensioni con l'Iran. Trump ha definito la flotta un'"armada" e la Casa Bianca ha suggerito possibili nuovi attacchi contro l'Iran dopo la repressione delle proteste pro-democrazia. Air Forces Central ha spiegato che le esercitazioni mirano a mostrare capacità di dispersione, sostenere la potenza aerea e rafforzare le alleanze regionali. Negli stessi giorni, il gruppo navale americano è arrivato con cacciatorpediniere e squadroni di F-15E, mentre il Regno Unito ha inviato jet Typhoon in supporto difensivo. L'Italia, tramite Tajani, propone sanzioni contro i responsabili della repressione e l'inserimento dei Pasdaran nella lista Ue dei gruppi terroristici. Teheran ha reagito definendo illegittime le misure, accusando l'Europa di favorire l'approccio anti-iraniano degli Stati Uniti e di creare le condizioni per un attacco militare: ne parliamo con Luciana Borsatti, giornalista e autrice dei libri: "Iran. Il tempo delle donne" (Castelvecchi 2023), "L'Iran al tempo di Biden" (Castelvecchi, 2021) e "L'Iran al tempo di Trump" (Castelvecchi, riedizione 2020). | Nelle Interferenze di Andrea Borgnino: Radio Farda, Radio Zamaneh, Radio Shabname, sono le voci radiofoniche che attraverso le onde corte rompono la censura e il blocco di internet in Iran | Una bambina sola a Teheran: l'epopea di Zainab e il suo arrivo in Italia nel racconto di Sara Segantin, giornalista, scrittrice, ambasciatrice per patto climatico europeo. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Sir Starmer sulla via della Cina | Tutti a Pechino | Le purghe militari di Xi]]></title>
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            <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Keir Starmer è a Pechino per il primo viaggio di un premier britannico in Cina dal 2018, con l'obiettivo di rilanciare i rapporti bilaterali e rafforzare i legami economici. La visita, però, avviene tra forti pressioni su cyber-spionaggio e diritti umani, in particolare sulla questione uigura. Ne parliamo con Tiziana Prezzo, corrispondente di Sky tg24 dal Regno Unito e autrice de "il Regno fragile. Le difficoltà della Corona, gli effetti della Brexit, la svolta laburista" (ed.People 2024). | La Cina afferma che il recente accordo con il Canada non è diretto contro gli Stati Uniti, dopo la minaccia di Donald Trump di imporre dazi del 100% a Ottawa. Pechino parla di una "partnership strategica", mentre il premier canadese Mark Carney nega qualsiasi ipotesi di libero scambio con la Cina. Ne parliamo con Rita Fatiguso, Senior China Correspondent del Sole24Ore. | Zhang Youxia, storico vice di Xi Jinping alla guida dell'esercito cinese, è sotto inchiesta per gravi violazioni: non solo corruzione, ma soprattutto dislealtà politica. La sua caduta, finora impensabile, segna una svolta nelle purghe militari di Xi e lancia un messaggio netto: nessuno è intoccabile. Ne parliamo con Simone Dossi, docente e autore de "La muraglia d'acciaio. Le Forze armate cinesi tra cambiamento e continuità" (Il Mulino, 2025). Ai microfoni, Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Minnesota, la rivolta dei repubblicani | Siria, fuga dei detenuti dell'ISIS | Carceri mediterranee]]></title>
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            <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il candidato repubblicano per la carica di governatore del Minnesota interrompe la sua campagna a causa della "ritorsione" del Grand Old Party contro il suo stato, definendo le operazioni dell'ICE come un "disastro totale". La clamorosa defezione di Chris Madel rientra in una crescente opposizione interna ai Repubblicani e alla famiglia conservatrice contro le operazioni dell'ICE dopo l'uccisione di Alex Pretti, che sta spingendo Trump ad avviare una retromarcia. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, docente di Storia del pensiero politico all'Università di Torino, autore di "America bianca. La destra reazionaria dal Ku Klux Klan a Trump" (Carocci, 2022). | Oltre 100 persone sono evase da una prigione siriana che ospitava detenuti dello Stato Islamico nel contesto di scontri nel nord-est del paese tra l'esercito regolare e le Forze democratiche siriane (SDF) guidate dai curdi. Le SDF affermano di aver perso il controllo dell'edificio dopo un attacco da parte di combattenti affiliati al governo, che avrebbero ucciso o ferito decine di persone.  Quando nel 2019 l'ISIS venne sconfitto nelle aree della Siria che controllava, i detenuti erano 73mila, oggi in quei centri ce ne sono ancora più di 46mila. Circa 8.500 sono uomini, considerati ex combattenti, ma ci sono anche mogli, parenti e figli: più della metà sono bambini sotto i 12 anni di età. Ne parliamo con Monica Maggioni, giornalista e conduttrice di In Mezz'ora (RAI3)  | Da Sednaya, il mattatoio di Assad aperto dopo la caduta del regime, al campo di Sde Teiman dove spariscono i gazawi, viaggio nelle peggiori prigioni del Mediterraneo. Con Azzurra Meringolo, giornalista della redazione Esteri di Radio1, autrice del podcast "Le loro prigioni. Voci e cronache in presa diretta dalle carceri del Mediterraneo". Ai microfoni, Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rafah, riapertura condizionata | Egitto, rivoluzione tradita]]></title>
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            <pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Israele riaprirà il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto dopo il completamento dell'operazione militare per recuperare il corpo dell'ultimo ostaggio, il sergente Ran Gvili. L'ufficio di Netanyahu non ha indicato una tempistica, ma secondo un funzionario statunitense la ricerca dovrebbe durare alcuni giorni. Washington prevede quindi che il valico possa riaprire entro la fine della settimana, sotto forte pressione internazionale. Ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI da Gerusalemme. | L'anniversario della rivoluzione egiziana del 25 gennaio è stato celebrato dalle autorità come semplice "Giornata della Polizia", senza riconoscere l'insurrezione del 2011, suscitando critiche di attivisti e oppositori. Media filo-governativi ed ex esponenti del regime di Mubarak hanno rilanciato la narrazione della rivoluzione come complotto straniero, negandone le cause sociali e politiche. Il ricordo cade in un contesto di grave crisi economica, repressione diffusa e forte restrizione delle libertà, che secondo gli attivisti tradisce le richieste di pane, libertà e giustizia sociale. Ed è il decimo anniversario del rapimento di Giulio Regeni. Ne parliamo in studio con Costanza Spocci, voce di Radio3 Mondo, co- autrice di Generazione Cairo.Le storie di chi sfida il regime  (Fondazione Feltrinelli, 2025) con Marta Bellingreri. Con Anna Maria Giordano ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 26 Jan 2026 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna settimanali internazionali 25/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 25 Jan 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 24 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Abu Dhabi, l’ultimo miglio per Russia-Ucraina? | Myanmar al voto | La tregua tra Thailandia-Cambogia]]></title>
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            <pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I negoziati per la pace in Ucraina entrano nella fase decisiva con la preparazione di un primo incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi, dopo un nuovo colloquio notturno al Cremlino. Secondo fonti occidentali, le prossime 48 ore potrebbero essere cruciali per trasformare i contatti diplomatici in un cessate il fuoco strutturato. Ne parliamo con Orietta Moscatelli, caporedattore esteri Aska News e analista Limes per la Russia, autrice del libro "Putin e putinismo in guerra" (Salerno editrice, 2022).| Il Myanmar entra nella fase finale di elezioni in tre turni, con una vittoria annunciata del partito filomilitare USDP, in un paese segnato dalla guerra civile e da una scarsa partecipazione al voto. ONU, paesi occidentali, organizzazioni per i diritti umani e ASEAN contestano il processo, giudicato un tentativo di legittimare la giunta senza prospettive di cambiamento reale. Ne parliamo con Sara Perria, giornalista RAI esperta di Myanmar dove ha vissuto e su cui ha scritto per pubblicazioni internazionali come FT, Guardian, Nikkei Asia e in Italia La Stampa. | La Thailandia non intende rinunciare a una posizione strategica lungo il confine con la Cambogia, teatro dei combattimenti più duri del conflitto, ancora disseminata di ordigni e mine ma oggi presidiata da truppe ben trincerate, in una tregua che per ora regge. Al momento però non ci sono segnali immediati di una nuova escalation, nonostante i combattimenti abbiano colpito anche antichi templi khmer lungo una frontiera militarizzata e in gran parte interdetta. Ne parliamo con Giammarco Sicuro, inviato del Tg3 in Cambogia.Ai microfoni Giulia De Luca. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 23 Jan 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Davos, conversazioni nella cattedrale | Venezuela, tra chavismo e mito dell’esercito]]></title>
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            <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno esplorando un possibile accordo sulla Groenlandia dopo colloqui con la Nato, escludendo l'uso della forza e nuovi dazi verso l'Europa. Fonti diplomatiche e il segretario generale della Nato Mark Rutte hanno però negato qualsiasi intesa su controllo o sovranità statunitense dell'isola. Altre ricostruzioni parlano invece di un accordo tra Trump e Rutte sulle basi militari. Secondo questa versione, Washington avrebbe sovranità sulle basi in Groenlandia, sul modello britannico a Cipro. Ne parliamo con Fabrizio Goria, inviato a Davos de La Stampa, e con Gen. Maurizio Boni, opinionista di Analisi Difesa e autore di "L'esercito russo che non abbiamo studiato. Le operazioni militari terrestri dell'Esercito della Federazione Russa in Ucraina" (il Cerchio, 2024). | Dal Chávez a Maduro, il ruolo delle forze armate è passato da pilastro simbolico della rivoluzione a strumento centrale di resistenza al potere. Con Maduro si è rafforzato un sistema cívico-militare che affianca all'esercito milizie e gruppi civili armati per il controllo del territorio. Un'architettura pensata meno per governare che per garantire la sopravvivenza del regime. Come cambierà l'esercito, e il Chavismo stesso, ora che c'è Delcy Rodriguez al potere? Ne parliamo con Ne parliamo con Manuel Anselmi, professore associato in Sociologia Politica presso l'Università degli Studi di Bergamo, ha scritto "I bambini di Chàvez. Ideologia, educazione e società in America Latina". Ai microfoni Giulia De Luca. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Cina, la stagione del riassetto | Un’intelligenza artificiale femminista]]></title>
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            <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Tra Davos e Pechino, l'Occidente ricalibra i rapporti con la Cina. Il premier canadese Mark Carney ha annunciato un accordo con Xi Jinping che riduce drasticamente i dazi reciproci, segnando una svolta dopo anni di tensioni e rafforzando la posizione di Ottawa in un contesto globale segnato da guerre commerciali e pressioni statunitensi. Allo stesso tempo, Emmanuel Macron ha invitato Pechino a investire di più in settori strategici europei, chiedendo capitali e trasferimenti tecnologici, mentre l'Europa tenta di riequilibrare i legami economici tra competizione, pragmatismo e nuove fratture geopolitiche. Ne parliamo con Alessia Amighini, Co-direttrice ricerca Asia ISPI e docente di economia politica all'Università degli studi del Piemonte Orientale.   |   L'intelligenza artificiale femminista contesta l'idea di una tecnologia neutrale, proponendo sistemi orientati alla giustizia sociale, all'uguaglianza di genere e alla tutela delle comunità. In America Latina, i femminismi rispondono alla violenza digitale costruendo alternative tecnologiche radicate nei territori e nei diritti. La Rete Femminista di IA dell'America Latina e dei Caraibi sostiene progetti che smascherano i bias algoritmici e rafforzano accesso alla giustizia e politiche pubbliche. Ripensata così, l'IA diventa uno spazio di autodeterminazione politica e di potere condiviso. Ne parliamo con Ivana Bartoletti, esperta internazionale di governance dell'intelligenza artificiale e diritti digitali, lavora all'intersezione tra tecnologia, diritto ed etica ed è Global Chief Privacy and AI Governance Officer in una multinazionale tecnologica.  Ai microfoni Giulia De Luca.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump invita Putin al Board of Peace | Tensioni franco-tedesche | Censura americana]]></title>
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            <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Cremlino ha dichiarato lunedì che il presidente russo Vladimir Putin è stato invitato a partecipare al "Consiglio di pace" del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e che Mosca sta valutando la proposta e spera di poter avviare contatti con Washington al riguardo. Ne parliamo con  Carolina De Stefano, docente di Storia e Politica russa alla LUISS e autrice di "Storia del potere in Russia. Dagli zar a Putin" edito da Scholé – Morcelliana (2022). | Le tensioni tra Francia e Germania mettono a rischio il tentativo dell'UE di presentare un fronte comune contro Donald Trump. Nonostante le promesse di unità, il rapporto tra Parigi e Berlino è appesantito da diffidenze reciproche e divergenze su difesa, commercio e Ucraina. Ne parliamo con Anna Bonalume, giornalista e professoressa in filosofia politica a SciencesPo Parigi. | Il Pentagono vuole riorganizzare il quotidiano militare *Stars and Stripes*, mettendone a rischio l'indipendenza editoriale in nome della lotta al "woke". Negli Stati Uniti cresce intanto la censura dei libri nelle scuole: secondo PEN America, Stephen King è l'autore più colpito, insieme a García Márquez, Saramago e Margaret Atwood. Nel 2024-25 si registrano oltre 6.800 casi di libri ritirati, in calo rispetto all'anno precedente ma ancora a livelli elevati. L'80% dei divieti proviene da tre Stati: Florida, Texas e Tennessee. Ne parliamo con Fabrizio Tonello, studioso Senior dell'Università di Padova. Ha lavorato negli Stati Uniti, alla University of Pittsburgh e alla Columbia University. Autore di "L'America in 18 quadri. Dalle piantagioni a Silicon Valley", Laterza.   Giulia De Luca ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Groenlandia, l’UE sfida i dazi di Trump | Il board of peace di Trump]]></title>
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            <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'UE valuta una risposta dura alle minacce di nuovi dazi di Donald Trump contro otto Paesi europei coinvolti in esercitazioni militari in Groenlandia, respingendo quello che considera un ricatto politico. I Ventisette discutono l'uso dell'inedito strumento anti-coercizione, sostenuto in particolare dalla Francia, che consentirebbe pesanti ritorsioni economiche contro gli Stati Uniti. Mentre si tenta una mediazione e il dialogo a Davos, Bruxelles prepara anche contromisure commerciali e un possibile vertice straordinario. Ne parliamo con Gherardo Vitali Rosati, inviato del tg3 in Groenlandia, e con Roberto Castaldi, direttore di Euractiv.it, portale gratuito di informazione europea e segretario generale del movimento federalista europeo. | Israele ha reagito con irritazione alla nomina dei primi membri del "Board of Peace" di Donald Trump per Gaza, denunciando l'assenza di un coordinamento con il governo Netanyahu. Nel board figurano esponenti di Qatar e Turchia, Tony Blair e Jared Kushner, mentre la presenza israeliana è minima e non ci sono rappresentanti palestinesi. L'iniziativa, parte del piano di Trump per il dopoguerra, dovrebbe gestire l'amministrazione e la ricostruzione della Striscia. In Israele l'annuncio è stato definito un fallimento diplomatico, mentre l'ONU avverte che la crisi umanitaria a Gaza è tutt'altro che risolta. Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista dell'Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed), Istituto di Studi Politici S.Pio V. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna settimanali internazionali 18/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 18 Jan 2026 07:03:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Uganda al voto, per l’eterno Museveni? | Ombre russe su Cipro]]></title>
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            <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ Problemi logistici e un blackout di internet hanno provocato ampi ritardi nelle elezioni generali in Uganda, suscitando frustrazione tra gli elettori a Kampala e in altre regioni. Il presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986, punta a un settimo mandato, sfidato da Bobi Wine, pop star di 43 anni che promette riforme. Museveni ha parlato di "problemi minori" con le macchine elettorali ma si è chiesto se siano stati intenzionali, mentre la commissione elettorale ha fatto ricorso al registro nazionale dove la tecnologia falliva. Le forze di sicurezza hanno ostacolato le attività dell'opposizione e il blackout pre-elettorale, giustificato per prevenire disinformazione, è stato condannato dall'ONU. Oltre alla presidenza, sono in gioco 353 seggi parlamentari, e al centro del voto ci sono soprattutto le questioni economiche, in particolare per i giovani sotto i 30 anni, una fascia ampiamente colpita dalla disoccupazione. Ne parliamo con Marco Trovato, direttore di Africa Rivista. | Cipro indaga sulla morte "innaturale" di Alexei Panov, diplomatico russo di 41 anni trovato morto nel cortile dell'ambasciata a Nicosia, in un caso che appare come suicidio ma resta avvolto dal mistero. Secondo fonti indipendenti, Panov sarebbe stato un ufficiale del GRU incaricato di gestire attrezzature di spionaggio, e non si esclude l'ipotesi di una possibile defezione. L'ambasciata russa ha rifiutato di consegnare la presunta lettera di suicidio e di consentire l'accesso alla scena del decesso. La morte arriva a poche ore dalla scomparsa sull'isola dell'oligarca russo Vladislav Baumgertner, ex numero uno di Uralkali. Il tutto si inserisce in un momento di forte tensione politica per Cipro, scossa da uno scandalo di corruzione e accusata di essere nel mirino di operazioni ibride russe dopo il suo avvicinamento all'Occidente.  Ne parliamo con Lorenzo Noto, collaboratore di Limes e esperto di geopolitica del Mediterraneo.  Luigi Spinola ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 06:18:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Stati Uniti-Iran, trovato l'accordo? | Spaccature talebane]]></title>
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            <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi minimizza il numero delle vittime delle proteste, sostenendo che i morti siano "nell'ordine delle centinaia" e non delle migliaia, e attribuisce le violenze a un complotto israeliano. Secondo Araghchi, agenti legati a Israele avrebbero infiltrato le proteste per provocare scontri e spingere gli Stati Uniti a intervenire, colpendo civili e forze di sicurezza. Il ministro nega inoltre esecuzioni di manifestanti e afferma che la situazione nel Paese sia sotto controllo, nonostante testimonianze contrarie raccolte da media internazionali. Ne parliamo con Mostafa Khosravi, giornalista freelance che si occupa di factchecking di notizie provenienti dall'Iran,e con Luigi Toninelli, ricercatore Ispi dell'osservatorio Medio Oriente e Nord Africa. Ne parliamo con Mostafa Khosravi, giornalista freelance che si occupa di factchecking di notizie provenienti dall'Iran, e con Luigi Toninelli, ricercatore Ispi dell'osservatorio Medio Oriente e Nord Africa. | Un'inchiesta della BBC rivela una spaccatura ai vertici dei Talebani tra il leader supremo Akhundzada, favorevole a un Emirato islamico rigido e isolazionista, e una fazione di Kabul più pragmatica e aperta ai rapporti con l'estero. Il conflitto interno, emerso da un audio trapelato, avrebbe portato anche a decisioni drastiche come il blackout di Internet. Ne parliamo con Giuliano Battiston, giornalista esperto di Afghanistan, socio di lettera 22 e curatore del MIP, mondo in periferia, festival del giornalismo di esteri e comunità che comincia oggi a Roma. ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 15 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La Groenlandia non è in vendita | Siria, l’esercito chiude zone militari ad Aleppo est]]></title>
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            <pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Funzionari dell'amministrazione Trump si incontreranno mercoledì con rappresentanti danesi per discutere del futuro della Groenlandia, dopo che il presidente ha confermato il suo interesse a comprarla. Trump ha rilanciato anche l'ipotesi militare, sostenendo che senza un intervento americano l'isola rischierebbe di cadere sotto l'influenza di Russia o Cina. Pur dichiarandosi favorevole a un accordo, ha ribadito che "in un modo o nell'altro" gli Stati Uniti otterranno la Groenlandia. Al Congresso, però, democratici e repubblicani si dicono pronti a bloccare qualsiasi azione armata contro la Danimarca, alleata NATO. La retorica aggressiva del presidente ha aggravato le tensioni con gli alleati europei, che cominciano a dubitare della solidità dell'impegno americano nell'Alleanza. Copenaghen ha riaffermato la sovranità sull'isola e il rifiuto unanime dei partiti groenlandesi all'annessione agli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che un'azione militare americana segnerebbe la fine della NATO. Ne parliamo con Gabriele Catania, analista geopolitico specializzato in paesi nordici e baltici. | L'esercito siriano ha dichiarato zone militari chiuse Maskana e Deir Hafer, nella campagna orientale di Aleppo, accusando le Forze Democratiche Siriane (SDF) di riorganizzarsi nell'area. Secondo una fonte militare, le SDF hanno distrutto tre ponti che collegavano le zone sotto il loro controllo a quelle governative, in un contesto di forte escalation dopo gli scontri ad Aleppo. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022), e con Asmae Dachan, giornalista e scrittrice italo-siriana, autrice di Siria, il giorno dopo. Le ferite e le speranze (Add, 2026) Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 14 Jan 2026 07:45:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Attacco a Powell | Petro, Trump e la nuova offensiva contro l’ELN]]></title>
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            <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 10:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Jerome Powell ha denunciato come "senza precedenti" l'indagine penale aperta dal Dipartimento di Giustizia sul suo operato, sostenendo che sia una ritorsione politica per il rifiuto della Fed di tagliare i tassi sotto la pressione di Donald Trump. Lo scontro solleva interrogativi sull'indipendenza della banca centrale americana, mentre ex vertici come Janet Yellen parlano di un segnale "estremamente inquietante" per i mercati. Ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus. | Il presidente colombiano Gustavo Petro sembrerebbe aver trovato in Donald Trump un alleato inatteso nella nuova offensiva contro l'ELN: una telefonata tra i due leader ha aperto alla possibilità di "azioni congiunte" con Washington, segnando una svolta dopo mesi di accuse e tensioni personali. Al centro c'è il ruolo dell'ELN nel narcotraffico e la sua profonda radicazione lungo il confine venezuelano, dove Bogotá spera ora in una collaborazione anche con Caracas. Petro ha invocato una risposta regionale, chiamando in causa la venezuelana Delcy Rodríguez e rivendicando una linea più dura contro i gruppi armati. Gli analisti parlano di una finestra di opportunità, ma avvertono che l'ELN è oggi più sofisticato, urbano e tecnologicamente avanzato che in passato. Nonostante le aperture diplomatiche, non emergono segnali concreti di un cambio di rotta venezuelano sul terreno. Quel che appare certo è che la stagione dei negoziati di pace con l'ELN è finita, sostituita da una strategia di pressione militare e riallineamenti geopolitici. Ne parliamo con Giacomo Finzi, dottore di ricerca in Studi Politici e Relazioni Internazionali tra l'Universidad Nacional de Colombia e l'Université Catholique de Louvain in Belgio. Ai microfoni Luigi Spinola]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La liberazione di Alberto Trentini e la situazione in Iran]]></title>
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            <pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:10:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Alla fine la notizia che tutti aspettavano è arrivata, Alberto Trentini è libero insieme a un altro italiano, Mario Burlò. Torniamo dunque in Venezuela per capire cosa è accaduto nelle ultime ore, e cosa ha portato alla soluzione di una vicenda dall'esito per nulla scontata. Il nuovo regime, i rapporti con gli Usa. Ma non possiamo ignorare l'enormità di quello che sta accadendo Iran, con centinaia di morti tra chi protesta e il regime che diventa ancora più spietato tanto più si sente minacciato. Quali agenti esterni e interni stanno cambiando il destino della repubblica islamica? Ospiti di  Pietro Del Soldà e Luigi Spinola: Estefano Tamburrini, giornalista di origini venezuelane, scrive per Avvenire e il Fatto Quotidiano, tra i primissimi a occuparsi della vicenda Trentini; Roberto Da Rin, giornalista del Sole 24 Ore; Cecilia Sala giornalista e autrice del podcast Stories, collabora con Il Foglio, è in scena con lo spettacolo "Una notte a Teheran"; Kimia Ghorbani, giornalista iraniana; Ezio Mauro, giornalista e scrittore, già direttore di Repubblica, tra i suoi libri più recenti "La mummia di Lenin" (Feltrinelli 2025), ieri ha firmato l'editoriale "Trump e il rifiuto del limite" su la Repubblica; Paola Rivetti, insegna Relazioni internazionali presso la Dublin City University di Dublino, per Laterza è in uscita "Storia dell'Iran. Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025"; Mattia Diletti, esperto del sistema politico americano, insegna scienza politica e public policy alla Sapienza Università di Roma, tra i suoi libri "Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo" (Treccani 2024); Gabriele Rosana, scrive di affari europei da Bruxelles per il Messaggero.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 12 Jan 2026 06:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da  Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 11/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 11 Jan 2026 06:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 10 Jan 2026 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[ICE, Stati Uniti sotto tiro | Mercosur, Bruxelles cede agli agricoltori]]></title>
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            <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo l'uccisione di Renee Nicole Good, 37 anni, da parte di un agente ICE a Minneapolis, sono esplose proteste e tensioni tra le autorità del Minnesota e l'amministrazione Trump. Lo Stato si è ritirato dall'indagine dopo che i federali hanno negato l'accesso alle prove, mentre il governatore Walz ha attivato la Guardia Nazionale e Washington ha inviato almeno altri 100 agenti. L'amministrazione Trump parla di legittima difesa, ma autorità locali e prove video contestano la versione ufficiale, parlando di propaganda. Ne parliamo con Mattia Diletti, docente della Sapienza Università di Roma, e autore di "Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo" per Treccani Libri, e con  Luca Zorloni, responsabile di wired.it. | Per sbloccare l'accordo UE-Mercosur la Commissione europea annuncia nuove concessioni agli agricoltori dopo le proteste del settore. Bruxelles mette sul tavolo quasi 100 miliardi di euro, anticipando fondi della Politica Agricola Comune (PAC), rafforzando lo sviluppo rurale e proponendo sconti sui fertilizzanti e possibili deroghe al CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Una riunione straordinaria dei ministri dell'Agricoltura segnala l'urgenza politica del dossier prima del voto decisivo. Nonostante il forte impatto economico atteso e le tutele sulle indicazioni geografiche, diversi Stati membri restano prudenti per la concorrenza dei produttori sudamericani. Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore a Bruxelles dove segue le istituzioni comunitarie e la Nato, per Radio3 Mondo ha firmato una serie dedicata ai Paesi dell'Europa orientale, dal Baltico al Mar Nero. Ai microfoni Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Yemen, la frattura del Golfo | L’economia cubana è in caduta libera]]></title>
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            <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le tensioni in Yemen si intensificano mentre il Consiglio di transizione del Sud (STC), sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, rifiuta di ritirarsi dalle province orientali vicine al confine saudita. Il presidente del Consiglio presidenziale yemenita, Rashad al-Alimi, ha messo in guardia contro iniziative militari unilaterali, dopo l'avanzata dei separatisti in aree strategiche e ricche di risorse. Riad considera la presenza dello STC una minaccia diretta alla propria sicurezza e accusa Abu Dhabi di incoraggiare l'offensiva, accuse respinte dagli Emirati. Il gruppo separatista ha però consolidato le proprie posizioni, annunciando il mantenimento delle forze sul terreno. Lo STC ha accettato solo un coordinamento limitato con le forze governative appoggiate dall'Arabia Saudita, senza cedere il controllo dei territori. Lo scontro riflette una frattura sempre più visibile tra Arabia Saudita e UAE, ex alleati nel conflitto yemenita. Una rivalità che rischia di aggravare l'instabilità regionale lungo rotte marittime cruciali tra Mar Rosso e Golfo. Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen e voce di Radio3. |  Tra blackout diffusi, carenza di medicinali e aumento dei prezzi del cibo, Cuba vive la peggiore crisi economica della sua storia, con il collasso della rete di protezione sociale. La situazione è aggravata dal rischio di perdere le forniture di petrolio venezuelano, finora vitali per l'isola. Ne parliamo con Roberto Livi, giornalista, corrispondente a Cuba del Manifesto.  Ai microfoni Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Thu, 08 Jan 2026 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Comprare la Groenlandia | Somaliland sotto i riflettori]]></title>
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            <pubDate>Wed, 07 Jan 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Marco Rubio ha assicurato i parlamentari che le minacce su Groenlandia non indicano un'invasione imminente: l'obiettivo di Trump sarebbe acquistare l'isola dalla Danimarca. La retorica aggressiva della Casa Bianca servirebbe soprattutto a fare pressione su Copenaghen per avviare negoziati. Ne parliamo con Jesper Storgaard Jensen, giornalista freelance. | Israele ha riconosciuto il Somaliland come Stato indipendente, suscitando condanna internazionale e l'ira di Mogadiscio per violazione della sovranità somala. Il Somaliland, autoproclamatosi indipendente nel 1991, è stabile, con istituzioni funzionanti, ma mai riconosciuto dalla comunità internazionale. Israele difende il gesto come sostegno all'autodeterminazione e apertura a partnership economiche, tecnologiche e strategiche. La mossa ha scatenato critiche da Unione Africana, Arabia Saudita, Turchia e Cina, preoccupate per effetti secessionisti e instabilità regionale. Il riconoscimento risponde anche a calcoli geopolitici: il Somaliland controlla rotte marittime vitali vicino allo Stretto di Bab el-Mandeb, utile per contenere l'influenza iraniana e gli Houthi in Yemen. Per Israele, la regione offre stabilità e accesso strategico senza complicazioni politiche, mentre la Turchia vede la decisione come minaccia alla propria influenza su Mogadiscio e alla sovranità somala. La scelta israeliana trasforma così una disputa "dormiente" in un confronto geopolitico attivo nel Corno d'Africa, con ripercussioni su sicurezza, commercio e alleanze regionali. Ne parliamo con Corrado Čok, Visiting Fellow presso lo European Council on Foreign Relations (ECFR)  Ai microfoni Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Wed, 07 Jan 2026 06:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Madrid guarda a Caracas | L’Iran scende in piazza e Khamenei prepara una via di fuga]]></title>
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            <pubDate>Tue, 06 Jan 2026 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Isabel Díaz Ayuso, presidente della Comunità di Madrid ed esponente di punta del Partido Popular, accusa l'ex premier Zapatero di aver "ripulito" il regime di Maduro per interesse personale, rilanciando una notizia su una presunta indagine negli USA, mentre il governo parla di ossessione del PP. Intanto il bombardamento e l'arresto di Maduro da parte degli Stati Uniti scuotono la diaspora venezuelana in Spagna, soprattutto a Madrid, tra speranze di cambiamento e timori di nuova instabilità. Ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol. | Secondo un rapporto d'intelligence citato dalla stampa britannica, la guida suprema iraniana Ali Khamenei avrebbe predisposto un piano di fuga da Teheran verso Mosca nel caso in cui le forze di sicurezza non riuscissero a contenere le proteste. Il piano scatterebbe se esercito e polizia iniziassero a disertare, e prevederebbe l'uscita dal Paese di Khamenei, 86 anni, con un ristretto entourage familiare e politico, incluso il figlio Mojtaba. Intanto le manifestazioni contro il carovita si stanno estendendo in tutto l'Iran, colpendo anche le università. Almeno sei persone sono morte negli scontri, in un Paese stremato da sanzioni, inflazione al 40% e recenti attacchi israelo-statunitensi contro obiettivi nucleari e militari. Ne parliamo con Luciana Borsatti, giornalista e autrice dei libri: "Iran. Il tempo delle donne" (Castelvecchi 2023), "L'Iran al tempo di Biden" (Castelvecchi, 2021) e "L'Iran al tempo di Trump" (Castelvecchi, riedizione 2020), e con Pegah Moshir Pur, scrittrice e attivista per i diritti umani e digitali, e autrice di "La Notte Sopra Teheran" (Garzanti, 2024). Con Roberto Zichittella ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Tue, 06 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.   ]]></description>
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            <title><![CDATA[Attacco al Venezuela: lo speciale]]></title>
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            <pubDate>Mon, 05 Jan 2026 15:55:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'attacco Usa al Venezuela, la cattura del presidente Maduro, le ricadute geopolitiche, il diritto internazionale violato, le incognite sul governo di transizione, il ruolo del narcotraffico, le reazioni dell'Europa e dell'Italia: Rai Radio3 racconta la crisi in Venezuela con uno speciale di Tutta la città ne parla e Radio3Mondo condotto da Pietro Del Soldà e Roberto Zichittella. Ospiti: Lucia Capuzzi, inviata di Avvenire, voce di Prima Pagina; Mario Del Pero, ricercatore affiliato Ispi, insegna Storia Internazionale al Centre d'Histoire di Sciences Po a Parigi. Tra i suoi libri:"Libertà e impero. Gli Stati Uniti e il mondo 1776-2016" (Laterza); un contributo audio dal Venezuela di Roberto Romanelli, giornalista della Voce d'Italia; Gianluca Di Feo giornalista, si occupa principalmente di criminalità organizzata, corruzione, traffico d'armi e servizi segreti; Alessandro Cassieri, giornalista e inviato Rai, è stato corrispondente da Bruxelles e da Mosca, l'ultimo libro è uscito per RAI Libri nel 2024 "Tra Russia e Ucraina. Diario del conflitto dalle origini ad oggi"; Stefano Boni che insegna Antropologia culturale e antropologia politica all'università di Modena, autore di "Il Poder popular nel Venezuela socialista del 21esimo secolo" (Edit press 2018); Lorenzo Lamperti, direttore editoriale di China Files e giornalista freelance da Taipei; Roberto Da Rin, giornalista del Sole 24 Ore; Micaela Frulli che insegna Diritto Internazionale all'Università di Firenze; Angela Mauro inviata di Huffington Post Italia sui temi europei. Per Fondazione Feltrinelli è uscita la nuova edizione del suo "Europa sovrana. La normalizzazione dei nazionalismi" (2024); Andrea Borgnino con le sue Interferenze.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Mon, 05 Jan 2026 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 04/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sun, 04 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Giulia De Luca.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Sat, 03 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/01/2026]]></title>
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            <pubDate>Fri, 02 Jan 2026 06:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 31/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 30 Dec 2025 06:29:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 29 Dec 2025 06:45:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 28/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 28 Dec 2025 06:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 27 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Scambio di prigionieri in Yemen | Un anno di guerra commerciale | Buone notizie sui diritti umani]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Dec 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La milizia Houthi dello Yemen, sostenuta dall'Iran, e il suo governo riconosciuto a livello internazionale hanno concordato uno scambio di prigionieri che include quasi 3.000 persone in totale. L'accordo è arrivato dopo quasi due settimane di colloqui tra funzionari yemeniti di entrambe le parti a Muscat, la capitale del vicino Oman, un mediatore chiave nel conflitto che dura da oltre un decennio: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, giornalista esperta di Yemen e voce di Radio3 Mondo. | Che anno è stato il 2025 per l'economia globale? Cerchiamo di fare un bilancio di un anno di guerra commerciale con Fabio Masini, economista a Roma 3 e direttore di Euractiv.it. | Nel mondo accadono anche cose buone: 268, per l'esattezza, quasi una al giorno. Fatti positivi raccolti, come ogni anno, da Amnesty International che ha fatto una selezione delle migliori buone notizie sui diritti umani del 2025. Il totale di 268 arriva fino a lunedì 22 dicembre e riguarda Paesi nei cinque continenti. Processi iniqui negli USA, difesa dei diritti umani in Turchia ed Egitto, la giustizia internazionale che arriva nelle Filippine e in Afghanistan, i diritti sessuali e riproduttivi in Polonia e quelli delle popolazioni native in Canada: ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Dec 2025 06:46:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Mosca, morte di un generale | La flotta d’oro di Trump]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Dec 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un importante generale russo è morto lunedì mattina in seguito all'esplosione di un'auto nella zona sud di Mosca. Si tratta del tenente generale Fanil Sarvarov, 56 anni, capo della direzione di addestramento operativo dello Stato maggiore delle forze armate russe. Una delle teorie seguite dall'inchiesta è che la bomba sia stata piazzata con il coinvolgimento dei servizi segreti ucraini. L'Ucraina non ha rilasciato dichiarazioni. Questo mentre a Miami si concludevano i colloqui tra delegazioni ucraine, americane ed europee, definiti nella dichiarazione congiunta 'produttivi e costruttivi'. Putin sarà sempre pronto a incontrare Macron? Ne parliamo con Antonella Scott, giornalista, segue Russia e Ucraina per IlSole24ore. | Il presidente Trump ha dichiarato che la Marina Militare costruirà una nuova corazzata di "classe Trump", che sarà il fulcro della sua visione di una nuova "Flotta d'Oro". Ha anche annunciato una nuova classe di portaerei, ma non ha fornito ulteriori dettagli. La prima nave della classe Trump sarà la USS Defiant. La costruzione inizierà "quasi immediatamente" e richiederà due anni e mezzo, ha affermato Trump. La notizia segue l'annuncio della Marina della scorsa settimana relativo alla messa in servizio di una nuova classe di fregate. Trump sostiene da anni la necessità di rinnovare la flotta di navi da guerra degli Stati Uniti, che ha definito "bruttissime" e ricoperte di ruggine: ne parliamo con Francesco Zampieri, docente a contratto presso il Master in geopolitica e sicurezza globale dell'Università La Sapienza. Il suo ultimo libro: "Dalla geografia militare alla Geostrategia marittima", uscito con edizioni Nuova Cultura, 2025. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Dec 2025 06:45:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Israele: nuovi insediamenti in Cisgiordania | Appello per il Sudan | La Coppa d'Africa del Marocco]]></title>
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            <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato il riconoscimento di 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, mentre il governo continua la sua politica di espansione degli insediamenti. Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, un colono che ha proposto la mossa insieme al ministro della Difesa Israel Katz, ha affermato che la decisione mira a bloccare la creazione di uno Stato palestinese: ne pariamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. | Molte organizzazioni umanitarie hanno lanciato un appello urgente di fronte al rapido deteriorarsi della situazione in Sudan, dove dall'aprile 2023 la guerra ha causato almeno 150.000 morti e 12 milioni di persone sfollate. Le Nazioni Unite hanno definito il conflitto "la peggiore crisi umanitaria del mondo", in un contesto che continua a peggiorare di fronte a nuove ondate di violenza. Nonostante molteplici dichiarazioni di cessate il fuoco, i combattimenti si sono via via intensificati attraverso attacchi indiscriminati e diretti contro la popolazione civile, compresi bombardamenti su mercati, campi per sfollati, ospedali e abitazioni private. Tra gli episodi più gravi delle ultime settimane, le organizzazioni ricordano l'attacco con droni del 4 dicembre contro un ospedale e un asilo a Kalogi, in cui sono morte 114 persone, tra cui 63 bambini: ne parliamo con Martina Marogna, infermiera pediatrica di Emergency a Khartoum. | La Coppa d'Africa di calcio (Afcon) cominciata domenica 21 dicembre in Marocco, oltre a essere una delle più incerte degli ultimi anni, potrebbe segnare l'inizio di una nuova era, forte di un'attenzione senza precedenti anche al di fuori del continente: ne parliamo con Olga Piscitelli, Corrispondente Ansa dal Marocco. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 06:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 21/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Dec 2025 06:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 20 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Gas: “Storico” accordo Israele-Egitto | USA, spesa record per la difesa e cambi ai vertici militari]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 10:44:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Camera USA ha approvato la legge sulla politica di difesa che autorizza una spesa militare annuale record di 901 miliardi di dollari. Il disegno di legge include il Fight China Act, che mira a limitare gli investimenti statunitensi in società collegate al gigante asiatico. Inoltre, alti funzionari del Pentagono stanno preparando un piano per declassare diversi quartier generali dell'esercito statunitense e modificare l'equilibrio di potere tra i suoi generali di alto rango, nell'ambito di un importante processo di consolidamento voluto dal segretario alla Difesa Pete Hegseth: ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa. | Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver approvato il più grande accordo energetico nella storia di Israele con il vicino Egitto, che dovrebbe dare una spinta all'economia israeliana per miliardi di shekel nei prossimi anni. In una dichiarazione video insieme al ministro dell'Energia Eli Cohen, Netanyahu ha affermato che l'accordo sul gas naturale con il Cairo ha un valore di 112 miliardi di NIS (34,7 miliardi di dollari), di cui 58 miliardi di NIS (18 miliardi di dollari) andranno nelle casse pubbliche. Nei primi quattro anni, ha affermato, circa 500 milioni di NIS (155 milioni di dollari) andranno allo Stato ogni anno, e si prevede che questa cifra salirà a 6 miliardi di NIS all'anno (1,9 miliardi di dollari) entro il 2033. Nell'accordo, ha detto il premier israeliano, è coinvolta la multinazionale americana Chevron (la stessa che opera in Venezuela). Negli ultimi anni, sia Israele che l'Egitto sono diventati esportatori di gas grazie alle importanti scoperte offshore. Secondo i dati della Joint Organisations Data Initiative, il gas israeliano copre circa il 15-20% del consumo egiziano: ne parliamo con Valeria Termini, docente ordinaria di Economia Politica all'Università degli Studi Roma Tre e consigliere esperta per la Presidenza della Repubblica del CNEL. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 06:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L’economia di Trump | La gara del Golfo sull'IA]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nel suo discorso alla nazione pronunciato dalla Casa Bianca, il presidente Trump ha elogiato quelli che ha definito i risultati economici ottenuti dalla sua amministrazione, nonostante i consumatori esprimano preoccupazioni riguardo all'accessibilità economica e manifestino insoddisfazione per il modo in cui ha gestito l'economia. Ma da una verifica dei fatti elencati dal presidente, risulta che ha citato statistiche fuorvianti per sostenere, erroneamente, che i prezzi stavano diminuendo: ne parliamo con Roberta Carlini, giornalista e scrittrice, esperta di economia e ricercatrice all'Istituto Universitario Europeo di Firenze.| Le Interferenze di Andrea Borgnino ci porteranno in Polonia, dove una radio locale ha sostituito i suoi conduttori con un'intelligenza artificiale. | Il Qatar ha stanziato 20 miliardi di dollari per progetti di intelligenza artificiale con l'obiettivo di diventare leader globale nel campo e primo punto di riferimento per l'intelligenza artificiale in Medio Oriente. Il fondo sovrano del Paese del Golfo, del valore di 526 miliardi di dollari, la Qatar Investment Authority (QIA), ha dichiarato pochi giorni fa che sta creando una propria società nazionale di IA, Qai, seguendo l'esempio dei suoi omologhi regionali, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita, che stanno investendo per diventare hub globali di IA al di fuori degli Stati Uniti e della Cina. Secondo un rapporto McKinsey pubblicato ad aprile, entro il 2030 saranno necessari investimenti pari a 5,2 trilioni di dollari nei data center per soddisfare la domanda mondiale di intelligenza artificiale. E le monarchie del Golfo non vogliono restare indietro: ne parliamo con Antonio Deruda, esperto di economia e geopolitica digitale, studia e insegna il rapporto tra nuove tecnologie e relazioni internazionali, autore di Diplomazia digitale (Apogeo) e Geopolitica digitale (Carocci). Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Gaza, sempre più vittime per il freddo e le tempeste | Demografia, variabile geopolitica]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La tempesta Byron ha raggiunto Gaza, portando con sé forti piogge che hanno già allagato diversi campi profughi e messo a rischio quasi 795.000 palestinesi sfollati, secondo una valutazione del rischio di alluvioni condotta dal Site Management Cluster nei Territori palestinesi occupati (OPT), un gruppo di coordinamento umanitario che sostiene le popolazioni sfollate. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni riporta che le forti piogge hanno danneggiato ulteriormente centinaia di campi profughi, sommergendo aree dove anche precipitazioni moderate possono rapidamente diventare pericolose: ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI a Gerusalemme e con Francesco Sacchi, capoprogetto EMERGENCY a Gaza. | È possibile che i cambiamenti demografici distribuiti sui cinque continenti stiano contribuendo a ridisegnare la geopolitica mondiale: le alleanze di ieri e di oggi sono destinate a cambiare anche a causa dei nuovi equilibri che stanno emergendo a livello di popolazioni. Molte analisi negli ultimi tempi hanno insistito sulla possibilità di un riassetto geopolitico del mondo, basta prendere a esempio la trasformazione che è attualmente in corso in Asia. Dal 2022 l'India ha incominciato ad avere più abitanti della Cina, e questa supremazia è destinata ad aumentare nei prossimi decenni. Intanto, secondo le stime delle Nazioni Unite, nei prossimi 10 anni la popolazione cinese diminuirà di oltre il numero attuale degli abitanti della California: entro il 2050 l'ormai ex gigante asiatico potrebbe perdere circa 140 milioni di abitanti e circa 760 milioni entro il 2100. Il calo demografico preoccupa il governo cinese a tal punto che dal 1° gennaio il Paese ricomincerà a tassare gli anticoncezionali, per la prima volta dopo più di trent'anni: ne parliamo con Livia Elisa Ortensi, docente di Demografia all'Università di Bologna. Ai microfoni, Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 06:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Ucraina, la UE torna in gioco | Cile, vince l'estrema destra. Non governava dalla caduta di Pinochet]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I leader europei si sono formalmente impegnati a venire in aiuto dell'Ucraina in qualsiasi futuro attacco lanciato dalla Russia, emulando la difesa collettiva dell'articolo 5 della Nato, segnando un importante sviluppo negli sforzi in rapida evoluzione per porre fine alla guerra. Queste misure di assistenza, hanno detto, dovrebbero essere ampie e includere "forza armata, intelligence e assistenza logistica, azioni economiche e diplomatiche": ne parliamo con Mara Morini, professoressa associata di  Politics of Eastern Europe e Politica comparata all'università di Genova e autrice di "La svolta della Russia" (ed. Carocci, 2023); con Nathalie Tocci, direttrice dell'Istituto Affari Internazionali, autrice di "La grande incertezza" (Mondadori, 2024). | Domenica scorsa il Cile ha eletto il suo futuro presidente: José Antonio Kast, avvocato di 59 anni, leader del Partito Repubblicano, di estrema destra, che ha ottenuto oltre il 58% dei voti. La sua avversaria, Jeannette Jara, avvocatessa cinquantunenne, candidata della sinistra, ha ottenuto il 41,8% dei voti. La vittoria segna l'arrivo alla presidenza del primo leader che non ha preso le distanze dalla dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990), che anzi rivendica con orgoglio. Kast succederà a Gabriel Boric, figura di riferimento di una nuova sinistra, rivelatosi molto più debole come leader di governo rispetto alle aspettative. La vittoria di Kast mette alla prova le istituzioni cilene, poiché è ancora sconosciuto il grado di rigidità delle politiche che l'esponente dell'estrema destra intende applicare a partire dall'11 marzo. Inoltre, consolida la svolta conservatrice del Paese, ma anche di gran parte dell'America Latina, che a breve vedrà andare al voto la Colombia, sotto minaccia di attacchi da parte del presidente USA Donald Trump: ne parliamo con Raffaele Nocera, professore di storia dell'America Latina all'Università Orientale di Napoli. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Australia, la strage antisemita di Bondi Beach | Crollo bulgaro | UE, i vertici dell’allargamento]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Secondo la polizia australiana, i presunti autori dell'attacco alla spiaggia di Bondi sono un padre e un figlio sospettati di aver utilizzato armi da fuoco acquistate legalmente per commettere la strage. Naveed Akram, 24 anni, è stato arrestato sul posto e trasportato in un ospedale di Sydney in condizioni critiche. Suo padre, 50 anni, che secondo quanto riportato dal Sydney Morning Herald si chiamerebbe Sajid Akram, è stato ucciso dalla polizia. I due avrebbero ucciso 15 persone e ferito decine di altre nella sparatoria avvenuta domenica, durante una riunione per celebrare la prima notte di Hanukkah: ne parliamo con Magica Fossati, giornalista di SBS Radio (Special Broadcasting Service) Network australiano multilingue. | A meno di un mese dall'entrata nell'Eurozona, il primo ministro della Bulgaria Rosen Zhelyazkov ha annunciato le sue dimissioni, e quelle del governo che guidava dall'inizio dell'anno, a causa delle estese proteste antigovernative che vanno avanti da settimane. Le manifestazioni erano iniziate per contestare alcune norme della legge di bilancio ma si erano rapidamente allargate a una serie di problemi sistemici in Bulgaria, come la corruzione e l'immobilismo della politica, ed erano diventate le più grandi e partecipate degli ultimi anni: ne parliamo con Francesco Martino, corrispondente Osservatorio Balcani Caucaso da Sofia. | Da oggi a Bruxelles comincia una serie di vertici cruciali che culmineranno con il Consiglio europeo che si aprirà giovedì 18 dicembre e quasi sicuramente durerà anche tutto venerdì, chiave (anche) per il sostegno all'Ucraina: ne parliamo con Nicoletta Pirozzi, responsabile del programma UE dell'Istituto Affari Internazionali (IAI), autrice di "L'Europa matura", Linkiesta books, 2024. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 14/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 06:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L’IA è la persona dell’anno | USA, è l’ora della sindache democratiche]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Dec 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[il presidente Donald Trump ha firmato un attesissimo ordine esecutivo che avvia un piano per istituire un quadro normativo nazionale per l'intelligenza artificiale, limitando al contempo la capacità degli Stati di emanare norme proprie. Intanto, con la proliferazione dei data center, la resistenza anti-IA rischia di diventare violenta: nell'ultimo anno sono aumentate le minacce online di sabotaggio fisico dei data center di IA, che ospitano i server necessari per addestrare, implementare e fornire servizi di IA. Ne parliamo con Andrea Daniele Signorelli, scrive di innovazione digitale e del suo impatto sulla società per Wired e Domani. Autore del podcast "Crash, la chiave per il digitale" e con Mauro Lubrano, docente di Relazioni Internazionali all'Università di Bath, nel Regno Unito e autore di Stop the Machines", un volume dedicato all'emergere dell'estremismo anti-tecnologia uscito nel 2025. | Prima Seattle e poi Miami, due importanti città statunitensi hanno impresso una svolta forse per alcuni inaspettata alla scelta dei loro sindaci. Sindache, in questo caso. La democratica Eileen Higgins, infatti, ha vinto la corsa a sindaco di Miami, in Florida: è la prima volta che un membro del suo partito ci riesce in quasi 30 anni. La vittoria di Higgins è il proseguimento di una serie di recenti vittorie democratiche. Katie Wilson, candidata per la prima volta e che si è battuta per un aumento delle tasse per i ricchi, sarà il prossimo sindaco di Seattle, spodestando il sindaco in carica, Bruce Harrell, dopo una delle elezioni più serrate nella storia della città. L'elezione di Kathie Wilson rappresenta una vittoria per i democratici progressisti sulla costa del Pacifico, paragonabile all'ascesa di Zohran Mamdani a New York: ne parliamo con Marilisa Palumbo, capa redattrice esteri Corriere della Sera. Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Dec 2025 06:38:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[L’assedio di Trump al Venezuela di Maduro | L’oro illegale della Guyana francese | Via col Tango]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 10:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera "molto grande" al largo delle coste venezuelane, afferma Trump. Il sequestro ha rappresentato una significativa escalation nella campagna di pressione degli Stati Uniti contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro e l'economia del suo Paese, dipendente dal petrolio: ne parliamo con Roberto da Rin, giornalista sole 24ore esperto di America Latina. | Sotto la volta degli alberi della foresta pluviale amazzonica, l'estrazione illegale dell'oro ha provocato una crisi ecologica che sta avvelenando i cittadini francesi. Eppure, anche dopo vent'anni e quasi un miliardo di euro spesi per l'invio di una missione armata che ha coinvolto la Legione straniera, la Francia non riesce a porre fine a questa attività: ne parliamo con Adriano Favole è professore ordinario di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino e autore di Europa d'Oltremare. | Ogni 11 dicembre, dal 1977, si celebra la Giornata Nazionale del Tango. Prima esaltato, poi messo da parte e poi riscoperto dopo il crack finanziario del 2001, oggi il Tango è uno dei simboli identificativi argentini più diffusi, secondo, forse, solo a Maradona. Spazio di scoperta e resistenza, per tanto tempo ha celebrato solo i suoi più illustri musicisti e cantanti uomini, non considerando le donne. A molte, non era proprio permesso suonare il Bandoneon, strumento cuore del genere musicale. Ma qualcuna ci riuscì. A cento anni dalla sua morte, avvenuta per tisi nel 1925 due settimane prima di compiere 25 anni, ricordiamo Paquita Bernardo, soprannominata "la Flor de Villa Crespo", la prima donna bandoneonista professionista: ne parliamo con Giulia De Luca, voce di Radio3 e autrice dell'audio documentario Bandoneon, cuore del Tango. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[La riforma dell'interpretazione della Convenzione Europea dei diritti umani | Grecia, ONG a processo]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ Cominciano oggi i colloqui internazionali volti a cambiare il modo in cui la Corte europea dei diritti dell'uomo gestisce i casi di immigrazione. Il governo britannico sta esortando i partner a modernizzare il modo in cui gli Stati affrontano la crisi dell'immigrazione illegale che interessa l'intero continente. I colloqui rappresentano il segnale più significativo finora che il diritto internazionale dei diritti umani potrebbe essere reinterpretato per rendere più facile per gli Stati contrastare il traffico di esseri umani e istituire "centri di rimpatrio" in cui trattenere persone che non hanno alcun diritto di stare in Europa: ne parliamo con Marco Gestri, professore di Diritto internazionale e dell'Unione Europea e Direttore del Centro di documentazione e ricerche sulla UE presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia e con Valentina Iorio, giornalista del Corriere della Sera. | A distanza di 7 anni dai fatti, la scorsa settimana a Lesbo è cominciato il processo contro 24 attivisti che hanno svolto lavoro umanitario per assistere le persone migranti in pericolo in mare. Tra gli accusati, il soccorritore irlandese Seán Binder, arrestato nel 2018 con la nuotatrice siriana Sarah Mardini per oltre cento giorni. Le accuse sono gravissime, per cui se i 24 saranno condannati, rischiano fino a 20 anni di reclusione: appartenenza a un'organizzazione criminale, riciclaggio di denaro e favoreggiamento dell'ingresso irregolare di persone. Le accuse di reati minori invece – falsificazione, spionaggio e uso illecito di frequenze radio – sono state ritirate per questioni procedurali, in un altro filone chiuso tra il 2023 e il 2024. Il processo dovrebbe chiudersi a metà gennaio: ne parliamo con Marika Ikonomu, giornalista di Domani. Fa parte del Centro di giornalismo permanente e si occupa di diritti, migrazioni, questioni di genere e questioni sociali. Al microfono, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La guerra commerciale di Trump affonda l'America rurale | Femminicidi in Libia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 10:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Lunedì il presidente Trump ha varato un piano di salvataggio da 12 miliardi di dollari a favore degli agricoltori in difficoltà, nel tentativo di sostenere le finanze di alcuni dei suoi più fedeli sostenitori, le cui fortune economiche sono state danneggiate dalla sua guerra commerciale. In questo contesto, si inserisce la "guerra dell'acqua" con il Messico, con Trump che ha aumentato del 5% i dazi sulle importazioni dal Messico, accusando il Paese di non aver rispettato un trattato transfrontaliero sulle risorse idriche, danneggiando gli agricoltori USA. Le richieste di Trump fanno parte di una lunga disputa sul Trattato sulle acque del 1944, che regola la portata dei corsi d'acqua che attraversano la regione di confine, ovvero il Rio Grande, il fiume Colorado e i loro affluenti: ne parliamo con Martino Mazzonis, giornalista americanista e con Massimo De Giuseppe, docente di Storia contemporanea nell'Università IULM di Milano ed esperto di Storia del Messico. | Tre femminicidi in Libia hanno scatenato un dibattito nazionale sulla sicurezza delle donne e sulla necessità di una legislazione più severa a loro tutela. In pochi giorni, l'influencer dei social media Khansa Al-Mujahid è stata uccisa a colpi di pistola mentre guidava la sua auto vicino a Tripoli, la ginecologa Amani Hajja è stata uccisa da membri della sua famiglia nella città di Misurata mentre il corpo di una donna ritrovato in una conca a sud-est di Tripoli non è ancora stato identificato. Al-Siddiq Al-Sour, procuratore generale della capitale politica occidentale della Libia, Tripoli, ha chiesto un'indagine urgente e trasparente sui crimini ma sono in molti a dubitare che l'indagine abbia esito positivo e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni: ne parliamo con Nancy Porsia, giornalista freelance specializzata sulla Libia. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Nuovo fronte di guerra tra Tailandia e Cambogia | Voto a Hong Kong | Corsa senza velo in Iran]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Migliaia di civili lungo il confine tra Thailandia e Cambogia stanno fuggendo dopo un'escalation di violenza tra i due paesi. Che fina ha fatto l'accordo di pace firmato tra i due Paesi a luglio, mediato dalla Malesia e benedetto dal presidente USA Donald Trump? Ne parliamo con Emanuele Giordana, giornalista, direttore del sito atlantedelleguerre.it, tra i fondatori di Lettera22 e co-autore insieme a Massimo Morello di "Asia criminale. I nuovi triangoli d'oro tra scam city, armi, droga, pietre preziose ed esseri umani" (ed. Baldini + Castoldi, 2025) | Le elezioni legislative di Hong Kong di domenica, riservate esclusivamente ai "patrioti", si sono tenute mentre la popolazione è ancora sotto shock per il più grave incendio degli ultimi decenni che ha causato finora 159 vittime. Venerdì alcuni volontari hanno distribuito volantini e appeso striscioni fuori dalle stazioni della metropolitana e agli incroci affollati, ma sono stati in gran parte ignorati dai residenti. Le attività di campagna elettorale sono state sospese per alcuni giorni dopo l'incendio, che ha inoltre alimentato una repressione della sicurezza nazionale a Hong Kong. Le autorità hanno rapidamente arrestato i critici che chiedevano responsabilità, segnalando un uso estensivo della legge sulla sicurezza per mettere a tacere il dissenso su tragedie non politiche: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, il suo ultimo libro si intitola "L'eclissi di Hong Kong. Topografia di una città in tumulto (Add editore)". | Iran, le autorità giudiziarie iraniane hanno arrestato due organizzatori di una maratona tenutasi su un'isola al largo della costa meridionale del Paese dopo che sono emerse immagini che mostravano donne che partecipavano alla gara senza indossare il velo: ne parliamo con Pegah Moshir Pour, attivista italiana di origini iraniane. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 07/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 07 Dec 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[USA e crimini di guerra | Siria, un anno senza Assad | Relazioni Siria, Libano, Israele]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Dec 2025 10:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Guerra e pace: una giornata di dissonanza cognitiva nella Washington di Trump. Il presidente Trump ha presieduto un accordo di pace tra Congo e Ruanda lo stesso giorno in cui la sua amministrazione è stata interrogata su possibili crimini di guerra: ne parliamo con Silvana Arbìa, giurista, ha svolto il ruolo procuratore internazionale presso il Tribunale Internazionale per il Rwanda, poi eletta cancelliere della Corte Penale Internazionale, fondatrice e presidente onoraria di una Fondazione per i bambini soldato. | L'8 dicembre 2024 in Siria i ribelli islamisti conquistarono la capitale Damasco e rovesciarono il regime di Assad. Da quel giorno, molte cose sono tornate possibili in Siria, anche se la situazione nel Paese rimane pericolosa. Nel gennaio 2025, il leader dei ribelli ed ex membro di al-Qaeda Ahmed al-Sharaa è diventato presidente ad interim e da allora ha mostrato, almeno all'esterno, un lato meno estremista. Ora è giunto il momento di ricostruire il Paese. La Banca Mondiale stima costerà quasi 200 miliardi di euro, ben 10 volte il prodotto interno lordo della Siria. Ma il denaro non è l'unico problema. Manca manodopera specializzata. Architetti, esperti informatici, medici, ingegneri: i siriani provenienti dalla Germania, dove risiede la più grande comunità d'Europa, stanno facendo il possibile per aiutare nella ricostruzione della loro vecchia patria. Ma le persistenti preoccupazioni per la sicurezza e l'attaccamento alla loro nuova casa impediscono a molti di intraprendere la via del ritorno. Proprio in un momento in cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato: "La guerra civile in Siria è finita. Non c'è più motivo di chiedere asilo in Germania e, pertanto, possiamo iniziare con i rimpatri": ne parliamo con Agnese Franceschini, giornalista della radio televisione pubblica tedesca WDR. | Andremo poi in Libano con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Ucraina - Russia: (futili) incontri e attacchi sul campo | La partenza della Fiamma Olimpica]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff incontrerà giovedì a Miami il capo del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov per dei colloqui, come confermato dalla Casa Bianca. L'incontro segue il colloquio di quasi cinque ore che Witkoff ha avuto martedì a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin, negoziati che secondo il Cremlino non hanno portato ad alcun compromesso sulla fine della guerra in Ucraina. Intanto sul campo di battaglia continuano gli attacchi: ne parliamo con Emma Farné, inviata di Rainews24 in Ucraina. | Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov afferma che "non sarebbe corretto" dire che il presidente Putin abbia respinto le proposte di pace degli Stati Uniti durante i colloqui di ieri con Steve Witkoff e Jared Kushner. Rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa quotidiana, Peskov ha dichiarato: "Ieri è stata la prima volta che ha avuto luogo uno scambio diretto di opinioni. Alcuni punti sono stati accettati, altri sono stati giudicati inaccettabili. Si tratta di un normale processo di lavoro e di ricerca di un compromesso". Tutto questo avviene mentre i ministri degli Esteri della NATO si riuniscono a Bruxelles per discutere dell'Ucraina e di questioni relative alla difesa. Mentre proseguono i negoziati di pace, però, continuano gli attacchi: ne parliamo con Alberto Zanconato, corrispondente ANSA da Mosca. | La partenza della Fiamma Olimpica per Milano-Cortina da Olimpia, luogo simbolo della tradizione olimpica: ne parliamo con Aristidis Panagiotopoulos, sindaco di Antica Olimpia. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Dec 2025 06:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Terremoto a Bruxelles | Grazia a Bibi? | Le porte di Gaza]]></title>
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            <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 10:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Martedì la polizia belga ha fatto irruzione nella sede degli affari esteri dell'UE, il SEAE, e nel Collegio d'Europa a Bruges. L'ex capo degli affari esteri dell'UE e rettore del Collegio d'Europa Federica Mogherini, insieme ad altri alti funzionari, sono ora in custodia cautelare nell'ambito di un'indagine su una presunta frode: ne parliamo con Angela Mauro, inviata di HuffPost a Bruxelles e autrice di "Europa sovrana, la normalizzazione dei nazionalismi" (Feltrinelli, 2024 seconda edizione). |  Il 30 novembre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, forte del sostegno del presidente statunitense Donald Trump, ha ufficialmente chiesto la grazia presidenziale nel suo processo per corruzione, sostenendo che "contribuirebbe a mettere fine alle divisioni nel paese". Netanyahu, che sostiene di essere innocente, deve spesso partecipare a udienze relative ad almeno tre diversi procedimenti giudiziari, che sono ancora in corso, e ha giustificato la richiesta di grazia con "motivi d'interesse pubblico", sottolineando "le grandi sfide che il paese deve affrontare". Il leader dell'opposizione Yair Lapid ha chiesto al presidente Herzog di "non concedere la grazia a Netanyahu a meno che non riconosca la sua colpevolezza, esprima rimorso e si ritiri immediatamente dalla vita politica": ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI a Gerusalemme. | Ascolteremo poi l'intervista di Marina Lalovic ad Amir Tibon, giornalista di Haaretz e scrittore israeliano, autore di "Le porte di Gaza. Una storia di tradimento, sopravvivenza e speranza ai confini di Israele", (Ed. Orizzonte Milton, 2025), libro che racconta la storia, vissuta in prima persona da Tibon e dalla sua famiglia, dell'attacco terroristico del 7 ottobre 2023 a Nahal Oz, il Kibbuz progressista al confine con la Striscia di Gaza, luogo dove avevano costruito la loro vita e le loro memorie. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 03 Dec 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Tutti contro Sánchez | Proteste massicce a Sofia | L'ala giovanile dell'AfD]]></title>
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            <pubDate>Tue, 02 Dec 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il leader del PP, Alberto Núñez Feijóo, ha chiesto al governo di Pedro Sánchez di "arrendersi" alla democrazia e indire le elezioni durante una manifestazione a Madrid. "Indici le elezioni, le vogliamo subito, perché nessuno ti ha votato per questo", ha detto in un discorso davanti a migliaia di persone in cui ha affermato di essere 'pronto' a "guidare la rivoluzione della decenza e della libertà". Feijóo non è però l'unico candidato a guidare la "rivoluzione" contro il governo socialista di Sánchez. All'evento è intervenuta anche la presidente della regione di Madrid, Isabel Ayuso, che ha definito il governo "corrotto" e ha chiesto di "aprire gli occhi" di fronte all'Esecutivo. Da tempo la Ayuso mira a guidare i conservatori e a entrare alla Moncloa, una vittoria che porterebbe sempre più a destra i conservatori, date le posizioni estremiste della leader politica. Pedro Sánchez riuscirà a sopravvivere anche a questo terremoto politico? Ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol| Lunedì migliaia di persone hanno manifestato nella capitale bulgara Sofia e in diverse altre città per protestare contro il piano di bilancio 2026, il primo redatto in euro prima che il Paese membro dell'Unione Europea adotti la moneta unica il 1° gennaio: ne parliamo con Francesco Martino, corrispondente Osservatorio Balcani Caucaso da Sofia. | L'ala giovanile dell'AfD è stata fondata nel fine settimana e si dichiara innocua. Ma la sua rete rispecchia questa nuova immagine? Ne parliamo con Tonia Mastrobuoni, corrispondente de La Repubblica a Berlino. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 02 Dec 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Venezuela sfida gli USA | L'ombra della minaccia di Trump sulle elezioni in Honduras]]></title>
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            <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Venezuela ha bandito sei grandi compagnie aeree internazionali dopo che queste hanno sospeso i voli per Caracas a seguito dell'allerta USA sull'aumento dell'attività militare nell'area. Washington ha dispiegato 15.000 soldati e la portaerei USS Gerald Ford, sostenendo un'operazione antidroga, ma Caracas e molti analisti ritengono che l'obiettivo sia rovesciare Maduro. Le autorità venezuelane accusano le compagnie aeree di aderire al "terrorismo di Stato" statunitense, mentre migliaia di passeggeri restano bloccati. L'esercito venezuelano ha intensificato esercitazioni e dispiegamenti difensivi a Caracas, richiamando il ruolo costituzionale delle forze armate nella protezione della sovranità. Intanto, le strette relazioni tra Maduro ed Erdoğan alimentano ipotesi di un possibile esilio in Turchia per il leader venezuelano sotto la pressione crescente di Washington: ne parliamo con Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale e storia della politica estera statunitense all'Institut d'études politiques - Sciences Po a Parigi e autore di "Era Obama" (Feltrinelli) e "Libertà e Impero" (Laterza) e con Fabio Bozzato, giornalista freelance esperto di America Latina, collabora con varie testate come Il Venerdì ed Eastwest. | Il conteggio preliminare dei voti segna il ritorno della destra in Honduras. Il candidato conservatore Nasry Asfura, del Partito Nazionale, che si era classificato terzo nei sondaggi e aveva ricevuto l'appoggio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è in testa ai risultati delle elezioni generali tenutesi domenica, secondo i risultati preliminari diffusi dal Consiglio Nazionale Elettorale (CNE): ne parliamo con Gennaro Carotenuto, Professore associato in storia contemporanea all'università di Macerata e collaboratore di Domani. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/12/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 30/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 30 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 29 Nov 2025 06:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[A sangue freddo | Accordarsi con la natura]]></title>
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            <pubDate>Fri, 28 Nov 2025 10:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le forze israeliane hanno ucciso due palestinesi a Jenin durante un'incursione, nonostante secondo video e testimoni i due si stessero arrendendo e fossero disarmati. L'esercito parla di sospetti affiliati a reti armate e di una procedura di resa, mentre le autorità palestinesi denunciano un'esecuzione extragiudiziale. L'episodio si inserisce in un'ampia operazione militare nel nord della Cisgiordania, che ha causato decine di feriti e arresti e accuse di attacchi indiscriminati ai civili. Ne parliamo con Alessia De Luca, giornalista e responsabile di ISPI Daily Focus, l'ultimo si intitola: "Da Gaza alla Cisgiordania: il 'new normal' del conflitto permanente", e con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024). | Il pau-brasil, legno essenziale per la fabbricazione degli archi di violino, è al centro di una disputa globale mentre la specie rischia l'estinzione. Alla CoP20 della CITES in Uzbekistan, il Brasile propone di spostarlo nell'Annesso I, il livello massimo di protezione, minacciando un mercato internazionale poco trasparente. L'industria degli archi, accusata di uso diffuso di legname illegale, teme forti ripercussioni economiche. Le indagini del Ibama (Operazioni Dó Ré Mi e Ibirapitanga) hanno rivelato una rete di estrazione clandestina che ha paralizzato le esportazioni brasiliane. Parte del settore sostiene ora il governo per mantenere l'uso commerciale del legno sotto nuove regole di tracciabilità. Stati Uniti ed Europa fanno lobbying contro norme più rigide, temendo costi e burocrazia per archetiers e musicisti. La decisione potrebbe ridefinire il futuro della musica classica e della conservazione del pau-brasil. Ne parliamo con Giacomo Zandonini, giornalista freelance, membro del collettivo Fada.  Con Luigi Spinola al microfono. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 28 Nov 2025 06:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Hong Kong ritratto di una città in fiamme | Proteste a Guizhou | Nicea, il Papa nel mirino dei nazio]]></title>
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            <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un incendio a Hong Kong ha causato 55 morti e 279 dispersi nel complesso di Tai Po, con le fiamme che interessano ancora alcuni piani superiori e decine di feriti in ospedale. Tre persone sono state arrestate per omicidio colposo per l'uso di materiali altamente infiammabili durante la ristrutturazione degli edifici, mentre proseguono le indagini e i soccorsi. Ne parliamo con  Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, il suo ultimo libro si intitola "L'eclissi di Hong Kong. Topografia di una città in tumulto" (Add editore, 2022). | In Cina, nel villaggio di Shidong (Guizhou), i residenti protestano contro l'obbligo di cremazione, preferendo le sepolture tradizionali per motivi culturali ed etnici. Le autorità giustificano la direttiva come misura per preservare il territorio e promuovere funerali "frugali", mentre le manifestazioni continuano. Ne parliamo con Romeo Orlandi, Presidente Osservatorio Asia, in collegamento dal confine tra Vietnam e Cina. | La visita di Papa Leone XIV a Iznik per il 1700º anniversario del Concilio di Nicea provoca proteste dei nazionalisti turchi, che la vedono come una provocazione contro la sovranità nazionale. Nonostante le accuse di agenda ecumenica ostile, il Papa prosegue il viaggio per rilanciare il dialogo tra le Chiese, affiancato dal patriarca Bartolomeo I. Ne parliamo con Marco Ansaldo, giornalista, consigliere scientifico di «Limes» da Istanbul, vaticanista per «Die Zeit». Con Luigi Spinola ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il Sudan tra crimini di guerra e tregue fallite | Africana Soap]]></title>
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            <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le RSF sono accusate da Amnesty International di esecuzioni sommarie, stupri e altre atrocità a El-Fasher in Darfur, violenze che costituiscono crimini di guerra, annunciate poche ore dopo che il gruppo aveva dichiarato una tregua umanitaria di tre mesi. Nel frattempo, il generale sudanese Yasser al-Atta accusa gli Emirati Arabi Uniti di finanziare il silenzio occidentale sulla loro "guerra razziale" in Sudan e di sostenere le RSF, mentre il capo dell'esercito al-Burhan ha respinto il piano di cessate il fuoco  giudicato favorevole alle milizie. Ne parliamo con Vittorio Oppizzi, responsabile dei programmi di Medici senza frontiere (MSF) in Sudan, si trova a Abyei, tra Sudan e Sud Sudan, e con Irene Panozzo, ex consigliere politico della UE sul Corno d'Africa e tra i soci di Lettera22, oggi in collegamento da Nairobi, Kenya. | La produzione artigianale del sapone in Sierra Leone ha radici antiche, ma agli inizi degli anni '90 la ricetta tradizionale viene sostituita dalla soda caustica. Nasce così l'Africana Soap, liquida e trasparente o solida come zucchero e sale, facilmente confondibile con cibi. Questo ha generato un grave problema sociale: migliaia di persone, soprattutto neonati e bambini, ingerendola, subiscono danni permanenti all'esofago. I piccoli "bambini soda" spesso necessitano di dilatazioni endoscopiche continue o di alimentazione tramite gastrostomia. L'ospedale di Emergency a Goderich è l'unico centro nazionale capace di trattare queste ustioni e traumi. Le storie legate all'Africana Soap, dalla produzione alla cura, dallo stigma alla resilienza, emergono attraverso le testimonianze di chi vive dentro e attorno all'ospedale. Dal 2001, questo centro rappresenta un punto vitale di assistenza e speranza in Sierra Leone. Ne parliamo con Gianluca Diana, giornalista e autore del radio-documentario Africana Soap, vincitore della sezione audio del Premio Marco Luchetta. Con Luigi Spinola ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Ginevra continua | Sudafrica, la violenza di genere è un “disastro nazionale”]]></title>
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            <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Russia e l'Ucraina si sono scambiate attacchi con droni durante la notte, causando vittime a Kyiv e nella regione russa di Rostov. Zelensky ha accolto con favore le modifiche al controverso piano di pace USA, respinto però dal Cremlino, mentre Washington insiste che l'amministrazione Trump non favorisca Mosca. Intanto i colloqui a Ginevra proseguono tra tensioni, con Washington che nega che il piano in 28 punti sia stato influenzato dal Cremlino. Ne parliamo con Riccardo Alcaro, Coordinatore delle ricerche; Responsabile del programma "Attori globali" dello IAI, istituto affari internazionali. | Il Sudafrica ha dichiarato la violenza di genere e i femminicidi un disastro nazionale dopo proteste di massa e i "lie down" organizzati in 15 città. La nuova classificazione permette l'uso di fondi straordinari e, se necessario, lo stato di disastro nazionale, definito dalle attiviste una vittoria storica. Nonostante il sostegno popolare, cresce la frustrazione per l'inefficacia dello Stato e alcune donne ricorrono all'autodifesa. Ne parliamo con Valentina Giulia Milani, giornalista freelance e collaboratrice di Africa Rivista, e con Alberto Magnani, africanista del Sole 24 Ore, autore di Le ali dell'Africa, Il Mulino, 2025.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Hezbollah, ucciso il comandante al-Tabtabai in Libano | Narcotraffico in Francia]]></title>
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            <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Hezbollah ha annunciato la morte di Haytham Ali al-Tabtabai, comandante della forza d'élite al-Radwane e figura dell'ala dura del gruppo sciita. L'attacco israeliano su Beirut, il primo in mesi, era un avvertimento mirato contro la fazione contraria a qualsiasi concessione sulle armi. La comunità internazionale è chiamata a intervenire, mentre Israele conferma di voler garantire la propria sicurezza e gli USA lo considerano un terrorista globale con taglia di 5 milioni di dollari. Ne parliamo con Giulia della Michelina,  giornalista freelance basata a Beirut. | Pochi giorni fa le strade di Marsiglia hanno assistito a un altro funerale, il secondo per la famiglia di Amine Kessaci, giovane attivista marsigliese. Il fratello minore, Mehdi Kessaci, di 22 anni, è stato assassinato in pieno giorno da due uomini in moto. Secondo la polizia è stato un atto d'intimidazione nei confronti dell'attivista per le sue posizioni contro il traffico di droga, illustrate in particolare nel suo libro, uscito il 2 ottobre scorso, Marseille, essuie tes larmes (Marsiglia, asciuga le tue lacrime). Il sottotitolo chiarisce il senso del libro: vivere e morire in terra di narcotraffico. Al funerale in effetti è stato schierato un impressionante contingente di sicurezza e Amine Kessaci è stato costretto a indossare un giubbotto antiproiettile. La situazione legata al narcotraffico in Francia è più grave di quel che si pensi, tanto che ha portato il presidente Macron a intervenire con una dura condanna verso chi acquista la droga, in particolare contro i "borghesi" della classe media urbana che con il consumo alimentano il traffico. Ne parliamo con Andrea De Georgio, giornalista freelance residente a Marsiglia e fondatore di un progetto di media e comunicazione nei quartieri popolari della città, e con Cesare Martinetti, editorialista de La Stampa ex corrispondente da Parigi ed ex vicedirettore.  Luigi Spinola ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 06:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 23/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 23 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 22 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[La pace di Dayton compie 30 anni | COP30: Belem in fiamme]]></title>
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            <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Trent'anni dopo gli Accordi di Dayton, firmati nel novembre 1995 da Milosevic, Tudjman e Izetbegovic, la guerra in Bosnia sembra lontana solo sulla carta. La pace siglata con Dayton creò formalmente la Bosnia-Erzegovina, ma la divise in due entità etniche: la Federazione croato-musulmana e la Republika Srpska, cristallizzando fratture profonde. Gli accordi fermarono le ostilità, permisero il ritorno dei profughi e istituirono istituzioni sotto supervisione internazionale, ponendo le basi di uno Stato fragile. Decenni di tensioni e minacce di secessione hanno mostrato i limiti di un equilibrio costruito più sulla contingenza che sulla riconciliazione. Oggi, la Bosnia-Erzegovina affronta sfide economiche, sociali e politiche che riflettono le divisioni etniche sancite da Dayton. Ma la sua capitale, Sarajevo, resta una città viva, dove le cicatrici della guerra convivono con festival, street art e una vita culturale pulsante: ne parliamo con Francesco Strazzari, professore Ordinario di Relazioni Internazionali presso la Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa con incarichi di Dottorato di Ricerca presso la Scuola Normale Superiore (Dipartimento SPS, Firenze) e con Joshua Evangelista, giornalista, responsabile comunicazione della fondazione Gariwo e autore di "Sarajevo. Laboratorio fragile dei Balcani. Metronomo d'Europa" (Paesi edizioni 2025). | COP30, cronache e storie dalla crisi climatica: Il fuoco è divampato nel giorno più difficile della Conferenza Onu sul clima (Cop30). «Solo una persona molto malvagia potrebbe voler bruciare una Cop», ha detto il ministro del Turismo, Celso Sabino. Intantosi è tenuto il primo summit delle native. Chiedono, in coro, delle risposte per uscire dall'emergenza che nei loro continenti già c'è. «Abbiamo le soluzioni, ascoltateci»: ne parliamo con Lucia Capuzzi, giornalista e inviata di Avvenire, in collegamento da Belém, Brasile. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Un piano per l'Ucraina? | La Cina e Giappone ai minimi storici | Tanzania: i Masai a rischio]]></title>
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            <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Mentre emergevano notizie di accordi segreti tra Stati Uniti e Russia sui termini per porre fine alla guerra, la Russia ha lanciato una raffica di oltre 500 droni e missili in profondità nel territorio ucraino. Il presidente ucraino Zelensky intanto è andato ad Ankara per colloqui con il presidente turco; ne parliamo con Nona Mikhelidze, analista dello IAI sull'Europa orientale e la Russia. | La Cina ha formalmente protestato con il Giappone per le recenti dichiarazioni della premier Sanae Takaichi su Taiwan, definendole inaccurate e dannose per il principio di "Una sola Cina". Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha esortato Tokyo a porgere scuse, avvertendo che le affermazioni hanno danneggiato le basi politiche delle relazioni bilaterali. Takaichi aveva suggerito che un'azione militare cinese su Taiwan potrebbe minacciare la sopravvivenza del Giappone, aumentando le tensioni regionali. In risposta, il governo giapponese ha emesso avvisi di sicurezza per studenti in Cina e ha segnalato potenziali rischi per i propri cittadini. La disputa ha provocato cancellazioni di viaggi turistici dalla Cina verso il Giappone, con conseguenze per imprese locali e agenzie di viaggio. Gli analisti avvertono che se Takaichi manterrà la sua linea nazionalista, i rapporti tra Cina e Giappone potrebbero scendere ai minimi storici post-normalizzazione: ne parliamo con Junko Terao, editor Asia di Internazionale. | COP30, cronache e storie sulla crisi climatica. In Tanzania i Masai vengono espropriati con la scusa di proteggere la natura. Nell'area protetta di Ngorongoro, vicino al parco del Serengeti, le popolazioni indigene vengono private della terra per fare spazio al turismo di lusso: ne parliamo con Davide Lemmi, giornalista freelance del Collettivo FADA e co-autore dell'inchiesta "In Tanzania i Masai vengono espropriati con la scusa di proteggere la natura" insieme a Khalifa Said, Marco Simoncelli. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Slovenia, stretta sulla sicurezza | Gaza e il piano Trump | COP30, Israele contrasta la siccità]]></title>
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            <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 10:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[In Slovenia il Parlamento ha approvato una legge che conferisce alla polizia il potere di fare irruzione e sorvegliare le abitazioni in quelle che sono definite aree a rischio per la sicurezza. La "legge Šutar", che prende il nome da Aleš Šutar, ucciso in una lite con un rom di 21 anni dopo essersi precipitato in una discoteca in seguito alla chiamata di soccorso del figlio, è vista da molti come una legge "anti-rom" che rischia di criminalizzare un'intera minoranza.  L'incidente è avvenuto il mese e ha provocato enormi proteste di piazza, il dispiegamento della polizia nei quartieri rom e le dimissioni di due ministri: ne parliamo con Stefano Lusa, giornalista di Radio Capodistria e corrispondente di Osservatorio Balcani e Caucaso. | Interferenze con Andrea Borgnino che ci racconterà la storia della chiusura della radio dell'esercito Galei Tzahal annunciata dal ministro della Difesa Katz. | Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha approvato con 13 voti favorevoli il piano USA per Gaza, che prevede una Forza Internazionale di Stabilizzazione e un nuovo organismo di governo transitorio. Russia e Cina si sono astenute, mentre Hamas ha respinto la risoluzione denunciando il disarmo che verrebbe imposto al gruppo e definendo il piano come la costruzione di un "protettorato internazionale". La Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF) opererà con Israele, Egitto e una rinnovata polizia palestinese per mettere in sicurezza i confini e smantellare le milizie. Intanto, di fronte alla siccità, Israele indirizzerà l'acqua desalinizzata al Mar di Galilea, per la prima volta al mondo: ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Dagli USA, F35 all'Arabia Saudita | Stretta sull’asilo in GB | COP30 e le lobby combustibili fossili]]></title>
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            <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 10:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente Trump ha dichiarato lunedì che gli Stati Uniti venderanno caccia F-35 all'Arabia Saudita, annunciando la sua decisione il giorno prima dell'incontro alla Casa Bianca con il principe ereditario Mohammed bin Salman. La disponibilità di Trump a vendere i caccia stealth è un chiaro segnale che Mohammed bin Salman, leader de facto dell'Arabia Saudita, è stato riabilitato nonostante il ruolo del regno nell'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi nel 2018. Ma l'accordo imminente ha suscitato preoccupazioni che la vendita possa erodere il vantaggio militare di Israele in Medio Oriente e ridurre l'influenza di Washington nell'incoraggiare l'Arabia Saudita e Israele a normalizzare le relazioni: ne parliamo con Cinzia Bianco, ricercatrice esperta di Golfo e penisola arabica per lo European Council on Foreign Relations. | La Segretaria di Stato per gli affari interni del Regno Unito, Shabana Mahmood, ha presentato una maxi-stretta sull'asilo: rimpatri accelerati, una sola possibilità di ricorso. L'asilo sarà solo temporaneo: dopo 20 anni si potrà chiedere la residenza, e chi proviene da Paesi ritenuti "sicuri" sarà rimandato indietro. Aumenteranno inoltre le restrizioni ai ricongiungimenti familiari e  cui saranno tagli a alloggi e sussidi garantiti. Mahmood legittima la sua linea mentre una parte del Labour insorge contro quella che considera una deriva anti-diritti. E mentre il governo britannico punta a fermare gli sbarchi, i conservatori chiedono misure ancora più drastiche: ne parliamo con Nicol Degli Innocenti, corrispondente da Londra del Sole24Ore. | Secondo un'analisi condotta da una coalizione di gruppi ambientalisti e per la giustizia sociale, sono oltre 1.600 i lobbisti dei combustibili fossili registrati per i colloqui sul clima COP30 in corso a Belém, in Brasile: ne parliamo con Daniela Finamore, Campaigner Finanza e Clima di ReCommon. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 07:57:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Presidenziali in Cile, verso il ballottaggio | Dialogo Trump-Maduro? | COP30, la salute ambientale]]></title>
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            <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il prossimo presidente del Cile, che governerà il Paese sudamericano tra il 2026 e il 2030, sarà scelto tra la candidata di sinistra, la comunista Jeannette Jara, e il candidato dell'ultradestra, rivendicatore fiero della dittatura militare, José Antonio Kast, leader del Partito Repubblicano. È quanto hanno deciso gli elettori domenica scorsa, dopo il primo turno elettorale. Entrambi i candidati hanno portato avanti una campagna che sembra tesa a conquistare (soprattutto) gli elettori moderati e Kast ha cercato di affrancarsi dalla destra estrema, con la quale però sarà costretto ad allearsi se vorrà avere una possibilità al secondo turno, previsto per dicembre. Quali le prospettive per il Cile? Ne parliamo con Elena Basso, giornalista freelance. | Gli USA intanto aumentano al massimo la pressione sul Venezuela su più fronti. Il dipartimento di Stato ha designato il cosiddetto Cartello de los Soles come organizzazione terroristica e ha indicato il leader venezuelano come capo di questa rete di narcotraffico. Il presidente USA ha inviato nei Caraibi il più grande dispiegamento militare nella regione da diverse generazioni e sta da tempo bombardando presunte imbarcazioni da narcotraffico che navigano vicino alla costa del Paese caraibico. Ma Trump non esclude alcuna opzione: "Potremmo parlare con Maduro", ha affermato: ne parliamo con Maurizio Stefanini, giornalista freelance e autore di due libri sul Venezuela: "Intanto a Caracas" (2024, Paesi Edizioni) e "Adios Venezuela" (Paesi Edizioni, 2019). | Alla COP30, appello MSF: "Servono azioni concrete per affrontare impatti sanitari dei cambiamenti climatici sulle popolazioni vulnerabili", ne parliamo con Monica Minardi, presidente Medici Senza Frontiere. Ai microfoni, Costanza Spocci. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 16/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 16 Nov 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 15 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump, i fantasmi di Epstein bussano alla porta | La stretta di ICE | Il razzo cinese riciclabile]]></title>
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            <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo 43 giorni di paralisi, Donald Trump ha firmato la legge che riapre il governo federale, ponendo fine allo shutdown più lungo nella storia degli Stati Uniti. Oltre un milione di lavoratori torna in servizio, ma l'impatto economico e sociale si farà sentire per settimane. Intanto, nuove email del "caso Epstein" scuotono Washington: nei documenti diffusi da Democratici e Repubblicani compare il nome di Trump, che però definisce le rivelazioni "una bufala". I Democratici parlano di "copertura" da parte della Casa Bianca, mentre i Repubblicani si spaccano tra chi difende il presidente e chi richiede trasparenza. Intanto, lo speaker Mike Johnson annuncia un voto per autorizzare la pubblicazione di altri file su Epstein e Ghislaine Maxwell. Ne parliamo con Raffaella Baritono, docente ordinaria di Storia e Politica degli Stati Uniti d'America presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. | Il giornalista nigeriano Paul Dama, fuggito dalle torture di Boko Haram, è stato arrestato dall'ICE negli USA nonostante la sua domanda d'asilo fosse ancora pendente, finendo cento giorni in carcere sotto la stretta migratoria dell'era Trump. La sua storia riflette un'ondata di arresti e deportazioni: circa 60.000 persone sono oggi in custodia dell'ICE, per il 70% senza condanne penali. Ne parliamo con Serena Danna, vicedirettrice di Open. | L'azienda spaziale privata cinese Galactic Energy completa il test del razzo riutilizzabile per la formazione di costellazioni satellitari. Ne parliamo con Emilio Cozzi, giornalista, autore di Geopolitica dello spazio Storia, economia e futuro di un nuovo continente (Il Saggiatore, 2024) e del podcast "La geopolitica dello spazio". Ai microfoni Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 06:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Attentati in Pakistan e India | Il retrogusto amaro delle banane]]></title>
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            <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un attentato suicida davanti a un tribunale di Islamabad ha causato almeno 12 morti e 36 feriti, ricordando l'ondata di terrore degli anni 2000. Il governo pakistano ha accusato gruppi estremisti "sostenuti dall'India", accusa respinta da New Delhi. Poche ore prima, un'esplosione a Nuova Delhi aveva ucciso otto persone, con indagini ora affidate all'unità antiterrorismo. Ne parliamo con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi, e con Giuliano Battiston, giornalista e direttore di Lettera 22. | Celebre nei supermercati europei per il suo sapore "dolce e sostenibile", la banana ivoriana della SCB nasconde un retroscena oscuro. A meno di due ore da Abidjan, capitale economica della Costa D'Avorio, aerei agricoli e droni scaricano regolarmente pesticidi vietati in Europa sulle piantagioni, sui lavoratori e esponendo a rischio contaminazione i villaggi circostanti. Un reportage nel cuore delle piantagioni di banana delle ex colonie francesi espone i lati più oscuri di una filiera che collega le Antille francesi all'Africa occidentale, fino ai nostri supermercati europei. Ne parliamo con Costanza Spocci, Voce di Radio3 e co-autrice dell'inchiesta sostenuta da Investigative Journalism for Europe (IJ4EU). Con Lugi Spinola in conduzione. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Iraq al voto | Caos e repressione post-elettorale in Tanzania | Dipingimi di fresco]]></title>
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            <pubDate>Tue, 11 Nov 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Oggi gli iracheni votano per eleggere un nuovo parlamento, in un clima di sfiducia verso un sistema politico incapace di garantire sicurezza e servizi di base sin dall'invasione americana del 2003. Il voto sarà un test sulla fiducia nella classe dirigente, dominata dagli stessi partiti militarizzati dal 2005. Il premier Mohammed Shia al-Sudani punta a un secondo mandato con la Coalizione per la Costruzione e lo Sviluppo. Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3, giornalista esperta di medio oriente con una profonda conoscenza sul campo dell'Iraq. | In Tanzania, le proteste guidate dalla Generazione Z contro l'aumento del costo della vita e il consolidamento del potere della presidente Samia Suluhu Hassan sono state repressa con forza letale, causando circa 1.000 morti e numerosi arresti. Le famiglie partecipano ai funerali delle vittime mentre l'opposizione denuncia la violenza governativa. Ne parliamo con Alberto Magnani, africanista del Sole 24 Ore, autore di Le ali dell'Africa, Il Mulino, 2025. | Scienziati australiani hanno sviluppato un rivestimento per tetti in grado di raffreddare le superfici fino a 6 °C sotto la temperatura ambientale e di condensare acqua dall'atmosfera, riducendo così il calore interno durante le ondate di caldo. Il prodotto, economico e applicabile su tetti esistenti, riflette il 96% della radiazione solare e disperde efficacemente il calore grazie al raffreddamento radiativo passivo. Ne parliamo con Tommaso Perrone, supervisiona l'area digitale di Wired Italia e coordina le sezioni Diritti ed Economia. Esperto di questioni relative alla crisi climatica, con particolare riferimento alle soluzioni. Segue da anni le conferenze sul clima ha creato la newsletter "il Climatariano". Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 11 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Al Sharaa alla Casa Bianca | Siccità in Iran | COP30, cronache e storie dalla crisi climatica, a 10]]></title>
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            <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il presidente siriano Ahmad al-Sharaa è arrivato a Washington per una visita storica, la prima di un leader siriano dal 1946, dopo la revoca del suo status di "terrorista globale" e di parte delle sanzioni USA. Ex capo di Hayat Tahrir al-Sham, Sharaa ha rovesciato il regime di Assad e ora cerca di ristabilire i rapporti con gli Stati Uniti. Nei colloqui con Trump si discuterà di cooperazione anti-ISIS, disarmo chimico e di un possibile accordo di sicurezza con Israele. Ne parliamo con Maria Fantappié, responsabile Programma Med Medio Oriente e Africa allo IAI. | L'Iran affronta la peggiore siccità degli ultimi sessant'anni: le principali dighe che riforniscono Teheran sono al 5% della capacità e il governo ha iniziato a razionare l'acqua, mentre il presidente Pezeshkian avverte che potrebbe essere necessario evacuare la capitale. Dopo mesi senza pioggia, le autorità hanno invitato la popolazione a pregare e avviato esperimenti di "semina delle nuvole". Ma la crisi è anche frutto di decenni di cattiva gestione, sfruttamento agricolo e costruzione eccessiva di dighe. Ne parliamo con Kimia Ghorbani, giornalista iraniana. | I leader mondiali dal vertice delle Nazioni Unite sul clima a Belém, nell'Amazzonia brasiliana, hanno avvertito che il tempo stringe per un'azione urgente e decisiva per prevenire i peggiori effetti del cambiamento climatico. Durante la prima settimana del vertice, che durerà fino al 21 novembre, Radio3 Mondo racconterà ogni giorno una storia sul tema. Ne parliamo con Umberto Tecchiati, professore associato di Preistoria e di Ecologia preistorica al Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell'Università degli di Milano e autore di "Ecologia preistorica" (UTET 2025). Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 09/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 09 Nov 2025 06:54:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali stranieri letti e commentati da Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 08 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Russia e Ucraina, se cade Pokrovsk | Incontro tra Orbán e Trump]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Nov 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'Ucraina potrebbe trovarsi ad affrontare la sua più grande perdita da mesi, se la città chiave di Pokrovsk, nell'est del Paese, cadesse nelle mani delle forze russe. La battaglia per questo punto strategico su una grande arteria stradale e ferroviaria nella regione di Donetsk va avanti da oltre un anno. Se Vladimir Putin riuscisse a conquistare la vittoria in questa zona, a tre anni e dieci mesi dall'inizio della guerra su vasta scala, sarebbe un passo più vicino al suo obiettivo di controllare l'intera zona industriale orientale dell'Ucraina, il Donbas, costituito dalle regioni limitrofe di Donetsk e Luhansk: ne parliamo con Alberto Zanconato, corrispondente ANSA a Mosca e con Davide De Luca, giornalista basato a Kyiv, collabora con Domani ed è autore del podcast Guerra, realizzato con Internazionale. | Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è alla guida di una delegazione di 180 persone in visita al presidente Donald Trump a Washington, in un incontro che metterà sotto i riflettori la loro amicizia, ma porterà in primo piano anche le tensioni in corso tra i due. Uno dei temi principali della visita sarà l'attuale guerra della Russia in Ucraina. Orbán avrebbe dovuto ospitare a Budapest un vertice tra il presidente Trump e il leader russo Vladimir Putin, prima che questo venisse annullato dagli americani sulla base dell'ipotesi che la Russia non fosse pronta a seri colloqui di pace. Gli Stati Uniti hanno invece emesso le più severe sanzioni energetiche contro le compagnie energetiche russe dall'inizio della guerra contro l'Ucraina: ne parliamo con Peter Magyar, referente ANSA a Budapest. | Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 07 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Sudan, la caduta di El-Fasher e l'appello di Guterres]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 10:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dopo oltre 500 giorni di assedio, El-Fasher, capitale del Darfur settentrionale nel Sudan occidentale, è caduta nelle mani delle Forze di supporto rapido (RSF), che hanno cacciato le Forze armate sudanesi (SAF). Il blocco durato 18 mesi aveva già portato carestia e devastazione nella città, segnata da bombardamenti indiscriminati e attacchi con droni da entrambe le parti. Nel Darfur, i civili hanno sofferto la fame, uccisioni mirate, violenze sessuali e assalti ai campi profughi. La conquista della città da parte delle RSF ha ora inaugurato una nuova fase di terrore: perquisizioni casa per casa, detenzioni arbitrarie ed esecuzioni sommarie, con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) che stima che almeno 62 000 persone siano fuggite dalla zona di El-Fasher tra il 26 e il 29 ottobre. Il 30 ottobre 2025, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) ha tenuto una sessione straordinaria per condannare le atrocità commesse dopo l'ingresso dell'RSF nella città, tra cui l'uccisione di quasi 500 persone presso l'ospedale maternità saudita, l'unica struttura sanitaria parzialmente funzionante sopravvissuta ai ripetuti bombardamenti. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto la fine immediata delle violenze in Sudan e ha lanciato un appello alle parti in conflitto per tornare al tavolo dei negoziati: ne parliamo con Antonella Napoli, direttrice di Focus on Africa, ha scritto "Volti e colori del Darfour" (Ed. Gorée), "Il mio nome è Meriam" (ed. Piemme) e il libro inchiesta "Le verità nascoste del delitto Attanasio" (ed. All Around, 2023) e con Matteo D'Alonzo, direttore programma di EMERGENCY in Sudan, da Khartoum. | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci raccontano il mondo dei media "in esilio" che raccontano il Sudan: sono oltre 400 i giornalisti che raccontano dall'esilio in radio e in tv la crisi del Darfur. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 06 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Zohran Mamdani conquista New York]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 10:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Quella di Zohran Mamdani è stata definita una vittoria storica, il nuovo sindaco di New York è un 34enne nato in Uganda da genitori indiani, membro dei socialisti democratici. Sarà il primo sindaco musulmano di New York City e il più giovane da oltre un secolo. Cavalcando una campagna trionfale basata su idee progressiste e un'attenzione costante all'accessibilità economica, Mamdani ha facilmente liquidato l'ex governatore Andrew M. Cuomo, con quasi 10 punti in più. Una vittoria risultato anche dall'affluenza record, la più alta dal 1969. I successi democratici oggi non si fermano a New York City. La democratica Mikie Sherrill ha vinto le elezioni per il governatore del New Jersey e Abigail Spanberger, sempre democratica, quelle per lo stesso ruolo in Virginia, diventando la prima donna a ricoprire il ruolo nella storia dello Stato. Ne parliamo con Nancy Fina, Chair of Democrats Abroad per il Nord Italia e con Mattia Diletti, docente di Scienza Politica all'Università La Sapienza, esperto di politica USA e autore di "Divisi. Politica, società e conflitti nell'America del XXI secolo" (ed. Treccani, 2024). Ai microfoni, Marina Lalovic.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[C’era una volta Rabin]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 10:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'assassinio di Yitzhak Rabin, scrisse all'epoca il defunto giornalista e commentatore Prof. Moshe Negbi, fu un "omicidio perfetto e redditizio". A distanza di trent'anni, scrive il quotidiano israeliano Haaretz, "possiamo dire che l'omicidio fu perfetto perché il crimine fu commesso con la collaborazione dei rabbini che gli concessero l'imprimatur halakhico e non pagarono mai il prezzo per averlo fatto". "Senza una sentenza halakhica o una designazione din rodef [legge dell'inseguitore] imposta a Rabin da alcuni rabbini di mia conoscenza, sarebbe stato difficile commettere l'omicidio", ha dichiarato l'assassino, Yigal Amir, durante l'interrogatorio. Din rodef implica che è halakhicamente lecito uccidere qualcuno ("l'inseguitore") che sta minacciando la vita di un'altra persona. L'assassinio è stato proficuo perché Amir è riuscito a creare la realtà politica che cercava. Il governo di Israele oggi è più vicino alla visione di Amir che a quella di Rabin: ne parliamo con Bruno Ruffolo, che era a Tel Aviv la sera di 30 anni fa come giornalista freelance; con Lorenzo Kamel, professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all'Università di Torino e docente di Storia del Mediterraneo alla Luiss Guido Carli di Roma. Ultimo libro: "Israele-Palestina" (Einaudi 2025). Ascolteremo alcuni estratti dell'intervista di Marina Lalovic a Yossef Beilin, politico israeliano, membro del Knesset, ex -viceministro degli Esteri e ministro della Giustizia per il Partito Laburista Israeliano, nonché ex braccio destro di Rabin. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Novi Sad, un anno dopo. Scontri a Belgrado | Trump contro la Nigeria]]></title>
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            <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 10:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il 1° novembre 2024, una tettoia in cemento è crollata alla stazione ferroviaria di Novi Sad, la seconda città più grande della Serbia, uccidendo 16 persone. La tragedia ha scatenato la più lunga ondata di proteste che il Paese abbia visto in un decennio: una rivolta spontanea contro la corruzione, la negligenza e l'arroganza del potere. La calamità ha lasciato un segno profondo per due motivi. In primo luogo, ogni serbo ha un ricordo legato a quella stazione. Costruita nel 1964 e ricostruita negli ultimi anni per servire la nuova linea ad alta velocità tra Belgrado e il confine ungherese, la stazione di Novi Sad è stata a lungo un luogo di incontro per il nord del Paese, un luogo dove famiglie e amici si salutavano o si dicevano addio. In secondo luogo, le infrastrutture sono motivo di orgoglio e propaganda per il governo guidato dal presidente Aleksandar Vučić che, da oltre un decennio, misura il proprio successo in chilometri di asfalto e binari. Ogni campagna elettorale è stata caratterizzata da nuove promesse di strade, ponti e gallerie. La prossima Expo 2027 a Belgrado è la vetrina del governo. Intanto a Belgrado, ci sono stati scontri tra oppositori e lealisti del presidente Vučić: ne parliamo con Marina Lalovic, inviata di RaiNews 24 e voce di Radio3. |  Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato all'esercito di prepararsi all'azione in Nigeria per contrastare i gruppi militanti islamici, accusando il governo di non aver protetto i cristiani. Nelle ultime settimane, e mesi, in alcuni circoli di destra degli Stati Uniti sono circolate voci di un genocidio contro i cristiani della Nigeria. I gruppi che monitorano la violenza affermano che non ci sono prove che suggeriscano che i cristiani vengano uccisi più dei musulmani nel Paese, dove la percentuale di fedeli delle due religioni è più o meno equa: ne parliamo con padre Giulio Albanese, editorialista dell' Osservatore Romano e Avvenire. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 06:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 02/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 02 Nov 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/11/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 01 Nov 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Protesta per il Nobel a Machado | I nuovi pirati dei Caraibi | Gli 80 anni dell'ONU]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Oct 2025 10:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Consiglio Norvegese per la Pace ha deciso di non organizzare la tradizionale fiaccolata per il vincitore del Premio Nobel per la Pace di quest'anno. La decisione, secondo quanto si legge nel comunicato, segue un processo di consultazione durante il quale  "è emerso chiaramente che le nostre organizzazioni affiliate non ritengono che il vincitore del Premio per la Pace di quest'anno sia in linea con i valori del Consiglio Norvegese per la Pace o delle nostre organizzazioni affiliate." Il premio è andato a Maria Corina Machado, esponente dell'ala più estrema dell'opposizione venezuelana, nonché della destra nel Paese, sostenitrice di Donald Trump e favorevole all'intervento militare degli USA in Venezuela: ne parliamo con Giulia De Luca, voce di Radio3 Mondo e giornalista esperta di America Latina. | Trump sta rafforzando la presenza militare americana nei Caraibi, facendo saltare in aria presunte imbarcazioni utilizzate per il traffico di droga nell'ambito di una campagna anti-cartelli nella regione e minacciando un cambio di regime in Venezuela. Corpi carbonizzati vengono trasportati dalle onde sulle coste caraibiche. Il turismo, la pesca e altri settori dell'economia regionale potrebbero risentirne se questa campagna dovesse protrarsi: ne parliamo con Federico Larsen, giornalista, collabora con Limes e Il Manifesto, membro dell'istituto di relazioni internazionali dell'università di La Plata. | Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà oggi per esaminare una bozza di risoluzione cruciale sul Sahara Occidentale. A pochi giorni dal compimento degli 80 anni, l'ONU si trova in un momento difficile, tra successi, molti limiti e proposte di riforma: ne parliamo con Ettore Greco, vicepresidente vicario dello IAI e responsabile del programma di ricerca IAI ""Multilateralismo e governance globale". Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 31/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 31 Oct 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Elezioni olandesi: i liberali vicini alla vittoria  | La settimana asiatica di Trump]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il partito di centrista olandese D66 ottiene una grande vittoria alle elezioni, triplicando i propri seggi in parlamento, mentre il partito di estrema destra Freedom Party ha subito un forte calo nella propria rappresentanza rispetto alla vittoria record ottenuta nel 2023: ne parliamo con Maarten Lulof van Aalderen, corrispondente da Roma del quotidiano De Telegraaf. | Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in Asia per una settimana frenetica di incontri diplomatici, che include un attesissimo incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping. In cima all'agenda c'è il commercio, un settore in cui le tensioni tra le due maggiori economie mondiali si sono nuovamente intensificate. Trump è atterrato nella capitale malese, Kuala Lumpur, in vista del vertice dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) che si è tenuto domenica. Si è poi recato in Giappone e infine la Corea del Sud, dove secondo la Casa Bianca incontrerà Xi. Quali sono quindi i risultati che Trump e gli altri leader sperano di ottenere e quali sono le insidie? Ne parliamo con Matteo Dian, professore associato di Relazioni Internazionali dell'Asia Orientale all'Università di Bologna. | Il presidente Trump intanto ha ordinato giovedì alle forze armate statunitensi di riprendere immediatamente i test nucleari dopo una pausa di 33 anni, pochi minuti prima dell'inizio di un incontro con il presidente cinese Xi Jinping: ne parliamo con Federica Dall'Arche, ricercatrice senior del Vienna Centre for Disarmament and Non-Proliferation. Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 06:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Guerra nelle strade di Rio de Janeiro | Un socialista a New York]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Oct 2025 10:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Rio de Janeiro è stata teatro di violenti scontri armati durante un'operazione di polizia, contro uno dei due principali gruppi criminali della città, che ha provocato almeno 64 vittime. Secondo molti analisti, "la disastrosa mega-operazione delle forze di sicurezza pubblica", avviata con il pretesto di "combattere il narcotraffico", potrebbe essere stata una manovra elettorale del governatore pro-Bolsonaro di Rio de Janeiro, Cláudio Castro (PL). Ad attirare l'attenzione della stampa è stata infatti una dichiarazione di Castro contro il governo federale, guidato dal presidente Lula: ne parliamo con Claudileia Lemes Dias, scrittrice italo-brasiliana, collabora con Left. Autrice di "Fascismo tropicale: il Brasile tra estrema destra e Covid-19" (Dissensi Edizioni, 2020). | Le Interferenze di Andrea Borgnino ci porteranno attraverso i suoni e la storia delle stazioni radio pirata di New York. | A una settimana dalle elezioni per il sindaco di New York City, che si terranno il 4 novembre, la domanda principale sembra essere se Zohran Mamdani possa ancora perdere e gli indecisi diventano un bersaglio prezioso. Il candidato democratico, sconosciuto solo un anno fa, è per ora in testa alla corsa per governare la più grande città degli USA. I sondaggi gli attribuiscono circa il 45% dei voti, ponendolo davanti al suo principale rivale, Andrew Cuomo, candidato indipendente, con circa il 30%, e Curtis Sliwa, il repubblicano, con il 15% e il 20%. Durante l'ultimo comizio di Mamdani, domenica 26 ottobre, l'atmosfera era euforica: i sostenitori erano venuti per celebrare l'uomo del momento, l'autoproclamato "socialista" sul punto di conquistare la capitale finanziaria del mondo. Ci riuscirà? Ne parliamo con Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto da New York, autrice di "Manifesto Americano" (Paesi edizioni, edizioni, novembre 2024) e del podcast settimanale del Manifesto "Sindrome Americana". Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 29 Oct 2025 06:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Entrare a Gaza | Puigdemont abbandona Sánchez]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Oct 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele deciderà quali forze straniere ammettere nell'ambito della forza internazionale prevista a Gaza per contribuire a garantire il fragile cessate il fuoco, secondo il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Non è ancora chiaro se gli Stati arabi e altri paesi saranno disposti a inviare truppe, anche alla luce del rifiuto dei militanti palestinesi di Hamas di deporre le armi come previsto dal piano, mentre Israele ha espresso preoccupazioni circa la composizione della forza. Sebbene l'amministrazione Trump abbia escluso l'invio di soldati statunitensi nella Striscia di Gaza, ha avviato trattative con Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Qatar, Turchia e Azerbaigian affinché contribuiscano con i loro soldati alla formazione della missione. Israele continua a controllare tutti gli accessi alla Striscia e ai giornalisti è ancora vietato l'ingresso: ne parliamo con Lucia Goracci, inviata RAI, da poco rientrata da Israele. | La direzione di Junts per Catalunya si è riunita lunedì a Perpignan (nel sud della Francia) per discutere di un cambiamento nelle relazioni con il PSOE a due anni dalla firma dell'accordo di investitura di Pedro Sánchez come presidente del governo. L'esecutivo ha approvato "all'unanimità" la proposta avanzata dal leader del partito, Carles Puigdemont, che sostanzialmente prevede la rottura del patto di investitura a causa delle "inadempienze" rimproverate al PSOE. Quali le possibili conseguenze? Ne parliamo con Lorenzo Pasqualini, giornalista freelance residente a Madrid, collabora con diverse testate ed è autore del sito El Itagnol. Ai microfoni, Roberto Zichittella ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 28 Oct 2025 06:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Argentina, tango elettorale | Sudan, le RSF conquistano la città chiave di el-Fasher]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 10:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Javier Milei ha vinto domenica con il 40,8% dei voti le elezioni per il rinnovo del Congresso. È stato un trionfo inaspettato per la sua portata e presentato come epico dall'esponente dell'estrema destra. Dopo quattro mesi di terrore per la Casa Rosada, con l'economia dipendente da un salvataggio finanziario di Donald Trump, clamorosi casi di corruzione e persino candidati fuori gioco per legami con il narcotraffico, il governo temeva di avvicinarsi più al 30% che al 40%. Milei ha festeggiato anche una vittoria molto risicata nella provincia di Buenos Aires, dove solo due mesi fa, nelle elezioni per i legislatori provinciali, aveva perso contro il peronismo di oltre 14 punti. L'estrema destra ha vinto nettamente anche nella capitale e in grandi province come Córdoba, Mendoza, Entre Ríos e Santa Fe: ne parliamo con Elena Basso, giornalista freelance da Buenos Aires. Il suo ultimo lavoro il podcast d'inchiesta "Terra bruciata – il lato oscuro dell'Occidente". | Le Forze di supporto rapido (RSF) paramilitari sudanesi affermano di aver preso il controllo della città occidentale di el-Fasher, segnando una svolta nella guerra civile. Il gruppo ha dichiarato in una nota sui social media di aver strappato el-Fasher "dalla morsa dei mercenari e delle milizie alleate dell'esercito terrorista". La perdita rappresenterebbe un duro colpo per l'esercito sudanese, poiché el-Fasher è l'ultimo baluardo rimasto nella regione del Darfur, lasciando di fatto il controllo dell'area alle RSF: ne parliamo con Irene Panozzo, ex consigliere politico della UE sul Corno d'Africa e tra i soci di Lettera22. Ai microfoni, Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 06:46:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa settimanali internazionali 26/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 26 Oct 2025 06:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La rassegna dei settimanali internazionali letta e commentata da Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Stop all’annessione della Cisgiordania | Milei sotto pressione]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Trump afferma che "Israele non farà nulla con la Cisgiordania" mentre gli Stati Uniti sono furiosi per il voto sull'annessione. "Gli israeliani non possono trattarci come Joe Biden", dichiara un funzionario dell'amministrazione al ToI, il giorno dopo che la Knesset ha approvato una legge preliminare per annettere parti della Cisgiordania mentre Vance era in visita: ne parliamo con Davide Lerner, voce di radio 3, scrive per Domani e autore di "Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza" (edizioni Piemme, 2024) e con Daniel Bar-Tal, accademico, autore e professore israeliano di psicologia socio-politica presso il Dipartimento dell'Istruzione dell'Università di Tel Aviv. È anche a capo dell'Istituto Walter-Lebach per la coesistenza arabo-ebraica. Il suo ultimo libro: "La trappola dei conflitti intrattabili. Il caso israelo-palestinese" (Angeli, 2024). | A un anno dalla vittoria elettorale, Javier Milei affronta la prova delle urne di metà mandato dopo aver condotto una campagna aggressiva e basata su quel che resta dei suoi programmi. Gli investitori intanto scommettono su una nuova svalutazione del peso argentino. Il presidente, che aveva promesso di "dollarizzare" l'economia e abolire la banca centrale, non ha realizzato il suo piano radicale: le riserve in dollari sono ai minimi e la manovra richiederebbe riforme costituzionali. Con meno del 35% dei voti, la sua coalizione vedrebbe bloccate le riforme fiscali e del lavoro. Il leader, che si definisce nemico della casta e adotta toni spesso violenti contro oppositori e giornalisti, resta una figura polarizzante nel panorama politico argentino: ne parliamo con Giulia De Luca, voce di Radio3 Mondo, esperta di America Latina. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La deportazione degli afghani | Binari del potere]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Nuovo vertice europeo, nuova lettera a tema migrazione firmata Ursula von der Leyen. Da tre anni a questa parte, la presidente della Commissione europea, forte dell'asse conservatore saldato con le cancellerie dei Ventisette, alimenta un approccio securitario, condito con deportazioni cui fornire una patina legalistica onde evitare condanne da parte di corti dei diritti umani. L'ultima aggiunta in ordine cronologico ai lunghi elenchi è rappresentata dall'Afghanistan dei talebani, col quale si sta "lavorando per garantire il coordinamento a livello dell'Ue" al fine di spianare la strada alla deportazione dei rifugiati in fuga dal regime sanguinario tornato al potere nel 2021: ne parliamo con Beda Romano, corrispondente del Sole 24 Ore a Bruxelles e con Giuliano Battiston, giornalista esperto di Afghanistan e socio di Lettera22.  | Turchia, Siria e Giordania hanno in piano di riattivare la storica Ferrovia dell'Hegiaz, che un tempo portava pellegrini islamici e mercanti da Damasco a Medina, senza passare per l'Egitto, allora protettorato britannico. Parallelamente alla più celebre ferrovia Berlino–Baghdad, la linea dell'Hegiaz si inseriva nella strategia ottomana e tedesca di contrastare l'influenza britannica nel Medio Oriente e rafforzare i legami interni dell'impero. Nel dicembre 2024, il Ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloğlu, aveva già ipotizzato l'intenzione della Turchia di restaurare parti della storica ferrovia, contribuendo inoltre alla ricostruzione delle infrastrutture siriane dopo anni di conflitto. Ora l'ipotesi sembra diventare realtà. Un binario simbolico di rinascita e riconciliazione, dove la geopolitica torna a correre sulle vecchie rotaie dell'Impero ottomano: ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022). Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Xi rilancia il piano quinquennale | Tutte le mosse dell'esercito del Myanmar]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Alla vigilia di un vasto giro di epurazioni che ha colpito nove alti generali dell'esercito, Xi Jinping ha riunito a Pechino oltre duecento dirigenti del Partito comunista per il quarto Plenum del Comitato centrale, incaricato di definire il XV Piano quinquennale (2026-2030). Il nuovo piano, presentato come risposta strategica alle politiche economiche e commerciali di Donald Trump, arriva in un momento di rallentamento per la Cina, con il Pil in crescita del 4,8% nel terzo trimestre e consumi e mercato immobiliare in crisi. Le tensioni con Washington e la guerra dei dazi aggravano un contesto segnato da deflazione e disoccupazione urbana al 5,2%. Secondo Goldman Sachs, Pechino dovrà ricorrere a ulteriori stimoli mirati per sostenere occupazione e crescita, mentre la stretta interna sul fronte militare consolida il controllo di Xi alla vigilia delle nuove nomine nel partito: ne parliamo con Simone Pieranni, giornalista di Chora media, co-fondatore di China Files, autore di 2100. Come sarà l'Asia, come saremo noi (2025) e del podcast Altri Orienti. | L'esercito birmano ha fatto irruzione in un importante centro di truffe online vicino al confine con la Thailandia, il KK Park, arrestando più di 2.000 persone e sequestrando decine di terminali Internet satellitari Starlink, nell'ambito di un'operazione per reprimere le frodi online, il gioco d'azzardo illegale e la criminalità informatica transfrontaliera. Ma se da un lato l'esercito birmano, in seguito alle pressioni della Cina, sta portando avanti queste operazioni, dall'altro continua a reprimere il dissenso: pochi giorni fa, almeno 24 persone sono state uccise e 47 ferite mentre protestavano contro il governo militare del Myanmar dopo che un mezzo dell'esercito ha sganciato due bombe sulla folla: ne parliamo con Sara Perria, giornalista RAI esperta di Myanmar dove ha vissuto e su cui ha scritto per pubblicazioni internazionali come FT, Guardian, Nikkei asia e in Italia La Stampa. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 22/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La Lady di Ferro del Giappone | San Pietroburgo, arrestata Loginova, rockstar di strada]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Sanae Takaichi è diventata ufficialmente la prima donna primo ministro del Giappone, abbattendo una barriera secolare nella politica nazionale. Ne parliamo con Antonio Moscatello, giornalista di Aska News esperto di Asia, autore di "Breve storia de Giappone" Newton Compton 2023. | A San Pietroburgo la cantante di strada Diana Loginova, 18 anni, nota come Naoko, è stata arrestata il 15 ottobre insieme ad altri due membri del gruppo StopTime per aver eseguito brani di artisti dissidenti come Bulat Okudžava e Zemfira davanti a folle crescenti di ragazzi, i cui video circolavano su Instagram e Telegram. I musicisti, riconosciuti come "agenti stranieri", sono stati accusati di organizzazione di raduno e violazione dell'ordine pubblico, dopo una denuncia di un collega rapper e di un deputato di Russia Unita. Naoko, studentessa del conservatorio Rimskij-Korsakov, e il suo gruppo si esibivano per tradizione in strada, raccogliendo offerte, ma ora i loro account social sono stati ripuliti o resi privati. La vicenda evidenzia la crescente stretta sulle esibizioni pubbliche di musica dissidente nella città, dove la polizia interviene anche contro giovani artisti di strada. Ne parliamo con Marta Allevato, redattrice esteri dell'AGI, autrice di "La Russia Moralizzatrice" (edizioni PM 2024). Ai microfoni Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 21 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La Colombia nelle mire di Trump | La Bolivia a destra | Perù, la piazza brucia. Jeri non si dimette]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Colombia sta per essere colpita dai dazi degli Stati Uniti. Lo ha detto domenica il senatore repubblicano Lindsey Graham, un grande amico di Donald Trump, dopo aver parlato con il presidente, che ha confermato che lunedì farà l'annuncio, spiegando quanto costeranno le importazioni. Il Paese andino è particolarmente vulnerabile a questa decisione, dato che è uno dei pochi in America Latina a mantenere gli Stati Uniti come principale partner commerciale: ne parliamo con Giacomo Finzi, PhD in Relazioni Internazionali all'Université Catholique de Louvain e Universidad Nacional de Colombia. | In Bolivia intanto c'è un cambio di rotta politico: il senatore di centrodestra Rodrigo Paz Pereira, 58 anni, ha vinto domenica il ballottaggio presidenziale e sarà il prossimo presidente del paese. Nel Paese accanto,  Il nuovo presidente del Perù, Jose Jeri, rifiuta di dimettersi nonostante le proteste giovanili che hanno causato la morte del rapper Eduardo Ruiz, 32 anni, colpito durante una manifestazione a Lima. Il governo ha annunciato lo stato di emergenza nella capitale, mentre la procura indaga sull'uccisione, attribuita a un poliziotto ora arrestato e destituito. Le proteste, iniziate un mese fa per chiedere migliori pensioni e salari ai giovani, si sono trasformate in un movimento contro corruzione e criminalità, culminato con la destituzione dell'ex presidente Dina Boluarte. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza chiedendo le dimissioni di Jeri, settimo presidente in meno di dieci anni. Jeri ha dichiarato che il suo compito è "mantenere la stabilità del Paese" e che chiederà poteri speciali per "combattere la criminalità": ne parliamo con Mario Magarò, giornalista freelance a Barcellona che si muove tra Spagna e Perù. Ai microfoni, Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 05:43:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Costanza Spocci. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 19 Oct 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 18 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Summit Trump-Putin a Budapest | Cina, nuova stretta sulle chiese sotterranee]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Oct 2025 09:57:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Zelensky sarà venerdì alla Casa Bianca per chiedere a Trump l'invio di missili Tomahawk all'Ucraina. L'incontro segue una telefonata "molto produttiva" tra Trump e Putin, che hanno concordato un vertice a Budapest per discutere la fine della guerra. Orbán ha salutato l'annuncio come "una grande notizia per la pace". Zelensky, al suo terzo viaggio a Washington dall'inizio dell'anno, ha detto che Mosca "si affretta a riaprire il dialogo appena sente parlare dei Tomahawk".  Ne parliamo con Orietta Moscatelli, caporedattore esteri Aska News e analista Limes per la Russia, autrice del libro "Putin e putinismo in guerra" (Salerno editrice, 2022), Mattia Bagnoli, corrispondente ANSA da Bruxelles. | In Cina, 30 cristiani sono stati arrestati nel fine settimana, in quello che attivisti definiscono il più grande giro di vite degli ultimi decenni. Tra i fermati c'è il pastore Jin Mingri, fondatore della rete di chiese non ufficiali Zion Church. Sua figlia, Grace Jin Drexel, dagli Stati Uniti ha raccontato alla BBC di aver perso i contatti con il padre poche ore dopo che lui le aveva scritto di pregare per un altro pastore scomparso a Shenzhen. Gli arresti fanno temere un'ondata più ampia di repressione contro le "chiese domestiche", non registrate presso lo Stato. Nuove leggi e pressioni crescenti sembrano mirare a ridurre l'attività religiosa indipendente. La Cina, pur governata dal Partito comunista, conta decine di milioni di cristiani. Molti di loro frequentano chiese clandestine, soggette a demolizioni, rimozioni di croci e censura dei contenuti religiosi online. Ne parliamo con Alessandra Cappelletti, professoressa associata presso il Dipartimento di Relazioni Internazionali della Xi'an Jiaotong-Liverpool University di Suzhou.Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 17 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[L’operazione della CIA in Venezuela | Ucraina, droni sulle raffinerie russe]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Oct 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Trump conferma di aver autorizzato la CIA a condurre operazioni segrete in Venezuela, intensificando la pressione di Washington sul governo di Nicolás Maduro. La decisione arriva dopo una serie di attacchi contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti al largo delle coste venezuelane. Il presidente ha evitato di chiarire se l'obiettivo sia la destituzione di Maduro. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente di Storia Internazionale e storia della politica estera statunitense all'Institut d'études politiques - Sciences Po a Parigi e autore di Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump (Il Mulino, 2025), e con Roberto Da Rin, giornalista del Sole24ore esperto di America Latina. | In Ucraina, unità speciali lanciano droni esplosivi a lungo raggio contro raffinerie russe, colpendo l'economia del petrolio dove le sanzioni occidentali non bastano. Le missioni notturne hanno danneggiato impianti fino a 1.300 km di distanza, provocando interruzioni nella distribuzione di carburante in Russia. Pur senza decidere l'esito della guerra, gli attacchi aumentano la pressione economica e politica su Putin, mentre Kyiv cerca di sviluppare droni propri e reggimenti dedicati. Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, intanto, ha annunciato che le forniture europee di armi porteranno nuova "potenza di fuoco" per l'Ucraina, con possibile invio di missili Tomahawk, una decisione finale che spetterà al presidente Trump. Il presidente ucraino Zelensky ha confermato un incontro a Washington proprio con Trump per discutere anche delle capacità a lungo raggio dell'Ucraina. Ne parliamo con Alessandro Marrone, Responsabile del Programma "Difesa" e responsabile di ricerca nel Programma "Sicurezza" dello IAI. Anna Maria Giordano ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 16 Oct 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[In Francia, un presidente traballa e un altro va in prigione | La nuova Nakba in Cisgiordania]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il premier Sébastien Lecornu ha annunciato la sospensione della riforma delle pensioni del 2023 per ottenere l'appoggio dei socialisti e scongiurare una nuova mozione di sfiducia. Intanto, la Francia è scossa dalla notizia che Nicolas Sarkozy entrerà in carcere il 21 ottobre per il caso del finanziamento libico. Ne parliamo con Jean-Pierre Darnis, professore Ordinario Università della Costa Azzurra e docente di storia contemporanea alla LUISS di Roma, e sentiamo la voce di Manon Aubry, Europarlamentare del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo e membro del Front Populaire in Francia , una testimonianza raccolta da Costanza Spocci. | Nel villaggio di Khallet al-Daba, in Cisgiordania occupata, le forze israeliane hanno effettuato almeno quattro demolizioni nel 2025, distruggendo case, pozzi e infrastrutture. Gli abitanti, rimasti senza elettricità né acqua, vivono ora in grotte e tende. Per loro, questa ondata di distruzioni rappresenta una "nuova Nakba", eco dell'esodo forzato della popolazione palestinese del 1948. Ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme. Ai microfoni Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 05:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Gaza, fase 2 | Il futuro di Hamas | Al Sisi al posto di Blair]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Oct 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La "fase 2" del cosiddetto Trump Peace Agreement è stata annunciata come parte di una nuova era di stabilità e prosperità per il Medio Oriente, ma resta priva di dettagli concreti. Trump ha celebrato la fine della guerra e il cessate il fuoco, evitando però di affrontare la ricostruzione di Gaza e il futuro dei palestinesi. Il documento diffuso al vertice in Egitto non prevede impegni operativi specifici. Ne parliamo con Federico Petroni, redattore Limes e coordinatore della scuola di Limes. | Il piano di Trump punta alla smilitarizzazione di Gaza e stabilisce che Hamas e altri gruppi armati non avranno alcun ruolo nel suo futuro governo, aprendo una fase incerta per i movimenti palestinesi, in primis dello stesso Hamas. Ne parliamo con Paola Caridi, saggista e giornalista, fondatrice e presidente di Lettera22, autrice di "Hamas Dalla resistenza al regime" (Feltrinelli, 2023); "Sudari. Elegia per Gaza" (collana Idee Feltrinelli, 2025); "Il gelso di Gerusalemme. L'altra storia raccontata dagli alberi" (Feltrinelli, 2024). |  Spunta l'ipotesi di Abdel Fattah al-Sisi come supervisore al posto di Tony Blair, inserito nella lista dei papabili dalla Casa Bianca come riconoscimento del suo ruolo nella crisi. La candidatura suscita timori: ha peso regionale e capacità di intervento, ma le sue controversie politiche potrebbero complicare l'accettazione e la fiducia necessarie per la fase 2. Ne parliamo con  Laura Cappon, giornalista esperta di Egitto e inviata di programmi di approfondimento della RAI. Ai microfoni Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Oct 2025 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Pax Trumpiana]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Donald Trump è arrivato in Israele, dove parlerà al parlamento prima di partecipare in Egitto a un vertice con circa 20 leader mondiali. Durante il volo, ha dichiarato che "la guerra è finita" a Gaza e che la regione "tornerà alla normalità", anche se mentre i primi ostaggi israeliani vengono liberati - in attesa che lo siano anche i prigionieri palestinesi coinvolti nello scambio - in molti sottolineano la fragilità della  pax trumpiana, facendo presente che le prossime fasi dell'accordo tra Israele e Hamas devono ancora essere negoziate. Ne parliamo con Federico Romero, professore di Storia degli Stati Uniti d'America presso l'Università di Firenze, autore di Storia globale dell'età contemporanea. Dal dominio occidentale all'insicurezza multipolare (Carocci, 2025). | Due tribunali federali, a Portland e Chicago, stanno valutando la legittimità del dispiegamento della Guardia Nazionale voluto da Donald Trump nelle città a guida democratica, in aperto contrasto con i governi locali. A Chicago una giudice ha sospeso parzialmente l'operazione, definendo "inaffidabili" le valutazioni dell'amministrazione, mentre a Portland la decisione è attesa nei prossimi giorni. La Casa Bianca difende la misura come esercizio legittimo dei poteri presidenziali. Intanto la procuratrice generale di New York, Letitia James - che aveva guidato una causa civile contro Trump - è stata incriminata per frode bancaria in Virginia, dopo pressioni del presidente. James respinge le accuse, denunciando una "ritorsione politica". L'inchiesta è stata supervisionata da Pam Bondi, alleata di Trump e sotto inchiesta al Senato per la gestione dei "file Epstein". Ne parliamo con Marina Catucci, corrispondente de Il Manifesto da New York, autrice di "Manifesto Americano" (Paesi edizioni, novembre 2024) e del podcast settimanale del Manifesto "Sindrome Americana", e con Francesco Neri giornalista che da molti anni collabora con Rai Radio3, in collegamento da New York.   Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 12 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 11 Oct 2025 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[SPECIALE NOBEL E FESTIVAL DI INTERNAZIONALE DI FERRARA]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Oct 2025 10:09:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[In attesa dell'assegnazione del Nobel per la Pace, Radio3 Mondo fa un giro della terra tra Cina, Libano, Slovenia e Haiti con gli ospiti incontrati al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara durante il festival di Internazionale. Venerdì 10 ottobre alle 11 Anna Maria Giordano ne parlerà con Tania Branigan, giornalista britannica, Dominique Eddé, scrittrice libanese, Luka Lisjak Gabrijelčič, Eurozine, Paésie Philippe, missionaria francese ad Haiti.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 10 Oct 2025 05:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Amman apre a Gaza | Ferite invisibili]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Giordania ha accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco a Gaza, auspicandone la piena attuazione per porre fine alla guerra, ritirare le forze israeliane, avviare lo scambio di prigionieri e garantire gli aiuti umanitari. Il paese sta inoltre curando decine di bambini evacuati da Gaza, molti con gravi ferite di guerra, malnutrizione e tumori, in un più ampio sforzo umanitario. La crisi sanitaria infantile a Gaza ha raggiunto livelli di carestia a causa della guerra, della fame e degli sfollamenti. Ne parliamo con  Widad Tamimi, scrittrice, presta servizio nei campi di accoglienza ai profughi nell'ambito del programma "Restoring Family Link" della Croce Rossa Slovena, e con con Francesca Maria Lorenzini, giornalista freelance in collegamento da Amman. | In occasione della giornata mondiale della salute mentale, l'OMS fa sapere che una persona su cinque che vive in aree colpite da conflitti soffre di disturbi mentali come depressione, ansia o PTSD, in percentuali molto superiori alla media globale. I recenti tagli ai fondi USAID hanno aggravato ulteriormente la situazione. In Sud Sudan, il Paese più giovane del mondo, ventidue anni di guerra e due conflitti civili hanno lasciato segni indelebili: il quarto tasso di suicidi più alto d'Africa e un quinto della popolazione afflitto o a rischio di disturbi psichici. Una ferita collettiva che continua a sanguinare, anche in pace apparente.Ne parliamo con Kostas Moschochoritis, Direttore Generale di INTERSOS, e con Annalaura Anselmi, direttrice Comunicazione e Raccolta fondi di Amref Italia. In conduzione Laura Silvia Battaglia. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[La crisi della V Repubblica francese | Tbilisi, cinque oppositori accusati di golpe]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Oct 2025 09:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Francia è paralizzata da una crisi politica senza precedenti. Dopo aver formato il governo, Sébastien Lecornu si è dimesso appena quattordici ore più tardi, lasciando Emmanuel Macron in un vuoto di potere. Il presidente gli ha concesso quarantotto ore per tentare "ultime consultazioni", mentre i francesi, secondo i sondaggi, lo indicano come principale responsabile del caos. Dalla dissoluzione fallita del 2024, l'esecutivo e il Parlamento si fronteggiano in un gioco distruttivo di calcoli e veti. I "funamboli" della politica - da Macron a Retailleau e Bayrou - oscillano tra tattiche personali e ambizioni frustrate, mentre il paese sprofonda in una instabilità politica ed economica che sembra sempre più irreversibile. Ne parliamo con Anna Bonalume, giornalista e dottoressa in filosofia dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. | Interferenze con Andrea Borgnino: la storia dei segnali di Radio Corsica Internazionale dall'isola d'Elba. | Dopo le proteste di sabato e gli scontri con la polizia a Tbilisi, la procura georgiana ha accusato cinque leader dell'opposizione di tentato rovesciamento del governo. Tra loro anche il celebre tenore e attivista Paata Burchuladze. Il premier Kobakhidze parla di "tentato golpe" e promette nuove ondate di arresti. Ne parliamo con Luna De Bartolo, giornalista di base a Tbilisi, scrive su Repubblica di Caucaso e Asia centrale. Ai microfoni Laura Silvia Battaglia.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 08 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Due anni dal 7 ottobre]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 09:40:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A due anni dagli attacchi del 7 ottobre 2023, in cui Hamas uccise circa 1.200 persone israeliane e ne prese 251 in ostaggio, Israele e diversi Paesi nel mondo si preparano a commemorare l'anniversario. Intanto, Dopo due anni, le operazioni militari a Gaza proseguono senza tregua. La campagna militare israeliana nella Striscia ha causato finora almeno 67.139 morti, secondo il ministero della sanità locale controllato da Hamas. Oltre il 90% delle abitazioni nella Striscia risulta danneggiato o distrutto e gran parte della popolazione è stata più volte sfollata. L'accesso a Gaza resta vietato ai giornalisti internazionali, rendendo difficile la verifica indipendente delle informazioni. Gli Stati Uniti hanno presentato un piano di pace in 20 punti che prevede la fine immediata dei combattimenti e lo scambio di ostaggi e detenuti e il 6 ottobre a Sharm el-Sheikh si sono tenuti nuovi incontri tra mediatori egiziani, israeliani e rappresentanti di Hamas per discutere un possibile cessate il fuoco. Ne parliamo con Ugo Tramballi, editorialista del Sole e consigliere scientifico di ISPI, e con Lorenzo Kamel, professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali all'Università di Torino e docente di Storia del Mediterraneo alla Luiss Guido Carli di Roma. Ultimo libro: "Israele-Palestina" (Einaudi 2025), e con Arturo Marzano, professore associato di Storia e istituzioni dell'Asia all'Università di Pisa. Si occupa di storia del sionismo, dello Stato di Israele, del conflitto israelo-palestinese e dei rapporti tra Europa e Medio Oriente. Autore di Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti (Il Mulino, 2025).    Con Laura Silvia Battaglia ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Siria al voto | Il Marocco brucia con la sua Generazione Z]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[In Siria sono iniziate domenica le prime elezioni parlamentari dopo la caduta di Bashar al-Assad, deposto a dicembre. ll nuovo Parlamento avrà 210 seggi, due terzi eletti su base distrettuale e un terzo nominato dal presidente ad interim Ahmad al-Sharaa. Non è previsto un voto popolare: milioni di sfollati e la mancanza di documenti rendono impossibile un registro elettorale affidabile. Con le elezioni sospese a Sweida e nel nord-est, e tutti i candidati in corsa come indipendenti, il processo resta segnato da esclusioni e scarsa trasparenza. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, giornalista ANSA, analista sul Medio Oriente e autore di "Negoziazione e potere in Medio Oriente. Alle radici dei conflitti in Siria e dintorni" (Mondadori Università, 2022). | Nel fine settimana, nuove manifestazioni hanno attraversato diverse città del Paese su iniziativa del collettivo GenZ 212, che chiede servizi pubblici di salute ed educazione più equi e accessibili. Ne parliamo con Olga Piscitelli, Corrispondente Ansa dal Marocco. Ai microfoni Laura Silvia Battaglia.]]></description>
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            <title><![CDATA[ Rassegna stampa internazionale 06/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 04 Oct 2025 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Davide Lerner. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Radio3 Mondo del 03/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Oct 2025 10:08:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Con Anna Maria Giordano]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 03/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 03 Oct 2025 05:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 02/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Copenaghen blindata: droni e missili al centro del vertice | Bunker per tutti, bunker per pochi]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 09:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Oggi i leader europei si incontrano a Copenaghen, in una città blindata dopo i recenti incidenti con droni, per discutere di difesa e Ucraina. Sul tavolo l'uso dei 140 miliardi di asset russi congelati, misura controversa e osteggiata dalla Bce. L'agenda prevede un muro anti-drone e uno scudo missilistico europeo, ma Berlino avverte: serviranno almeno quattro anni. Antonio Costa spinge per un ruolo più centrale dei ministri della Difesa e di Bruxelles nella sicurezza comune. Ne parliamo con Alessandro Marrone, Responsabile del Programma "Difesa" e responsabile di ricerca nel Programma "Sicurezza" dello IAI. | La Germania prepara un piano urgente per ampliare e rinnovare i vecchi rifugi della Guerra fredda, temendo un possibile attacco russo: oggi solo 580 bunker sono operativi e servono meno dell'1% della popolazione. Parallelamente, negli Stati Uniti cresce il mercato dei bunker di lusso: vere e proprie "fortezze a cinque stelle" con piscine, ristoranti e suite mediche, riservate ai super-ricchi disposti a pagare fino a 20 milioni di dollari. Due facce opposte della stessa corsa al riparo, tra difesa collettiva e sopravvivenza esclusiva. Ne parliamo con Tommaso Perrone, supervisiona l'area digitale di Wired Italia e coordina le sezioni Diritti ed Economia. Esperto di questioni relative alla crisi climatica, con particolare riferimento alle soluzioni. Segue da anni le conferenze sul clima ha creato la newsletter "il Climatariano". | In un mondo sempre più distante dal dialogo e dilaniato da guerre e nuove povertà, nel 2025 i Dialoghi di Trani scelgono di puntare su una nuova parola chiave che fa pensare, disperare e sperare: Umanità. Con Dacia Maraini, scrittrice e saggista, parliamo dei modi per "Ritrovare il filo che unisce Umanità e Europa". Ai microfoni Anna Maria Giordano.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 01/10/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il piano di pace di Trump per Gaza | La GenZ212 scende in piazza in Marocco]]></title>
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            <pubDate>Tue, 30 Sep 2025 09:39:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il piano di pace di Trump per Gaza, accolto positivamente da diversi paesi arabi e occidentali, prevede un cessate il fuoco immediato, il rilascio degli ostaggi israeliani entro 72 ore e la liberazione di migliaia di prigionieri palestinesi. Gaza verrebbe demilitarizzata e gestita da un comitato tecnico palestinese sotto supervisione internazionale, con aiuti massicci per la ricostruzione e una forza di stabilizzazione a guida USA e partner regionali. Restano però contraddizioni: Israele non dovrebbe occupare né annettere Gaza, ma manterrebbe a tempo indeterminato un "perimetro di sicurezza" interno. Ne parliamo con Paola Caridi, saggista e giornalista, fondatrice e presidente di Lettera22, autrice di "Hamas Dalla resistenza al regime" (Feltrinelli, 2023). "Sudari. Elegia per Gaza" (collana Idee Feltrinelli, 2025), e con Alessia De Luca, giornalista e responsabile ISPI per le relazioni transatlantiche. | In Marocco migliaia di giovani del movimento "GenZ 212" hanno manifestato in almeno undici città, da Rabat a Casablanca e Marrakesh, nelle proteste più imponenti degli ultimi anni. Chiedono riforme urgenti in sanità ed educazione, posti di lavoro e la fine della corruzione, denunciando le spese per i Mondiali a scapito dei servizi pubblici, anche dopo la morte di otto donne incinte in un ospedale di Agadir. La polizia ha arrestato quasi 200 persone e le associazioni per i diritti umani hanno denunciato violenze sistematiche, mentre i partiti di opposizione sollecitano il governo ad avviare un dialogo per non alimentare ulteriormente la crisi sociale. Ne parliamo con Karima Moual, giornalista e scrittrice. Ai microfoni Anna Maria Giordano.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 30/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 30 Sep 2025 05:41:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Moldova contesa | Un voto per Tbilisi]]></title>
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            <pubDate>Mon, 29 Sep 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Partito d'Azione e Solidarietà, filo-europeo, ha vinto le elezioni parlamentari in Moldavia con oltre metà dei voti, mentre il Blocco Patriottico filorusso si ferma al 24%. L'ex presidente Igor Dodon denuncia brogli e chiama alla protesta, accusando l'Occidente di ingerenze. La presidente Maia Sandu ribadisce invece le accuse a Mosca per tentativi di manipolare il voto. Ne parliamo con Francesco Brusa, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, e con Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice presso il Centro Russia, Caucaso e Asia Centrale dell'ISPI. | Alle municipali del 4 ottobre in Georgia si vota in 64 città, Tbilisi inclusa, ma il voto è segnato dal boicottaggio di gran parte dell'opposizione e dall'assenza di osservatori credibili. Dodici partiti sono in corsa, molto meno rispetto ai 43 del 2021, con il sindaco uscente Kakha Kaladze che punta al terzo mandato. Intanto l'opposizione chiama a una "rivoluzione pacifica": migliaia scenderanno in piazza, ma resta incerto se l'ondata riuscirà a trasformarsi in mobilitazione di massa. Ne parliamo con Luna De Bartolo, giornalista di base a Tbilisi, scrive su Repubblica di Caucaso e Asia centrale.  Con Anna Maria Giordano ai microfoni. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 29/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 29 Sep 2025 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 28/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 28 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 27/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 27 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Le purghe di Trump | Ladakh in fiamme]]></title>
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            <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:52:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'ex direttore dell'FBI James Comey è stato incriminato dal Dipartimento di Giustizia con accuse di false dichiarazioni e ostruzione a un'indagine del Congresso, rischiando fino a cinque anni di carcere. L'iniziativa segna un'escalation nella campagna di Donald Trump contro i suoi critici, in un conflitto che risale al 2016. Comey si è dichiarato innocente e ha affermato di avere fiducia nel sistema giudiziario federale. Ne parliamo con Martino Mazzonis, giornalista americanista. | In Ladakh, regione himalayana al confine con la Cina, una protesta pacifica per lo stato federale e le tutele costituzionali si è trasformata mercoledì nella giornata più sanguinosa della sua storia recente. Quattro giovani manifestanti sono stati uccisi e decine feriti negli scontri con la polizia a Leh, dopo che gruppi di studenti hanno incendiato la sede locale del partito di Narendra Modi. Da sei anni gli abitanti chiedono elezioni locali e inserimento nel Sesto Programma costituzionale, che garantisce autonomia alle comunità indigene. La frustrazione è esplosa dopo due settimane di sciopero della fame e il rinvio dei colloqui da parte del governo. Le autorità accusano l'educatore Sonam Wangchuk di aver incitato i giovani evocando rivolte "stile Primavera araba". Con il 26,5% di disoccupazione tra i laureati, la generazione Z ladakhi denuncia di essere senza futuro né rappresentanza politica. Ne parliamo con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 26/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[«L'Ucraina può riprendersi i confini» | Lungo la nuova cortina di ferro]]></title>
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            <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[All'ONU il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'Ucraina potrebbe riconquistare tutto il territorio perso dalla Russia dal 2014, aggiungendo anche che i Paesi della NATO dovrebbero abbattere aerei russi che entrano nei loro spazi aerei. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al suo precedente approccio, che prevedeva concessioni territoriali da parte di Kiev a Mosca. Su Truth Social, il presidente statunitense ha poi scritto che con il sostegno dell'UE e della NATO, l'Ucraina può vincere e ripristinare i suoi confini originali. Ha definito la Russia una "tigre di carta" in difficoltà economica, con grandi problemi nel rifornimento di carburante. Il presidente ucraino Zelensky ha definito le dichiarazioni di Trump un "grande cambiamento" e un "gamechanger". Ne parliamo con Davide De Luca, giornalista basato a Kyiv, collabora con Domani. | Lungo la nuova cortina di ferro, dall'Estonia alla Polonia, gli Stati al confine con Mosca rafforzano trincee e bunker, ma restano vulnerabili a droni e guerra elettronica. Dai Baltici al Mar Nero, il conflitto in Ucraina si riversa sui Paesi vicini, mettendo alla prova le difese della NATO. L'incursione di droni russi in Polonia ha riacceso l'allarme, spingendo i ministri della Difesa europei a valutare la creazione di una "muro di droni". Ne parliamo con Giammarco Sicuro, inviato del Tg3.   Ai microfoni Luigi Spinola. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 25/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 05:29:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Trump e i leader arabi all'ONU |  Liberazione dell'attivista Alaa Abdel Fattah]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Sep 2025 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Durante il discorso all'Assemblea Generale dell'ONU, Trump ha esortato a fermare immediatamente la guerra a Gaza e ha chiesto il ritorno dei 20 ostaggi ancora vivi. Sul margine della UNGA ha incontrato leader arabi e musulmani, tra cui Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Indonesia, per discutere la crisi. Ha criticato il riconoscimento della Palestina da parte di alcuni Paesi occidentali, definendolo un "premio" per Hamas, pur sostenendo di cercare un cessate il fuoco.Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di radio3, giornalista esperta di Yemen e Medio Oriente, in collegamento da Amman, e con Costanza Spocci, voce di Radio3 e co-autrice del libro Generazione Cairo (Fondazione Feltrinelli, 2025) e del podcast Cairo Necropolitik (IrpiMedia, Feltrinelli).| Intanto l'attivista anglo-egiziano Alaa Abd el-Fattah è stato liberato dopo sei anni di carcere per un post su Facebook. La grazia, frutto delle pressioni britanniche, è stata accolta con gioia dalla famiglia e salutata come un passo simbolico sui diritti umani. Ne parliamo con Costanza Spocci, voce di Radio3 e co-autrice del libro Generazione Cairo (Fondazione Feltrinelli, 2025) e del podcast Cairo Necropolitik (IrpiMedia, Feltrinelli), e con la voce di Ahdaf Soueif, scrittrice egiziana e commentatrice politica e culturale, zia di Alaa Abdel Fattah.   Ai microfoni Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 24/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 24 Sep 2025 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[ Palestina riconosciuta, Israele sotto assedio diplomatico | Filippine, rivolta nell'acqua]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Francia ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina, con Macron che all'ONU ha invocato la pace e denunciato la guerra a Gaza. Parigi propone una missione internazionale di stabilizzazione per sostituire l'IDF a Gaza, disarmare Hamas e trasferire gradualmente la sicurezza all'Autorità Palestinese. Anche Regno Unito, Canada, Australia, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Malta, Andorra e San Marino annunciano il riconoscimento, mentre cresce la pressione internazionale su Israele per la crisi umanitaria e le colonie in Cisgiordania. Ne parliamo con Maria Fantappié, responsabile Programma Med Medio Oriente e Africa allo IAI, e con Pasquale Ferrara, ex direttore politico della Farnesina e docente di diplomazia e negoziato alla LUISS, autore di "Cercando un paese innocente. La pace possibile in un mondo in frantumi" (Città Nuova, 2023). | Nelle Filippine, le piogge monsoniche hanno aggravato le accuse di corruzione e inefficienza dello Stato. Cittadini denunciano miliardi di pesos dispersi in progetti fantasma, mentre città intere restano sommerse. La vita quotidiana è paralizzata: scuole chiuse, spostamenti in barca, cure mediche rese quasi impossibili. Sui social l'indignazione si trasforma in satire feroci contro politici e famiglie privilegiate. Il presidente Ferdinand Marcos Jr ha promesso indagini e aiuti, ma la fiducia resta fragile, mentre il ricordo delle proteste che rovesciarono suo padre nel 1986 incombe sempre di più sul clima politico attuale. Per il 21 settembre è prevista una grande manifestazione anti-corruzione, che cade per l'anniversario della legge marziale. Ne parliamo con Paolo Affatato, responsabile della redazione asiatica dell'agenzia vaticana Fides.  Luigi Spinola ai microfoni.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 23/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Giulia De Luca. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il riconoscimento dello Stato palestinese | Dalla Palestina mandataria allo Stato di Palestina]]></title>
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            <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il Regno Unito, il Canada e l'Australia hanno annunciato oggi il riconoscimento formale di uno Stato palestinese, una mossa che potrebbe essere seguita da altri Paesi durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il premier britannico Keir Starmer ha definito il passo essenziale per "riaccendere la speranza di pace e di una soluzione a due Stati", precisando che non si tratta di un premio per Hamas. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha replicato accusando i leader occidentali di "ricompensare il terrorismo" e ribadendo che "non ci sarà alcuno Stato palestinese". Nel Regno Unito la decisione ha diviso il fronte politico: accolta con favore dai Liberal Democratici e dai Verdi, è stata duramente attaccata dal leader conservatore Kemi Badenoch. Tra i palestinesi in Cisgiordania cresce la speranza, mentre a Gaza prevale lo scetticismo; le famiglie degli ostaggi nelle mani di Hamas hanno invece denunciato che la scelta complica il loro rilascio. Ne parliamo con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, oggi in collegamento da Ramallah, e con Donald Sassoon, Professore emerito di  Comparative European History. Ai microfoni Luigi Spinola.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 21/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Sep 2025 05:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[I settimanali internazionali letti e commentati da Anna Maria Giordano. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 20/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 20 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[La libertà perde la sua voce negli USA | Ciclismo mondiale in Africa]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Sep 2025 09:42:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[ABC ha sospeso il programma di Jimmy Kimmel dopo le sue critiche a Donald Trump sulla morte dell'attivista conservatore Charlie Kirk, scatenando accuse di censura. Ne parliamo con Giampiero Gramaglia, giornalista, ex direttore dell'ANSA e Senior Advisor di NewsGuard in Italia. | Il Rwanda si prepara ad accogliere per la prima volta i Mondiali di ciclismo su strada, in programma a Kigali dal 21 al 28 settembre 2025. Per una settimana il paese sarà al centro della scena sportiva internazionale, in un luogo dove la bicicletta è da sempre parte della vita quotidiana, mezzo di trasporto e di lavoro. Il ciclismo agonistico è arrivato più tardi, ma si è radicato con rapidità grazie a una passione crescente e a un forte investimento pubblico. La storia del ciclismo in Africa, però, ha radici profonde: dalle imprese di Bottecchia, Bartali e Coppi fino alle vicende di corridori come Neffati, Remadni e Zaaf. Oggi quelle strade tornano protagoniste, aprendo un nuovo capitolo che mette il continente al centro della geografia mondiale del ciclismo. Ne parliamo con Marco Pastonesi, giornalista e scrittore, autore di Strade Nere (ediciclo editore, 2025). Ai microfoni Roberto Zichittella.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 19/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 19 Sep 2025 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Giovedì nero in Francia | La scuola polacca in trincea]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Il 18 settembre 2025 un'ampia intersindacale francese chiama alla mobilitazione contro il bilancio 2026 e la riforma dell'assicurazione disoccupazione. Lo sciopero provoca disagi nei trasporti a Parigi e una manifestazione con percorso modificato a Marsiglia, dove scoppiano tensioni con la polizia. È la prima volta dal giugno 2023 che i sindacati si presentano uniti per incidere sulle scelte di bilancio del governo. Ne parliamo con Anna Bonalume, giornalista e dottoressa in filosofia dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. | La storia di Radio Marija in Polonia, una controversa emittente religiosa raccontate dalle Interferenze di  Andrea Borgnino. | In Polonia la scuola è diventata terreno di scontro politico e culturale. La ministra Barbara Nowacka ha escluso religione ed etica dalla media, suscitando proteste, mentre resta in vigore il manuale HiT accusato di propaganda cattolico-nazionalista. Il dibattito si intreccia con i limiti posti dal Concordato e le resistenze locali di docenti e comuni. Dal 2024 si aggiunge la formazione paramilitare obbligatoria, alimentando il mix di catechismo, ideologia e militarizzazione. Ne parliamo con Fabio Turco, giornalista di Centrum Report, progetto giornalistico sui paesi dell'Europa Centrale, in collegamento da Varsavia.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 18/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[L'autarchico Netanyahu | Trump in UK, atto II]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 09:36:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Netanyahu trasforma la "Start-up Nation" in "Sparta Nation", riconoscendo l'isolamento e l'autarchia ma negando le cause che vi hanno condotto Israele. Così finisce per autoaccusarsi, mentre i suoi ministri corrotti incarnano il disordine che rifiuta di vedere. Ne parliamo con Fabiana Magrí, giornalista della redazione esteri della Stampa, esperta di Israele, e con Roberto Castaldi, direttore di Euractiv.it, portale gratuito di informazione europea e segretario generale del movimento federalista europeo. | Il presidente statunitense Donald Trump è arrivato il visita di Stato nel Regno Unito per la sua seconda volta, evento inedito per un non membro della famiglia reale. La sua prima visita, nel 2019, fu segnata da polemiche, proteste di piazza e dal pallone gonfiabile "Trump Baby". Anche questa volta sono previste manifestazioni contro la sua presenza. La visita si svolgerà a Windsor, ribattezzata dai locali "Trumpton" per l'imponente apparato di sicurezza americano già predisposto ad accogliere il presidente. Il caso della rimozione dell'ambasciatore britannico a Washington, Lord Mandelson, ha già gettato un'ombra sull'evento. I preparativi, durati mesi, includono rigidi protocolli di sicurezza e dettagli minuziosi per il banchetto reale. Grande attenzione è dedicata anche al corteo a cavallo e alla disposizione degli ospiti, cruciale per le conversazioni diplomatiche informali. Ne parliamo con James Blitz, giornalista e opinionista su questioni britanniche. Ai microfoni Roberto Zichittella]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 17/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Invasione di terra a Gaza City | Il vertice in Qatar]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[A Gaza City i residenti denunciano bombardamenti "pesanti e incessanti" mentre Israele avrebbe avviato l'offensiva di terra nel nord. Dall'alba almeno 41 persone sono state uccise dai raid aerei israeliani. La popolazione, più volte sfollata in due anni di conflitto, affronta condizioni disperate senza luoghi sicuri né vie di fuga praticabili. Intanto il senatore statunitense Marco Rubio è in Israele per discutere della guerra e dei negoziati di cessate il fuoco. parliamo con Safwat Kahlout, giornalista e producer di Gaza. | Al vertice straordinario di Doha, i leader arabi e musulmani hanno condannato le "pratiche aggressive" di Israele, definite una minaccia alla pace regionale. L'emiro Sheikh Tamim ha accusato Israele di voler rendere Gaza invivibile più che liberare gli ostaggi. Intanto il segretario di Stato USA Marco Rubio, in viaggio verso Doha, ha riconosciuto al Qatar un ruolo chiave nella mediazione per la fine della guerra. Ne parliamo con Virginia Pietromarchi, giornalista di Al Jazeera. Ai microfoni Roberto Zichittella. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 16/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Muro di droni | AfD si espande in Germania ovest ]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Sep 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Un drone russo ha violato lo spazio aereo rumeno, secondo caso segnalato da un Paese Nato dopo la Polonia, che questa settimana aveva abbattuto tre velivoli. Bucarest afferma che due F-16 hanno seguito il drone durante un attacco russo contro infrastrutture ucraine sul Danubio. Zelensky ha definito l'incidente "un'espansione evidente della guerra", mentre Mosca non ha commentato. A Strasburgo, Ursula von der Leyen ha espresso solidarietà a Varsavia, annunciato nuove sanzioni contro ministri israeliani e sostenuto un "muro di droni" lungo il fianco orientale, insieme a una produzione congiunta con Kiev. Ne parliamo con Naty Badea, giornalista Antena 3 CNN, e con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa. | In Renania Settentrionale-Vestfalia l'AfD ha triplicato i consensi alle elezioni comunali, passando dal 5% del 2020 a circa il 14,5%, un risultato definito "enorme successo" da Alice Weidel. La CDU resta il primo partito con il 33%, ma il ministro-presidente Hendrik Wüst ha invitato alla cautela. La crescita segna una significativa avanzata dell'AfD anche nell'ovest industriale della Germania. Ne parliamo con Agnese Franceschini, giornalista della radio e televisione pubblica tedesca WDR. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 15/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 15 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Roberto Zichittella. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 14/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Sep 2025 05:28:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 13/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Sep 2025 05:38:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Brasile, Bolsonaro condannato | La reazione del mondo arabo (e non solo) agli attacchi in Qatar]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Sep 2025 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La Prima sezione della Corte Suprema brasiliana ha condannato l'ex presidente Jair Bolsonaro a 27 anni e tre mesi per tentato colpo di Stato e altri quattro reati connessi e ha inflitto pene severe anche agli altri protagonisti del tentato golpe tra fine 2022 e inizio 2023. Nelle prossime ore il collegio della Corte si riunirà per determinare la sentenza, con le porte del carcere che per Bolsonaro si potrebbero aprire immediatamente: ne parliamo con Claudileia Lemes Dias, scrittrice italo-brasiliana, collabora con Left. Autrice di "Fascismo tropicale: il Brasile tra estrema destra e Covid-19" (Dissensi Edizioni, 2020); "Le catene del Brasile: un paese ostaggio delle religioni" (l'Asino d'Oro Edizioni, 2022). | "L'Arabia Saudita respinge e condanna gli attacchi israeliani nella regione, compresa la brutale aggressione contro il Qatar di martedì", ha affermato il principe ereditario Mohammed bin Salman. MBS è stato tra i primi a reagire all'attacco a Doha in cui le autorità israeliane hanno tentato di uccidere i leader politici di Hamas ma l'operazione ha suscitato anche la condanna dell'Egitto, degli Emirati Arabi Uniti e dell'Unione Europea e rischia di far deragliare i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza. Nel discorso annuale al Consiglio della Shura, il principe ereditario ha affermato che è necessaria un'azione araba, islamica e internazionale per affrontare tale aggressione. "Sono inoltre necessarie misure internazionali per dissuadere l'esercito israeliano dalle sue pratiche criminali che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione", ha aggiunto: ne parliamo con Cinzia Bianco, ricercatrice esperta di Golfo e penisola arabica per lo European Council on Foreign Relations". Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 12/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Sep 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[USA: l'omicidio di Charlie Kirk, uomo del MAGA tra i giovani | Condor nero ]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 09:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Charlie Kirk, 31 anni, amministratore delegato e fondatore della grande organizzazione giovanile della destra americana Turning Point Usa, è stato ucciso, colpito al collo da un proiettile durante un evento pubblico in un college dello Utah. L'attentato, costato la vita ad uno stretto e carismatico alleato del Presidente Donald Trump e del suo movimento Maga, ha rilanciato tra lo shock della nazione e di Washington lo spettro della violenza politica negli Stati Uniti: ne parliamo con Massimo Gaggi, editorialista del Corriere della Sera, per 20 anni corrispondente dagli USA. | Il 6 ottobre del 1975 Bernardo Leighton, leader della Democrazia cristiana cilena e oppositore della dittatura militare di Augusto Pinochet, viene ferito gravemente in un agguato a Roma. A compiere l'attentato sono due neofascisti italiani: Stefano Delle Chiaie di Avanguardia Nazionale e Pierluigi Concutelli di Ordine Nuovo. Le indagini dimostreranno che l'attentato era stato commissionato dalla DINA (Dirección de Inteligencia Nacional), il servizio di intelligence cileno. A 50 anni dall'attentato a Bernardo Leighton, oppositore di Pinochet, e a 52 anni dal colpo di Stato militare dell'11 settembre 1973, esce in libreria una nuova edizione di "Condor Nero" (collana Intrigo, Paesi edizioni), libro-inchiesta della giornalista cilena Patricia Loreto Mayorga, che fa luce sull'Internazionale Fascista e il ruolo dei terroristi neri italiani all'interno del regime di Pinochet:  ne parliamo con Patricia Loreto Mayorga, giornalista e scrittrice cilena. Storica corrispondente del quotidiano cileno El Mercurio, è autrice di numerosi saggi pubblicati in Italia e in America Latina. Attualmente è vicepresidente vicaria per l'Italia dell'Associazione mondiale delle donne giornaliste e scrittrici. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 11/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Nepal in fiamme | L'orgoglio dell'Etiopia]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Sep 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Le proteste contro il recente divieto dei social media in Nepal sono diventate sempre più violente martedì, quando i manifestanti hanno dato fuoco agli edifici governativi e alle case dei politici e hanno attaccato alcuni leader. Il primo ministro si è dimesso tra le crescenti critiche rivolte all'élite politica del Paese. Le dimissioni sembrano aver avuto scarso effetto sui disordini. Decine di migliaia di manifestanti sono rimasti in strada fino a tarda sera, bloccando le strade e assaltando le strutture governative. Il giorno prima, manifestazioni guidate da giovani arrabbiati per il blocco di diversi siti di social media hanno sconvolto la capitale e la polizia ha aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 19 persone: ne parliamo con Paolo Affatato, responsabile della redazione asiatica dell'agenzia vaticana Fides. | Cosa è servito per costruire la più grande diga idroelettrica dell'Africa? Oggi, il primo ministro Abiy Ahmed ha inaugurato ufficialmente la grande diga etiope della rinascita (Gerd), che contribuirà all'elettrificazione del Paese e alla fornitura di energia alla regione. La diga si estende per 1,78 km (1,1 miglia) attraverso una valle e raggiunge un'altezza di 145 m (475 piedi): è costruita con 11 milioni di metri cubi di cemento e ha creato un enorme bacino idrico, chiamato Lago Nigat, che in amarico significa "alba". La costruzione della diga su un affluente del Nilo, che fornisce la maggior parte dell'acqua di quel grande fiume, è stata oggetto di controversie con i paesi a valle. La tensione diplomatica con l'Egitto è aumentata, arrivando a parlare persino di conflitto. Ma per l'Etiopia il Gerd è diventato un simbolo di orgoglio nazionale e, secondo Abiy, ha posto saldamente il suo Paese sulla scena mondiale: ne parliamo con Irene Panozzo, ex consigliere politico della UE sul Corno d'Africa e tra i soci di Lettera22. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 10/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Wed, 10 Sep 2025 05:32:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Attacco a Gerusalemme | Argentina, dura sconfitta per Milei alle elezioni provinciali]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Sep 2025 09:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Sei persone sono state uccise oggi dopo una sparatoria a Gerusalemme e altre sette sono rimaste gravemente ferite, secondo quanto riferito dalle autorità israeliane. La sparatoria è avvenuta nei pressi di una fermata dell'autobus all'incrocio Ramot di Gerusalemme, vicino all'Università Ebraica. Un soldato e un civile hanno sparato e ucciso i due attentatori sul posto, secondo quanto riferito dalla polizia. L'attacco avviene in un momento cruciale dei negoziati per la cessazione del conflitto, con il presidente USA Donald Trump che afferma che Israele e Hamas potrebbero firmare "molto presto" un accordo di cessate il fuoco a Gaza e ribadisce che alcuni degli ostaggi ancora in vita potrebbero essere morti. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, Netanyahu starebbe valutando la proposta di Trump sull'accordo per il rilascio degli ostaggi, mentre fonti affermano che Israele non avrebbe ancora ricevuto il piano. Ieri, intanto, altre 28 persone sono morte a Gaza: ne parliamo con Maria Gianniti, corrispondente RAI a Gerusalemme. | Nelle Interferenze di Andrea Borgnino: Libano, Botswana, Mali, Nigeria, Cameroon, Brasile e tra poco anche a Cuba. Questi sono i paesi dove sono attivi i trasmettitori dell'emittente russa "Radio Sputnik" che continua la sua espansione in tutto il mondo. | Il presidente argentino Javier Milei ha subito una pesante battuta d'arresto in occasione delle elezioni provinciali a Buenos Aires che si sono tenute domenica, considerate una cartina di tornasole per valutare le performance del suo partito in vista delle legislative previste il mese prossimo: ne parliamo con Giulia De Luca, giornalista e voce di Radio3. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 09/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Tue, 09 Sep 2025 05:27:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Il più grande attacco aereo russo all'Ucraina | Le proteste in Serbia non si fermano ]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 09:37:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[È una doppia "prima" che smentisce tutte le speculazioni su un negoziato per mettere fine alla guerra russa in Ucraina. All'alba del 7 settembre le forze russe hanno lanciato il più grande attacco aereo in tre anni di guerra: 805 droni da combattimento, nove missili cruise e quattro missili balistici. Inoltre, per la prima volta, è stata colpita la sede del governo a Kiev: ne parliamo con Emma Farné, inviata RAI in Ucraina. | Decine di migliaia di manifestanti hanno marciato in silenzio lunedì scorso a Belgrado per commemorare la morte di 16 persone rimaste uccise nel crollo del tetto della stazione ferroviaria della cittadina di Novi Sad, chiedendo elezioni anticipate che sperano possano destituire il presidente Aleksandar Vucic e il suo partito di governo SNS. I manifestanti, invitati dagli studenti delle scuole superiori, si sono radunati intorno di fronte alla vecchia stazione ferroviaria di Belgrado. Proteste si sono svolte anche in altre città, tra cui Novi Sad, Kragujevac e Aleksinac. Sono mesi che i cittadini serbi scendono in piazza, riuscendo a scuotere Vucic e il suo partito SNS. Le proteste sono state per lo più pacifiche fino al 13 agosto, quando decine di agenti di polizia e civili sono rimasti feriti negli scontri. I manifestanti hanno attribuito la responsabilità del disastro alla stazione ferroviaria di Novi Sad alla corruzione e chiedono elezioni anticipate nella speranza di cacciare Vucic e il suo partito: ne parliamo con Stefano Giantin, giornalista freelance in collegamento da Belgrado, si occupa di Balcani e di Europa centro-orientale e collabora con Ansa Nuova Europa e con Il Piccolo di Trieste. Ai microfoni, Marina Lalovic. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 08/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Mon, 08 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Luigi Spinola. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 07/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sun, 07 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 06/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Sat, 06 Sep 2025 05:31:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Stati Uniti in guerra | L'architettura del potere ]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:33:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[Dalle dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio al cambio del nome del ministero della Difesa in ministero della Guerra, passando per il taglio di alcuni fondi destinati alla sicurezza dei paesi europei confinanti con la Russia: ne parliamo con Raffaella Baritono, docente ordinaria di Storia e Politica degli Stati Uniti d'America presso la Scuola di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. | Il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone agli edifici federali di Washington di mantenere uno stile architettonico classico greco-romano, caratterizzato da colonne di marmo e austeri corridoi, come quelli della Corte Suprema e del Campidoglio degli Stati Uniti. Le nuove linee guida, che la Casa Bianca ha definito come "rendere nuovamente bella l'architettura federale", scoraggiano anche i progetti di costruzione federali a livello nazionale dall'optare per stili modernisti come il brutalismo. Donald Trump non è l'unica a usare l'architettura come mezzo di propaganda: anche il primo Ministro indiano Narendra Modi e quello ungherese Viktor Orban vogliono costruire edifici che esaltino presunte radici e un passato immaginario: con Flavia Marcello, Affiliate professor di studi italiani all'Università di Sidney e autrice di "After the Fall: The Legacy of Fascism in Rome's Architectural and Urban History - "Dopo la caduta: l'eredità del fascismo nella storia architettonica e urbana di Roma" (Bloomsbury 2024). Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 05/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Fri, 05 Sep 2025 05:30:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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            <title><![CDATA[Crisi francese e débacle europea? | Grecia: pene detentive per i richiedenti asilo respinti]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Sep 2025 09:34:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[L'estrema destra francese parte all'attacco di un governo traballante e dà il colpo decisivo: l'8 settembre, il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen voterà per far cadere il governo Bayrou e chiederà uno scioglimento del Parlamento "in tempi rapidissimi". Il destino di Bayrou sembra segnato, ormai tutta la sinistra, l'estrema destra e anche qualcuno dei Républicain, respingono in blocco il progetto di finanziaria che prevede tagli per 44 miliardi di euro nel 2026 e che ha messo in difficoltà il governo francese sin dall'inizio. Sul fronte esterno, intanto, Macron continua la sua opera nella coalizione dei volenterosi e proprio domani all'Eliseo ospiterà un nuovo vertice per decidere sulle garanzie di sicurezza all'Ucraina, dove il presidente francese si aspetta anche un "sostegno" statunitense: ne parliamo con Anna Bonalume, giornalista e dottoressa in filosofia dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. | Le interferenze di Andrea Borgnino ci portano dentro lo sciopero, appena concluso, di Radio France. | La Grecia approva una legge draconiana che prevede pene detentive per i richiedenti asilo respinti. Coloro a cui è stata respinta la richiesta di asilo e che non se ne vanno entro 14 giorni rischiano pene detentive da due a cinque anni: ne parliamo con Konstantinos Moschochoritis Direttore Generale Intersos. Ai microfoni, Anna Maria Giordano. ]]></description>
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            <title><![CDATA[Rassegna stampa internazionale 04/09/2025]]></title>
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            <pubDate>Thu, 04 Sep 2025 05:35:00 GMT</pubDate>
            <description><![CDATA[La stampa internazionale letta e commentata da Laura Silvia Battaglia. Per ricevere gli articoli letti potete iscrivervi alla Newsletter di Radio3 Mondo.  ]]></description>
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